Novità fiscali del 4 marzo 2013: studi di settore, in arrivo nuovi correttivi per i professionisti?

Pubblicato il 4 marzo 2013



ecco il numero verde per richiedere il CUD 2013; esenzione Iva solo nella sfera privata; detassazione dei venture capital, in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo; assunzioni: sgravi illimitati; studi di settore: nuovi correttivi per i professionisti?; Corte UE: imposta unica sui redditi di lavoro; diminuiscono i ricorsi tributari; responsabilità solidale negli appalti: nuovi chiarimenti delle Entrate; modelli 730-4: in rete i software di compilazione e controllo; locazioni: indice ISTAT di gennaio 2013 al 2,2%

 

 

Indice:

1) Esenzione Iva solo nella sfera privata

2) Detassazione dei venture capital, in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo

3) Assunzioni: sgravi illimitati

4) Studi di settore: nuovi correttivi per i professionisti?

5) Corte Ue: imposta unica sui redditi di lavoro

6) Diminuiscono i ricorsi tributari: la giacenza dei vecchi è scesa di oltre il 6%, mentre il nuovo contenzioso con le Entrate è calato di oltre il 55%

7) Responsabilità solidale negli appalti: nuovi chiarimenti delle Entrate

8) Modelli 730-4: in rete i software di compilazione e controllo

9) Ecco il numero verde per richiedere il CUD 2013

10) Locazioni: indice ISTAT di gennaio 2013 al 2,2%

 

 

1) Esenzione Iva solo nella sfera privata

La persona fisica che è soggetto passivo dell’Iva deve applicare l’imposta anche sulle operazioni effettuate in via occasionale ed estranee all’attività esercitata, salvo che rientrino nella sfera privata.

Questo il parere che l’avvocato generale presso la Corte di giustizia Ue ha depositato il 28 febbraio 2013 nel procedimento pregiudiziale C-62/12.

L’avvocato ha rilevato che la direttiva Iva non prevede, in materia di assoggettamento, alcuna eccezione per le attività occasionali esercitate da soggetti passivi se le stesse non rientrano nella sfera della loro attività privata.

Devono, quindi, essere soggette ad Iva le prestazioni di servizi, in qualità di mandatario, nei confronti di una società, in relazione ad un acquisto immobiliare, a fronte della quale ha percepito un compenso su cui non ha versato l’Iva.

 

2) Detassazione dei venture capital, in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo

È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 28 febbraio 2012, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 21 dicembre 2012 riguardante gli incentivi fiscali a favore dei contribuenti che investono in Fondi per il Venture Capital (FVC) disposti dall’art. 31, comma 4, D.L. n. 98/2011.

In particolare, hanno diritto alla detassazione dei proventi derivanti dalla partecipazione ai FVC coloro che investono in fondi comuni che prevedono nei loro regolamenti che almeno il 75% dei relativi attivi sia investito in pmi ad alto potenziale di crescita, non quotate e aventi sede operativa in Italia.

Le società di gestione del risparmio e i soggetti residenti incaricati del pagamento dei proventi dovranno tenere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate appositi prospetti contabili, che consentiranno di verificare l’osservanza del requisito minimo di investimento.

Le quote dei FVC possono essere sottoscritte esclusivamente dagli investitori che sono considerati investitori professionali o che possono, su richiesta ed a particolari condizioni, essere trattati come investitori professionali.

Otre al minimo di investimento del 75%, sono richiesti i seguenti requisiti delle pmi:

- devono avere sede operativa in Italia;

- devono essere soggette a imposizione fiscale;

- devono essere operative da non più di 36 mesi;

- l’ultimo bilancio approvato prima dell'investimento, deve risultare un fatturato non superiore a 50 milioni di euro;

- le relative azioni o quote devono essere detenute, in via prevalente in misura pari ad almeno il 51%, da persone fisiche;

- le azioni o quote di investimento, in ciascuna pmi, devono essere inferiori a 2,5 milioni di euro sui 12 mesi (il limite deve in ogni caso risultare inferiore al livello massimo di tranche di investimento dettato dalla disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato destinati a promuovere investimenti in capitale di rischio nelle Pmi).

