Novità fiscali del 14 marzo 2013: le istruzioni per scaricare il CUD dell’INPS

Pubblicato il 14 marzo 2013



richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria e suo rilascio da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale; l'indice TFR di febbraio 2013 è pari a 0,390845; consulenza troppo generica: detrazione negata; altre dalla Cassazione; con l’Imu il familiare può ritornare ad essere a carico del contribuente; richiesta sospensione riscossione da presentare ad Equitalia; le novità dopo le recenti riforme in materia di lavoro; imposta sulle transazioni finanziarie; l’obbligo di controllo e solidarietà ai fini Iva contrasta con le norme Ue

 

 

Indice:

1) Richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria e suo rilascio da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale

2) Indice TFR di febbraio 2013 è pari a  0,390845

3) Consulenza troppo generica: detrazione negata; altre dalla Cassazione

4) Con l’Imu il familiare può ritornare ad essere a carico del contribuente

5) Richiesta sospensione riscossione da presentare ad Equitalia

6) Le novità dopo le recenti riforme in materia di lavoro commentate nella circolare della Fondazione Studi CDL

7) Imposta sulle transazioni finanziarie: invio osservazioni al MEF

8) L’obbligo di controllo e solidarietà ai fini Iva contrasta con le norme Ue

 

 

1) Richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria e suo rilascio da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale

L’Inps, con il messaggio 4428 del 13 marzo 2013, ha fornito nuovi chiarimenti che fanno seguito alla circolare n. 32 del 26 febbraio 2013, intitolata “Nuove modalità di rilascio del CUD”, per dare notizia dell’attivazione di nuovi strumenti di richiesta e trasmissione del CUD e per fornire alcuni ulteriori chiarimenti al riguardo.

Cittadini in possesso di un indirizzo di posta elettronica ordinaria

Gli utenti dell’Istituto potranno trasmettere la richiesta del proprio CUD, indirizzandola a richiestaCUD@postacert.inps.gov.it, utilizzando anche la posta elettronica ordinaria.

All’email di richiesta dovranno essere allegate l’istanza (debitamente firmata e digitalizzata) e la copia (digitalizzata fronte/retro) di un documento di riconoscimento valido del richiedente, in conformità a quanto previsto dal terzo comma dell’art. 38 del DPR. n. 445/2000 in ordine alle modalità di invio e sottoscrizione delle istanze.

Ricevuta la richiesta nella modalità sopra descritta, il CUD verrà trasmesso all’indirizzo di posta elettronica indicato dal richiedente.

Professionisti abilitati all’assistenza fiscale

Per ottenere la certificazione in parola il cittadino interessato ha facoltà di avvalersi, previo conferimento di specifico mandato, oltre che di un Centro di assistenza fiscale, di uno degli altri soggetti (professionisti) compresi tra quelli abilitati all’assistenza fiscale, di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che abbia stipulato con l’Istituto la convenzione per la trasmissione dei modelli RED, in corso di validità.

Il mandato, unitamente a copia di un documento di identità del cittadino, deve essere conservato dal professionista ed esibito a richiesta dell’INPS.

 

2) Indice TFR del mese di febbraio 2013 è pari a  0,390845

L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio 2013 è pari a 106,7 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,187793; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà 0,390845.

 

3) Consulenza troppo generica: detrazione negata; altre dalla Cassazione

Il fisco può considerare falsa la fattura per consulenza se manca un accordo scritto con il professionista. In tal caso viene meno la detrazione.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6203 del 12 marzo 2013, ha, infatti, stabilito che una generica fattura per consulenza può essere considerata falsa dall’Amministrazione finanziaria in assenza di un contratto scritto con il professionista.

In tal caso, il Fisco è tenuto a negare la detrazione dell’IVA (art. 19, comma 1, D.P.R. n. 633/1972).

In particolare, nel caso in cui gli elementi riportati sulla fattura siano vaghi, scaturiscono delle presunzioni semplici in favore dell’Agenzia, con conseguente onere delle prova a carico del contribuente.

Il contribuente, per ottenere legittimamente la detrazione, deve dimostrare l’esistenza di un vero e proprio contratto di consulenza scritto con un professionista o con un’impresa.

