Novità fiscali del 28 gennaio 2013: in attesa del nuovo modello ISEE

Pubblicato il 28 gennaio 2013



crisi cooperative e lavoratori; la posizione dei soci non deve essere oggetto di verifica al fine del rilascio del Durc; il giudice tributario può annullare le sanzioni “d’ufficio” senza che lo richieda il contribuente; la distrazione dell’avviamento dell’azienda non comporta la condanna per bancarotta; attesa per l’Isee riformato; esodati: salvi i professionisti; Registro delle Imprese: per la sede legale dell’impresa individuale va bene quella indicata dal titolare; gestione ex Inpdap: modalità di presentazione delle domande relative alle singole prestazioni pensionistiche; é nullo l’avviso di accertamento che non indica l’aliquota d’imposta applicata; appalti pubblici: dal notariato il primo atto pubblico informatico; istituita nuova causale per il versamento dei contributi dovuti dai Consulenti del Lavoro; Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: istituiti codici tributo per il recupero, con F24, del contributo indebitamente utilizzato

 

 

Indice:

1) Crisi cooperative e lavoratori

2) La posizione dei soci non deve essere oggetto di verifica al fine del rilascio del Durc

3) Il giudice tributario può annullare le sanzioni “d’ufficio” senza che lo richieda il contribuente

4) La distrazione dell’avviamento dell’azienda non comporta la condanna per bancarotta

5) Attesa per l’Isee riformato

6) Esodati: salvi i professionisti

7) Registro delle Imprese: per la sede legale dell’impresa individuale va bene quella indicata dal titolare

8) Gestione ex Inpdap: modalità di presentazione delle domande relative alle singole prestazioni pensionistiche

9) E’ nullo l’avviso di accertamento che non indica l’aliquota d’imposta applicata

10) Appalti pubblici: dal notariato il primo atto pubblico informatico

11) Istituita nuova causale per il versamento dei contributi dovuti dai Consulenti del Lavoro

12) Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: istituiti codici tributo per il recupero, con Modello F24, del contributo indebitamente utilizzato

 

 

1) Crisi cooperative e lavoratori

Per la crisi, la cooperativa può sospendere il rapporto di lavoro con i soci lavoratori senza ammortizzatori sociali.

Lo ha precisato il Ministero del lavoro con l’interpello n. 1 del 24 gennaio 2013, riconoscendo alla società la possibilità di prevedere nel regolamento interno l’istituto della sospensione del lavoro specificandone le cause legittimanti, nonché le condizioni che consentano un equilibrato utilizzo della forza lavoro (criteri di turnazione o rotazione del personale).

 

2) La posizione dei soci non deve essere oggetto di verifica al fine del rilascio del Durc

La posizione dei soci non rileva (e non deve essere oggetto di verifica) al fine del rilascio del Durc a una società di capitali (Srl, SpA ecc.).

Lo ha chiarito il Ministero del lavoro con l’interpello n. 2 del 24 gennaio 2013, in risposta alla richiesta di chiarimento dei consulenti del lavoro riguardo la rilevanza o meno delle posizioni personali dei singoli soci, ai fini dell’attestazione della regolarità contributiva (Durc) di una società di capitali.

Per il ministero le due posizioni sono indipendenti: quella della società di capitali che, in quanto dotata di personalità giuridica, è caratterizzata da autonomia patrimoniale “perfetta”; e quella dei singoli soci.

Ne deriva, a parere del Ministero, che sul patrimonio sociale non possono trovare soddisfazione i creditori personali del socio e, al contempo, i creditori sociali non possono escutere il patrimonio personale dei soci.

La posizione dei soci, pertanto, non deve essere oggetto di verifica al fine del rilascio del Durc della società di capitali.

Verifica, invece, necessaria nel caso delle società di persone.

 

3) Il giudice tributario può annullare le sanzioni “d’ufficio” senza che lo richieda il contribuente

Il contribuente, nel violare le norme tributarie, deve pagare le sanzioni fiscali meno pesanti anche se entrate in vigore con una norma successiva all’accertamento e il giudice può farlo d’ufficio, senza specifica richiesta di parte.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 1656 del 24 gennaio 2013, ha accolto il ricorso di una banca che avrebbe dovuto pagare sanzioni elevate per non avere versato acconti in qualità di sostituto d’imposta.

Insomma il contribuente, cittadino o azienda che sia, va tutelato dalle sanzioni

pesanti rese meno gravose dalle riforme legislative.

“In forza dello ius superveniens”, ha motivato il Collegio di legittimità, più favorevole-correlabile anche allo Statuto del contribuente, “può affermarsi che, in tema di sanzioni tributarie, all’abrogazione del principio di ultrattività delle disposizioni sanzionatorie subentrato il principio del favor rei nella sua duplice prospettazione; nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che secondo la legge posteriore non costituisce violazione punibile; se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa si applica la legge più favorevole”.

Inoltre, il giudice può anche decidere per la sanzione meno salata d’ufficio, senza un’esplicita richiesta di parte.

