Novità fiscali del 13 febbraio 2013: ecco i nuovi contributi INPS per l’anno 2013

Pubblicato il 13 febbraio 2013



gestione separata: aliquote contributive per l’anno 2013; adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2012: dichiarazione entro il 20.02.2013; personale delle imprese assicuratrici: proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento al Fondo fino a dicembre 2013; prorogata all’anno 2013 l’applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia a soggetti residenti all’estero: chiarimenti dall’INPS; può essere valutata dal Fisco la deduzione del compenso corrisposto all’amministratore dalla società; niente scontrini: ok alla chiusura del negozio anche in presenza di definizione agevolata; iva di gruppo: il 18 febbraio è l’ultimo giorno utile per aderire al regime; elezioni vertici dei commercialisti sospese; aumentano anche i contributi INPS commercianti: niente più comunicazioni a casa

 

 

Indice:

 

1) Gestione separata: aliquote contributive per l’anno 2013

 

2) Adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2012: dichiarazione entro il 20.02.2013

 

3) Personale delle imprese assicuratrici: proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento al Fondo fino a dicembre 2013

 

4) Prorogata all’anno 2013 l’applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia a soggetti residenti all’estero: chiarimenti dall’INPS

 

5) Può essere valutata dal fisco la deduzione del compenso corrisposto all’amministratore dalla società

 

6) Niente scontrini: ok alla chiusura del negozio anche in presenza di definizione agevolata

 

7) Iva di gruppo: Il 18 febbraio è l’ultimo giorno utile per aderire al regime

 

8) Elezioni vertici dei Commercialisti sospese

 

9) Aumentano anche i contributi INPS commercianti

 

 

1) Gestione separata: aliquote contributive per l’anno 2013

E’ aumentata al 20% l’aliquota contributiva e di computo per l’anno 2013 per i soggetti iscritti alla Gestione separata, assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie o titolari di pensione, mentre, invece, é rimasta al 27% quella per i soggetti privi di altra tutela previdenziale obbligatoria.

Lo ha precisato l’INPS con la circolare n. 27 del 12 febbraio 2013 relativa alla “Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l’anno 2013”.

L’aumento è dovuto a quanto disposto dal governo Monti con l’art. 2, comma 57 della Legge n. 92/2012.

Rimane confermata per gli iscritti che non siano pensionati o che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria l’ulteriore aliquota contributiva, istituita dall’art. 59, comma 16, della Legge n. 449/1997, per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia ed al congedo parentale.

La predetta aliquota contributiva aggiuntiva, inizialmente stabilita nella misura dello 0,50%, a decorrere dal 7 novembre 2007 è pari allo 0,72%.

Pertanto le aliquote per il calcolo della contribuzione alla Gestione separata nell’anno 2013 sono complessivamente fissate come segue:

Soggetti

Aliquote

Non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie

27,72%

(27,00 IVS + 0,72

aliquota aggiuntiva)

Titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria

20,00%

La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente rimane fissata nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi, salvo il caso di associazione in partecipazione, per il quale la ripartizione tra associante ed associato avviene in misura pari rispettivamente al 55% e al 45% dell’onere totale. Il massimale annuo di reddito per l’anno 2013 è pari a euro 99.034,00, mentre il minimale per l’accredito contributivo l’anno 2013 detto minimale è pari ad euro 15.357,00.

Compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio 2013

In base all’art. 51 del T.U.I.R. le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente (c.d. principio di cassa allargato). Pertanto, i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2013 e riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2012 sono da calcolare con le aliquote contributive in vigore nel 2012.

 

 

2) Adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2012: dichiarazione entro il 20.02.2013

Anche gli elenchi nominativi annuali valevoli per l’anno 2012 dovranno essere pubblicati entro il 31 marzo 2013.

Lo ha evidenziato l’INPS con la circolare n. 26 del 12 febbraio 2013.

Le aziende (i cui lavoratori hanno diritto ai benefici) devono ricadere in area dichiarata calamitata. L’art. 38 commi 6 e 7 della legge n. 111 del 15 luglio 2011 ha apportato novità in materia di elenchi nominativi annuali dei lavoratori

agricoli, disponendo la notifica dei suddetti elenchi, con riferimento alle giornate di occupazione successive al 31 dicembre 2010, mediante pubblicazione telematica sul sito dell’INPS entro il mese di marzo dell’anno successivo. Pertanto anche gli elenchi nominativi annuali valevoli per l’anno 2012 dovranno essere pubblicati entro il 31 marzo 2013.

