Novità fiscali del 21 marzo 2013: le previsioni sull’acconto IMU 2013

Pubblicato il 21 marzo 2013



cancellazione di società dal registro delle imprese: per i rapporti giuridici pendenti ne rispondono i soci; ruling internazionale: disponibile la seconda edizione del bollettino; ruoli dell’Agenzia del Territorio: approvati i fogli avvertenze della cartella di pagamento; previsioni sull’acconto IMU 2013; lavoratori licenziati: comunicazioni per la salvaguardia entro il 31 marzo; lo sportello unico doganale a Ravenna é realtà

 

 

Indice:

1) Ruling internazionale: disponibile la seconda edizione del bollettino

2)  Lo sportello unico doganale a Ravenna é realtà

3) Ruoli dell’Agenzia del Territorio: approvati i fogli avvertenze della cartella di pagamento

4) Previsioni sull’acconto IMU 2013

5) Lavoratori licenziati: comunicazioni per la salvaguardia entro il 31 marzo

6) Cancellazione di società dal Registro delle imprese: per i rapporti giuridici pendenti ne rispondono i soci

 

 

1) Ruling internazionale: disponibile la seconda edizione del bollettino

Balzo in avanti per gli accordi tra Fisco e imprese internazionali. Tutti i numeri online sul bollettino del Ruling.

Cresce del 137,5% il numero delle istanze di Ruling internazionale presentate all’Agenzia delle Entrate nell’ultimo triennio. Sono sempre di più le imprese con attività internazionale che decidono di definire preventivamente con l’Amministrazione finanziaria la propria posizione fiscale principalmente in materia di transfer pricing, interessi, dividendi e royalties. Tutti i dati relativi alle procedure attivate in base all’art. 8 del Dl n. 269/2003 sono consultabili sul Bollettino del Ruling di standard internazionale pubblicato il 20 marzo 2013 sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il Ruling internazionale in cifre

Dalla data di attivazione del Ruling sono state presentate complessivamente 135 istanze. Nell’ultimo triennio, in particolare, sono state 83 le richieste arrivate in Agenzia, 37 gli accordi conclusi tra Amministrazione finanziaria e contribuente, 3 le istanze rigettate e 4 quelle cessate per rinuncia delle parti. Alla data del 31 dicembre 2012 sono 54 le istruttorie ancora in corso. Per quanto riguarda i tempi, si può rilevare che l'accordo si chiude mediamente in 16 mesi. L’84% dei soggetti che hanno presentato istanza di Ruling realizza ricavi superiori a 25 milioni di euro con una netta prevalenza (il 68% del totale dei soggetti) della categoria dei grandi contribuenti, che dichiarano quindi ricavi superiori ai 100 milioni di euro.

Il Pre–filing

Dal 2009, su richiesta del contribuente, la decisione di presentare l’istanza può essere preceduta da uno o più incontri preventivi (“pre-filing”), anche in forma anonima, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti di tipo generale in base alle caratteristiche del Ruling internazionale. Tra gli argomenti più ricorrenti il transfer pricing (101 casi di incontro preventivo su 134) si impone sui dividendi, gli interessi o le royalties (16 casi).

Più certezza sui prezzi di trasferimento con gli Apa bilaterali e multilaterali

Nell’ambito del Ruling internazionale, a partire dagli ultimi mesi del 2010 sono divenuti operativi gli Advance Princing Agreement (APA) di tipo bilaterale o multilaterale:

Accordi condivisi e sottoscritti anche dalle autorità competenti delle giurisdizioni estere interessate. Gli Apa bilaterali e multilaterali (19 istanze in corso al 31 dicembre 2012) consentono, in particolare, di fornire maggiore certezza ai contribuenti in materia di prezzi di trasferimento, perché idonei a rimuovere completamente la doppia imposizione.

Chi può fare istanza e quali sono gli ambiti di applicazione

Istituita per prevenire possibili conflitti tra amministrazione fiscale e contribuente, attenuando al tempo stesso il rischio di doppie imposizioni, la peculiare procedura di interpello è stata introdotta nell'ordinamento italiano nel 2003. I soggetti che possono presentare istanza di Ruling sono le imprese residenti in Italia con attività internazionale e le imprese non residenti con stabile organizzazione in Italia che effettuano prevalentemente cessioni di beni e prestazioni di servizi con consociate estere.

Il nuovo bollettino è disponibile in italiano sul sito Internet dell’Amministrazione – www.agenziaentrate.gov.it. A breve la II edizione del bollettino sarà consultabile anche in lingua inglese.

