Novità fiscali del 7 marzo 2013: fissato il nuovo tasso degli interessi di mora validi dal 2013

Pubblicato il 7 marzo 2013



studi di settore 2013: nuove voci di coerenza per il 2012; responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi; le ultime sentenze tributarie dalla Cassazione; bancarotta fraudolenta: sequestrati beni per 16 milioni di euro; fissati dal fisco il tasso degli interessi di mora validi dal 2013; regole monitoraggio appalti pubblici in Gazzetta Ufficiale; cambiali finanziarie e obbligazioni: chiarimenti sul nuovo regime fiscale; redditi da altro Stato

 

 

Indice:

1) Le ultime sentenze tributarie dalla Cassazione

2) Studi di settore 2013: nuove voci di coerenza per il 2012

3) Bancarotta fraudolenta: sequestrati beni per 16 milioni di euro

4) Fissati dal fisco il tasso degli interessi di mora validi dal 2013

5) Regole monitoraggio appalti pubblici in Gazzetta Ufficiale

6) Responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi

7) Cambiali finanziarie e obbligazioni: chiarimenti dell’Agenzia sul nuovo regime fiscale

8) Redditi da altro Stato

 

 

1) Le ultime sentenze tributarie dalla Cassazione

Ecco di seguito le sentenze più interessanti della Cassazione fiscale depositate il 5 marzo 2013:

Sentenza 5385/13 - Ipoteca. Nel caso il coniuge abbia costituito un fondo patrimoniale conferendovi un suo bene e agisca contro un suo creditore, per l’illegittimità dell’ipoteca deve allegare e provare che il debito sia stato contratto per uno scopo estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore era a conoscenza di tale circostanza.

Sentenza 5473/13Accertamento all’amministratore di condominio. L’ufficio del fisco, ai fini accertativi, può considerare il compenso medio per ciascun incarico di amministrazione del condominio, ponendo così il contribuente nella possibilità di contestare i risultati, vista la mancata applicazione di una forma induttiva pura. Dunque, il reddito imponibile dell’amministratore di condominio può essere calcolato dal fisco sulla base del numero dei condomini.

Sentenza 5476/13 - Crediti Iva. Niente compensazione con debiti pregressi se la società ha omesso di presentare la dichiarazione e quindi l’esposizione del credito per l’anno successivo.

Sentenza 5477/13 - Notifiche. Legittima la notifica presso il luogo dove vive e lavora il contribuente, non incombendo sul notificatore l’onere di andare alla ricerca di un luogo alternativo quando non ci siano i presupposti per pensare a un luogo differente.

Sentenza 5478/13 - Contenzioso. Illegittimo il ricorso contro la cartella di pagamento quando è stato respinto il provvedimento di diniego di condono.

Sentenza 10227/13 - Notifiche. In caso di notifica di atto di citazione in giudizio, se l’imputato è stato sfrattato la procedura si considera legittima se effettuata nelle mani del difensore

 

2) Studi di settore 2013: nuove voci di coerenza per il 2012

Studi di settore: la commissione esperti ha approvato le voci di coerenza per il periodo d’imposta 2012. Via libera ai nuovi indici di coerenza economica per gli studi di settore evoluti nel 2012. La novità è dovuta anche ai fini dell’estensione del regime premiale introdotto dal D.L. n. 201/2011 per i soggetti congrui e coerenti, in atto previsto per circa 1/4 degli studi complessivi (55 su 206).

La commissione degli esperti costituita presso Sose ha approvato il 05 marzo 2013 all’unanimità gli indicatori generali applicabili ai circa 70 studi revisionati nel dicembre scorso, più alcuni indicatori specifici utilizzabili per particolari studi (autoscuole, servizi linguistici, riparazione elettrodomestici, noleggio auto, discoteche, servizi di catering e mensa).

Come già anticipato, i nuovi indicatori di coerenza economica riguardano il margine per addetto non dipendente, il margine di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti, nonché il rendimento del capitale rispetto al valore aggiunto lordo. Oltre ai nuovi indicatori di carattere generale, la commissione degli esperti ha varato anche misure specifiche. A cominciare dalle attività professionali, con riguardo alle stabili collaborazioni. Per i giovani che iniziano a lavorare in uno studio, nei primi sei anni la determinazione del compenso seguirà logiche diverse dalla tariffazione oraria. Come anticipato dalle Entrate, poi, al via i correttivi relativi al credito d’imposta carburante e al collaboratore familiare (da applicare allo studio di settore VG68U).

