E' possibile costituire una Sas con un socio agli arresti domiciliari?

un mio potenziale cliente deve prendere in gestione un ristorante pizzeria, costituendo una nuova società di persone con la moglie; tuttavia si trova agli arresti domiciliari, ma ancora al primo grado di giudizio senza sentenza, ed il giudice gli ha però concesso la possibilità di recarsi presso il ristorante dei genitori per 6 ore al giorno: può costituire una Sas per la gestione del locale?

Quesito:

Un mio potenziale cliente deve prendere in gestione un ristorante pizzeria, costituendo una nuova società di persone con la moglie.

Lui però si trova agli arresti domiciliari, ma ancora al primo grado di giudizio senza sentenza, ed il giudice gli ha però concesso la possibilità di recarsi presso il ristorante dei genitori per 6 ore al giorno.

Ora vorrebbe costituire una sas con la moglie per gestire l’attività di ristorante dei genitori in seguito ad affitto di azienda.

 

Lui dovrebbe essere accomandante e la moglie accomandataria.

 

Può costituire questa societa nonostante la sua particolare situazione?

Sono soddisfatti i requisiti morali per lo svolgimento dell’attivita?

 

Risposta:

La società può essere partecipata da chi non è fallito e condannato per bancarotta o alla pena accessoria dell’interdizione legale e da chi non si trova in stato di inabilitazione legale. E in questo caso, l’inabilitato potrebbe sempre richiedere l’autorizzazione all’autorità giudiziaria.

 

Nel caso specifico non vedo problemi, visto che non mi pare si verta in nessuna di quelle ipotesi.

 

La seconda parte della domanda non è sul diritto societario ma sulla normativa del Commercio.

 

Tuttavia, proviamo a dare una risposta ugualmente ma premetto che non sono un esperto di misure cautelari e di normativa penale.

 

In base al T.U.L.P.S. le autorizzazioni vanno negate, per mancanza di requisiti morali:

1) a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;

2) a chi è sottoposto a sorveglianza speciale o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

 

Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all’autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta.

 

La licenza di pubblico esercizio non può essere data a chi sia stato condannato per reati contro la moralità pubblica o per giuochi d’azzardo, o per delitti commessi in stato di ubriachezza o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dell’alcolismo, o per infrazioni alla legge sul lotto, o per abuso di sostanze stupefacenti.

 

Mi preoccupa la frase evidenziata in giallo. Perché temo che gli arresti domiciliari siano proprio una misura di sicurezza personale.

 

Ma essendo la licenza intestata alla sas, non dovremmo avere problemi, dato che l’accomandante non deve partecipare al processo produttivo (a meno che non lo faccia in modo da essere sottoposto alle direttive dell’accomandatario) né, tanto meno, ingerirsi nell’amministrazione.

 

15 marzo 2013

Roberto Mazzanti

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