Unico limite è quello per cui sul contenzioso concernente tale sanzione non si sia già formato il giudicato. Infatti, a parere della Cassazione, il principio si applica anche d’ufficio e in ogni stato e grado del giudizio, a condizione che via sia un procedimento ancora in corso e che il provvedimento impugnato non sia definitivo.

Nel caso di specie, la nota banca dovrà comunque corrispondere le sanzioni per non aver versato in favore di molti suoi dipendenti delle ritenute ma le sanzioni non saranno quelle maggiori previste dalle norme in vigore al momento dell’infrazione e dell’accertamento, ma saranno quelle ridotte da disposizioni successive di dieci anni.

 

4) La distrazione dell’avviamento dell’azienda non comporta la condanna per bancarotta

Non scatta la condanna per bancarotta a carico dell’imprenditore che ha distratto il solo avviamento dell’azienda.

Per la condanna penale è necessaria anche la cessione dei beni dell’impresa.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 3817 del 24 gennaio 2013, ha accolto il ricorso di due imprenditori annullando con rinvio la condanna per bancarotta per distrazione.

In particolare ai due imprenditori (padre e figlio) era stato contestato di aver distratto l’avviamento dell’azienda facendo confluire tutti i clienti e i fornitori in una seconda azienda, compromettendo così i diritti dei creditori di quella fallita.

Il tribunale e la Corte d’appello, con doppia conforme, avevano deciso per la responsabilità penale degli imputato.

Viceversa, la Suprema Corte ha ribaltato l’esito della vicenda annullando con rinvio alla Corte d’appello di Roma la condanna.

Ciò poiché l’avviamento dell’azienda presenta una indubbia natura patrimoniale ed è suscettibile di quantificazione economica, ma non per questo può costituire oggetto di autonoma disposizione, risultando inscindibile dall’azienda stessa.

 

5) Attesa per l’Isee riformato

Sull’Isee fumata nera della conferenza unificata sul decreto attuativa della riforma dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

La Lombardia ha manifestato il suo dissenso sul testo che ha già superato il vaglio del Consiglio di stato e del garante privacy, presentando tre emendamenti che saranno esaminati nella riunione del 07 febbraio 2013.

Una delle principali novità dell’edizione Isee 2013 è l’introduzione di franchigie.

Per quanto riguarda la situazione reddituale, nel decreto è previsto che accanto

ai singoli redditi di ciascun componente del nucleo familiare si sottraggano degli importi per ciascun individuo, mentre delle spese e franchigie che possono essere sottratte invece per l’intero nucleo familiare.

Le voci che concorrono alla formazione dell’Isee riguardano, tra gli altri, i redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta, ogni altra componente reddituale esente da imposta, redditi da lavoro dipendente prestato all’estero e tassati all’estero, assegni per il mantenimento dei figli, trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, redditi fondiari relativi ai beni non locali soggetti all’Imu.

Un’altra importante novità riguarda il calcolo del reddito delle attività finanziarie. Al patrimonio familiare si applicherà il tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale in sostituzione del tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del tesoro.

Fabbricati e terreni verranno valorizzati ai fini Imu e non più ai fini Ici come avviene oggi.

Per la prima casa, inoltre, scompare l’abbattimento di 51 mila euro, in cambio dello sconto standard di un terzo del valore.

Il rincaro (passaggio da Ici a Imu), inoltre, verrà in parte attenuato dalla introduzione di una nuova franchigia d’importo variabile da 5 mila a 7 mila euro.

Benefici maggiori fruiranno le famiglie con disabili e non autosufficienti.

 

6) Esodati: salvi i professionisti

Salvo il professionista esodato che risulti versare un minimo alla cassa di previdenza per conservare l’iscrizione all’albo.

In tal caso, infatti, la contribuzione versata non è collegata allo svolgimento di

attività lavorativa e, perciò, il professionista non può dirsi “rioccupato”, situazione che altrimenti lo escluderebbe dal beneficio della salvaguardia dai nuovi requisiti di pensione.

(Inps, messaggio n. 1500 del 24 gennaio 2013)

 

7) Registro delle Imprese: per la sede legale dell’impresa individuale va bene quella indicata dal titolare

Secondo il MSE, l’Ufficio del Registro delle imprese deve prendere per buona la sede dell’impresa individuale che l’imprenditore indica in sede di iscrizione dell’impresa nel Registro delle imprese.

Nel caso delle imprese individuali che svolgono la propria attività senza l’imprescindibile necessità di appositi locali (es. agente di commercio), la sede dell’impresa individuale può coincidere con la residenza del titolare, anche se non necessariamente deve coincidere con la residenza del titolare.

Sono questi i chiarimenti fatti dal Ministero dello Sviluppo Economico, con il Parere del 14 gennaio 2013, Prot. 0005095, emesso in risposta ad un quesito posto da una Camera di Commercio che, nella coincidenza tra sede dell’impresa e residenza.