Dunque, le quote dei FVC potranno essere sottoscritte esclusivamente da investitori professionali, ovvero da altri soggetti, su richiesta conforme alla direttiva 2004/39/CE, qualora questi ultimi:

- Si impegnino a investire la cifra minima di 100 mila euro;

- dichiarino per iscritto, di essere consapevoli dei rischi connessi all’investimento previsto;

- il gestore di FVC effettui una valutazione di merito sulla competenza, l’esperienza e la conoscenza dell’investitore;

- il gestore di FVC sia “ragionevolmente sicuro” che l’investitore sia in grado di assumere decisioni autonome d’investimento, comprendendone i rischi connessi;

- il gestore di FVC confermi per iscritto di aver effettuato le valutazioni prescritte nei due punti precedenti.

 

3) Assunzioni: sgravi illimitati

La Corte di Cassazione, con la sentenza 2878 del 14 novembre 2012, ha chiarito, sia pure in maniera indiretta, che il credito di imposta, previsto dall’art. 7 della Legge n. 388/2000 e poi prorogato dall’art. 63 della Legge 289/2002, non è un aiuto di stato e non è soggetto pertanto alla regola “de minimis”.

Confisca per equivalente anche se la cartella è sospesa

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9578 del 28 febbraio 2013, ha stabilito che il sequestro per equivalente conseguente al delitto di omesso versamento dell'Iva è legittimo anche in presenza di sospensione della cartella da parte della Commissione Tributaria.

Il caso aveva per protagonista una società destinataria di una cartella di pagamento per omesso versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione dell’anno 2009.

Poiché la somma superava la soglia di punibilità, scattava immediatamente la segnalazione alla Procura delle Repubblica che disponeva il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di due immobili dell’impresa e di altre proprietà del rappresentante legale.

Il contribuente nel suo ricorso contestava il provvedimento in quanto era stata disposta la sospensione della cartella. La Suprema corte ha ritenuto infondate le doglianze e confermato il provvedimento cautelare.

La consulenza del lavoro non è delegabile ad altri

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9725 del 28 febbraio 2013 ha stabilito che un’associazione di categoria può svolgere per conto delle imprese rappresentate l’attività propria di consulenza del lavoro, ma non può anche delegarla a terzi.

 

4) Studi di settore: nuovi correttivi per i professionisti ?

Studi di settore. Arrivano i correttivi per il 2013. Il primo è basato sulle ore dedicate alle attività professionali. Per gli studi di settore dei professionisti alle prime armi spunta il nuovo correttivo basato sulle ore dedicate all’attività. La proposta di intervento che dovrà passare il vaglio della commissione degli esperti e verrà ufficializzata solo il 5 marzo 2013, si basa sull’attività dei professionisti che nei primi anni di esercizio della loro attività collaborano con studi già avviati e dai quali percepiscono un compenso forfettario riferito essenzialmente alle ore di attività svolta.

Gli studi di settore interessati da questo correttivo sono quelli degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli ingegneri.

Lo scopo di questo correttivo è stimare in maniera più precisa l'attività svolta dal professionista nei primi anni di attività con le collaborazioni presso studi di terzi professionisti già affermati.

In questi casi il giovane professionista viene remunerato non sulla base della tipologia e della qualità del lavoro prestato quanto piuttosto sulla base di un compenso forfettario ancorato alle ore di collaborazione.

 

5) Corte Ue: imposta unica sui redditi di lavoro

La Corte di giustizia Ue (sentenza 28 febbraio 2013, causa C-544/2011) ha stabilito che l’art. 45 TFUE (trattato sul funzionamento dell’Unione europea) osta a una normativa nazionale di uno Stato membro, come quella tedesca, secondo la quale i redditi da lavoro dipendente, percepiti da un contribuente residente e illimitatamente assoggettato a imposta, sono esenti qualora il datore di lavoro sia stabilito in tale Stato membro, ma non anche se lo stesso datore sia stabilito in altro Stato membro. Da qui, l’accoglimento, in sostanza, delle ragioni del cittadino e l’esenzione dalla imposta sui redditi tedesca, perchè contraria al diritto comunitario.

Ribadito dai giudici comunitari il principio normativo per cui non è possibile “discriminare” il percettore se il datore è residente in un altro Stato membro della Comunità europea.

