Dichiarazione IVA 2013: come richiedere il rimborso dell’imposta per l’anno 2012

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 14 febbraio 2013



esaminiamo le novità che sono intervenute sulla disciplina per il rimborso Iva maturata a credito durante il 2012 e che va richiesto in sede di presentazione della dichiarazione Iva 2013

Come è noto a seguito della soppressione del modello VR, i contribuenti che intendono richiedere il rimborso del credito dell’Iva emergente dalla dichiarazione annuale non devono presentare il modello cartaceo all’Agente della riscossione, ma la richiesta di rimborso deve essere contenuta all’interno della Dichiarazione Iva (non più nel tradizionale quadro VR, soppresso, ma all’interno del quadro VX).

Pertanto, é opportuno compilare e trasmettere in via telematica la dichiarazione annuale Iva in forma autonoma.

Comunque, come avvertono le istruzioni ministeriali, da quest’anno, a seguito della soppressione del quadro VR, il rimborso del credito emergente dalla dichiarazione annuale deve essere richiesto mediante la compilazione del rigo VX4 (1) ovvero del corrispondente rigo della sezione III del quadro RX di UNICO per i soggetti che presentano la dichiarazione in forma unificata.

L’Agenzia delle entrate, con il Provvedimento 28 gennaio 2011, ha definito i tempi entro cui l’Agente della riscossione pretende dal contribuente la documentazione relativa alla prestazione della garanzia.

In particolare:

- Entro 10 giorni dall’invio telematico della dichiarazione annuale Iva contenente la richiesta di rimborso, l’Agenzia delle Entrate dovrà inoltrare all’Agente della riscossione i dati relativi a tale richiesta;

- nei successivi 10 giorni, il concessionario della riscossione richiederà al contribuente la garanzia (normalmente la polizza fideiussoria) ovvero in alternativa, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per i cd. “contribuenti virtuosi” (2) che non devono fornire garanzie.

La garanzia non deve più essere allegata alla richiesta di rimborso ma deve essere resa solo successivamente, a richiesta dell’Agente della riscossione.

La dichiarazione annuale Iva relativa al periodo d’imposta 2012 può essere presentata a partire dal 1° febbraio 2013 e fino al termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale Iva (30 settembre 2013).

La compensazione dei crediti Iva è soggetta a importanti limitazioni: Fino a € 5.000,00  e soprattutto per importi superiori a € 15.000 occorre il visto di conformità rilasciato dai soggetti autorizzati (3).

Soggetti che possono chiedere il rimborso dell’Iva

In genere, la procedura di rimborso è fruita da coloro che si trovano strutturalmente a credito Iva e non riescono neppure ad esaurire tale credito mediante la compensazione.

In particolare, possono chiedere il rimborso dell’Iva:

- I soggetti che cessano l’attività;

- coloro che effettuano esclusivamente o prevalentemente operazioni attive soggette ad aliquote più basse rispetto a quelle gravanti sugli acquisti e sulle importazioni. Il diritto al rimborso spetta se l’aliquota mediamente applicata sugli acquisti e sulle importazioni supera quella mediamente applicata sulle operazioni attive effettuate, maggiorata del 10%. Nel calcolo dell’aliquota media occorre tenere conto della seconda cifra decimale;

- I contribuenti che hanno effettuato nell’anno operazioni non imponibili di cui agli artt. 8, 8-bis e 9, nonché le operazioni non imponibili indicate negli artt. 41 e 58 del D.L. n. 331 del 1993, per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate nel periodo d’imposta 2012. Peraltro, la percentuale deve essere arrotondata all’unità superiore (4);

- contribuenti che richiedono il rimborso limitatamente all’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni ammortizzabili nonché di beni e servizi per studi e ricerche; non è possibile chiedere il rimborso nel caso di acquisto tramite contratti di leasing (R.M. n. 392/E/2007) poiché il soggetto legittimato al rimborso è la società di leasing;

- contribuenti che hanno effettuato nel 2012 prevalentemente operazioni non soggette all’imposta per effetto degli artt. da 7 a 7-septies (5).

