Novità fiscali del 12 febbraio 2013: ancora troppi dubbi sulla normativa antiriciclaggio

antiriciclaggio: è confusione sull’interpretazione della norma per i Commercialisti; detrazione spese auto a tutto campo; Governo: contributi per ricostruire immobili; colf con nuovi minimi retributivi per il 2013; norme che penalizzano lo sviluppo; identificazione elettronica e sviluppo dell’economia digitale; il reato di occultamento delle scritture contabili ha natura permanente; contributi 2013 per artigiani e commercianti; in flessione le aperture di nuove partite IVA

 

 

Indice:

 

1) Antiriciclaggio: è confusione sull’interpretazione della norma per i Commercialisti

 

2) Detrazione spese auto a tutto campo

 

3) Governo: contributi per ricostruire immobili

 

4) Nessuna casa pignorata per 7 euro a Ferrara

 

5) Colf con nuovi minimi retributivi per il 2013

 

6) Norme che penalizzano lo sviluppo: guida della Fondazione studi Consulenti del lavoro

 

7) Identificazione elettronica e sviluppo dell’economia digitale: semplicità, sicurezza e interoperabilità

 

8) Il reato di occultamento delle scritture contabili ha natura permanente

 

9) Contributi 2013 per artigiani e commercianti

 

10) Subisce una flessione l’apertura delle nuove partite Iva

 

 

1) Antiriciclaggio: è confusione sull’interpretazione della norma per i Commercialisti

Tanta confusione sulla corretta applicazione della normativa antiriciclaggio per i Commercialisti.

Lo rileva un prezioso intervento dell’A.N.D.C. (a firma di Giampiero Guarnerio), uno degli organi associativi nel nostro paese a tutela dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Secondo tale pensiero, i continui interventi interpretativi dottrinali e di prassi hanno portato solo ad ingenerare tanta confusione tra gli operatori che devono mettere in atto tali incombenze (Commercialisti). Il tutto con il rischio di applicazione di pesantissime sanzioni nonostante il professionista abbia fatto il proprio dovere.

Vediamo di seguito tutti i motivi contenuti in tale autorevole intervento che portano a tale conclusione.

«Riciclaggio, la cui definizione (art. 2 del D.Lgs. 231/2007) prevede un nesso causale preciso tra reato prodromico (rectius, “attività criminosa” prodromica), operazione finanziaria/patrimoniale eseguita e fine di occultamento o dissimulazione della provenienza illecita.

Ciò dovrebbe sgombrare il campo da quelle interpretazioni che vorrebbero i professionisti obbligati a segnalare ipotesi di reato slegate dal reimpiego delle somme ottenute illecitamente, quali ad esempio i reati fiscali in sé. Oggetto della segnalazione sarà, caso mai, la susseguente operazione finanziaria realizzata utilizzando quelle somme in associazione col fine di occultamento o dissimulazione.

Talché pare piuttosto inverosimile ritenere sussistente l’obbligo di segnalazione, ad esempio, in presenza di omesso versamento di ritenute fiscali oltre la soglia penale, laddove il mancato versamento consti dalle scritture contabili e dal bilancio d’esercizio pubblicato: in tali casi non solo il reato prodromico non è nascosto – anzi è automanticamente segnalato al Fisco – ma anche il reimpiego col fine dissimulatorio è, tecnicamente, impossibile: qualsiasi ulteriore “investimento” non potrà mai nascondere il mancato versamento.

Non solo. Anche gli obblighi di identificazione e di registrazione in capo ai professionisti sono molto più limitati di quanto si vuol far credere. La definizione di “operazione” riportata nell’art. 1 del Decreto – che è il presupposto per l’onere di identificazione – pone una chiara connessione tra quanto realizzato dal cliente (un’operazione finanziaria/patrimoniale che modifica la sua situazione giuridica) e l’operato del professionista (l’operazione deve essere realizzata “tramite” la prestazione professionale). Il che porta ad escludere l’obbligo identificativo o di registrazione per tutte le attività professionali prive del nesso causale tra l’operazione e la prestazione medesima, quali ad esempio i servizi contabili e dichiarativi.

Ovviamente, non bisogna confondere gli obblighi identificativi e di registrazione con gli obblighi di segnalazione. Questi ultimi sono slegati dal contenuto della prestazione e si estendono a tutte le informazioni in possesso del professionista, indipendentemente dal tipo di attività svolta: in tal senso, non si può escludere un obbligo di segnalazione collegato ad una prestazione che non implica l’identificazione.

Da non confondere obblighi identificativi con obblighi di…

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