I fatti al centro del procedimento, finito dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, prendono le mosse da una controversia tra un cittadino residente in Germania e l’Amministrazione finanziaria tedesca, che non aveva concesso al primo un’esenzione fiscale.

In particolare, secondo la normativa e la prassi tedesca, il reddito da lavoro dipendente, derivante da attività svolte all'estero, è esentato dall’imposta sul reddito nazionale, qualora appartenga ad una attività che benefici di detto regime.

Come nel caso in questione è l’attività esercitata al servizio di soggetti stabiliti nel territorio nazionale, nell’ambito dell’aiuto pubblico tedesco allo sviluppo e inserita nel contesto di una cooperazione tecnica o finanziaria.

 

6) Diminuiscono i ricorsi tributari: la giacenza dei vecchi è scesa di oltre il 6%, mentre il nuovo contenzioso con le Entrate è calato di oltre il 55%

Il flusso di nuovo contenzioso nei confronti dell’Agenzia delle Entrate con importi inferiori a 20.000 euro è diminuito del 55,58% (circa 14.800 ricorsi in meno) rispetto al 4° trimestre del 2011. Cresce, invece, il contenzioso nei confronti degli altri enti.

E quanto emerge dal rapporto sul contenzioso tributario pubblicato sul sito internet del Ministero delle Finanze (MEF) lo scorso 01 marzo 2013.

L’analisi dei dati del quarto trimestre 2012 conferma la tendenziale riduzione dei flussi dei ricorsi presentati rispetto agli analoghi periodi degli anni 2010 e 2011, già riscontrata nei precedenti trimestri del 2012.

In particolare, per il primo grado di giudizio, in linea con quanto riscontrato nei primi trimestri del 2012, si accentua la riduzione, in termini assoluti e percentuali, delle cause con importi fino a 20.000 euro in cui è coinvolta l’Agenzia delle Entrate.

Si osserva, inoltre, un forte incremento delle decisioni assunte con provvedimenti monocratici, dovuto alla conclusione delle cause soggette alla definizione agevolata delle liti pendenti al 31 dicembre 2012 (prevista dall’art. 39, comma 12, del D.L. n. 98/2011, convertito dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011).

Il numero delle decisioni sulle istanze di sospensione presso le CTP diminuisce per il secondo trimestre consecutivo, e il loro valore medio si riduce, raggiungendo il valore medio trimestrale più basso tra quelli registrati nei trimestri precedenti.

Inoltre, diminuisce, in entrambi i gradi di giudizio, la percentuale di decisioni sulle sospensione assunte entro il termine di 180 giorni.

La nota tecnica del MEF

Nel quarto trimestre del 2012 il numero dei ricorsi definiti nelle Commissioni tributarie provinciali (n. 80.583) risulta superiore al numero dei ricorsi pervenuti (n. 46.764), contribuendo alla riduzione della giacenza del 6,65% rispetto all’inizio dell’anno. Anche presso le Commissioni tributarie regionali, il numero degli appelli definiti (n. 20.566) nel periodo in esame risulta superiore al numero degli appelli pervenuti (n. 16.842), contribuendo alla riduzione della giacenza presso il secondo grado di giudizio dell’1,10% rispetto all’inizio dell’anno.

Il confronto tendenziale del flusso dei ricorsi presentati presso le CTP durante il quarto trimestre 2012 rispetto allo stesso trimestre del 2011, vede una diminuzione del 19,31% (-11.190 ricorsi).

L’analogo confronto del flusso degli appelli depositati presso le CTR vede il nuovo contenzioso presentato nel trimestre ottobre-dicembre del 2012 in crescita rispetto al flusso registrato nello stesso trimestre del 2011 (+1.455 ricorsi pari al 9,46%).

Il flusso dei ricorsi definiti nel trimestre in esame cresce, rispetto all’analogo periodo del 2011, del 26,43% presso le CTP e del 49,00% presso le CTR.

L’incremento della capacità definitoria delle CCTT è dovuto al forte aumento delle decisioni assunte a seguito dell’adesione da parte del contribuente alla procedura della definizione delle liti pendenti in Commissione tributaria al 31 dicembre 2011, di valore non superiore a 20.000 euro.

Infatti, per le controversie individuate dai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate in appositi elenchi era prevista la sospensione del giudizio fino al 30 settembre 2012.