- operatori non residenti che si siano identificati direttamente in Italia ai sensi dell’art. 35-ter ovvero che abbiano formalmente nominato, ai sensi dell’art. 17, comma 3, un rappresentante fiscale nello Stato, il quale è legittimato a richiedere il rimborso dell’IVA (per la gestione dei rapporti con i soggetti identificatisi direttamente in Italia ai sensi dell’art. 35-ter è competente il Centro operativo di Pescara);

- produttori agricoli che hanno effettuato cessioni di prodotti agricoli compresi nella Tabella A - parte prima, ai sensi dell’art. 8, comma 1, dell’art. 38-quater e dell’art. 72, nonché le cessioni intracomunitarie degli stessi;

- per coloro che dalle dichiarazioni relative agli ultimi 3 anni (2010-2011-2012) risultino eccedenze d’imposta a credito anche se inferiori a euro 2.582,28. In tal caso, il rimborso spetta per il minore degli importi delle predette eccedenze

Detraibili - relativamente alla parte non chiesta già a rimborso o non compensata nel modello F24 (6).

Garanzie

Per ottenere il rimborso, il contribuente deve prestare apposita garanzia (fideiussioni e polizze fideiussorie).

Tali garanzie hanno effetto dalla data di erogazione del rimborso per una durata pari a tre anni dallo stesso ovvero, se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dell’azione accertatrice dell’Ufficio.

Per i seguenti soggetti, non è necessario presentare la garanzia:

- Coloro che hanno presentato richiesta di rimborso per un importo non superiore ad € 5.164,57. Tale limite va riferito all’intero periodo d’imposta e non alla singola richiesta di rimborso (art. 38-bis e R.M. n. 165/E del 2000);

- coloro che chiedono a rimborso un importo non superiore al 10% del totale dei versamenti eseguiti sul conto fiscale nei due anni precedenti la data della richiesta, compresi i versamenti eseguiti mediante compensazione ed esclusi quelli conseguenti ad iscrizione a ruolo, dedotti i rimborsi già erogati;

- i curatori e i commissari liquidatori, in relazione ai rimborsi per un ammontare complessivo non superiore ad € 258.228,40. Tale limite va riferito a tutti i rimborsi erogati nel corso della procedura concorsuale e non ai singoli periodi d’imposta (R.M. n. 54/E del 2002);

- i soggetti indicati nell’art. 8 del D.L. 25 settembre 2001, n. 351 convertito in Legge 23 novembre 2001, n. 410, recante disposizioni di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare;

- le imprese c.d. “virtuose”.

 

Note:

 

(1) Il rigo VX4 è riservato ai contribuenti IVA che intendono chiedere il rimborso del credito d’imposta emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2012. Attenzione: Il rimborso, nelle ipotesi previste dall’art. 30, comma 3 o dall’art. 34, comma 9, compete solo se l’eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione annuale è superiore a euro 2.582,28 ma può essere richiesto anche per un importo inferiore.

In caso di cessazione di attività, il rimborso compete senza limiti di importo.

Oltre alle predette ipotesi, il contribuente può comunque richiedere il rimborso qualora dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta risulti un’eccedenza d’imposta detraibile e dalle dichiarazioni relative ai 2 anni immediatamente precedenti risultino eccedenze d’imposta detraibili riportate in detrazione nell’anno successivo. In tal caso, il rimborso compete per il minore degli importi delle predette eccedenze, anche se inferiori al suindicato limite di euro 2.582,28.

 

(2) Ossia quelle imprese che soddisfano determinate condizioni di affidabilità e solvibilità specificatamente indicate nell’art. 38 bis, settimo comma e seguenti, esclusivamente con riferimento alle richieste di rimborso di cui alle lettere a), b) e d) del terzo comma dell’articolo 30, esonerati dalla prestazione delle garanzie nel limite del 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente la richiesta di rimborso.

In particolare, sono definiti “virtuosi” (e non necessitano garanzie per il rimborso dell’Iva) i contribuenti che:

- Sono strutturalmente a credito (per aliquota media, esercizio di attività non imponibili o non territoriali);

- sono in attività da almeno 5 anni;

- non abbiano ricevuto avvisi di accertamento Iva “significativi”.