Dal 2013, infine, sarà aggiornata la territorialità dei factory outlet center nell’ambito dello studio VM05U.

 

3) Bancarotta fraudolenta: sequestrati beni per 16 milioni di euro

E’ quanto emerge da un comunicato della GdF del 6 marzo 2013 sulla base dell’operato del Comando Provinciale Varese.

Nonostante la sentenza di fallimento di una società, emanata dal Tribunale di Busto Arsizio in data 14.03.2012, a fronte della quale erano già stati sequestrati beni aziendali oggetto di distrazioni fallimentari per un valore superiore ai 15 mln di euro, sono continuate senza sosta le indagini delle Fiamme Gialle di Gallarate, finalizzate ad individuare le effettive responsabilità delle varie persone coinvolte ed al rintraccio di ulteriori beni da recuperare al fallimento a tutela dei creditori.

Le attività d'indagine consentivano quindi di accertare le gravi responsabilità dei vari attori della vicenda nelle condotte illecite di sottrazione ed occultamento dei beni aziendali ed il giudice delle indagini preliminari disponeva l’applicazione delle misura cautelare dell’arresto in carcere nei confronti di quattro soggetti, i due titolari dell’azienda e due complici, nonché l’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di una quinta persona rea di aver fortemente agevolate le citate condotte distrattive.

Veniva, inoltre, disposto ed eseguito nei giorni scorsi l’ulteriore sequestro di 21 eleganti imbarcazioni di lusso e di ulteriori beni aziendali ritenuti oggetto di distrazione per un valore complessivo di circa 16 mln di euro.

La vicenda nasce alle fine del 2011 quando, nel corso di alcuni accertamenti nei confronti di un soggetto residente nella provincia di Varese, proprietario di uno yacht ritrovato spiaggiato sul litorale pugliese, veniva rilevata una forte incongruenza tra i redditi dallo stesso dichiarati e il valore notevole dell’imbarcazione, pari a circa 340.000 euro.

Da lì sono scaturiti ulteriori accertamenti che hanno permesso di concentrare l’attenzione nei confronti di una nota società nautica con sede nel comune di Sesto Calende e show room in Genova, molo Porto Antico, dalla quale era stata acquistata l’imbarcazione spiaggiata.

Le successive indagini hanno quindi permesso di acclarare una gravissima situazione di dissesto finanziario dell’azienda che aveva portato ad accumulare un passivo di oltre 21 mln di euro, e nella quale i due amministratori, non vedendo più alcuna via d’uscita, decidevano di scappare all’estero, destinazione Seychelles, non prima però di aver sottratto l’intero attivo societario con l’aiuto di due ulteriore soggetti nonché di vari prestanomi.

Per tali motivazioni, al fine di evitare possibili ulteriori indebite sottrazioni dei beni aziendali, ad ulteriore grave danno per i numerosi creditori della società, all’inizio del 2012, venivano cautelativamente sequestrate, su ordine della Procura, trentotto imbarcazioni da diporto rivenute sia presso i vari capannoni in uso alla società che presso il porto di Lavagna (GE), undici automezzi aziendali, cinque immobili ubicati nelle province di Varese e Genova tra i quali una lussuosa villa sita sempre in Lavagna (GE) del valore superiore al milione di euro in attesa di essere venduta, decine di conti correnti, oltre a tutti gli altri beni strumentali di proprietà della società oggetto di indagini per un valore complessivo superiore ai 15 mln di euro.

Parallelamente veniva richiesto, dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, il fallimento della società successivamente dichiarato a seguito della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio il 14.03.2012.

Ad oggi, conclude la nota della Gdf del 06 marzo 2013, con l’esecuzione delle ultime ordinanze e degli ulteriori decreti di sequestro si è potuto, quindi, cautelare a favore del ceto creditorio beni mobili, immobili ed attrezzature varie per un valore complessivo di circa 31 milioni di euro.

 

4) Fissati dal fisco il tasso degli interessi di mora validi dal 2013

Determinati gli interessi di mora per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo dall’Agenzia delle entrate.

Dal 1 maggio 2013 detti interessi di mora sono determinati nella misura del 5,2233% annuo (in precedenza la stessa misura era stato fissata al 4,5504% annuo).

