L’immobile donato cede l’usufrutto

di Antonio Gigliotti

Pubblicato il 7 febbraio 2013

Un vedovo proprietario di un'abitazione si risposa e cede l'abitazione alla nuova moglie, che a sua volta la dona alle figlie riservandosi l'usufrutto. Muore anche la seconda moglie: il coniuge superstite ha mantenuto il diritto di abitazione?

 

Un contribuente, proprietario di un'abitazione, rimasto vedovo, si risposa e cede l'abitazione alla moglie, che a sua volta la dona alle figlie riservandosi l'usufrutto.
Ora è deceduta anche la seconda moglie usufruttuaria; il coniuge superstite ha mantenuto il diritto di abitazione?
È quindi soggetto passivo ai fini Irpef e Imu?

 

RISPOSTA

La risposta è negativa.

Il coniuge superstite, infatti, non vanta alcun diritto di abitazione sull'immobile poiché il coniuge deceduto era titolare del solo diritto reale di usufrutto che si è consolidato automaticamente con la nuda proprietà, per cui le figlie sono divenute titolari della piena proprietà dell'abitazione.

Sotto il profilo fiscale, i soggetti passivi Imu sono dunque le figlie del genitore deceduto.

Spetta quindi ai (pieni) proprietari assolvere gli adempimenti Imu.

Va sottolineato il fatto che l’art. 13 del Decreto c.d. “Salva Italia”, avendo previsto l’applicazione anticipata dell’IMU (art.8 D.Lgs. 23/11) a tutti i comuni del territorio nazionale dal 2012, comporta che l’IMU sostituisca la vecchia ICI e per la componente immobiliare l’Irpef e le addizionali dovute in riferimento al reddito fondiario per i beni non locati.

La sostituzione dell'Irpef comporta, in via generale, che:

  • per gli immobili non locati (compresi quelli concessi in comodato d'uso gratuito e quelli utilizzati a uso promiscuo dal professionista) o non affittati risulta dovuta la sola Imu;

  • mentre per quelli locati o affittati risultano dovute tanto l'Imu quanto l'Irpef.

Per gli immobili non locati il contribuente verserà IMU e non più Irpef, mentre per i terreni non affittati va fatta una distinzione tra reddito dominicale e reddito agrario, in quanto il reddito agrario verrà tassato con le ordinarie regole delle imposte sui redditi (art.32 Tuir), mentre il reddito dominicale sarà soggetto a imposizione Irpef solo se affittato. I terreni non affittati, non producono base imponibile Irpef per la parte di reddito dominicale.

Nel quadro RB del modello Unico PF o nel quadro B del mod. 730/2013, invece, il reddito fondiario dei fabbricati:

  • locati sconterà IMU e IRPEF;

  • non locati solo IMU.

L’abitazione principale sconterà, dunque, solo IMU (a patto che non sia parzialmente locata) e non più Irpef, anche se nella pratica anche in precedenza veniva abbattuto il reddito fondiario dalla deduzione per abitazione principale specifica.