Peraltro, tali soggetti dovranno comunque presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (secondo le modalità previste dal Provvedimento direttoriale n. 5822/2011) dove si attesta che:

- Il Patrimonio netto non è diminuito di oltre il 40% dall’ultimo bilancio approvato;

- non sono stati venduti beni immobili per oltre il 40% rispetto a quelli riportati nell’attivo dell’ultimo bilancio approvato, escluso per le società immobiliari;

- l’attività non è cessata o non si è ridotta a seguito di cessioni di rami di aziende;

- non sono state cedute azioni per oltre il 50% del capitale, escluse le società quotate;

- sono stati eseguiti tutti i versamenti dei contributi previdenziali ed assicurativi.

Inoltre, l’ammontare del rimborso erogabile senza garanzia non può eccedere il 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel corso del biennio precedente.

 

(3) L’utilizzo in compensazione del credito Iva annuale in misura superiore a 5.000 euro può essere effettuato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge. Inoltre, il comma 7 dell’art. 10 del D.L. n. 78 del 2009, subordina l’utilizzo in compensazione del credito Iva annuale per importi superiori a 15.000 euro alla presenza del visto di conformità nella dichiarazione. In alternativa all’apposizione del visto di conformità è possibile far sottoscrivere la dichiarazione dall’organo incaricato ad effettuare il controllo contabile.

 

(4) Trattasi in particolare delle operazioni non imponibili derivanti da:

- esportazioni, operazioni assimilate e servizi internazionali previsti negli articoli 8, 8-bis e 9 nonché operazioni ad essi equiparate per legge di cui agli articoli 71 (operazioni con il Vaticano e San Marino) e 72 (operazioni nei confronti di determinati organismi internazionali ecc.);

- cessioni di cui agli artt. 41 e 58 del d.l. n. 331/1993;

- le cessioni intracomunitarie di beni estratti da un deposito IVA con spedizione in altro Stato membro della Unione Europea (art. 50-bis, comma 4, lettera f), del d.l. n. 331/1993);

- le cessioni di beni estratti da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori del territorio della Unione Europea (art. 50-bis, comma 4, lettera g), del d.l. n. 331/1993).

Tra le suddette operazioni non imponibili sono da comprendere le operazioni effettuate fuori della Unione Europea, dalle agenzie di viaggio e turismo rientranti nel regime speciale previsto dall’art. 74-ter (vedasi la R.M. n. VI-13-1110/94 del 15 novembre 1994) nonché le esportazioni di beni usati e degli altri beni di cui al d.l. n. 41/1995.

Per quanto concerne la determinazione dell’ammontare complessivo delle operazioni attive effettuate nell’anno d’imposta, si può fare riferimento alla somma dei valori assoluti dei righi VE38 e VE40.

 

(5) Per stabilire la sussistenza della prevalenza di dette operazioni rispetto all’ammontare complessivo delle operazioni effettuate, occorre considerare anche le esportazioni ed operazioni assimilate di cui agli articoli 8, 8-bis e 9 nonché le operazioni di cui agli articoli 41 e 58 del decreto-legge n. 331 del 1993.

Inoltre, l’esatto ammontare delle operazioni “fuori campo” deve essere calcolato facendo riferimento al momento della loro effettuazione, determinato applicando i criteri previsti dall’articolo 6.

 

(6) Il raffronto va eseguito tra gli ammontari dell’Iva computati in detrazione con riferimento ai due anni precedenti:

- per l’anno 2010, l’importo è quello risultante dalla differenza tra l’Iva a credito riportata in detrazione o in compensazione indicata al rigo VX5 o al corrispondente rigo del quadro RX di UNICO e gli importi indicati al rigo VL9 della dichiarazione IVA/2012 relativa all’anno 2011, per la sola parte riguardante le compensazioni effettuate nel modello F24 con tributi diversi dall’Iva;

- per l’anno 2011, l’importo è quello risultante dalla differenza tra l’Iva a credito riportata in detrazione o in compensazione indicata al rigo VX5 o al corrispondente rigo del quadro RX di UNICO e gli importi da indicare al rigo VL9 della dichiarazione IVA/2013 relativa all’anno 2012, per la sola parte riguardante le compensazioni effettuate nel modello F24 con tributi diversi dall’Iva.

 

Vincenzo D’Andò

14 febbraio 2013