Provvedimenti di semplificazione procedurale in materia di carta carburanti

Con l’articolo 7, comma 2, lettera p, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70 (cd. Decreto Sviluppo), in vigore dal 14 maggio 2011 (nota n. 1), e seguendo l’indirizzo a più riprese posto in opera dal Governo volto a limitare l’utilizzo del denaro contante nelle transazioni commerciali e contemporaneamente facilitare la tracciabilità delle operazioni finanziarie, si è posto in essere il tentativo di rimpiazzare il sistema basato sulla compilazione delle schede carburante con strumenti elettronici di pagamento, dematerializzando la documentazione di acquisto di carburante per autotrazione. Come verrà chiarito nel prosieguo del presente lavoro, nonostante che l’Amministrazione sia intervenuta sull’argomento con la C.M. 9 novembre 2012, n. 42/E (con un notevole e deleterio ritardo rispetto alla sua entrata in vigore: fino a questo momento, infatti, la mancanza di linee guide aveva reso non operativa la disposizione) cercando di trovare soluzioni in chiave semplificatrice, riteniamo che le imprese ben difficilmente saranno incentivate ad usufruire dell’agevolazione.

Come ben noto, prima dell’intervento normativo de qua, l’unica modalità ammessa e ritenuta valida per certificare i rifornimenti di carburante per autotrazione ai fini sia della possibile detrazione dell’Iva sia della imposte dirette era la cosiddetta “scheda carburante”. Accanto a questo sistema “tradizionale”, che comunque è tuttora valido, il D.L. 70 ha previsto la possibilità di esonero dalla scheda per quei soggetti passivi Iva che effettuano gli acquisti pagando esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti agli obblighi di tracciabilità.

 

Alternatività

La C.M. 42/E precisa che le nuove regole rappresentano un sistema documentale alternativo e non sostitutivo rispetto a quello cartaceo basato sull’utilizzo della scheda carburante (di cui all’articolo 1, D.P.R. 10 novembre 1997, n. 444), tuttavia sottolinea anche che non è ammesso l’uso contemporaneo delle due modalità; infatti, secondo la lettera della norma, l’esonero dalla scheda è ammesso a condizione che gli acquisti di carburante avvengano esclusivamente con i suddetti mezzi di pagamento elettronici. Ne deriva che il soggetto che nel periodo d’imposta utilizza altri strumenti di pagamento (i.e. contanti; ma neppure i bonifici e gli assegni sono idonei a consentire di evitare l’uso della scheda carburante) è tenuto all’adozione della scheda carburante per tutti gli acquisti di carburante effettuati nel periodo d’imposta. Ne deriva altresì che l’effettivo utilizzo della nuova modalità appare possibile solo a partire da 1 gennaio del 2013 (con buona pace per il rispetto dei ruoli degli organi costituzionali, dato che la norma in commento è stata introdotta dal Governo mediante Decreto Legge – ovvero un provvedimento d’urgenza – e non dal Parlamento, ossia l’organo legislativo). L’alternatività fra i due strumenti di documentazione degli acquisti è riferita al soggetto passivo (nel senso che la scelta dell’uno o dell’altro sistema di documentazione va fatta in capo ad ogni singolo soggetto d’imposta) e non agli oggetti (gli autoveicoli utilizzati, ai fini dell’impresa, dal soggetto passivo): così, se un soggetto sceglie una modalità di certificazione, questa scelta vale per tutti i mezzi facenti capo all’operatore stesso. Non è invece necessario che lo strumento di pagamento (es. la carta di credito) abbia un utilizzo esclusivo: esso potrà essere utilizzato sia per effettuare acquisti di altro genere destinati all’uso di impresa sia, nel caso di imprenditore individuale, per effettuare acquisti destinati alla sfera privata. L’importante è che l’acquisto di carburante avvenga mediante una operazione autonoma ed individuabile.

 

Quali possono essere gli strumenti di pagamento

Il pagamento esclusivo deve avvenire con strumenti di pagamento emessi da operatori finanziari soggetti agli obblighi di tracciabilità (di cui all’articolo 7, comma 6,…

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