Novità fiscali del 25 febbraio 2013: interessante bonus sulle auto ecologiche, a partire dal 14 marzo

Pubblicato il 25 febbraio 2013



per gli illeciti disciplinari contestati dal proprio Ordine il Commercialista deve prima rivolgersi al Tribunale; atto di compravendita immobiliare non allegato: é nullo l’avviso di rettifica dell’imposta di registro; quando non è detraibile l’IVA sostenuta per le spese legali; al privilegio non basta la fattura, salvo il curatore; casi in cui sono pignorabili gli immobili nel fondo patrimoniale; cessione ebook con IVA ordinaria; TFR: coefficiente di rivalutazione aggiornato a gennaio 2013; non vale il reddito civilistico ai fini della valutazione dell’avviamento dell’azienda; bonus sulle auto ecologiche dal 14 marzo; novità dall’Amministrazione finanziaria: dai dati del mod. 730 allo sportello doganale

 

 

Indice:

1) Per gli illeciti disciplinari contestati dal proprio Ordine, il Commercialista deve prima rivolgersi al Tribunale

2) Atto di compravendita immobiliare non allegato: é nullo l’avviso di rettifica dell’imposta di registro

3) Quando non è detraibile l’Iva sostenuta per le spese legali

4) Al privilegio non basta la fattura, salvo il curatore

5) Casi in cui sono pignorabili gli immobili nel fondo patrimoniale

6) Cessione ebook con Iva ordinaria

7) TFR: coefficiente di rivalutazione aggiornato a gennaio 2013

8) Non vale il reddito civilistico ai fini della valutazione dell’avviamento dell’azienda

9) Bonus sulle auto ecologiche dal 14 marzo

10) Novità dall’Amministrazione finanziaria: dai dati del mod. 730 allo sportello doganale

 

 

1) Per gli illeciti disciplinari contestati dal proprio Ordine, il Commercialista deve prima rivolgersi al Tribunale

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 4370 del 21 febbraio 2013) le deliberazioni rese in materia disciplinare dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili possono essere impugnate dinnanzi al tribunale, trattandosi di materia che coinvolge situazioni di diritto soggettivo perfetto, sottratte a discrezionalità amministrativa, con conseguente giurisdizione del giudice ordinario e, segnatamente, del tribunale del luogo dove ha sede il Consiglio che ha emesso la deliberazione.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha confermato 24 mesi di sospensione a carico di un professionista arrestato per bancarotta fraudolenta, dichiarando inammissibile il ricorso dell'uomo che avrebbe prima dovuto rivolgersi al Tribunale.

 

2) Atto di compravendita immobiliare non allegato: é nullo l’avviso di rettifica dell’imposta di registro

Negli avvisi di rettifica e liquidazione dell’imposta di registro eseguiti secondo il criterio comparativo (secondo cui rilevano i trasferimenti similari avvenuti non oltre il triennio precedente), è obbligatorio allegare l’atto di compravendita richiamato, non conosciuto dalla parte, altrimenti l’atto impositivo è nullo.

Lo afferma a chiare lettere la Corte di cassazione, nell'ordinanza n. 3262/2013, depositata in cancelleria lo scorso 11 febbraio. La pronuncia produce effetti notevoli, se si considera che è prassi consolidata degli uffici finanziari non allegare agli avvisi di rettifica gli atti richiamati in motivazione utilizzati come riferimento.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3262 del 11 febbraio 2013.

L’art. 51, comma 3, del D.P.R. n. 131/86 prevede la possibilità, per l’Agenzia delle entrate, di rettificare il valore degli atti che hanno per oggetto beni immobili o diritti reali immobiliari, facendo riferimento ai trasferimenti similari (riguardanti immobili di analoghe caratteristiche o condizioni), anteriori di non oltre tre anni alla data dell’atto. Tale metodologia è ampiamente la più diffusa per le rettifiche immobiliari eseguite ai fini del registro. Gli uffici, in sostanza, motivano i propri atti impositivi richiamando altre compravendite similari avvenute nel triennio ad un prezzo più elevato rispetto a quello dichiarato nell'atto rettificato.

