Novità fiscali del 14 marzo 2013: le istruzioni per scaricare il CUD dell'INPS

richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria e suo rilascio da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale; l’indice TFR di febbraio 2013 è pari a 0,390845; consulenza troppo generica: detrazione negata; altre dalla Cassazione; con l’Imu il familiare può ritornare ad essere a carico del contribuente; richiesta sospensione riscossione da presentare ad Equitalia; le novità dopo le recenti riforme in materia di lavoro; imposta sulle transazioni finanziarie; l’obbligo di controllo e solidarietà ai fini Iva contrasta con le norme Ue

 

 

Indice:

1) Richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria e suo rilascio da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale

2) Indice TFR di febbraio 2013 è pari a  0,390845

3) Consulenza troppo generica: detrazione negata; altre dalla Cassazione

4) Con l’Imu il familiare può ritornare ad essere a carico del contribuente

5) Richiesta sospensione riscossione da presentare ad Equitalia

6) Le novità dopo le recenti riforme in materia di lavoro commentate nella circolare della Fondazione Studi CDL

7) Imposta sulle transazioni finanziarie: invio osservazioni al MEF

8) L’obbligo di controllo e solidarietà ai fini Iva contrasta con le norme Ue

 

 

1) Richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria e suo rilascio da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale

L’Inps, con il messaggio 4428 del 13 marzo 2013, ha fornito nuovi chiarimenti che fanno seguito alla circolare n. 32 del 26 febbraio 2013, intitolata “Nuove modalità di rilascio del CUD”, per dare notizia dell’attivazione di nuovi strumenti di richiesta e trasmissione del CUD e per fornire alcuni ulteriori chiarimenti al riguardo.

Cittadini in possesso di un indirizzo di posta elettronica ordinaria

Gli utenti dell’Istituto potranno trasmettere la richiesta del proprio CUD, indirizzandola a richiestaCUD@postacert.inps.gov.it, utilizzando anche la posta elettronica ordinaria.

All’email di richiesta dovranno essere allegate l’istanza (debitamente firmata e digitalizzata) e la copia (digitalizzata fronte/retro) di un documento di riconoscimento valido del richiedente, in conformità a quanto previsto dal terzo comma dell’art. 38 del DPR. n. 445/2000 in ordine alle modalità di invio e sottoscrizione delle istanze.

Ricevuta la richiesta nella modalità sopra descritta, il CUD verrà trasmesso all’indirizzo di posta elettronica indicato dal richiedente.

Professionisti abilitati all’assistenza fiscale

Per ottenere la certificazione in parola il cittadino interessato ha facoltà di avvalersi, previo conferimento di specifico mandato, oltre che di un Centro di assistenza fiscale, di uno degli altri soggetti (professionisti) compresi tra quelli abilitati all’assistenza fiscale, di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che abbia stipulato con l’Istituto la convenzione per la trasmissione dei modelli RED, in corso di validità.

Il mandato, unitamente a copia di un documento di identità del cittadino, deve essere conservato dal professionista ed esibito a richiesta dell’INPS.

 

2) Indice TFR del mese di febbraio 2013 è pari a  0,390845

L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio 2013 è pari a 106,7 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,187793; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà 0,390845.

 

3) Consulenza troppo generica: detrazione negata; altre dalla Cassazione

Il fisco può considerare falsa la fattura per consulenza se manca un accordo scritto con il professionista. In tal caso viene meno la detrazione.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6203 del 12 marzo 2013, ha, infatti, stabilito che una generica fattura per consulenza può essere considerata falsa dall’Amministrazione finanziaria in assenza di un contratto scritto con il professionista.

In tal caso, il Fisco è tenuto a negare la detrazione dell’IVA (art. 19, comma 1, D.P.R. n. 633/1972).

In particolare, nel caso in cui gli elementi riportati sulla fattura siano vaghi, scaturiscono delle presunzioni semplici in favore dell’Agenzia, con conseguente onere delle prova a carico del contribuente.

Il contribuente, per ottenere legittimamente la detrazione, deve dimostrare l’esistenza di un vero e proprio contratto di consulenza scritto con un professionista o con un’impresa.

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