Riconoscimento del beneficio ai fini dell’iscrizione negli elenchi anagrafici valevoli per l’anno 2012

Il beneficio consiste nel riconoscimento, ai fini previdenziali ed assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, di un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte alle dipendenze dei medesimi datori di lavoro nell’anno precedente a quello di fruizione dei benefici di cui all’art. 1, comma 3 del D.Lgs. n. 102/04.

Nell’anno 2012, il lavoratore deve essere stato occupato per almeno cinque giornate presso un’impresa agricola di cui all’art. 2135 c.c..

Il beneficio si applica anche ai piccoli coloni e compartecipanti familiari.

Adempimenti delle aziende

Le aziende interessate dovranno dichiarare lo stato calamitoso trasmettendo per via telematica la dichiarazione di calamità direttamente o avvalendosi degli intermediari autorizzati.

L’applicazione è raggiungibile, nella sezione “Servizi Online”, con la dicitura “dichiarazione di calamità aziende agricole” ed è fruibile con le consuete modalità di accesso dell’invio telematico del Dmag-Unico.

Le dichiarazioni di calamità devono fare riferimento alle aree delimitate ai sensi dell’art. 1, comma 1079 delle Legge 27 dicembre 2006, n. 296, così come da decreti/delibere regionali.

Per la concessione del beneficio ai piccoli coloni e compartecipanti familiari, i concedenti devono presentare istanza cartacea come da fac-simile allegato alla citata neo circolare.

La trasmissione telematica o cartacea, dovrà avvenire entro la data del 20 febbraio 2013, per dar modo alle Sedi di procedere alla validazione delle domande, entro il 26 febbraio 2013.

 

 

3) Personale delle Imprese Assicuratrici: proroga della sospensione del contributo ordinario di finanziamento al Fondo fino a dicembre 2013

A seguito della proroga della sospensione del contributo ordinario dello 0,50% da gennaio a dicembre 2013, per tale periodo (gennaio-dicembre 2013) la procedura di gestione dei flussi UNIEMENS non richiederà il contributo di finanziamento al Fondo (codice M100), anche in presenza del codice di autorizzazione “2V”.

Lo ha precisato l’INPS con il messaggio n. 2697 del 12 febbraio 2013.

Tutto ciò poiché i Fondi di Solidarietà istituiti presso l’INPS ai sensi dell’art. 2, comma 28, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 prevedono un contributo ordinario di finanziamento, a carico delle imprese e dei lavoratori, pari allo 0,50%.

Nel Regolamento di istituzione del Fondo di Solidarietà per il Sostegno del Reddito, dell’Occupazione e della Riconversione e Riqualificazione Professionale del Personale Dipendente dalle Imprese Assicuratrici di cui al D.I. 33/2011 è, tuttavia, previsto che il Comitato Amministratore possa sospendere l’obbligo del versamento del contributo ordinario, in relazione al conseguimento di dotazioni finanziarie atte a garantire, a regime, l’erogazione di prestazioni corrispondenti al fabbisogno del settore di riferimento.

 

 

4) Prorogata all’anno 2013 l’applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia a soggetti residenti all’estero: chiarimenti dall’INPS

Sull’applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia a soggetti residenti all’estero prorogata all’anno 2013 è intervenuto l’INPS con il messaggio n. 2698 del 12 febbraio 2013.

L’art. 1, comma 526, della Legge n. 228 del 24 dicembre 2012, (c.d Legge di stabilita), pubblicata in G.U. n. 302 del 29-12-2012 - Suppl. Ordinario n. 212, ha esteso all’anno 2013 il diritto per i residenti all’estero a richiedere le detrazioni per carichi familiari, modificando l’art. 1, comma 1.324, della L. 27 dicembre 2006 n. 296 e successive modificazioni (“Legge finanziaria 2007”).

Pertanto, ai soggetti non residenti in Italia, le detrazioni per carichi di famiglia (di cui all’art. 12 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e succ. mod.) spettano anche per l’anno 2013, a condizione che:

- Gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, che le persone alle quali tali detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, al limite di euro 2.840,51 (di cui al suddetto art. 12, comma 3), compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato, di non godere, nel paese di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

L’art. 1, comma 526, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 precisa che la detrazione relativa all'anno 2013 non rileva ai fini della determinazione dell’acconto IRPEF per l’anno 2014.

Inoltre da tenere presente che il comma 483 del suddetto articolo ha provveduto ad aggiornare i valori delle detrazioni d’imposta per i figli a carico, con particolare riguardo ai figli minori di tre anni e ai figli portatori di handicap. In particolare è stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, la detrazione è pari rispettivamente a 950 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati ed a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni; le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap.