In particolare, sempre con riferimento al 4° trimestre del 2012:

- presso le CTP: le cause definite con decreto presidenziale sono state 18.409, contro 2.361 ricorsi definiti con decreto nello stesso periodo del 2011 e i 2.710 ricorsi definiti nello stesso periodo del 2010; delle citate cause definite con decreto, il 95,40% (pari a 17.542) sono con valore inferiore/uguale a 20.000 euro;

- presso le CTR: gli appelli definiti con decreto presidenziale sono stati 5.503, contro i 198 appelli definiti con decreto nello stesso periodo del 2011 e i 453 appelli definiti nello stesso periodo del 2010; dei citati appelli definiti con decreto, il 94,17% (pari a 5.182) hanno un valore inferiore/uguale a 20.000 euro.

Analisi del contenzioso presso le Commissioni tributarie provinciali

Nel quarto trimestre si conferma la riduzione del contenzioso in ingresso rilevata durante tutto il 2012. La tendenza alla riduzione è confermata dal fatto che, escludendo il trimestre luglio-settembre in cui vige la sospensione feriale dei termini, il valore riferito al trimestre in esame è il più basso tra i valori trimestrali registrati nel triennio 2010-2012.

Con riguardo ai ricorsi presentati verso uno o più enti impositori, il 48,72% del totale interessa l’Agenzia delle Entrate; seguono i ricorsi che coinvolgono Equitalia e gli Enti Territoriali, che registrano percentuali rispettivamente pari al 22,00% e al 17,71%.

La citata riduzione del contenzioso nel primo grado di giudizio riguarda soprattutto le cause per valori sotto i 20.000 euro che sono presentate contro atti dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, il flusso di nuovo contenzioso nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e con importi inferiori a 20.000 euro diminuisce del 55,58% (pari a circa -14.800 ricorsi) rispetto al 4° trimestre del 2011.

Se si limita, invece, l’analisi al contenzioso nei confronti degli enti diversi dall’Agenzia delle Entrate, si osserva, rispetto ai dati del 4° trimestre del 2011, che:

- il contenzioso complessivo cresce di circa 4.200 ricorsi, pari al 21%;

- il contenzioso di valore inferiore/uguale a 20.000 euro cresce di circa 3.800 ricorsi, pari al 23%;

- il contenzioso di valore inferiore/uguale a 20.000 euro verso Equitalia, registra un incremento superiore a 3.000 ricorsi, pari al 74%.

La riduzione complessiva del contenzioso nel primo grado di giudizio, pertanto, è da attribuirsi agli effetti deflativi degli istituti del reclamo e della mediazione, disciplinati dall’art. 17-bis del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, il quale prevede che per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate - e, dal 1° dicembre 2012, anche per quelli emessi dall’Agenzia del Territorio, in quanto confluita in quella delle Entrate - chi intende proporre ricorso è tenuto preliminarmente a presentare reclamo alla stessa Agenzia.

La presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso. Decorsi 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso.

Il valore complessivo delle cause instaurate nel quarto trimestre del 2012 ammonta a circa 5,485 miliardi (mld) di euro (per il 4° trimestre dell’anno 2011, il valore complessivo era di 6,309 mld di euro). Il 69,33% del totale del numero dei ricorsi presentati nel trimestre di riferimento è di valore inferiore/uguale a 20.000 euro; la percentuale riferibile al suddetto valore riscontrata nel 4° trimestre dell’anno 2011 è stata pari a circa il 74,86%.

Il valore medio delle controversie cresce passando da 108.878,81 euro per ricorso pervenuto nel quarto trimestre del 2011 a 117.292,18 euro per ricorso pervenuto nel quarto trimestre del 2012.

Il tributo maggiormente coinvolto nei ricorsi depositati nel trimestre di riferimento è l’IRPEF (21,19%), seguito dall’IVA (14,14%) e dall’IRAP (11,69%).

Con riferimento alla natura del contribuente, i ricorsi sono presentati maggiormente dalle persone fisiche (71,27%), seguite dalle società di capitale (18,18%).

Osservando il settore economico dei soggetti diversi dalle persone fisiche, il 40,06% dei ricorsi in entrata coinvolge i Servizi Privati, il 32,62% l’Industria e il 19,15% il Commercio.