Norme incerte: occorre adeguata motivazione per evitare le sanzioni fiscali

In presenza di norme incerte è più facile che il giudice applichi le sanzioni fiscali.

Il contribuente deve adempiere alle sanzioni se in Tribunale il magistrato non motiva con puntualità la lacunosità della legge.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6189 del 12 marzo 2013.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla regione Toscana contro la decisione della Ctr che aveva disapplicato le sanzioni in relazione a una norma regionale definita poco chiara. La Cassazione, nelle motivazioni, ha precisato che in assenza di un'adeguata motivazione da parte di Ctp e Ctr il contribuente deve comunque pagare la sanzione.

I soci “succedono” alla società estinta nei rapporti giuridici pendenti

Risolta la questione dei rapporti pendenti, non definiti nella liquidazione, all’estinzione della società cancellata dal Registro imprese.

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza n. 6070 del 12 marzo 2013 (oltre alla sentenza n. 6070 la Suprema Corte ha emesso nello stesso giorno altre due sentenze, identiche alla prima: la n. 6071/2013 e la n. 6072/2013), ha stabilito che i soci sono i successori dei rapporti attivi e passivi che fanno capo a una società all’atto della sua cancellazione dal Registro delle imprese: Delle obbligazioni i soci rispondono nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione oppure illimitatamente se la società cancellata fosse una società di persone.

Commercialista con praticante in studio rischia di dovere pagare l’Irap

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22592/2012afferma che l’“esistenza di un’autonoma organizzazione, che costituisce il presupposto per l’assoggettamento ad imposizione dei soggetti esercenti arti o professioni indicati nel DPR n. 917/86 art 49, comma 1, postula che l’attività abituale ed autonoma del professionista si avvalga di una organizzazione dotata di un minimo di autonomia che potenzi ed accresca l’attività produttiva; non è, invece, necessario che la struttura organizzata sia in grado di funzionare in assenza del titolare, né assume alcun rilievo, ai fini dell’esclusione di tale presupposto, la circostanza che l’apporto del titolare sia insostituibile per ragioni giuridiche o perché la clientela si rivolga alla struttura in considerazione delle sue particolari capacità.”.

Nel caso di specie, il Commercialista si era avvalso per la propria attività professionale dell’apporto di un apprendista.

La Suprema Corte cassa con rinvio per valutare, ai fini della configurabilità del presupposto dell’autonoma organizzazione, il tipo di rapporto di collaborazione di cui si avvale il professionista, precisando altresì, che l’impiego continuativo di lavoro altrui, anche se per tempo limitato e pagando un corrispettivo non elevato, è costantemente reputato significativo indice di organizzazione autonoma.

 

4) Con l’Imu il familiare può ritornare ad essere a carico del contribuente

Come è noto dal periodo d’imposta 2012 non sono più soggetti ad IRPEF (e quindi non partecipano alla formazione del reddito complessivo) i redditi fondiari “sostituiti” dall’Imu.

Come rilevato in dottrina, tale novità potrà determinare importanti conseguenze nell’attribuzione delle detrazioni fiscali spettanti al contribuente, sia con riferimento alla loro entità (detrazioni per carichi di famiglia, per lavoro dipendente, ecc., che aumentano al diminuire del reddito complessivo del contribuente), sia per la verifica del rispetto del limite per essere considerati fiscalmente a carico.

Adesso, infatti, il riscontro del rispetto del confermato limite di 2.840,51 euro per essere considerato fiscalmente a carico andrà effettuato senza tener conto dei redditi derivanti dagli immobili non locati, a tutto vantaggio di alcuni contribuenti che, a parità di condizioni patrimoniali e reddituali, nel 2011 non erano considerabili a carico, ma, invece, vi potranno rientrare nel 2012.

Si pensi, ad es., al coniuge di un contribuente che presentava, nel 2011, un reddito da collaborazione occasionale pari a 2.400,00 euro e un reddito derivante da abitazione principale pari a 700,00 euro. Fino allo scorso anno non poteva essere considerato fiscalmente a carico del contribuente (superando il limite di 2.840,51 euro).