Tutto ciò sulla base della disposizione del direttore dell’Agenzia delle entrate del 04 marzo 2013, pubblicata ai fini di legge sul sito delle Entrate il 06 marzo 2013.

 

5) Regole monitoraggio appalti pubblici in Gazzetta Ufficiale

Riguardo la tempistica, le amministrazioni e i soggetti aggiudicatori rilevano le informazioni riferite allo stato di attuazione delle opere alle date del 28 febbraio, del 30 aprile, del 30 giugno, del 31 agosto, del 31 ottobre e del 31 dicembre di ciascun anno e le rendono disponibili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche entro i 30 giorni successivi.

In questa fase iniziale, la rilevazione riguarderà lo stato delle opere al 30 giugno e l’invio dovrà avvenire tra il 30 settembre 2013 e il 20 ottobre 2013.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il Decreto del 26 febbraio 2013 pubblicato in G. U. n. 54 del 05 marzo 2013, ha predisposto le nuove procedure finalizzate ad assicurare un efficace monitoraggio della spesa pubblica in conto capitale destinata ad opere pubbliche.

Il decreto definisce lo standard nazionale di rilevazione di opera pubblica relativo all’anagrafica, nonchè al monitoraggio finanziario, procedurale e fisico della stessa. Sono inoltre definiti i flussi per l’invio dei dati relativi ad opere pubbliche alle amministrazioni centrali, tenendo conto della necessità di non appesantire i sistemi informativi esistenti presso le amministrazioni pubbliche.

Il provvedimento ha dato attuazione al contenuto dell’art. 5 del D.Lgs. n. 229/2011, concernente la definizione dei dati riguardanti le opere pubbliche, oggetto del contenuto informativo minimo dei sistemi gestionali informatizzati che le Amministrazioni e i soggetti aggiudicatori sono tenute a detenere e a comunicare alla banca dati delle amministrazioni pubbliche, di cui all’art. 13 della Legge n. 196/2009.

Il decreto definisce il dettaglio dei dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali delle opere pubbliche, le informazioni relative allo scambio dei dati tra le amministrazioni interessate.

Le disposizioni del decreto si applicano alle amministrazioni pubbliche, nonché ai soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche destinatari di finanziamenti e agevolazioni a carico del bilancio dello Stato finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche.

Costituiscono oggetto di rilevazione le opere pubbliche in corso di progettazione o realizzazione alla data del 21 febbraio 2012, nonché quelle avviate dopo, tranne alcune eccezioni espressamente previste dalla  norma.

 

6) Responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi

La recente circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 2013 relativa alla responsabilità solidale negli appalti di opere e servizi è stata subito commentata da Assonime con la nota del 06 marzo 2013.

Con detta circolare n. 2/E del 01 marzo 2013, l’Agenzia delle Entrate, facendo seguito alla precedente circolare n. 40/E del 2012, ha fornito ulteriori chiarimenti in ordine all’interpretazione e all’applicazione del regime introdotto dall’art. 13-ter del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134; regime che ha sancito, come è noto, la responsabilità dell’appaltatore in solido con il subappaltatore per il versamento all’Erario da parte di quest’ultimo delle ritenute fiscali sui redditi dei lavoratori dipendenti e dell’IVA dovuta in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto.

A tale responsabilità solidale l’appaltatore può sottrarsi se, prima di pagare il corrispettivo, acquisisce dal subappaltatore una prova documentale dell’avvenuto versamento delle ritenute fiscali e dell’IVA i cui termini di pagamento siano già scaduti: fino all’esibizione di tale prova l’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo.

L’art. 13-ter ha anche previsto che il committente dell’appalto è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria – di importo compreso fra 5.000 e 200.000 euro – qualora paghi il corrispettivo all’appaltatore senza acquisire la documentazione idonea a dimostrare il corretto assolvimento degli obblighi fiscali sia dell’appaltatore che dell’eventuale subappaltatore; anche in tal caso il committente può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della documentazione in parola.