Circa gli esiti dei ricorsi definiti nel trimestre di riferimento, la percentuale delle sentenze favorevoli al contribuente e agli Uffici risultano essere rispettivamente il 26,03% e il 39,45%.

In particolare, la più alta percentuale di successo riferibile all’ente impositore, si registra nelle cause che coinvolgono l’Agenzia delle Dogane (63,80%), mentre quella a favore del contribuente si registra nelle cause che coinvolgono Altri Enti (40,92%).

Il 4° trimestre 2012 vede crescere in modo consistente il numero di ricorsi definiti riconducibili alla categoria Altri Esiti, che rappresentano il 25,36% del totale. Infatti, nei precedenti trimestri dell’anno, i ricorsi definiti con esiti riferibili a tale categoria hanno inciso per 13,06% nel primo trimestre, per il 12,38% nel secondo trimestre e per il 19,23% nel terzo trimestre.

In particolare, il contenzioso complessivamente definito contro l’Agenzia delle Entrate, riconducibile nella suddetta categoria, cresce in termini percentuali, registrando la più alta incidenza registrata dall’inizio dell’anno pari a al 34,88% nel quarto trimestre, e risulta influenzato dalla conclusione del procedimento di definizione agevolata delle liti pendenti, con un valore definito inferiore/uguale a 20.000 euro, in cui è parte l’Agenzia stessa, previsto dall’art. 39, comma 12, lett. d), del D.L. n. 98/2011.

Le suddette liti che vedono coinvolti gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, definite con decreto presidenziale il cui esito è da iscriversi nella categoria Altri esiti, passano da soli 939 ricorsi definiti nel 4° trimestre del 2011 a 11.620 ricorsi definiti nello stesso trimestre del 2012.

Le istanze di sospensione decise presso le CTP sono state 14.750 e diminuiscono sia rispetto al trimestre precedente (-1.051 istanze pari a -6,65%), sia rispetto al 4° trimestre dell’anno 2011 (- 2.095 istanze pari a -12,44%).

Il valore economico complessivo delle controversie per le quali è stata richiesta la sospensione, pari a circa 1,8 miliardi di euro, diminuisce sia rispetto al trimestre precedente (-1,5 mld di euro pari al -45,60%), sia rispetto al 4° trimestre dell’anno 2011 ( -0,676 mld di euro pari al -27,38%).

Il valore medio delle controversie a cui si riferiscono le istanze di sospensione scende a 121.595,50 euro, il più basso tra i valori medi registrati nei precedenti trimestri dell’anno (124.684,21 euro nel 1° trimestre 2012, 146.737,64 euro nel 2° trimestre e 208.655,16 euro nel 3° trimestre), ed inferiore anche nei confronti del valore medio registrato nel 4° trimestre del 2011 (pari a 146.612,42 di euro).

Gli esiti delle decisioni sulle istanze di sospensione, analogamente ai trimestri precedenti dell’anno in corso, registrano un sostanziale equilibrio tra le istanze accolte (51,06%) e le istanze respinte (48,94%).

Nel 4° trimestre 2011 le istanze accolte rappresentavano il 54% delle istanze decise.

Il valore delle sospensive accolte nel 4° trimestre rappresenta il 68,55% del valore complessivamente richiesto.

L’analisi dei dati relativi alle CTP aggregati per regione e per area geografica evidenzia che:

- le aree geografiche in cui si riscontra la maggiore percentuale di istanze accolte sono il Nord-Est e il Centro (rispettivamente con 54,58% e il 54,28%), mentre nelle Isole si riscontra la percentuale più bassa, pari al 48,57%%;

- le regioni del Nord-Ovest e del Nord-est registrano la percentuale più alta con riguardo al valore delle istanze presentate (rispettivamente con 80,12% e il 75,50%).

Presso le CTP, il 69,40% delle istanze decise è stato definito entro il termine di 180 giorni dalla loro presentazione in Commissione tributaria. Tale dato è in diminuzione rispetto a quello registrato nel terzo trimestre dell’anno in corso, pari all’85,11%. Le regioni con le più alte percentuali di istanze definite entro i 180 giorni sono: la Valle d’Aosta (100%), il Friuli Venezia Giulia (96,09%) e il Trentino Alto Adige (95,52%). Le regioni con le più basse percentuali di istanze definite entro i 180 giorni sono: la Calabria (33,33%), la Sicilia (42,65%) e la Sardegna (61,12%).

