Novità fiscali del 18 febbraio 2013: salva la cedolare secca per i vecchi contratti

Pubblicato il 18 febbraio 2013

avvocati: iscrizione alla Cassa di previdenza anche se non si esercita l’attività; controlli sul computer del dipendente: massima discrezione; compensazioni IVA dal 16 marzo 2013; sospensione riscossione su richiesta del debitore; opzione cedolare secca salva; comunicazione per la detrazione del 55% entro il 2 aprile; ruolo del professionista attestatore nella composizione negoziale della crisi; ammortizzatori sociali in deroga: gestione pagamenti competenza 2012; aggiornato l’Annuario del contribuente: il fisco sulla casa; Agenzia Entrate: chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti dalla stampa specializzata; i punti della patente

 

 

Indice:

1) Avvocati: iscrizione alla Cassa di previdenza anche se non si esercita l’attività

2) Controlli sul computer del dipendente: massima discrezione

3) Compensazioni Iva dal 16 marzo 2013

4) Sospensione riscossione su richiesta del debitore

5) Opzione cedolare secca salva

6) Comunicazione per la detrazione del 55% entro il 2 aprile

7) Ruolo del professionista attestatore nella composizione negoziale della crisi

8) Ammortizzatori sociali in deroga: gestione pagamenti competenza 2012

9) Aggiornato l’Annuario del contribuente: parte II - Il fisco sulla casa

10) Agenzia Entrate: chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti dalla stampa specializzata

 

 

1) Avvocati: iscrizione alla Cassa di previdenza anche se non si esercita l’attività

Iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti all’Abo, indipendentemente dall’esercizio della professione con carattere di continuità e, conseguentemente, dal raggiungimento di determinati limiti di reddito.

Lo rileva un comunicato della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense.

Questa una delle novità di maggiore impatto prevista dalla nuova legge professionale forense, L. 247/2012, in vigore dal 2 febbraio 2013.

Ecco di seguito il comunicato:

Obbligo di iscrizione alla previdenza forense (Legge 247/2012)

Il 2 febbraio 2013 è entrata in vigore la legge 31 dicembre 2012 n. 247 (Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense) che modifica in modo sostanziale il regime dell'iscrizione alla Cassa di Previdenza Forense.

In particolare l’art. 21 comma 8 dispone che l’iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa Nazionale di previdenza e assistenza Forense e quindi l’iscrizione alla Cassa Forense, già prevista obbligatoriamente per tutti gli iscritti agli Albi che esercitino la professione con carattere di continuità - cioè raggiungano prefissati limiti minimi di reddito o di volume d’affari professionali-, viene ora fatta coincidere con il momento dell'iscrizione agli Albi, a prescindere da tali parametri reddituali.

Ne consegue che la cancellazione dalla Cassa Forense sarà possibile soltanto nel caso di cancellazione dell’iscritto da tutti gli Albi Forensi.

Ai sensi del comma 10 del cit. art. 21 per tutti gli iscritti agli Albi non è ammessa l'iscrizione ad altra forma alternativa di previdenza obbligatoria e, quindi, alla gestione separata INPS.

In attesa dell’emanando regolamento previsto dal cit. comma 9 e della sua approvazione da parte dei Ministeri vigilanti, quindi, non sarà richiesto il pagamento di alcun contributo minimo previdenziale da parte degli iscritti agli Albi, che non siano iscritti alla Cassa alla data del 1° febbraio 2013.

 

2) Controlli sul computer del dipendente: massima discrezione

Secondo quanto affermato dal Garante della privacy (provvedimento n. 307/2012) la società non può controllare il contenuto del computer di un dipendente senza averlo prima informato di questa possibilità e senza il pieno rispetto della libertà e della dignità del lavoratore.

Il Garante della privacy, decidendo un ricorso di un dipendente, ha assodato che nel caso specifico un dipendente è stato licenziato sulla base dei documenti presenti in una cartella personale del pc portatile aziendale, consegnato per il periodico back up. Nella cartella personale si trovavano documenti relativi a una attività svolta dal dipendente in concorrenza con il suo datore di lavoro. La società, secondo il garante, ha violato la privacy del lavoratore poiché non ha informato il lavoratore sui limiti di utilizzo del bene aziendale e sulla modalità di analisi e verifica sulle informazioni contenute nel pc stesso.

Il garante ha, comunque, ribadito che il datore di lavoro può effettuare controlli mirati al fine di verificare l’effettivo e corretto adempimento della prestazione lavorativa e, se necessario, il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro.

Quanto all’utilizzo dei dati in sede giudiziaria (nel processo sul licenziamento) è il giudice che deve decidere l'utilizzabilità nel procedimento civile già in corso della documentazione acquisita agli atti.


3) Compensazioni Iva dal 16 marzo 2013

Occorre che sia presentata la dichiarazione annuale entro febbraio 2013. Interessato il credito sopra la soglia di 5 mila euro. Dal mese prossimo, via libera alla compensazione orizzontale del credito Iva 2012 oltre l’importo di 5 mila euro: a partire dal 16 marzo 2013 sarà infatti possibile compensare il cd. credito “sopra soglia”, purché il contribuente trasmetta la dichiarazione annuale Iva 2013 entro la fine di febbraio; oltre il predetto importo, infatti, la compensazione è effettuabile dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Il modello F24 dovrà essere trasmesso esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

Se si intende compensare un importo superiore a 15 mila euro, è inoltre necessario che la dichiarazione annuale rechi il visto di conformità, oppure la sottoscrizione dei componenti dell’organo di controllo contabile della società.

Questo in base ai vincoli sulla compensazione dei crediti Iva introdotti dal D.L. n. 78/2009; vincoli che non si applicano, però, alle compensazioni c.d. “verticali”, ossia quando il credito Iva dell’anno precedente viene utilizzato in pagamento di un debito Iva di una liquidazione successiva, anche quando tale compensazione, che potrebbe effettuarsi all’interno della contabilità, transiti invece attraverso il modello F24 per una scelta del contribuente.

Non si può considerare “verticale” la compensazione che, pur avendo ad oggetto crediti e debiti dello stesso tributo, non può operarsi se non attraverso il modello F24.