Nella grande maggioranza dei casi, la motivazione dell’avviso di rettifica si limita a richiamare la compravendita assunta a riferimento (atto pubblico), indicandone gli estremi e il repertorio, senza allegare alcunché.

Adesso la Suprema Corte di Cassazione afferma che l’avviso di rettifica così motivato, in assenza dell’allegazione dell'atto pubblico richiamato, è nullo.

 

3) Quando non è detraibile l’Iva sostenuta per le spese legali

Per l’impresa non è detraibile l’Iva relativa alle spese legali sostenute per la difesa dell’amministratore sottoposto a procedimento penale per corruzione.

Ciò anche se si tratti di un reato che ha procurato un fatturato imponibile all’impresa stessa, giacché non vi è il nesso oggettivo necessario per la detrazione.

Non rileva la circostanza che, secondo il diritto nazionale, queste spese siano a carico dell’impresa.

Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue nella sentenza del 21 febbraio 2013, causa C-104/12.

La questione era stata sollevata dai giudici tedeschi per stabilire se, ai fini della detrazione dell’Iva, il nesso delle spese con l’attività dell’impresa debba essere determinato in base al contenuto oggettivo della prestazione, rappresentato, nel caso di specie, dall’attività di un avvocato diretta a evitare che una persona fisica sia sottoposta a condanna penale, oppure rilevino anche i motivi che hanno causato l’acquisto della prestazione stessa, e dunque, nel caso, l’attività economica, nell’ambito della quale è stato commesso, da parte della persona fisica, un reato di corruzione al fine di far conseguire all’impresa un appalto dal quale sono derivate operazioni imponibili.

Peraltro, nel caso di specie è risultato che le prestazioni di servizi forensi erano volte direttamente e immediatamente a tutelare gli interessi privati degli imputati, accusati di illeciti riconducibili al loro comportamento personale. Quindi, i procedimenti penali hanno riguardato solo gli imputati a titolo personale e non l’impresa, sebbene un procedimento sarebbe stato giuridicamente possibile anche contro di essa.

Questi elementi hanno portato alla conclusione che, alla luce del loro contenuto oggettivo, le spese relative a tali prestazioni non possono essere considerate sostenute ai fini delle attività imponibili dell'impresa.

 

4) Al privilegio non basta la fattura, salvo il curatore

È escluso che il credito dell’azienda possa essere iscritto in via privilegiata al passivo del cliente fallito quando risultano prive di data certa le fatture e le bolle di accompagnamento che comproverebbero la fornitura effettuata alla società ancora in bonis.

Il curatore, infatti, è terzo e non parte in causa: scattano dunque i limiti probatori di cui all’art. 2704 c.c..

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza 4213/2013, che ha, così, risolto un contrasto giurisprudenziale.

Nessun dubbio sulla “estraneità” del curatore alle vicende pregresse rispetto alla dichiarazione di insolvenza.

Il curatore non è un successore del fallito: non ha preso parte al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria fatta valere in sede di ammissione e dunque deve essere considerato considerare terzo. Ne consegue che, in sede di verifica dei crediti per l’ammissione al passivo, per la determinazione della data di scritture private trova piena applicazione il primo comma dell’art. 2704 c.c. con la regola della certezza e computabilità.

E la mancanza di una data certa nelle scritture prodotte si configura come fatto che impedisce l’accoglimento della domanda proposta dal creditore.

 

5) Casi in cui sono pignorabili gli immobili nel fondo patrimoniale

Un immobile costituito in fondo patrimoniale è pignorabile anche per debiti derivanti dall’attività professionale o d’impresa di uno dei coniugi, in considerazione del fatto che i relativi redditi non sono necessariamente destinati anche al mantenimento dei bisogni della famiglia.

Così si è pronunciata la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4011 del 19 febbraio 2013, secondo cui l’art. 170 c.c. dispone che “l’esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia”.