Ruling internazionale

L’art. 8 del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito, con modificazioni, nella Legge 24 novembre 2003, n. 326 ha previsto, per le imprese con attività internazionale, la possibilità di utilizzare una procedura di ruling internazionale, con principale riferimento al regime dei prezzi di trasferimento, degli interessi, dei dividendi e delle royalties.

La procedura in questione si conclude con la sottoscrizione di un accordo, tra l’Amministrazione finanziaria e l’impresa con attività internazionale, che vincola, entrambe le parti, sulle questioni oggetto di accordo per il periodo d’imposta nel corso del quale l’accordo stesso è stato stipulato e per i due periodi d’imposta successivi.

Le disposizioni per consentire alle imprese con attività internazionale di accedere alla suddetta procedura sono state definite con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 luglio 2004.

Tale provvedimento individua i requisiti soggettivi ed oggettivi per l’accesso al ruling e stabilisce le modalità operative per l’avvio della procedura da parte del contribuente.

In particolare il contribuente avvia la procedura mediante la presentazione di una istanza su carta libera (in plico non imbustato e a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento) all’Ufficio Ruling Internazionale - Direzione Centrale Accertamento - Settore Internazionale, ai seguenti indirizzi:

Roma, Via Cristoforo Colombo, 426 c/d, C.a.p. 00145: per i soggetti aventi il domicilio fiscale nelle regioni Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Sardegna, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Milano, Via Manin, 25, C.a.p. 20121: per i soggetti aventi il domicilio fiscale nelle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia

L’Ufficio Ruling Internazionale, valutata la sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi, entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza ovvero dall’ultimazione dell’ulteriore attività istruttoria necessaria a tal fine, dichiara l’ammissibilità della stessa e invita l’impresa a comparire per l’instaurazione della procedura che si svolge in contraddittorio tra le parti.

Per eventuali comunicazioni si può inviare una mail al seguente indirizzo: dc.acc.uri@agenziaentrate.it

(Agenzia delle etrate, comunicato n. 33 del 20 marzo 2013)

 

2)  Lo sportello unico doganale a Ravenna é realtà

La completa digitalizzazione del processo di sdoganamento delle merci, un processo complesso ed articolato che coinvolge numerosi soggetti facenti capo a differenti Amministrazioni, sta per diventare la prassi in uso negli aeroporti e nei porti italiani, primo tra tutti quello di Ravenna dove la sperimentazione è già stata avviata con successo.

Dal 12 febbraio 2013, infatti, è operativa nello scalo ravennate questa nuova procedura che consente di abbattere drasticamente i tempi di attesa per lo svincolo delle merci e di ridurre i costi sopportati dagli operatori chiamati finora a fornire più volte alle diverse Amministrazioni le medesime informazioni.

Sicuramente una impresa non facile quella di “sintonizzare” tutte le componenti di un sistema sofisticato; basti pensare che le norme vigenti prevedono per lo sdoganamento fino a 68 diversi certificati/nulla osta, il cui rilascio compete a 18 differenti Amministrazioni o Enti.

L’Agenzia delle Dogane, che ha promosso sia la norma istitutiva sia il modello operativo, ha perseguito con tenacia l’obiettivo pienamente consapevole delle potenzialità di una simile innovazione in termini di competitività del Paese, di maggiore efficacia dei controlli, di ottimizzazione dei tempi, di sinergia dei servizi e di semplificazione amministrativa.

Il porto di Ravenna è stato individuato come ufficio pilota in ragione dei volumi e delle tipologie di merci movimentate. Dai primi risultati sono emerse utili indicazioni per la messa a punto del sistema che verrà a breve esteso anche al Porto di Civitavecchia e successivamente agli altri scali.

“Abbiamo deciso di mettere al centro dell’attenzione il processo di business sia degli operatori sia delle Amministrazione cui competono i controlli” – ha dichiarato Teresa Alvaro, Direttore Centrale Tecnologie per l’Innovazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – “in quanto si determinano sostanziali semplificazioni se e solo se si riduce il grado di incertezza rispetto a ciò che ognuno deve fare”.