Dal 2012, il reddito da abitazione principale non concorre alla determinazione del reddito per essere considerati fiscalmente a carico e, di conseguenza, il coniuge, a parità di condizioni, risulterà a carico, essendo il reddito complessivo per il 2012 pari a 2.400 euro, quindi, inferiore a 2.840,51.

Analoghe situazioni si potranno verificare per ogni altro familiare fiscalmente non a carico fino all’anno scorso.


5) Richiesta sospensione riscossione da presentare ad Equitalia

Una guida di Equitalia ricorda che il contribuente può chiedere direttamente ai loro uffici la sospensione della riscossione degli importi contenuti in una cartella o in ogni altro documento notificato da Equitalia quando, ad es., il medesimo contribuente abbia già pagato l’importo richiesto o sia in possesso di una sentenza che gli abbia dato ragione o di uno sgravio dell’ente creditore.

La sospensione può essere richiesta in presenza di qualsiasi causa che rende non esigibile il credito da parte dell’ente pubblico creditore.

La domanda va presentata entro 90 giorni da quando Equitalia ha notificato al contribuente la cartella o il primo atto di riscossione.

È sufficiente presentare un semplice modulo, che si trova allo sportello o sul sito www.gruppoequitalia.it, e, quindi, spiegare i motivi per cui non si deve pagare.

Alla richiesta vanno allegati un documento di riconoscimento e tutta la documentazione in proprio possesso, ad es. la ricevuta che attesta il pagamento già avvenuto, il provvedimento di sgravio o la sentenza favorevole al contribuente.

Se il contribuente non può andare allo sportello di Equitalia per presentare la domanda, può, in alternativa, inviare la richiesta con raccomandata a/r ai recapiti che trova indicati nella cartella oppure inviando un fax o un’email ai recapiti che trova nel modulo.

Ricevuta la domanda completa di tutta la documentazione, Equitalia sospende immediatamente l’attività di riscossione e chiede una verifica all’ente creditore. Se la documentazione presentata è incompleta, Equitalia chiederà al contribuente le integrazioni necessarie.

Se entro 220 giorni non riceve alcuna risposta dall’ente creditore, le somme richieste non saranno più dovute.

 

6) Le novità dopo le recenti riforme in materia di lavoro commentate nella circolare della Fondazione Studi CDL

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 2 del 13 marzo 2013, sulla Legge n. 68/1999, illustra le novità dopo le recenti riforme.

Nel corso dell’ultimo periodo la materia del collocamento obbligatorio ha subito rilevanti interventi modificativi.

In particolare, è possibile individuare:

L’art. 6, comma 2-ter del DL n. 70/2011 convertito in legge n. 106/2011 ha modificato l'articolo 5, comma 2, della legge n. 68/1999 stabilendo che “fermo restando l'obbligo del versamento del contributo di cui al comma 3 al Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, per le aziende che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per cento, la procedura di esonero prevista dal presente articolo è sostituita da un'autocertificazione del datore di lavoro che attesti l'esclusione dei lavoratori interessati dalla base di computo”.

L’art. 4, comma 27 della legge n. 92/2012 ha apportato diverse novità alla disciplina:

a) all'articolo 4, comma 1, il primo periodo e' sostituito dai seguenti: «Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ai medesimi effetti, non sono computabili: i lavoratori occupati ai sensi della presente legge, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i lavoratori assunti con contratto di inserimento, i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l'utilizzatore, i lavoratori assunti per attivita' da svolgersi all'estero per la durata di tale attività, i soggetti impegnati in lavori socialmente utili assunti ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, i lavoratori a domicilio, i lavoratori che aderiscono al programma di emersione, ai sensi dell'articolo 1, comma 4-bis, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, e successive modificazioni. Restano salve le ulteriori esclusioni previste dalle discipline di settore»;

b) all'articolo 5, comma 2, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «Indipendentemente dall'inquadramento previdenziale dei lavoratori e' considerato personale di cantiere anche quello direttamente operante nei montaggi industriali, o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere»;

c) all'articolo 5, dopo il comma 8-quater e' aggiunto il seguente:

