Riapertura della sanatoria per lavoro irregolare di cittadini stranieri

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 29 gennaio 2013

il 31 gennaio scade il nuovo termine per sanare le posizioni dei lavoratori comunitari irregolari: ecco le ultime istruzioni dal ministero (a cura Fabrizio Stella & Nicola Monfreda)
  1. Introduzione.

Il Governo, con il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, afferente all’impiego di cittadini di Paesi terzi con soggiorno irregolare, ha dato attuazione alla delega di cui all’articolo 21 della legge 15 dicembre 2012, n. 217 (la c.d. legge comunitaria 2010) recependo i contenuti della direttiva 2009/52/CE, del 18 giugno 2009, del Parlamento Europeo e del Consiglio1.

Un intervento legislativo assolutamente necessario, non solo per assolvere agli obblighi comunitari, ma per sanare importanti irregolarità presenti sul territorio nazionale che evidentemente creano nocumento alla libera e regolare concorrenza nel mercato del lavoro.

Non di meno, la riforma rappresenta un segno evidente di maturità culturale, uno strumento per ridare dignità ad una molteplicità di situazioni di silente sfruttamento lavorativo.

 

  1. Procedura di emersione.

Sinteticamente2, I datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto, occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze lavoratori stranieri potevano dichiarare la sussistenza del rapporto allo Sportello Unico per l’immigrazione, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012.

La presenza sul territorio nazionale del lavoratore straniero doveva essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici, quindi esibita dallo straniero, al momento della convocazione, presso il citato Sportello Unico

Al riguardo, come evidenziato nella Circ. 4 ottobre 2012, n. 6121 del Ministero dell’Interno, in armonia al parere espresso sul punto dall’Avvocatura di Stato con trattazione n. 328122 formalizzata in pari data, per organismo pubblico legittimato a rilasciare la documentazione rilevante ai sensi del decreto legislativo in rassegna deve intendersi qualunque soggetto, pubblico, privato o municipalizzato che istituzionalmente o per delega svolge una funzione o un'attribuzione pubblica o un servizio pubblico. Di conseguenza, nella documentazione de qua possono, ad esempio, farsi rientrare, di diritto:

  • la certificazione medica proveniente da struttura pubblica;

  • il certificato di iscrizione scolastica dei figli del lavoratore;

  • tessere nominative dei mezzi pubblici;

  • certificazioni provenienti dalle forze pubbliche, quali sanzioni stradali, amministrative, multe di ogni genere, etc.;

  • titolarità di schede telefoniche di operatori italiani (quali Tim, Vodafone, Wind, 3, etc.);

  • centri di accoglienza e/o di ricovero autorizzati o anche religiosi.

La suddetta documentazione, infatti, pur non provenendo da un’Amministrazione pubblica, è comunque rilasciata da soggetti che erogano servizi e/o intrattengono relazioni di carattere lat