Novità fiscali del 31 gennaio 2013: l’immobile conferito in un fondo patrimoniale non è aggredibile dal Fisco

 

 

Indice:

1) L’immobile conferito in un fondo patrimoniale non è aggredibile dal fisco

2) Scadenza spesometro

3) Al professionista spetta sempre il rimborso dell’Irap anche in presenza di compensi elevati

4) Al via la trasmissione telematica delle dichiarazioni

5) Denuncia infortunio Inail: nuova procedura e nuove regole per i familiari collaboratori e i soci non artigiani

6) Aggiornate le procedure di controllo per accertamenti fiscale: inserite le metodologie di controllo per attività di autonoleggio

7) Software compilazione trasmissione telematica al fisco

8) Inps: importi massimi prestazioni a sostegno del reddito per l’anno 2013

9) Indennità di maternità/paternità: estensione del periodo

10) F24 accise: istituito codice tributo per il versamento delle pene pecuniarie disciplinari

 

 

1) L’immobile conferito in un fondo patrimoniale non è aggredibile dal fisco

Non è aggredibile ai fini della riscossione delle imposte, il bene compreso in un fondo patrimoniale nel momento in cui il debito tributario sia derivato da una dichiarazione dei redditi presentata in forma congiunta.

Il Tribunale di Ferrara, con la decisione n. 9 del 2012, fissa, dunque, dei paletti sulla riscossione.

Nel caso di specie, la società per la riscossione (Equitalia) aveva provveduto ad iscrivere ipoteca su un immobile conferito in un fondo patrimoniale.

Tuttavia, secondo quanto asserito dal suddetto Tribunale, tale bene non è aggredibile ai fini della riscossione delle imposte, quando l’origine del debito deriva da una dichiarazione dei redditi presentata in forma congiunta.

Tribunale che si è soffermato sulla riferibilità del debito tributario in questione al concetto di bisogno della famiglia.

Si tratta, peraltro, di una tematica sempre di stretta attualità (aggredibilità del fondo patrimoniale con possibili risvolti anche penali).

 

2) Scadenza spesometro

Scade oggi una delle scadenze legata allo spesometro, infatti, i gestori di carte di credito devono comunicare tutti i dati delle operazioni Iva di importo pari o superiore a 3.600 euro effettuate dal 6 luglio al 31 dicembre 2011 adoperando moneta elettronica (carte di credito, di debito o prepagate).

Si tratta dell’ultimo tassello del cd. spesometro (introdotto dal D.L. n. 78 del 2010) rinviato (D.L. n. 70 del 2011) rispetto alla scadenza originaria prima al 15 ottobre 2012 e poi al 31 gennaio 2013.

Gli intermediari che hanno emesso le carte di credito, di debito e prepagate attraverso cui sono effettuati gli acquisti rilevanti dovranno trasmettere all’anagrafe tributaria i dati anagrafici dell’acquirente, gli importi complessivi di ogni singola transazione, la data in cui è stata effettuata e il codice fiscale dell’operatore commerciale presso il quale è avvenuto il pagamento elettronico.

A partire dalle spese dell’anno 2012 le comunicazioni dei dati relativi alle operazioni rilevanti ai fini Iva dovranno essere inviate, invece, entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Quindi, per gli acquisti fatti lo scorso anno, gli intermediari dovranno eseguire la comunicazione entro il 30 aprile 2013.

Più in generale, entro la stessa data si dovrà provvedere alla comunicazione dei dati degli acquisti e delle operazioni Iva effettuate nel 2012 secondo le regole semplificate introdotte dall’art. 2, comma 6, del D.L. 16/2012.

Un provvedimento direttoriale dovrà fissare le specifiche tecniche, ma l’Agenzia delle Entrate ha annunciato che lo spesometro del 2012 si presenterà con un modello vero e proprio e non più sotto forma di tracciato record, così da consentire la compilazione e la stampa dei dati da parte dell’intermediario.

Dovrebbe poi essere previsto un invio cumulativo per ciascun cliente e fornitore, a prescindere dagli importi, come in passato accadeva per i soppressi elenchi dei clienti e dei fornitori.

È stata eliminata, dal 1° gennaio 2012, la soglia minima di rilevanza di 3mila euro. Le transazioni per cui è obbligatoria l’emissione della…

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