«8-quinquies. Al fine di evitare abusi nel ricorso all'istituto dell'esonero dagli obblighi di cui all'articolo 3 e di garantire il rispetto delle quote di riserva, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita la Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da emanare, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono ridefiniti i procedimenti relativi agli esoneri, i criteri e le modalita' per la loro concessione e sono stabilite norme volte al potenziamento delle attivita' di controllo»;

d) all'articolo 6, comma 1, e' aggiunto, infine, il seguente periodo: «I medesimi organismi sono tenuti a comunicare, anche in via telematica, con cadenza almeno mensile, alla competente Direzione territoriale del lavoro, il mancato rispetto degli obblighi di cui all'articolo 3, nonché il ricorso agli esoneri, ai fini della attivazione degli eventuali accertamenti».

- L’art. 46, comma 1, lett. l) del decreto legge n. 83/2012 ha modificato all'articolo 4, comma 1 della legge n. 68/1999, inserendo dopo le parole: "della presente legge," le seguenti: “i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi,".

- L’art. 9, comma 5, del decreto legge n. 179/2012 è stato modificato il testo dell’art. 4, comma 3 della legge n. 68/1999; in particolare, dopo le parole: «quantità di lavoro» sono inserite le seguenti parole: «anche mediante la predisposizione di accomodamenti ragionevoli ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 1, lettera (i), della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità adottata dall'Assemblea generale il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva dalla legge 3 marzo 2009, n. 18».

Le novità in sintesi sono:

Ampliamento delle casistiche agevolative:

dei contratti a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi;

dei lavoratori con tasso di rischio superiore al 60%;

del personale di cantiere indipendentemente dall’inquadramento dei lavoratori;

- Rivisitazione dei criteri di esonero dei datori di lavoro.

- Rivisti i tempi di comunicazione delle scoperture da parte dei Centri per l’impiego alla Direzione territoriale del Ministero del Lavoro.

- L’assunzione dei disabili con contratti di telelavoro, o lavoro a domicilio è consentita “mediante la predisposizione di accomodamenti ragionevoli”.

Profili generali

Dall’insieme delle norme sopra elencate emerge una sostanziale volontà legislativa di ampliare l’area di esclusione dal campo di applicazione della legge n. 68/1999 incidendo sulle tipologie contrattuali esistenti.

A fronte di questo, tuttavia, è stata organizzata un’azione volta ad intensificare i controlli per il rispetto degli obblighi imposti dalla medesima legge. Il 31 gennaio 2013 il Ministero del Lavoro, nell’ambito del Servizio di Vigilanza, ha diffuso la programmazione ispettiva per l’anno 2013 redatti ai sensi dell’art. 20 della Convenzione OIL C81 dell’11 luglio 1947, in cui emerge una particolare intensificazione dei controlli delle aziende circa gli obblighi previsti dalla legge 68.

E’ possibile di seguito analizzare alcuni profili di criticità emersi in sede di prima applicazione di alcune delle norme sopra elencate.

Contratti a termine

Una prima categoria esclusa dalla base di computo per il calcolo della quota di riserva è rappresentata dai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata non superiore a sei mesi (art. 46, comma 1, lett. l) del decreto legge n. 83/2012).

Un primo profilo di criticità riguarda le modalità di computo dei lavoratori che hanno un contratto a termine superiore a sei mesi. Sul punto il Ministero del Lavoro non sempre ha espresso una posizione univoca. Con la circolare n. 18/2012 (reperibile sul portale ufficiale www.lavoro.gov.it ) è stato infatti precisato che i lavoratori a tempo determinato “dovranno essere computati pro quota senza computare i contratti a termine che sono stati avviati in sostituzione di lavoratori assenti (dovendosi computare i lavoratori sostituiti).

Su un diverso portale del Ministero del Lavoro (www.cliclavoro.gov.it/Aziende/FAQ/Pagine/Disabili.aspx) sono state diffuse delle FAQ, in base alle quali, a fronte della domanda volta ad individuare la data cui fare riferimento per la composizione dell’organico, il Ministero ha risposto “La norma non fissa un preciso momento per il calcolo dell’organico. Tuttavia, dato che la redazione del prospetto informativo di cui alla legge 68/99, fa riferimento all’organico del datore di lavoro alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione, si ritiene che tale data costituisca il termine di riferimento”.