Analisi del contenzioso presso le Commissioni tributarie regionali

Il numero degli appelli presentati nel quarto trimestre 2012 si attesta a 16.842, in costante aumento – ad eccezione del trimestre luglio-settembre – nel corso dell’anno 2012.

Differentemente dal contenzioso presso le CTP, quello attivato in secondo grado nel trimestre di riferimento è in crescita anche rispetto all’analogo periodo del 2011 (+1.455 pari al 9,46%).

La crescita è dovuta soprattutto alle cause con valore inferiore/uguale a 20.000 euro, che incrementano sia in termini assoluti (+1.600 rispetto al 4° trimestre del 2011), che percentuali (+5 punti percentuali rispetto all’incidenza registrata nel 4° trimestre del 2011).

Con riguardo agli appelli che coinvolgono uno o più enti impositori, il 72,88% del totale interessa l’Agenzia delle Entrate; seguono gli appelli che coinvolgono gli Enti Territoriali e Equitalia, che registrano percentuali rispettivamente pari al 10,80% e al 7,41%.

Il valore complessivo delle cause instaurate nel quarto trimestre del 2012 ammonta a circa 4,253 mld di euro (anno 2011 valore complessivo circa 3,3 mld di euro).

Il valore medio delle controversie, comunque, cresce passando da 215.496,08 euro per appello pervenuto nel quarto trimestre del 2011 a 252.547,96 euro per appello pervenuto nel quarto trimestre del 2012.

L’incidenza degli appelli presentati dagli Uffici nel quarto trimestre (55,19%), è superiore agli appelli presentati dai contribuenti analogamente a quanto riscontrato nello stesso trimestre degli anni 2010 e 2011 (rispettivamente pari a 50,11%, il 55,38%).

Il tributo maggiormente coinvolto negli appelli depositati nel trimestre di riferimento è l’IRPEF (26,38%), seguito dall’IVA (19,62%) e dall’IRAP (18,55%).

Con riferimento alla natura del contribuente, gli appelli depositati nel trimestre di riferimento coinvolgono soprattutto le persone fisiche (59,30%), seguite dalle società di capitale (30,52%).

Osservando il settore economico dei soggetti diversi dalle persone fisiche coinvolte negli appelli, il 44,45% rientra nell’Industria, il 31,04% nei Servizi Privati e il 17,68% nel Commercio.

Circa gli esiti degli appelli definiti nel trimestre di riferimento, le percentuali delle sentenze favorevoli al contribuente e agli Uffici risultano essere rispettivamente il 32,14% e il 34,30%.

In particolare, la più alta percentuale di successo riferibile all’ente impositore, si registra nelle cause che coinvolgono Equitalia (57,58%) e gli Enti territoriali (53,57%), mentre la più alta percentuale di successo a favore del contribuente si registra nelle cause che coinvolgono l’Agenzia delle Dogane (49,40%) e l’Agenzia del Territorio (47,55%).

Anche nel secondo grado di giudizio si osserva, nel trimestre di riferimento, una importante percentuale di controversie concluse con esito che entra nella categoria Altri Esiti, pari al 26,74%, che rappresenta la più alta incidenza percentuale registrata dall’inizio dell’anno (4,37% nel primo trimestre; 4,36% nel secondo trimestre; 11,31% nel terzo trimestre) e risulta influenzata dalla chiusura della procedura della definizione agevolata delle liti pendenti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate.

Analogamente al primo grado di giudizio, si osserva che gli appelli con un valore inferiore/uguale a 20.000 euro, che vedono coinvolti gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, definiti con decreto presidenziale il cui esito è da iscriversi nella categoria Altri esiti, passano da soli 19 appelli definiti nel 4° trimestre del 2011 a 3.443 appelli definiti nello stesso trimestre del 2012.

Il numero delle istanze di sospensione decise, concernenti le sole irrogazioni di sanzioni, sono pari a 476, in diminuzione rispetto al 3° trimestre del 2012 (-29,90%), ma superiore rispetto a quelle decise nel 4° trimestre del 2011 (+32,59%).

Le istanze di sospensione accolte rappresentano il 39,50% delle istanze decise, percentuale sostanzialmente analoga a quelle riscontrata nel 4° trimestre del 2011 (39,80%) e in calo rispetto al 3° trimestre 2012 (44,48%).

