I chiarimenti sulle verifiche del 2013: redditometro, elenco clienti/fornitori, accertamento esecutivo, sospensione cartella, autotutela, adesione

Con la prima circolare del 2013 (n. 1/E del 15 febbraio 2013) l’Agenzia delle entrate ha formalizzato le risposte rese ai quesiti posti dalla stampa specializzata.
Puntiamo l’attenzione sui chiarimenti forniti in materia di accertamento, in senso ampio.
 
ACCERTAMENTO E REDDITOMETRO
La circolare conferma che:

il ReddiTest è esclusivamente uno strumento di autodiagnosi e orientamento per il contribuente nel quale lo stesso inserisce tutti i dati relativi alle spese sostenute dalla sua famiglia al fine di orientarsi circa la coerenza del proprio reddito familiare rispetto alle spese sostenute;

i beni e servizi non esclusivamente ed effettivamente relativi all’attività d’impresa o di lavoro autonomo, come ad esempio le auto ad uso promiscuo, rilevano per la parte non riferibile al reddito professionale o d’impresa ovvero per la quota parte di spesa non fiscalmente deducibile;

la disposizione introdotta dall’art. 22 del decreto legge n. 78/2010, alla quale il decreto del 24 dicembre 2012 dà piena attuazione, prevede espressamente che le modifiche all’articolo 38, commi 4, 5, 6, 7 e 8 del D.P.R. n. 600 del 1973 hanno “… effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non è ancora scaduto alla data di entrata in vigore del … decreto”, ossia per gli accertamenti relativi ai redditi dell’anno 2009 e seguenti; di conseguenza non può essere fatto valere dal contribuente, a suo vantaggio, qualora più favorevole;

la quota di risparmio formatasi nel corso dell’anno e non utilizzata per spese di investimento o per consumi concorre alla determinazione del reddito complessivo accertabile, come previsto dall’art. 3 del decreto ministeriale 24/12/2012.

 
ELENCO CLIENTI E FORNITORI
L’articolo 36, comma 8-bis del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, inserito dalla legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221, ha espressamente previsto che i produttori agricoli di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sono tenuti alla comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di cui all’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Di conseguenza, l’obbligo di comunicazione espressamente previsto da detta disposizione, entrata in vigore il 19 dicembre 2012, dato il limitato lasso di tempo trascorso fra tale ultima data e il 31 dicembre 2012, per finalità di semplificazione degli adempimenti, può non essere adempiuto dai produttori agricoli per il 2012.
 
TRANSFER PRICING: REMUNERAZIONE ATTESA DALLE AMMINISTRAZIONI ESTERE PER L’ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE
L’applicazione del principio del valore normale si basa su una comparazione tra le condizioni presenti nella transazione effettuata tra parti correlate e quelle presenti in transazioni tra imprese indipendenti.
Per determinare la remunerazione a valore normale da riconoscere al distributore non si può prescindere, in generale, dall’analisi di tutti i fattori di comparabilità indicati dalle Guidelines OCSE: le caratteristiche dei beni o servizi venduti, il profilo funzionale e di rischio, le condizioni contrattuali, le circostanze economiche e le strategie di business.
In esito a tale analisi si procederà alla individuazione del metodo più appropriato e, conseguentemente, alla determinazione della remunerazione spettante al distributore che tenga conto delle funzioni svolte e dei rischi assunti dallo stesso distributore nello svolgimento della sua attività commerciale e promozionale.
 
ACCERTAMENTO ESECUTIVO E SOSPENSIONE DELLA CARTELLA
La legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013), all&…

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