“Grazie all'importante gioco di squadra realizzato tra Autorità Portuale, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed operatori tutti del Porto di Ravenna - afferma il Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Galliano Di Marco – è stato possibile traguardare uno dei principali, più importanti ed ambiziosi obiettivi che il settore si è dato al fine di aumentare efficienza ed efficacia dei servizi nei nostri porti. Al porto di Ravenna saremo presto a regime con la completa operatività dello Sportello Unico Doganale nella sua forma compiuta. A questo corrispondono controlli più selettivi, un significativo risparmio di tempo ed una maggiore facilità nella compilazione e presentazione delle dichiarazioni, che avverranno attraverso un portale interattivo grazie al quale, tra le altre cose, gli operatori potranno seguire in tempo reale la propria procedura di svincolo della merce. Come è stato detto appena qualche giorno fa dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali, riuscire a migliorare le singole fasi di procedure di commercio internazionale così complesse, potrà contribuire ad un parziale recupero dei traffici in fuga dal nostro Paese con un beneficio derivante dall’aumento del volume complessivo delle entrate sia a favore dello Stato che del settore privato. Merito di questo è riconducibile al grande sforzo organizzativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed al ruolo di coordinamento sostenuto dall’Ufficio delle Dogane di Ravenna, troppo spesso ritenuto responsabile, a torto, del problema dello sdoganamento non efficiente delle merci. Solo grazie all’attività svolta negli ultimi mesi da questo Ufficio è stato possibile raggiungere questi primi importantissimi risultati, i cui effetti si vedranno già nei prossimi mesi e saranno duraturi nel tempo.”.

(Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, comunicato n. 35511/RU del 20 marzo 2013)

 

3) Ruoli dell’Agenzia del Territorio: approvati i fogli avvertenze della cartella di pagamento

Per il “Territorio” si è reso necessario l’aggiornamento della cartella di pagamento dopo l’incorporazione con le “Entrate” e l’introduzione dell’istituto deflativo del contenzioso, reso obbligatorio per le liti di minore entità.

I ricorsi contro i ruoli emessi dagli uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 1 dicembre 2012, in materia di imposta ipotecaria, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali, oneri e sanzioni amministrative, devono essere preceduti, se di entità non superiore ai 20mila euro, dalla mediazione tributaria obbligatoria.

Ciò poiché da tale data, appunto, l’Agenzia delle Entrate ha incorporato l’Agenzia delle Territorio.

Per conseguenza, l’ultimo istituto deflativo del contenzioso introdotto per risolvere amministrativamente le contestazioni tributarie più “contenute”, è diventato applicabile anche agli atti emanati dai nuovi uffici provinciali-Territorio.

È stato necessario, perciò, aggiornare la cartella di pagamento. In particolare, il provvedimento Prot. n. 2013/35137 del 20 marzo 2013 del direttore dell’Agenzia delle entrate ha approvato le nuove avvertenze della suddetta cartella, che adesso specificano come il ricorso debba essere preceduto dall’istituto del reclamo-mediazione, spiegando modalità e tempi di presentazione dell’istanza.

La novità, non riguarda, quindi, i ruoli emessi prima del 1 dicembre 2012 anche se notificati dopo tale data.

 

4) Previsioni sull’acconto IMU 2013

In relazioni al prossimo acconto Imu 2013 si sono avute le prime previsioni: Scadrà il 23 aprile 2013 il termine a disposizione dei Comuni con i conti in ordine per deliberare le nuove aliquote per l’appuntamento di giugno 2013. Se la delibera non arriverà in tempo è probabile che a giugno si dovranno usare le aliquote in vigore nel 2012 e rimandare il tutto al 2014 anche per il saldo 2013 di dicembre.

Pare sia questo l’orientamento prevalente in merito alla campagna Imu 2013. Sarebbe già partita la macchina organizzativa con l’inizio della verifica dei tempi di approvazione delle delibere (in funzione dei tempi di approvazione concessi ai comuni non in regola con i conti e quelli invece in ordine).

Due sarebbero, infatti, i binari, uno per i comuni con i conti in squilibrio e un altro per quelli in regola. Nel primo caso i comuni hanno tempo fino al 30 settembre 2013 per deliberare anche in merito all’Imu. I comuni in ordine devono invece considerare la scadenza del 23 aprile 2013 per approvare eventuali correzioni alle aliquote.

Pare sia questo l’orientamento che potrebbe essere recepito in una circolare del Dipartimento delle Finanze.

 

5) Lavoratori licenziati: comunicazioni per la salvaguardia entro il 31 marzo

Il Ministero del lavoro, dopo quanto ha sostenuto nella nota del 8 marzo 2013, ha precisato che i nominativi dei lavoratori licenziati nel 2012 che rientrano nella salvaguardia dei 55mila devono essere inviati dalle imprese interessate al ministero entro il 31 marzo 2013.

Gli elenchi dei suddetti lavoratori, redatti nell’apposito modello “Format elenco lavoratori salvaguardati”, dovranno essere trasmessi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di Lavoro.

Lavoratori dello spettaocolo: denunce in Uniemens

L’Inps, con la circolare n. 41/2013, ha precisato che dal 1° aprile 2013 la comunicazione delle denunce retributive e contributive dei lavoratori dello sport e dello spettacolo trasmesse mediante l’invio di file precompilati confluisce nel flusso Uniemens.