Ambito oggettivo

L’Agenzia delle Entrate, in relazione all’ambito oggettivo di applicazione delle nuove disposizioni, ha preliminarmente dissipato il dubbio che esse si applichino ai soli contratti di appalto stipulati nel settore edilizio, precisando che, avendo tali norme la finalità di contrastare l’evasione fiscale, devono trovare applicazione con riguardo a tutti i contratti di appalto indipendentemente dal settore economico in cui operano i soggetti che li stipulano.
Sempre con riferimento all’ambito oggettivo, l’Agenzia ha anche chiarito che la normativa, sulla base di una interpretazione letterale, si applica alle sole fattispecie riconducibili ai contratti di appalto, così come definiti dall’articolo 1655 del codice civile: ne consegue che ne restano esclusi, ad esempio:

a) gli appalti di fornitura di beni;

b) il contratto d’opera, disciplinato dall’articolo 2222 del codice civile;

c) il contratto di trasporto di cui agli articoli 1678 e seguenti del codice civile;

d) il contratto di subfornitura disciplinato dalla legge 18 giugno 1998, n. 192;

e) le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile.

Nella circolare n. 2/E è poi evidenziato che le nuove disposizioni si rendono applicabili sia nel caso in cui vi sia un contratto di subappalto, che presuppone la coesistenza di almeno tre soggetti economici distinti (committente, appaltatore e subappaltatore), sia nella ipotesi in cui l’appaltatore provveda direttamente alla realizzazione dell’opera affidatagli dal committente.
L’Agenzia, nel ribadire quanto già riconosciuto con la precedente circolare n. 40/E del 2012, e cioè che la normativa si applica ai contratti di appalto stipulati a partire dal 12 agosto 2012, precisa che l’eventuale rinnovo del contratto deve ritenersi equivalente a una nuova stipula: ne consegue che le nuove disposizioni si applicano anche ai contratti stipulati anteriormente a tale data, ma rinnovati successivamente alla stessa, a partire dalla data del rinnovo.
Ambito soggettivo

Per quanto riguarda l’ambito soggettivo di applicazione della normativa, l’Agenzia delle Entrate, considerato che la stessa fa espresso riferimento ai contratti di appalto e di subappalto conclusi dai soggetti IVA e, in ogni caso, dai soggetti di cui agli articoli 73 e 74 del TUIR, ne ha escluso l’applicabilità in relazione ai contratti stipulati:

- dalle persone fisiche che non sono soggetti IVA, ai sensi degli articoli 4 e 5 del d.p.r. n. 633 del 1972;

- dalle stazioni appaltanti di cui all’articolo 3, comma 33, del Decreto legislativo n. 163 del 2006 (Amministrazioni dello Stato, Enti territoriali, Enti pubblici non economici, ecc.);

- dai condomini, in quanto soggetti non compresi fra quelli individuati dagli articoli 73 e 74 del TUIR.

Attestazione della regolarità dei versamenti

Una serie di importanti precisazioni sono poi presenti nella circolare n. 2/E relativamente alla certificazione che attesta la regolarità dei versamenti delle ritenute fiscali e dell’IVA da parte degli appaltatori e degli eventuali subappaltatori (asseverazione rilasciata dai soggetti di cui all’art. 35, comma 1, del decreto legislativo n. 241 del 1997 e all’art. 3, comma 3, lettera a), del d.p.r. n. 322 del 1998 ovvero dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del d.p.r. n. 445 del 2000.

Attestazione in caso di pluralità di contratti

Nel caso di più contratti intercorrenti tra le medesime parti, viene riconosciuta la possibilità per i soggetti interessati di rilasciare l’attestazione in modo unitario e anche con cadenza periodica, fermo restando che, al momento del pagamento, deve essere attestata la regolarità di tutti i versamenti relativi alle ritenute e all’IVA scaduti a tale data, che non siano stati oggetto di una precedente certificazione.

Attestazione in caso di pagamenti non in contanti

Relativamente ai pagamenti effettuati mediante bonifico bancario o altri strumenti che non consentono al beneficiario l’immediata disponibilità della somma versata a suo favore, la circolare n. 2/E puntualizza che l’attestazione di regolarità deve riferirsi ai versamenti fiscali scaduti al momento in cui il committente o l’appaltatore effettuano la disposizione bancaria e non anche a quelli scaduti al momento del successivo accreditamento delle somme al beneficiario.
Attestazione in caso di cessione del credito

Quanto, infine, alle fattispecie in cui l’appaltatore o il subappaltatore cedono il proprio credito a terzi, l’Agenzia – tenendo conto di quanto precisato dalla Ragioneria Generale dello Stato riguardo alle ipotesi di cessione del credito nell’ambito della disciplina dei pagamenti delle pubbliche Amministrazioni – riconosce che la regolarità dei versamenti delle ritenute fiscali e dell’IVA relativi ai contratti di appalto o subappalto riferibili al credito oggetto della cessione possa essere attestata nel momento in cui il cedente (appaltatore o subappaltare) dà notizia della cessione al debitore ceduto (committente o appaltatore).

