Scritture contabili di fine anno: le novità da ricordare per la corretta chiusura del 2012

Alla fine dell’anno è necessario procedere a registrare le scritture contabili di rettifica ed assestamento, ciò al fine di rispettare principi di competenza economica e di prudenza, che stanno alla base della redazione del bilancio d’esercizio. Occorre anche tenere conto delle novità normativa che sono intervenute riguardo la chiusura dei bilanci d’esercizio.

Infatti, secondo il principio di competenza economica:

– I  componenti positivi e negativi di reddito devono essere imputati solo ed esclusivamente al periodo amministrativo cui afferiscono;

– i componenti positivi e negativi di reddito devono essere tra loro significativamente correlati. Il rispetto del principio di competenza impone, pertanto, l’effettuazione di particolari rilevazioni (definite rilevazioni di fine esercizio o rilevazioni di assestamento o rilevazioni di integrazione e rettifica) al fine di correlare significativamente ricavi e costi di esercizio, e considerare per il calcolo del reddito e del capitale di funzionamento esclusivamente ricavi e costi di competenza.

Il principio di prudenza, vuole, invece, la rilevazione dei componenti negativi di reddito certi o probabili.

Tra le scritture tipiche di fine anno, di estrema importanza la rilevazione:

– delle rimanenze di magazzino;

– dell’ammortamento e svalutazione delle immobilizzazioni;

– dei ratei e risconti;

– dei fondi per rischi ed oneri;

– delle fatture da emettere e da ricevere;

– delle provvigioni maturate.

 

 

 

 

 

Rimanenze di magazzino

Al termine dell’esercizio, al fine di quantificare il risultato di periodo dell’attività rispettando il principio di competenza economica, è necessario rilevare se vi siano beni acquistati e non ancora venduti, al fine di rinviarli al futuro esercizio, permettendo così la correlazione tra ricavi di vendita e costi di acquisto dei soli beni venduti.

La prima operazione da effettuare, per poter rilevare in contabilità i beni ancora in magazzino, è individuare le quantità in giacenza al termine del periodo amministrativo.

Tale rilevazione può essere effettuata tramite una vera e propria conta fisica dei beni in magazzino, ovvero un sistema di rilevazioni contabili di magazzino (rilevazioni permanenti di magazzino).

Per quanto riguarda la fase di valorizzazione delle quantità in magazzino, le stesse devono essere valutate al minore tra costo storico e valore di mercato.

In particolare, il principio contabile n. 13 (relativo alle rimanenze di magazzino) specifica che detto criterio di valutazione è il frutto della combinazione del principio della valutazione al costo e del principio della prudenza.

Definito il valore delle rimanenze di magazzino presenti al termine dell’esercizio, si dovrà poi procedere contabilmente a rilevare lo stesso nella sezione avere del Conto economico (conto Rimanenze finali), quale rettifica indiretta dei costi sostenuti nel corso dell’esercizio (ad es. il conto Merci c/acquisti) e nel contempo rilevare nella sezione dare dello Stato patrimoniale la consistenza del magazzino (conto Merci).

Tra i metodi di valutazione fiscale consentiti in evidenza il metodo Lifo (art. 92 del TUIR).

Secondo i principi contabili “Il metodo LIFO tende a contrapporre costi correnti (più recenti) a ricavi correnti (più recenti). Per cui, in fase di prezzi ascendenti il metodo LIFO attenua gli effetti dell’inflazione sui risultati dell’esercizio rispetto al metodo FIFO od al metodo del costo medio; in fase di prezzi ascendenti, infatti, il LIFO ha l’effetto di contrapporre nel conto economico al ricavi costi più recenti e quindi un maggior costo”.

Inoltre, “Con il metodo LIFO a scatti la valutazione delle rimanenze a fine esercizio viene effettuata nel modo seguente, assumendo prezzi crescenti:

– si confronta la quantità di una voce giacente a fine esercizio con quella all’inizio”;

– nel caso in cui la quantità alla fine di qualsiasi esercizio ecceda quella all’inizio dell’esercizio, la quantità pari a quella all’inizio…

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