I chiarimenti sulle verifiche del 2013: redditometro, elenco clienti/fornitori, accertamento esecutivo, sospensione cartella, autotutela, adesione

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 20 febbraio 2013

l'Agenzia delle Entrate ha reso note le strategie che seguirà nel 2013 in tema di accertamento: ecco gli intendimenti su redditometro, elenco clienti fornitori, transfer price, accertamento esecutivo, accertamento con adesione e autotutela

Con la prima circolare del 2013 (n. 1/E del 15 febbraio 2013) l’Agenzia delle entrate ha formalizzato le risposte rese ai quesiti posti dalla stampa specializzata.

Puntiamo l’attenzione sui chiarimenti forniti in materia di accertamento, in senso ampio.

 

ACCERTAMENTO E REDDITOMETRO

La circolare conferma che:

  • il ReddiTest è esclusivamente uno strumento di autodiagnosi e orientamento per il contribuente nel quale lo stesso inserisce tutti i dati relativi alle spese sostenute dalla sua famiglia al fine di orientarsi circa la coerenza del proprio reddito familiare rispetto alle spese sostenute;

  • i beni e servizi non esclusivamente ed effettivamente relativi all’attività d’impresa o di lavoro autonomo, come ad esempio le auto ad uso promiscuo, rilevano per la parte non riferibile al reddito professionale o d’impresa ovvero per la quota parte di spesa non fiscalmente deducibile;

  • la disposizione introdotta dall’art. 22 del decreto legge n. 78/2010, alla quale il decreto del 24 dicembre 2012 dà piena attuazione, prevede espressamente che le modifiche all’articolo 38, commi 4, 5, 6, 7 e 8 del D.P.R. n. 600 del 1973 hanno “effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non è ancora scaduto alla data di entrata in vigore del … decreto”, ossia per gli accertamenti relativi ai redditi dell’anno 2009 e seguenti; di conseguenza non può essere fatto valere dal contribuente, a suo vantaggio, qualora più favorevole;

  • la quota di risparmio formatasi nel corso dell’anno e non utilizzata per spese di investimento o per consumi concorre alla determinazione del reddito complessivo accertabile, come previsto dall’art. 3 del decreto ministeriale 24/12/2012.

 

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