In una successiva FAQ sempre presente sul portale cliclavoro.gov.it il Ministero precisa che “Il lavoratore occupato con contratto a tempo determinato superiore a sei mesi dovrà essere computato come unità”.

Senza entrare nel merito sull’efficacia giuridica delle posizioni interpretative ministeriali espresse mediante FAQ, in questo quadro di riferimento, si ritiene che la posizione più aderente al sistema complessivo tracciato dalla legge 68/1999 sia quella di rilevare il personale alla data del 31 dicembre di ogni anno, compresi i rapporti a tempo determinato; in questo ultimo caso, dunque, in attesa dei necessari chiarimenti ministeriali, i rapporti a termine di durata superiore a sei mesi si computeranno nella base occupazionale come unità solo se presenti in azienda a tale data.

Peraltro, non ci sono dubbi (si veda sul tema Cass. n. 14823 del 22/11/2001) sulla possibilità per le aziende di assumere lavoratori disabili con un contratto a tempo determinato cosi come chiarito dal Ministero del Lavoro con l’interpello n. 66/1999, indipendentemente da orientamenti contrari da parte di alcune Provincie (fra tutte, si veda la Provincia di Bari, che sembra opporsi alla chiara posizione Ministeriale). D’altronde, in considerazione del fatto che il potere ispettivo e sanzionatorio è in capo al del Ministero del Lavoro, non può che essere prevalente la posizione del Ministero del Lavoro rispetto a quella indicata dalle Provincie.

Addetti con un tasso di rischio Inail pari o superiore al 60 per cento

L’art. 6, comma 2-ter del DL n. 70/2011 convertito in legge n. 106/2011 ha modificato l'articolo 5, comma 2, della legge n. 68/1999, prevedendo un' ulteriore ipotesi di esclusione dalla base di computo. La novità riguarda le aziende che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per cento, la procedura di esonero prevista dal presente articolo è sostituita da un'autocertificazione del datore di lavoro che attesta l'esclusione dei lavoratori interessati dalla base di computo.

Il problema si pone con riferimento alla percentuale da rispettare per essere compresi nella disposizione di agevolazione disposta dalla norma, poiché essa fa riferimento al 60% che risulta incompatibile con i criteri di individuazione dei tassi Inail.

Si ricorda in presenza di norma a carattere agevolativo e/o di beneficio, il criterio interpretativo da adottare deve essere di natura restrittiva senza possibilità di applicare criteri analogici.

E dunque, in mancanza di una espressa previsione del Ministero del Lavoro, non appare possibile interpretare il testo della legge facendo riferimento, appunto in via analogica, ad una percentuale del 60 per mille che risulterebbe più aderente all’impianto assicurativo.

A nulla può valere una FAQ inserita nel portale www.cliclavoro.gov.it dal momento che tale strumento non sembra costituire la posizione ufficiale del Ministero del lavoro (a titolo conoscitivo si riporto la FAQ 23. L'art. 5 comma 2, della legge n. 68/1999 prevede - per effetto di una apposita modifica normativa - l'esclusione dalla base di computo del personale adibito a lavorazioni che comportano l'applicazione di un tasso di rischio ai fini Inail pari o superiore al 60 per cento. Si prevede, inoltre, che il datore di lavoro autocertifichi tale esclusione dalla base di computo.

Poiché la norma fa riferimento ad un tasso palesemente errato ed inesistente, dovendosi fare evidentemente richiamo corretto ad un tasso del 60 per mille (art. 41 DPR n. 1124/1965), può ritenersi tuttora operante la norma, interpretata in questo senso?

Inoltre, il riferimento al "tasso di premio ai fini Inail pari o superiore al 60 per mille" deve essere inteso al tasso medio nazionale individuato dal DM 12 dicembre 2000? Dove è possibile evidenziare nel prospetto informativo queste esclusioni ?

