Novità fiscali del 29 gennaio 2013: l’ISLANDA promossa fra i Paesi white list

Pubblicato il 29 gennaio 2013

Islanda nei Paesi della “white list”: in G.U. Decreto MEF; professioni non regolamentate: legge in G.U.; deduzione dei costi automezzi aziendali dal 2013 e rapporto con redditometro; salvaguardati: i modelli di istanza da presentare; niente ripartizione della quota pari all’8 per mille dell’Irpef per l’anno 2012; anno 2013: sintesi delle principali disposizioni in materia di contribuzione dovuta dai datori di lavoro e dalle aziende agricole; sospensione della riscossione da parte degli Agenti della Riscossione (AdR)

 

 

Indice:

1) Islanda nei Paesi della “white list”: In G.U. Decreto MEF

2) Professioni non regolamentate: Legge in G.U.

3) Disciplina della deduzione dei costi automezzi aziendali dal 2013 e rapporto con redditometro

4) Salvaguardati: i modelli di istanza da presentare

5) Niente ripartizione della quota pari all’8 per mille dell’Irpef per l’anno 2012

6) Anno 2013: sintesi delle principali disposizioni in materia di contribuzione dovuta dai datori di lavoro e dalle aziende agricole

7) Sospensione della riscossione da parte degli Agenti della Riscossione (AdR): chiarimenti dall’Inps

 

 

1) Islanda nei Paesi della “white list”: In G.U. Decreto MEF

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 25 gennaio 2013,  il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 11 gennaio 2013.

Modificato, dunque, l’elenco degli stati con i quali é attuabile lo scambio di informazioni.

All’elenco di cui all’art. 1 del decreto del Ministro delle finanze del 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, è stato inserito il seguente Stato: “Islanda”.

 

2) Professioni non regolamentate: Legge in G.U.

La Legge n. 4 del 14 gennaio 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013.

Tale normativa disciplina in maniera uniforme le “professioni non organizzate in ordini o collegi”, qualificandole come quelle attività economiche, anche organizzate, volte alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 c.c., e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.

Si introduce il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista, al quale si consente di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione, riconoscendosi espressamente l’esercizio di questa in forma individuale, associata, societaria, ovvero nella forma di lavoro dipendente.
I professionisti possono costituire associazioni professionali, con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

Tali associazioni hanno natura privatistica, sono fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva.

Esse promuovono la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta, vigilano sulla condotta professionale degli associati, definiscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni al medesimo codice e promuovono forme di garanzia a tutela dell’utente, tra cui l’attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore.

Le associazioni possono costituire forme aggregative, che rappresentano le associazioni aderenti e agiscono in piena indipendenza ed imparzialità.

Le forme aggregative hanno funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali.

Su mandato delle singole associazioni, esse possono controllare l’operato delle stesse, ai fini della verifica del rispetto e della congruità degli standard professionali e qualitativi dell’esercizio dell’attività e dei codici di condotta definiti dalle associazioni medesime.

Sotto il profilo della pubblicità delle associazioni professionali e delle loro forme aggregative, si prevede che esse pubblichino sul proprio sito web gli elementi informativi, di cui si dà contezza nello stesso provvedimento, che presentano utilità per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicità.
Infine, viene prevista la possibilità per le associazioni professionali di rilasciare ai propri iscritti delle attestazioni su molteplici aspetti (regolare iscrizione del professionista, requisiti e standard qualitativi, possesso della polizza assicurativa ecc.), a seguito di verifiche.


3) Disciplina della deduzione dei costi automezzi aziendali dal 2013 e rapporto con redditometro

Con l’entrata in vigore della Legge 228/2012 (cd. Legge di stabilità), sono state nuovamente modificate le percentuali di deducibilità delle spese sostenute da imprese e professionisti relativamente all’acquisto e all’utilizzo di veicoli.

Con la modifica all’art. 164 del TUIR, la deducibilità relativa ad autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli che non sono utilizzati come beni strumentali all’esercizio dell’attività di impresa, passa dal 40% al 20%.

Ecco, dunque, tutte le novità inerenti la deducibilità dei costi auto di cui si deve

tenere conto dal periodo di imposta 2013 (per gli esercizi solari), conseguenti ai due recenti interventi normativi legati prima all’entrata in vigore della Legge 92/2012 (cd. Riforma Fornero) e poi ai correttivi apportati dalla Legge 228/2012.

Viene, infine, riportata anche la disciplina inerente la detraibilità IVA sempre in materia di costi auto.

 

 

 

Soggetti

Uso dei veicoli

% deduzione

Imprese

Uso esclusivo attività

 

Adibiti a uso pubblico

 

In uso ai dipendenti

 

Altri utilizzi

100%

 

100%

 

70%

 

20%

 

Professionisti

Uso esclusivo attività (non previsto dalle Entrate per i lav. aut.)

 

In uso ai dipendenti

 

Altri utilizzi

100%

 

 

 

70%

 

20%

Agenti di commercio

 

80%

 

 

 

Se l’attività professionale é svolta da società semplici o da associazioni tra professionisti, la deducibilità è consentita solo per un veicolo per ogni singolo associato.

Peraltro, le modifiche apportate prima dalla Legge 92/2012 e poi dalla Legge 228/2012 non incidono in alcun modo sul trattamento fiscale dei rimborsi  spese per l’utilizzo dell’auto del dipendente o dell’amministratore che restano deducibili nei limiti fissati dall’art. 95 del TUIR ovvero pari al costo della percorrenza (tariffe ACI) o alle tariffe di noleggio.

Sono rimasti, invece, invariati i limiti massimi di spesa, fiscalmente riconosciuti per i veicoli aziendali in genere, che sono per l’acquisto:

- € 18.075,99 per autovetture e caravan;

- € 4.131,66 per motocicli;

- € 2.065,83 per ciclomotori.

Nonché per la locazione e il noleggio:

- € 3.615,20 per autovetture e caravan;

- € 774,69 per i motocicli;

- € 413,17 per i ciclomotori.

I tetti massimi di spesa fiscalmente riconosciuti non si applicano nel caso di veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti.

Detrazione Iva

E’, inoltre, rimasta invariata la detraibilità dell’Iva relativa ai veicoli non utilizzati esclusivamente come beni strumentali per l’attività d’impresa, arte e professione.

Questa rimane dunque pari al 40%.

A tal proposito, occorre evidenziare che adesso vi é un sostanziale disallineamento tra la percentuale di deducibilità dei costi ai fini delle imposte sul reddito (20% per effetto delle nuove disposizioni) e quella di detraibilità ai fini IVA (40%).

Peraltro, in materia di Iva, l’art. 19-bis1 del D.p.r. 633/1972, dispone al comma 1, lett. c) che l’imposta è detraibile:

- al 100% per veicoli che formano oggetto dell'attività propria dell'impresa;

- al 100% per i veicoli degli agenti e rappresentanti di commercio;