La decisione della Cassazione si basa su una particolare interpretazione estensiva della nozione di “bisogni di famiglia”, che non dovrebbe essere relazionata alle sole necessità essenziali del nucleo familiare, ma anche a ogni più ampia esigenza sottesa al pieno mantenimento delle occorrenze quotidiane nonché a un equilibrato sviluppo della famiglia, escludendo, quindi, solo quelle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da intenti speculativi.

 

6) Cessione ebook con Iva ordinaria

I libri elettronici non possono fruire dell’aliquota ridotta, la problematica è stata, infatti, portata anche all’attenzione della Corte di Giustizia UE.

Ciò comporta che, sulla cessione dei vari ebook si deve applicare l’Iva nella misura ordinaria, cioè con l’aliquota del 21%.

Dunque, niente tagli all’Iva per l’ebook.

 

7) TFR: coefficiente di rivalutazione aggiornato a gennaio 2013

Sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di gennaio 2013 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro.

Con il comunicato Istat del 22 febbraio 2013, che ha stabilito in 106,7 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi), sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di gennaio 2013 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro.

Questa la tabella riepilogativa dei valori relativi al mese di gennaio 2013 ai fini del trattamento di fine rapporto:

Decorrenza

Periodo

Indice ISTAT

Differenza % indice

Rateo 1,5%

75% differenza indice

Coefficiente di rivalutazione

Gennaio 2013

dal 15.01 al 14.02

106,7

0,187793

0,125

0,140845

0,265845

 

8) Non vale il reddito civilistico ai fini della valutazione dell’avviamento dell’azienda

La valutazione dell’avviamento dell’azienda dichiarato nell’atto di cessione deve essere riferita unicamente al reddito fiscale.

E’ questo il metodo di valutazione da seguire secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Firenze (sentenza n. 39/20/2013 del 12 febbraio 2013), che, nel caso di specie, ha dato ragione all’Agenzia delle entrate.

Il contribuente si era opposto alla maggior valutazione dell’avviamento di azienda dichiarato nell’atto di cessione, poiché si sarebbe dovuta ancorare al reddito “civilistico” e non a quello “fiscale”.

Ai sensi dell’art. 2, comma 4, del D.P.R. n. 460/1996, che il ricorrente non ha contestato, “per le aziende e per i diritti reali su di esse, il valore di avviamento è determinato sulla base degli elementi desunti dagli studi di settore o, in difetto, sulla base della percentuale di redditività applicata alla media dei ricavi accertati o, in mancanza, dichiarati ai fini delle imposte sui redditi negli ultimi tre periodi d’imposta anteriori a quello in cui è intervenuto il trasferimento, moltiplicata per tre……..”.

Pertanto, conclude la C.T.P. fiorentina, il riferimento viene fatto ai ricavi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi (derivanti dall’attività tipica e non).

 

9) Bonus sulle auto ecologiche dal 14 marzo

Partiranno il 14 marzo gli incentivi per l’acquisto di auto ecologiche: Veicoli elettici, ibridi, a metano, a biometano, a Gpl, a biocombustibile e a idrogeno per i quali sono stati previsti 120 milioni di euro per il triennio 2013-2015.

Sono interessati i mezzi che rispettano il tetto massimo di 120 g/Km di emissioni di Co2.

Il D.M. 11 gennaio 2013 è divenuto operativo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio 2013, ma le immatricolazioni saranno possibili dal 30° giorno successivo all’entrata in vigore del decreto attuativo, ovvero dal 14 marzo prossimo.

Requisiti per imprese e privati

Le imprese possono beneficiare degli incentivi per l’acquisto di veicoli “ecologici”, dietro rottamazione di un veicolo della stessa categoria, se questi sono destinati “ad uso di terzi” o se vengono utilizzati esclusivamente come bene strumentale per l’attività d’impresa.