RISPOSTA. L'interpretazione conservativa e teleologica impone di considerare la norma pienamente operante, nella corretta interpretazione riferita ad un tasso di premio ai fini Inail pari o superiore al 60 per mille. Il riferimento al pagamento del tasso di premio pari o superiore al 60 per mille deve intendersi al tasso indicato dal DM 12 dicembre 2000 e non al tasso specifico aziendale, che penalizzerebbe proprio le imprese che registrano andamenti infortunistici positivi, o effettuano investimenti in prevenzione.

La norma va interpretata, sia per la collocazione sistematica che per il dato letterale, come una ipotesi di esclusione dalla base di computo, per la quale è espressamente indicato nell'autocertificazione lo strumento sufficiente per l'esonero. Nel prospetto informativo, l'esclusione di questi lavoratori va indicata nella dicitura "Personale viaggiante/navigante" (L. n. 68/99, art. 5, comma 2)).

Personale di cantiere

L'articolo 5, comma 2 della legge n. 68/1999 cosi come modificato dalla legge n. 92/2012, è stato stabilito che Indipendentemente dall'inquadramento previdenziale dei lavoratori è considerato personale di cantiere anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere.

Si pone il dubbio interpretativo sul significato da attribuire alla nuova norma, ovvero se la sua applicazione si estende a tutte le aziende, oppure solo a quelle appartenenti al settore edile.

Un primo orientamento interpretativo indica che la norma intende escludere dalla base di computo tutti i lavoratori interessati, indipendentemente dall’inquadramento dell’azienda.

Su questa linea è anche la risposta del Ministero( FAQ 21 presente nel sito www.cliclavoro.gov.it, fermo restando le perplessità giuridiche sulla valenza di questi strumenti- “La norma che fa riferimento all’esclusione dalla base di computo del personale "direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere", è riferita esclusivamente al personale dipendente da imprese edili ? Cosa si intende per attività svolta “in cantiere ?”

Per "personale di cantiere", escluso dal computo, si intende, non solo quello operante nelle imprese appartenenti al settore edile, ma anche quello direttamente operante nei montaggi industriali, o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere, indipendentemente dall'inquadramento previdenziale e quindi indipendentemente dalla circostanza

che l'impresa sia classificabile come edile, o che applichi un contratto collettivo del settore edilizia. L'esclusione dal computo però opera limitatamente e strettamente al personale irettamente operante nei montaggi industriali, o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione “svolte in cantiere”. Per attività svolta "in cantiere" si fa quindi espresso riferimento al concetto di cantiere fatto proprio dall'art. 89 del D.lgs n. 81/2008.)

La disposizione si inserisce nel terzo periodo del comma 2 ed in particolare:

- Il secondo periodo stabilisce: Non sono inoltre tenuti all'osservanza dell'obbligo di cui all'articolo 3, i datori di lavoro del settore edile per quanto concerne il personale di cantiere e gli addetti al trasporto del settore;

- Il terzo periodo stabilisce: Indipendentemente dall'inquadramento previdenziale dei lavoratori è considerato personale di cantiere anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere.

L’espressione “è considerato personale di cantiere” porta a ritenere che ci sia uno stretto collegamento tra il secondo e il terzo periodo. Laddove, nel secondo periodo la norma individua le aziende (“datori di lavoro del settore edile”) e nel terzo periodo essa specifica la corretta interpretazione del personale di cantiere richiamato nel secondo periodo (anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere).

Quindi, sembra potersi ritenere che la previsione contenuta nel terzo periodo non assume carattere autonomo, ma rappresenta una estensione della definizione di personale di cantiere, in applicazione dei presupposti indicati del periodo precedente.

La norma si esprime “indipendentemente dall’inquadramento previdenziale dei lavoratori”; al riguardo appare superfluo ricordare che l’inquadramento è sempre del datore di lavoro e mai del lavoratore. Per questo motivo sembra possibile ritenere che la norma non sembra riferirsi allo status aziendale, ma più propriamente al personale, nelle varie funzioni organizzative, che non opera direttamente nei montaggi o nelle manutenzioni ma che, ad esempio, sovrintenda all’attività, o appartenga a funzioni di audit.

Questa lettura si ritiene sia in linea con il principio di rigorosità interpretativa (escludendo, pertanto, criteri analogici) per quelle disposizioni che assumono carattere agevolativo.