Presso le CTR, l’80,67% delle istanze decise sono state definite entro il termine di 180 giorni dalla loro presentazione in Commissione tributaria. Tale dato è in diminuzione rispetto all’analogo registrato nel terzo trimestre dell’anno 2012, pari all’89,69%. Le CTR dell’Abruzzo, del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, dell’Umbria e le CT di 2° grado di Bolzano e Trento registrano il 100% delle istanze definite entro i 180 giorni. Le CTR con le percentuali più basse di istanze definite entro i 180 giorni sono quelle della Sardegna (28,00%), del Piemonte (33,33%) e della Puglia (68,75%).

 

7) Responsabilità solidale negli appalti: nuovi chiarimenti delle Entrate

La nuova normativa (art. 13-ter), poiché intende contrastare l’evasione fiscale, si applica nei contratti di appalto intesi nella loro generalità, quindi non limitatamente a quelli stipulati nell’ambito del settore edilizio.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 2/E del 01 marzo 2013, che fa seguito alla precedente circolare n. 40/E del 2012, ha fornito ulteriori chiarimenti sulla responsabilità solidale negli appalti, introdotta dall’art. 13-ter del D.L. n. 83/2012 (cd. “decreto crescita”) che stabilisce, infatti, per il committente o per l’appaltatore l’obbligo di verificare l’esecuzione del corretto versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva da parte rispettivamente dell’appaltatore o del subappaltatore.

Questa regola si applica al contratto di appalto di opere e servizi come definito dall’art. 1655 c.c..

Pertanto, restano fuori, ad es., gli appalti di fornitura dei beni così come il contratto d’opera e quello di trasporto.

Escluse anche le stazioni appaltanti, i condomìni e, per carenza del requisito soggettivo, le persone fisiche non soggetti passivi Iva.

Viene, dunque, chiarito che le nuove disposizioni hanno una portata generale, nel senso che prescindono dal settore economico in cui operano le parti contraenti.

Ambito oggettivo

Restano, quindi, fuori dal perimetro tracciato dalla nuova norma le tipologie di contratto diverse dal contratto di appalto di opere e servizi, come:

- Gli appalti di fornitura dei beni;

- il contratto d’opera (art. 2222 c.c.);

- il contratto di trasporto (artt. 1678 e seguenti c.c.);

- il contratto di subfornitura (L. 192/98) e le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile.

La circolare chiarisce, inoltre, che le nuove disposizioni hanno una portata generale e non riguardano, dunque, solo gli operatori economici del settore edilizio.

Nel ribadire che rilevano i contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012, indicazione peraltro già contenuta nella circolare n. 40/E, l’Agenzia spiega anche che l’eventuale rinnovo del contratto deve ritenersi equivalente a una nuova stipula: Ne consegue che le nuove disposizioni si applicano, a partire dalla data di rinnovo, anche ai contratti rinnovati successivamente al 12 agosto del 2012.

Ambito soggettivo

La nuova responsabilità solidale si applica ai contratti di appalto e subappalto conclusi da soggetti che li stipulano nell’ambito di attività rilevanti ai fini Iva e, in ogni caso, dai soggetti Ires, dallo Stato e dagli enti pubblici (artt. 73 e 74 del Tuir).

Restano escluse sia le stazioni appaltanti sia le persone fisiche prive di soggettività passiva ai fini Iva. Fuori anche il condominio, perché non rientra tra i soggetti individuati agli articoli 73 e 74 del Tuir.

Casi particolari

La circolare si sofferma, inoltre, su alcune ipotesi particolari. Ad es., in caso di più contratti tra le stesse parti, la certificazione che attesta la regolarità dei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva relativi al contratto d’appalto può essere rilasciata in modo unitario e anche con cadenza periodica.

Infine, in relazione ai pagamenti effettuati tramite bonifico (o con altri strumenti che non consentono al beneficiario l’immediata disponibilità della somma versata), è necessario attestare la regolarità dei versamenti scaduti al momento in cui il committente o l’appaltatore effettua la disposizione bancaria, e non anche di quelli scaduti al momento in cui vengono accreditate le somme.