Infine, in base all’art. 7, D.L. n. 70/2011, convertito in Legge n. 106/2011, non è più obbligatorio presentare annualmente la richiesta delle detrazioni per carichi di famiglia e la domanda deve essere rinnovata solo qualora intervenga una variazione nel carico familiare. Per quanto concerne le modalità con cui i residenti all’estero devono presentare le apposite domande si vedano le indicazioni contenute nel messaggio INPS n. 24089 del 2008.

I modelli di domanda, distinti nelle due tipologie dedicate rispettivamente ai residenti nei paesi UE e Norvegia (mod. CI 501) e ai residenti nei paesi extra UE (mod. CI502), sono in corso di pubblicazione nella versione aggiornata nella sezione Moduli, alla voce Convenzioni Internazionali, del sito istituzionale.

 

 

5) Può essere valutata dal fisco la deduzione del compenso corrisposto all’amministratore dalla società

L’Amministrazione finanziaria ha il potere di valutare la deducibilità del compenso corrisposto all’amministratore.

Lo ha stabilito l’ordinanza n. 3243 del 11 febbraio 2013 della Corte di Cassazione (che ha, così, confermato la decisione del giudice di merito) secondo cui rientra nei poteri del fisco la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi negli atti giuridici d’impresa, con la possibilità di negare la deduzione di un costo ritenuto insussistente o sproporzionato, non essendo l’Ufficio vincolato ai valori o ai corrispettivi indicati nelle delibere sociali o nei contratti.

Peraltro, in tema di accertamento delle imposte sui redditi (Sentenza n. 4554 del 2010; Sentenza n. 26480 del 2010), incombe al contribuente l’onere della prova dei presupposti dei costi ed oneri deducibili concorrenti alla determinazione del reddito d’impresa, ivi compresa la loro inerenza e la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi; e, poiché rientra nei poteri dell’Amministrazione finanziaria, in sede di accertamento, la valutazione della congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, con negazione della deducibilità di parte di un costo sproporzionato ai ricavi o all’oggetto dell'impresa, l’onere della prova dell’inerenza dei costi, gravante sul contribuente, ha ad oggetto anche la congruità dei medesimi.

D’altro canto è inopponibile all’Amministrazione finanziaria il risultato elusivo ottenuto dalla impresa nel “conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un’agevolazione o un risparmio d'imposta, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l’operazione, diverse dalla mera aspettativa di quei benefici” (Cass. n. 12622/2012; Cass. S.U. n. 30055/2008).

Pertanto, ha concluso la Suprema Corte, va riaffermato che la deducibilità ai sensi dell’art. 62 del T.U.I.R. dei compensi degli amministratori non implica che gli uffici finanziari siano vincolati alla misura indicata in delibere sociali o contratti (Sentenza n. 13478/2001; Cass. n. 12813/2000), rientrando nei normali poteri dell’ufficio la verifica dell’attendibilità economica delle rappresentazioni esposte nel bilancio e nella dichiarazione.

 

 

6) Niente scontrini: ok alla chiusura del negozio anche in presenza di definizione agevolata

Il ricorso alla definizione agevolata con il fisco non impedisce l’applicazione delle sanzioni accessorie, quali quelle della chiusura del negozio.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la decisione n. 3216 del 11 febbraio 2013, che ha così ribaltato le sentenze dei giudici di merito (C.T.P. e C.T.R.) poiché ritenute più permissive nei riguardi nel contribuente.

Infatti, la Suprema Corte ha più volte affermato che in tema di sanzioni amministrative, per violazione di norme tributarie, il D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 12, comma 2, il quale prevede la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio ovvero dell’esercizio dell’attività medesima nel caso in cui siano state accertate, nel corso di un quinquennio, tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale, ha carattere speciale rispetto alla norma generale contenuta nel D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 16, comma 3, con la conseguenza che l’irrogazione di detta sanzione non è impedita dalla definizione agevolata prevista da quest’ultima disposizione (Cass. n. 22976/2010 e Cass. 14669/2010).

 

 

7) Iva di gruppo: Il 18 febbraio è l’ultimo giorno utile per aderire al regime

Il 18 febbraio 2013 è l’ultimo giorno utile per aderire al regime “Iva di gruppo”.

Lo ha ricordato una nota dell’agenzia delle entrate del 12 febbraio 2013. Il modello deve essere trasmesso esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite gli intermediari abilitati al servizio Entratel, secondo le specifiche tecniche allegate al provvedimento del 6.12.2010.