Azione ispettiva

Nell’ambito di una più incisiva azione ispettiva, gli Uffici provinciali che gestiscono l’obbligo di assunzione dei disabili, sono tenuti a comunicare, anche in via telematica, con cadenza almeno mensile, alla competente Direzione territoriale del lavoro, il mancato rispetto degli obblighi, nonché il ricorso agli esoneri, ai fini dell' attivazione degli eventuali accertamenti.

 

7) Imposta sulle transazioni finanziarie: invio osservazioni al MEF

I cittadini, gli operatori economici, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, esperti ed interessati ai settori considerati dalla proposta COM(2013)71, possono inviare, entro il 30 aprile 2013, contributi ed osservazioni, che potranno riguardare l’intero contenuto della proposta o specifiche parti della stessa, nel qual caso, in particolare, dovranno essere individuati gli articoli o i gruppi di articoli o le sottosezioni cui i contributi e le osservazioni si riferiscono.

La Commissione Europea ha adottato il 14 febbraio 2013 la proposta di direttiva del Consiglio che attua una cooperazione rafforzata nel settore dell’imposta sulle transazioni finanziarie - COM(2013)71, accompagnata dal documento di analisi di impatto della proposta.

La proposta di direttiva trae origine dalla formale richiesta avanzata alla Commissione da parte di undici Stati membri - Austria, Belgio, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna - di presentare una proposta che consenta di raggiungere un accordo, in cooperazione rafforzata, per l’armonizzazione della tassazione nel settore dell’imposta sulle transazioni finanziarie. La necessità di procedere in cooperazione rafforzata è emersa a seguito della formale presa d’atto da parte del Consiglio Ecofin del 22 giugno 2012 circa l’impossibilità di raggiungere un accordo, in tempi ragionevoli, tra i 27 Stati membri sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa ad un sistema comune d’imposta sulle transazioni finanziarie e recante modifica della direttiva 2008/7/CE – COM(2011)594 del 28 settembre 2011.

La proposta di implementazione della cooperazione rafforzata ricalca in gran parte il contenuto della proposta originaria, così come richiesto dagli Stati cooperanti. Gli obiettivi della proposta originaria, che si riassumevano nella volontà di generare nuove entrate fiscali dal settore finanziario, di contrastare la speculazione e di migliorare il funzionamento del mercato interno, sono esplicitamente richiamati nella presentazione della nuova proposta. Si sono, tuttavia, rese necessarie alcune modifiche del contenuto della proposta, collegate alle peculiarità della procedura della cooperazione rafforzata ovvero volte a rispondere a questioni emerse nel corso delle precedenti discussioni in Consiglio e del dibattito nel Parlamento europeo.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze, nota del 13 marzo 2013)

 

8) L’obbligo di controllo e solidarietà ai fini Iva contrasta con le norme Ue

La norma sugli obblighi di controllo e solidarietà ai fini del versamento dell’Iva a carico dell’appaltatore è illegittima perché in contrasto con la normativa comunitaria.

Questo è quanto sostenuto da Joseph Holzmiller, presidente della Commissione dell’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili che sul punto ha predisposto un documento di denuncia.

“Nonostante la circolare dell’Agenzia delle entrare”, sottolinea Holzmiller, “sul punto in questione restano ancora troppi dubbi circa la legittimità della norma”. La denuncia presentata dall’Associazione, così come da Confindustria, ha ad oggetto le disposizioni in materia di responsabilità solidale dell'appaltatore. Secondo l’Aidc, infatti, il problema principale della norma consiste nel prevedere l’autocertificazione.

In particolare l’associazione ritiene che il prevedere questo meccanismo circa la regolarità di tutti i versamenti e dell'Iva, contrasti con la consolidata giurisprudenza a livello europeo.

Anagrafe dei movimenti finanziari parte ad ottobre

L’Anagrafe dei movimenti finanziari parte dal prossimo mese di ottobre. E’ da quella data infatti che gli intermediari potranno inviare le informazioni relative all’anno 2011. Mentre i dati 2012 saranno trasmessi a marzo 2014. A regime l’invio avrà come termine il 30 aprile di ciascun anno.

 

Vincenzo D’Andò