 

8) Modelli 730-4: in rete i software di compilazione e controllo

Il primo consente di creare il file per comunicare l’indirizzo dove ricevere i risultati delle dichiarazioni, il secondo di verificarlo se prodotto con programma diverso.

On line, a disposizione dei sostituti d’imposta, i software di compilazione e controllo della “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai mod. 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle entrate”.

Il modello, da inviare entro il prossimo 2 aprile (la scadenza ordinaria del 31 marzo quest’anno cade di domenica ed è festivo anche l’1 aprile), è quello approvato lo scorso 22 febbraio con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

La procedura consente di comunicare all’Amministrazione l’indirizzo telematico presso il quale si intende ricevere i risultati contabili delle dichiarazioni dei redditi dei dipendenti e pensionati.

In particolare, il software Comunicazione 730-4 2013 permette la compilazione del modello e la creazione del relativo file da trasmettere direttamente via web

all’Agenzia, senza bisogno di sottoporlo preventivamente alla verifica della procedura di controllo.

L’applicazione è scaricabile direttamente dalla rete, senza, quindi, complesse operazioni di installazione e garantisce l’utilizzo di un software sempre aggiornato.

La comunicazione non deve essere inviata dai sostituti d’imposta che hanno partecipato al flusso telematico negli anni 2011 e/o 2012, mentre deve essere trasmessa in caso di variazione dei dati già in possesso dell’Amministrazione (intermediario incaricato, dati anagrafici, ecc.).

Nel caso in cui non si utilizzi il pacchetto informatico delle Entrate, il file prodotto con altra applicazione, prima della trasmissione, deve essere sottoposto a verifica mediante la Procedura di controllo mod. Comunicazione 730-4 2013, disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia.

 

9) Ecco il numero verde per richiedere il CUD 2013

Per la richiesta di invio del CUD 2013 al proprio domicilio è stato attivato il numero verde 800.43.43.20 dedicato alla richiesta di spedizione del CUD al proprio domicilio, in aggiunta al tradizionale numero verde 803.164.

Lo ha reso noto l’Inps con il messaggio n. 3682 del 01 marzo 2013.

Il numero è gratuito per le chiamate da rete fissa e non è abilitato alle chiamate da telefoni cellulari, per i quali è invece disponibile il numero 06.164.164, a pagamento in base al proprio piano tariffario.
Il servizio, attivo 24 ore su 24 in modalità completamente automatica, è supportato dagli operatori del Contact Center dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 20 ed il sabato dalle 8 alle 14.

Semplificazione del PIN di accesso ai servizi on line

Al fine di semplificare l’accesso ai servizi telematici INPS pur conservando adeguati livelli di sicurezza, a partire dal 1/03/2013 il PIN di accesso ai servizi online sarà semplificato riducendo il numero di caratteri che lo compongono da 16 a 8. Lo ha comunicato l’Inps con il messaggio n. 3695 del 01 marzo 2013 che ha pure precisato che il PIN iniziale, fornito in fase di assegnazione di un nuovo PIN o di ripristino per smarrimento, continuerà ad essere composto da 16 caratteri. Al primo accesso con tale PIN, l’utente sarà invitato a generarne un nuovo composto di soli 8 caratteri. Tutti i successivi accessi saranno effettuati con PIN a 8 caratteri. Gli utenti già dotati di PIN attivo da 16 caratteri potranno continuare ad utilizzarlo sino alla modifica periodica allorchè saranno guidati per la generazione di uno a 8 caratteri.

Altri messaggi dell’Inps del 01 marzo 2013

Messaggio n. 3689 del 01-03-2013 - Oggetto: Applicazione delle risultanze delle verifiche reddituali nei confronti dei pensionati della gestione ex Inpdap titolari di assegno per il nucleo familiare.

Messaggio n. 3678 del 01-03-2013 - Oggetto: Conguaglio del contributo aggiuntivo IVS 0,50% ex lege n. 297/1982 nella restituzione dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello. Ulteriori precisazioni. Differimento del termini di versamento.

 

10) Locazioni: indice ISTAT di gennaio 2013 al 2,2%

Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi al mese di gennaio 2013, resi noti ai fini delle locazioni di immobili.

(Comunicato ISTAT del 28/02/2013, in G.U. n. 50 del 28/02/2013)

 

Vincenzo D’Andò