Novità fiscali del 5 marzo 2013: IMU degli enti non commerciali, ancora aggiornamenti

Pubblicato il 5 marzo 2013

Tobin tax: da luglio 2013 tassati anche i derivati; tassazione degli immobili esteri (IVIE): ampliata la soggettività passiva; l’impresa, il cui accertamento fiscale non è stato ancora “definito”, non può essere esclusa da una gara; modificato il Modello 730/2013 e le relative istruzioni ministeriali; la maggiorazione del 10,50% si applica alle società in perdita sistematica con le regole ordinarie di determinazione dell’Ires; IMU: esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, adeguamento statuto e atto costitutivo; non è soggetto ad IMU l’immobile concesso in comodato gratuito ad altro ente; revisione obbligatoria degli impianti di riscaldamento: Iva al 10% sulle manutenzioni e consumi energetici a norma


 

Indice:

1) Tobin tax: da luglio 2013 tassati anche i derivati

2) Tassazione degli immobili esteri (IVIE): ampliata la soggettività passiva

3) L’impresa, il cui accertamento fiscale non è stato ancora “definito”, non può essere esclusa da una gara

4) Modificato il Modello 730/2013 e le relative istruzioni ministeriali

5) La maggiorazione del 10,50% si applica alle società in perdita sistematica con le regole ordinarie di determinazione dell’Ires

6) IMU: esenzione per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, adeguamento statuto e atto costitutivo

7)  Non è soggetto ad IMU l’immobile concesso in comodato gratuito ad altro ente

8) Revisione obbligatoria degli impianti di riscaldamento: Iva al 10% sulle manutenzioni e consumi energetici a norma

 

 

1) Tobin tax: da luglio 2013 tassati anche i derivati

Al via l’imposta sulle transazioni finanziarie, accompagnata da un provvedimento del direttore dell'Agenzia.

Per quest’anno l’aliquota è 0,12%, dal prossimo si fisserà allo 0,1.

La Tobin tax é partita il 1 marzo 2013, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 21 febbraio 2013 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Modalità di applicazione

L’imposta si applicherà sugli acquisti di azioni emesse nel territorio italiano da società con capitale superiore a 500 milioni di euro, a prescindere dal Paese di provenienza dell'ordine.

A regime si sconterà un’aliquota dello 0,1% ma fino alla fine di quest’anno, considerata anche la partenza a esercizio già iniziato, la percentuale da pagare sarà dello 0,12.

Se le operazioni di acquisto verranno effettuate fuori dai mercati regolamentati, l’aliquota ammonterà allo 0, 22%, per stabilizzarsi allo 0,2 dal prossimo anno.

Il calcolo delle somme dovute sarà effettuato sul saldo netto di fine giornata, relativamente al titolo utilizzato.

In caso di acquisto e parziale rivendita, perciò, sarà imponibile la differenza positiva.

Se, ad es., si comprano 100 azioni e se ne rivendono 70, sarà tassato il controvalore delle 30 azioni rimaste in portafogli a chiusura di contrattazioni.

A partire da luglio 2013 saranno imponibili anche le operazioni sui derivati; l’aliquota da applicare in questi casi, però, varierà a seconda del tipo di strumento oggetto della compravendita e del valore del contratto.

Esclusioni

Sono esclusi dall’imposizione i prodotti del risparmio gestito e assicurativo, come i titoli di Stato, i fondi comuni d’investimento, le obbligazioni e le valute.

Sono, quindi, esentati dal pagamento della tassa gli acquisti di azioni delle società estere e di quelle italiane con capitale inferiore ai 500 milioni di euro. Per quanto riguarda questo limite, sarà la Consob, con comunicazione annuale da inviare entro il 10 dicembre al ministero dell’Economia e delle Finanze, a fornire la lista delle società che lo rispettano.

Anche i trasferimenti di pacchetti azionari conseguenti a successioni o donazioni non dovranno scontare la tassa.

Versamento

Responsabili del versamento della Tobin tax sono i soggetti che intervengono nell’esecuzione delle operazioni (indicati nell’art. 19, comma 1 del D.M. 21/02/2013), o se ce ne sono altri, il pagamento va effettuato da chi riceve direttamente dall’acquirente l’ordine dell’esecuzione.

Quando, però, intervengono nell’esecuzione dell’operazione soggetti localizzati in Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero dei crediti ai fini dell’imposta, questi

si considerano a tutti gli effetti acquirenti o controparti finali dell’ordine di esecuzione.

In tale contesto, la norma (art. 19, comma 4 del D.M. 21/02/2013) demanda all’Agenzia delle Entrate il compito di individuare gli Stati che non dialogano.

A tal fine, il 01 marzo 2013 è arrivato il provvedimento direttoriale che li identifica.

Imposta sulle transazioni finanziarie: individuati i Paesi dove mancano accordi di cooperazione fiscale

L’Agenzia delle Entrate, in relazione alla nuova imposta sulle transazioni finanziarie (comma 491, art. 1, Legge 228/2012), che é entrata in vigore il 01 marzo 2013, individua per esclusione gli Stati e i territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio d’informazioni e per l’assistenza al recupero crediti.

Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 01 marzo 2013 riporta l’elenco dei Paesi che effettuano con l’Italia sia lo scambio di informazioni sia l’assistenza al recupero dei crediti, escludendo, di conseguenza, tutti quelli non riportati nel provvedimento.

Elenco dei Paesi per i quali sono in vigore accordi:

Austria

Belgio

Bulgaria

Cipro

Danimarca

Estonia

Finlandia

Francia

Germania

Grecia

Irlanda

Islanda

Lettonia

Lituania

Lussemburgo

Malta

Norvegia

Paesi Bassi

Polonia

Portogallo

Regno Unito

Repubblica ceca

Romania

Slovacchia

Slovenia

Spagna

Svezia

Ungheria.

In definita, proprio nello stesso giorno in cui è entrata in vigore la Tobin tax è stato diffuso il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate finalizzato ad individuare gli Stati con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l’assistenza al recupero dei crediti ai fini dell’imposta.

Gli Stati non compresi in questo elenco sono quelli per i quali non vige lo scambio di informazioni e non soggiacciono alle previsioni contenute nel comma 4 dell’art. 19 del D.M. 21 febbraio 2013.

Gli intermediari finanziari degli Stati esclusi dalla “white list” sono considerati acquirenti finali e provvedono direttamente al versamento dell’imposta anche se sono in realtà soggetti interposti.

Quando gli intermediari sono considerati acquirenti finali questi devono pagare la tassa come se fossero gli acquirenti reali dell’operazione.

Come si noterà la “white list” non comprende la Svizzera.

 

2) Tassazione degli immobili esteri (IVIE): ampliata la soggettività passiva

Ai fini della tassazione degli immobili esteri (IVIE), è stata ampliata la soggettività passiva e ciò sarebbe avvenuto in violazione del principio di riserva di Legge, di cui all’art. 23 della Costituzione.

E’ quanto denota l’IRDCEC all’interno del proprio documento n. 13 del 2013, nel quale fa il punto sulla situazione IVIE (imposta sul valore degli immobili esteri), soffermandosi, in particolar modo, su una serie di dubbi interpretativi che contraddistinguono detta imposta.

In particolare, l’IRDCEC ha esaminato le questioni che hanno suscitato maggiori perplessità, riguardo uno degli ultimi interventi legislativi del parlamento uscente (art. 1, comma 518, Legge n. 228/2012, cd. Legge di Stabilità per il 2013) e taluni interventi delle Entrate (C.M. 28/E/2012 e provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del