Guida al rimborso del credito IVA annuale 2012: in quali casi lo si può richiedere e come

Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA annuale tutti i contribuenti esercenti attività d’impresa, ovvero attività artistiche o professionali, di cui agli artt.4 e 5 del DPR 633/72.
La dichiarazione in parola, che può essere presentata sia forma autonoma che in forma unificata, deve essere presentata, esclusivamente in via telematica, nel periodo compreso tra l’1 febbraio e il 30 settembre, se la dichiarazione è presentata in via autonoma, ovvero, entro il 30 settembre, se la dichiarazione è presentata in forma unificata.
La dichiarazione annuale deve essere redatta in conformità al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 15 gennaio 2013, pubblicato sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate in data 16 gennaio 2013: tale modello deve essere utilizzato sia dai contribuenti tenuti alla presentazione di tale dichiarazione in via autonoma, sia dai contribuenti obbligati a comprendere la dichiarazione annuale IVA nel modello UNICO 2013.
Tra le principali novità, rispetto al modello dello scorso anno, si annovera la soppressione del quadro VR, con l’effetto che, a partire dall’anno di imposta 2012, chi volesse richiedere un rimborso del credito annuale deve compilare il quadro VX, in particolare il rigo VX4, implementato con nuovi campi attraverso i quali fornire tutte le informazioni necessarie. In buona sostanza, a seguito della soppressione del quadro VR, le indicazioni collegate alla richiesta di rimborso del credito d’imposta emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2012 sono state collocate nel quadro VX.
L’eccedenza detraibile d’imposta risultante dalla dichiarazione annuale può essere richiesta a rimborso in caso di cessazione dell’attività (a prescindere dall’importo del credito vantato). Ad ogni modo, la mera variazione del rappresentante fiscale italiano del soggetto non residente non determina la cessazione dell’attività economica del rappresentato estero (Cassazione sentenza n. 8790 del 10.04.2009).
Il credito Iva annuale può essere richiesto a rimborso quando l’aliquota media sulle operazioni attive, aumentata del 10%, risulta essere inferiore rispetto all’aliquota media sulle operazioni passive. Peraltro, nella determinazione dell’aliquota media il contribuente dovrà tenere conto anche delle operazioni attive ad “aliquota zero” (soggette al meccanismo del “reverse charge”), mentre non dovrà considerare le operazioni per le quali è previsto un autonomo presupposto per l’accesso al rimborso quali, ad esempio, le cessioni e gli acquisti di beni ammortizzabili, le operazioni non imponibili, nonché le operazioni territorialmente non rilevanti (R.M. 19.3.98 n. 17/E).
Il rimborso del credito Iva spetta anche quando il contribuente effettua operazioni non imponibili per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate. Sono considerate operazioni non imponibili, tra le altre, le cessioni all’esportazione e le operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, nonché i servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali.
Ancora, è possibile richiedere a rimborso l’imposta assolta, limitatamente all’Iva riguardante gli acquisti e le importazioni di beni ammortizzabili, ai sensi dell’ art. 30 c. 3, lett. c, del D.P.R. n. 633/1972. Non è, quindi, previsto il prerequisito (stabilito, per i rimborsi trimestrali, dall’art. 38-bis, c. 2, del Decreto Iva) dell’importo degli acquisti e delle importazioni di beni ammortizzabili superiore ai 2/3 dell’ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
Ad ogni modo, non sono considerati beni ammortizzabili e non danno diritto al rimborso Iva i terreni (RR.MM. …

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