 

7) Cambiali finanziarie e obbligazioni: chiarimenti dell’Agenzia sul nuovo regime fiscale

Esenzione dal Bollo per le cambiali finanziarie dematerializzate. Questo è uno dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 4/E del 06 marzo 2013, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha fatto il punto sul nuovo regime fiscale delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei project bond.

Novità introdotte dal “decreto crescita” (Dl n. 83/2012) e dal “decreto crescita-bis” (Dl n. 179/2012) con l’obiettivo, tra gli altri, di consentire anche alle società non quotate l’accesso alla raccolta del capitale di debito.

Deducibilità senza test per interessi su cambiali finanziarie e obbligazioni quotate

Si estende l’area degli oneri finanziari - prima limitata agli interessi passivi relativi a obbligazioni e titoli similari emessi dai “grandi emittenti” – che sfuggono alla regola che ne subordina la deducibilità, per l’emittente, a un determinato livello del tasso di rendimento effettivo, calcolato al momento dell’emissione. Entrano, infatti, nel novero degli strumenti a cui non si applica questo “test” – sia le cambiali finanziarie sia le obbligazioni, negoziate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione di Paesi Ue o di Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo inclusi nella white list.

Il vantaggio è sfruttabile anche per titoli non quotati, a condizione che:

a) siano detenuti da investitori qualificati che non detengano, direttamente o indirettamente, più del 2% del capitale o del patrimonio della società emittente

b) il beneficiario effettivo dei proventi sia residente in Italia o in Stati e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni

La circolare precisa, al riguardo, che queste condizioni dovrebbero essere espressamente indicate sia nella delibera di emissione sia nel prospetto di offerta dei titoli emessi o in qualsiasi altro documento equivalente. Inoltre, la società emittente deve acquisire una certificazione, scritta e in forma libera, nella quale il sottoscrittore - o il successivo acquirente - attesti di essere un investitore qualificato, di non possedere più del 2% del capitale sociale o del patrimonio della società emittente e che il beneficiario effettivo dei proventi dei titoli sia residente in Italia o in uno Stato o territorio che consente un adeguato scambio di informazioni.

Cambiali finanziarie con o senza Bollo

Le cambiali finanziarie dematerializzate sono esenti dall’imposta di bollo. Il tributo continua, invece, ad applicarsi, nella misura ordinaria dello 0,01%, per i titoli “cartacei”, così come è in ogni caso dovuta l’imposta di bollo sulle comunicazioni alla clientela.

Regime ad hoc per i project bond

La circolare si sofferma anche sulle “obbligazioni di progetto”, titoli, cioè, emessi dalle società costituite per iniziativa dei soggetti aggiudicatari di concessioni per la realizzazione e/o la gestione di infrastrutture o di nuovi servizi di pubblica utilità, nonché dalle società titolari di un contratto di partenariato pubblico-privato. Gli interessi dei project bond sono assimilati a quelli del debito pubblico: imposta sostitutiva del 12,50% per i “nettisti” (sostanzialmente, persone fisiche, società semplici, associazioni fra professionisti, enti non commerciali, soggetti esenti dall’Ires), mentre sono esclusi dal prelievo i “lordisti” residenti e i percettori residenti in Paesi white list che usufruiscono del previsto regime di esenzione.

Regole ad hoc, infine, anche per i tributi indiretti, con la previsione per cui le imposte di registro, ipotecaria e catastale scattano in misura fissa, per gli atti di garanzia, così come per le eventuali surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali.

 

8) Redditi da altro Stato

Redditi percepiti per il lavoro svolto in un altro Stato: L’esenzione da imposta non può dipendere dalla sede del datore nel territorio nazionale.

Secondo la Corte di Giustizia Ue, sentenza 28 febbraio 2013, n. C-544/11, viola la libera circolazione dei lavoratori la normativa nazionale di uno Stato membro che conceda l’esenzione dei redditi derivanti da un’attività lavorativa subordinata di una persona fiscalmente residente nel territorio nazionale a patto che il datore di lavoro abbia la propria sede nel territorio nazionale, negando, invece, l’esenzione qualora il datore sia stabilito in un altro Stato.

 

Vincenzo D’Andò