La dichiarazione di adesione deve essere presentata entro il termine di liquidazione e versamento dell’imposta relativa al mese di gennaio ed ha effetto per l’anno stesso in cui è presentata.

La comunicazione delle variazioni relative ai dati indicati nella dichiarazione di adesione deve essere presentata entro il termine di 30 giorni dalla data in cui si è verificata la variazione. Per compilare e trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate dichiarazioni, modelli, richieste, comunicazioni o anche effettuare versamenti, è possibile utilizzare i software di compilazione e i software di controllo messi a disposizione dall'Agenzia o reperibili sul mercato (solo per i software di compilazione), e procedere alla predisposizione, verifica ed invio del “file” creato.

 

 

8) Elezioni vertici dei Commercialisti sospese

Il Consiglio di Stato, dopo aver esaminato il ricorso in appello contro l’ordinanza cautelare del Tar Lazio, ha sospeso le elezioni per il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti, previste per il 20 febbraio.

L’istanza cautelare sarà esaminata in Camera di consiglio il 12 marzo 2013.

 

 

9) Aumentano anche i contributi INPS commercianti

Aumenta al 21,75% la nuova aliquota contributiva per artigiani e commercianti da applicare nel 2013. Dopo l’incremento di 1,3 punti percentuali per il 2012, infatti, è scattato il primo aumento di 0,45 punti percentuali stabilito dal D.L. “Salvaitalia”, che si ripeterà annualmente fino a raggiungere quota 24%.

Confermato lo sconto del 50% riservato agli esercenti con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto, e per quello del 9% previsto per i più giovani e cioè per i coadiuvanti e coadiutori con meno di 21 anni, regime di favore che scade al compimento di tale età. Confermata, per gli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, la maggiorazione dello 0,09% a titolo di aliquota aggiuntiva ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale. Sempre dovuto, inoltre, sia da artigiani che commercianti, il contributo di 0,62 euro mensili per le prestazioni di maternità.

Lo precisa l’INPS con la circolare n. 24 del 2013 che inoltre avverte che per il 2013, il reddito minimale su cui è calcolato l’importo da versare è pari a 15.357,00 euro.

In particolare, ecco di seguito le aliquote base di quest’anno e gli importi dovuti, suddivisi per comparto ed età:

                                             Artigianato:

21,75% per i titolari e i coadiuvanti/coadiutori con più di 21 anni (3.347,59 euro).

18,75% per coadiuvanti/coadiutori che non superano i 21 anni di età (2.886,88 euro)

                                                  Commercio:

21,84% per i titolari e i coadiuvanti/coadiutori con più di 21 anni (3.361,41 euro) 18,84% per coadiuvanti/coadiutori che non superano i 21 anni di età (2.900,70 euro).

In caso di versamenti dovuti per periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul minimale va rapportato a mese.

Contributi a conguaglio

Le suddette percentuali sono applicabili fino a un reddito d’impresa 2012 pari a 45.530,00 euro; superata tale soglia, sull’eccedenza va applicata l’aliquota maggiorata di un punto di percentuale.

Tale importo, denominato “contributo a conguaglio”, sommato a quanto dovuto per il minimale, va considerato come acconto per il totale del reddito d’impresa prodotto nel 2013 e va versato secondo i tempi e le modalità previste per la dichiarazione dei redditi.

Massimale

Stabilito anche il reddito massimo entro il quale sono dovuti i contributi Ivs 2013: la soglia è fissata a 75.883 euro, limite da riferire a ogni singolo lavoratore e non all'impresa complessivamente.

Quest’importo, però, è valido soltanto per gli iscritti prima del 1 gennaio 1996 o che possono far valere tale anzianità contributiva; per gli altri, il massimale individuale 2013 è uguale a 99.034 euro e non è frazionabile per mese.

Scadenze

Le date da ricordare sono: 16 maggio 2013, 20 agosto 2013, 18 novembre 2013 e 17 febbraio 2014.

Per i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, le scadenze sono le stesse previste per i pagamenti Irpef derivanti dalla dichiarazione dei redditi (saldo 2012, primo e secondo acconto 2013).

Il canale da utilizzare è quello telematico, tramite il modello unico di versamento F24.

Attenzione:

Poiché l’Inps ha ormai attivato il “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti”, accessibile, tramite Pin, dal sito internet dell’Istituto, dal 2013 non invierà più al contribuente le comunicazioni con gli importi da pagare.

 

Vincenzo D’Andò