Nello specifico, per veicolo destinato “ad uso di terzi” s’intende il veicolo utilizzato, dietro corrispettivo, nell’interesse di persone diverse dall’intestatario della carta di circolazione.

L’uso di terzi comprende:

- La locazione senza conducente; il servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone;

- il servizio di linea di trasporto di persone;

- il servizio di trasporto di cose per conto terzi;

- il servizio di linea per il trasporto di cose; il servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi.

I privati cittadini invece, possono fruire dei contributi anche senza rottamazione di un veicolo, purché il nuovo veicolo abbia emissioni non superiori a 95 g/km.

Possono, altresì, beneficiare degli incentivi per l’acquisto di veicoli ecologici i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione purché utilizzino il veicolo esclusivamente come bene strumentale nell’attività propria secondo quanto indicato dall’art. 164 del Tuir.

Bonus per mezzi nuovi

I contributi spettano soltanto per i veicoli “nuovi”, intesi come veicoli non già immatricolati; sono, quindi, esclusi i veicoli “a Km zero”.

Inoltre, possono essere oggetto del beneficio i veicoli acquistati e immatricolati a partire dal 14 marzo 2013 e fino al 31 dicembre 2015.

Entità del contributo

Il contributo è ripartito in parti uguali tra uno sconto concesso dal venditore e il contributo statale (corrisposto direttamente dal venditore mediante compensazione con il prezzo di acquisto).

I rivenditori recuperano l'importo concesso dallo Stato e da loro anticipato sotto forma di credito d'imposta, da utilizzare in compensazione, per i versamenti di ritenute IRPEF operate in qualità di sostituto d'imposta sui redditi da lavoro dipendente, IRES, IVA dovuti, anche in acconto, per l'esercizio in cui viene richiesto al PRA l’0riginale del certificato di proprietà e per i successivi.

Richiesta

La richiesta di attribuzione del credito d'imposta va effettuata registrandosi al sito internet www.bec.mise.gov.it nella sezione riservata ai rivenditori.

L’avvio delle imma­tricolazioni di veicoli a basse emissioni potrà avvenire dal 14 marzo 2013 (30° giorno successivo alla entrata in vigore del decreto).

Contributo spettante

Il contributo ammonta ad una percentuale del prezzo di acquisto, con un tetto massimo variabile, tra 1.800 euro e 5.000 euro, in base al "grado ecolog­ico" del veicolo, come indicato in tabella.

 

2013

 

2014

 

2015

 

Emissioni CO2 non superiori a

% prezzo di acquisto

Fino a

% prezzo di acquisto

Fino a

% prezzo di acquisto

Fino a

50 g/km

20%

5.000 €

20%

5.000 €

15%

3.500 €

95 g/km

 

4.000 €

 

4.000 €

 

3.000 €

120 g/km

 

2.000 €

 

2.000 €

 

1.800 €

 

10) Novità dall’Amministrazione finanziaria: dai dati del mod. 730 allo sportello doganale

Tante le novità rilevate sui vari siti internet del fisco:

Sul sito delle Finanze, il 22 febbraio 2013 è stato pubblicato il Decreto dell’imposta sulle transazioni finanziarie.

Sul sito dell’Agenzia delle entrate è stato pubblicato il calendario delle pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare ove è possibile consultare tutte le date di presentazione e pubblicazione dei prodotti editoriali, rapporti, studi di settore e banche dati, che saranno disponibili nel corso dell’anno.
Nel medesimo sito web, sempre il 22 febbraio 2013, è stato pubblicato il provvedimento di approvazione del modello “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai mod. 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle entrate”, con le relative istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati (provvedimento).

Infine, nel sito dell’Agenzia delle Dogane, è stata pubblicata la nota n. 22592 del 22 febbraio 2013 recante “Attività preparatorie per l’attivazione dello Sportello Unico Doganale. Adempimenti degli operatori e nuovi strumenti informativi a supporto. Primi risultati dell’attività di monitoraggio sulla corretta compilazione della casella 44”.

 

Vincenzo D’Andò