Per le valutazioni arrivano le linee guida unitarie

A partire dal 19 marzo 2013, sul sito dell’Organismo italiano di valutazione, è disponibile in forma di bozza in consultazione il primo documento Oiv e le lettere di commento dovranno essere inviate entro il 19 giugno.

Le finalità sono quelle di identificare e promulgare principi per l’assunzione dell’incarico di valutazione; identificare gli ambiti che richiedono i giudizi da parte del l’esperto; identificare il processo identificativo più appropriato; ridurre le diversità nella pratica delle valutazioni; promuovere la comprensione delle diverse tecniche valutative.


6) Cancellazione di società dal Registro delle imprese: per i rapporti giuridici pendenti ne rispondono i soci

La cancellazione di una società dal registro delle imprese ha efficacia costitutiva e ne determina l'immediata estinzione indipendentemente dai rapporti giuridici a essa facenti capo, ne consegue, quindi, che i rapporti pendenti sono a carico dei soci.  Tra le conseguenze processuali, l’impossibilità di agire in giudizio.

La Corte di Cassazione, con le recenti sentenze a sezioni unite n. 6070 e 6071 del 12 marzo 2013, ha inteso dirimere le incertezze interpretative in merito agli effetti conseguenti alla cancellazione della società sia sul piano sostanziale sia processuale.

Come è noto, con le precedenti sentenze nn. 4060, 4061 e 4062 del 2010, le medesime sezioni unite della Corte di Cassazione avevano stabilito che la cancellazione di una società di capitali dal registro delle imprese, a seguito del neo art. 2495 c.c. (riforma del diritto societario), ha efficacia costitutiva, determinando l’immediata estinzione della società indipendentemente dall’esaurimento dei rapporti giuridici a essa facenti capo.

Prima della riforma del diritto societario (entrata in vigore a inizio 2004), la giurisprudenza prevalente riteneva che se, anche successivamente alla cancellazione emergessero rapporti di credito o debito, ovvero contenziosi, vi fosse una prosecuzione della capacità giuridica e della soggettività, anche processuale, della società stessa.

Ciò comportava, evidentemente, che i creditori sociali insoddisfatti avrebbero dovuto rivalersi direttamente nei confronti della società.

L’inciso introdotto dal legislatore della riforma all’art. 2495 c.c. “ferma restando l'estinzione della società..” ha indotto la Corte di Cassazione a mutare il proprio orientamento e affermare che, con la cancellazione dal registro delle imprese, si verifica a pieno titolo anche l’estinzione della società di capitali e ciò indipendentemente dalla sussistenza o meno di creditori insoddisfatti.

Le predette sentenze a sezione unite avevano, altresì, dichiarato applicabile, per ragioni di ordine sistematico, lo stesso principio anche alle società di persone.

Il fatto che la società cancellata si estingua comunque, anche in presenza di rapporti non ancora definiti, aveva però fatto sorgere la problematica, ampiamente dibattuta, in merito alla sorte di questi ultimi.

Adesso le nuove sentenze (pronunce 6070 e 6071, a sezioni unite)  intervengono nuovamente per far chiarezza sugli effetti dell’estinzione della società conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese.

La Corte di Cassazione, pur ribadendo l’effetto estintivo della cancellazione, identifica nei soci i successori della società estinta, tanto sul piano sostanziale quanto su quello processuale.

Sul piano sostanziale, la Suprema Corte, dopo aver espressamente escluso che la cancellazione dal Registro delle imprese, pur provocando l’estinzione dell’ente debitore, determini al tempo stesso la sparizione dei debiti insoddisfatti, afferma, infatti, che in tali casi “si determina un fenomeno di tipo successorio”, in virtù del quale le obbligazioni si trasferiscono ai soci.

I creditori sociali insoddisfatti devono quindi rivolgere le loro pretese direttamente nei confronti dei soci e non della società ormai estinta, ai sensi e per gli effetti degli artt. 2495 c.c. (società di capitali), 2312 c.c. (società in nome collettivo) e 2324 (società in accomandita), tutto dipende, quindi, dalla responsabilità dei soci limitata al capitale conferito (per le società di capitali) o illimitata (per le società di persone).

Inoltre, la cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società medesima, impedisce che essa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio. Se l’estinzione della società cancellata dal registro interviene in pendenza di giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo, disciplinato dall’art. 299 cpc e seguenti, con possibile successiva eventuale prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci qualora l’effetto estintivo non sia stato fatto constatare nei modi previsti dall’art. 299 c.p.c. e seguenti o si sia verificato quando il farlo constare in quei modi non è più possibile, l’impugnazione della sentenza pronunciata nei riguardi della società deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci succeduti alla società estinta. Tutto ciò, ovviamente, influirà anche sul versante tributario.

 

Vincenzo D’Andò