 

8) Gestione ex Inpdap: modalità di presentazione delle domande relative alle singole prestazioni pensionistiche

L’Inps, con la circolare n. 12 del 25 gennaio 2012, ha fornito informazioni dettagliate inerenti la modalità di presentazione delle domande relative alle singole prestazioni pensionistiche in relazione a:

Gestione ex Inpdap. Determinazione Presidenziale del 30 maggio 2012 n. 95. “Presentazione e consultazione telematica in via esclusiva - Decorrenza”. Nuove modalità di presentazione delle istanze per il riconoscimento del servizio militare, per l’accredito figurativo dei periodi di congedo di maternità, per l’autorizzazione della prosecuzione volontaria,per i riscatti di periodi o servizi ai fini pensionistiche per il computo dei servizi.

Viene attivata la modalità di presentazione telematica in via esclusiva, a decorrere dal 4 aprile 2013 delle domande di:

- riconoscimento del servizio militare;

- accredito figurativo per il riconoscimento dei periodi corrispondenti all’astensione obbligatoria per maternità verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 25, comma 2, del DLgs n. 151/2001;

- autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi;

- riscatto per la valutazione onerosa ai fini pensionistici di periodi o servizi non coperti da contribuzione altrimenti non utili;

- computo dei servizi ai sensi degli artt. 11, 12 e 15 del DPR n. 1092/1973.

A partire da tale data l’istanza presentata in forma diversa da quella telematica non sarà procedibile fino a quando il richiedente non abbia provveduto a trasmetterla nelle forme sopra indicate.

Le domande devono essere presentate attraverso uno dei seguenti canali:

- WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

- Contact Center Integrato – n. 803164.

- Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

Al fine di consentire l’informazione dei potenziali beneficiari del servizio, è previsto un periodo transitorio, fino al 3 aprile 2013, durante il quale le domande in esame potranno essere presentate con le consuete modalità o attraverso il canale telematico.

(Inps, circolare n. 12 del 25 gennaio 2012)

 

9) E’ nullo l’avviso di accertamento che non indica l’aliquota d’imposta applicata

E’ nullo l’avviso di accertamento che non comprende l’esatta indicazione dell’aliquota applicata, ma solo quella minima e quella massima.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1645 del 24 gennaio 2013 che ha, così, accolto il ricorso presentato dal contribuente.

Non devono, dunque, mancare, nell’atto del fisco, gli elementi che possano consentire al contribuente di verificare agevolmente ed immediatamente l’imposta richiesta. Si tratta di dati che sono ritenuti essenziali.

Peraltro, anche la Commissione Tributaria Regionale aveva confermato l’annullamento della rettifica induttiva del reddito d’impresa, ai fini delle imposte sui redditi ritenendo appunto che la mancata indicazione dell’aliquota applicata non consentiva al contribuente di verificare agevolmente ed immediatamente l’imposta richiesta.

Anche la Suprema Corte non si è discostata da tale orientamento.

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’avviso di accertamento che non riporti l’aliquota applicata, ma solo l’indicazione delle aliquote minima e massima, viola il principio di precisione e chiarezza delle indicazioni che è alla base del precetto di cui all’art. 42 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, il quale richiede che sia evidenziata l’aliquota applicata su ciascun importo imponibile, al fine di porre il contribuente in grado di comprendere le modalità di applicazione dell’imposta e la ragione del suo debito, senza dover ricorrere all’ausilio di un esperto. L’omissione di tale indicazione determina la nullità dell’atto, ai sensi del terzo comma dell’art. 42 cit., senza che sia consentita una valutazione di merito circa l’incidenza che essa abbia avuto, in concreto, sui diritti del contribuente”.

Va esibita la documentazione giustificativa del rimborso Iva conseguito

Sempre secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 1420 del 22 gennaio 2013) “È legittima la condotta dell’Agenzia delle Entrate che, al cospetto dell’inottemperanza del contribuente all’invito di esibizione delle documentazione giustificativa di un rimborso Iva conseguito, proceda al recupero della somma oggetto del rimborso, senza previamente procedere ad ispezioni o ad ulteriori attività”. Quindi, qualora l’Amministrazione Finanziaria richieda al contribuente la documentazione giustificativa del rimborso Iva richiesto e conseguito, occorre che il contribuente ottemperi alla richiesta. Altrimenti (cioè in caso di comportamento inerte del contribuente), è ritenuto legittimo il recupero della somma, senza la necessità di ulteriori ispezioni o verifiche.

 

10) Appalti pubblici: dal notariato il primo atto pubblico informatico

Il Notariato mette in pratica, per quanto di sua competenza, l’agenda digitale voluta dal Governo con il D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221 del 17 dicembre 2012, facendosi trovare pronto per la stipula dei contratti pubblici di appalto di lavori, servizi e forniture, che, a partire dal primo gennaio di quest’anno, possono essere redatti dai notai solo con atto pubblico notarile informatico.

Infatti, il 22 gennaio 2013 sono stati infatti stipulati i primi atti pubblici informatici, subito messi “al sicuro” nel sistema di conservazione a norma del Notariato.

Il primo atto è stato stipulato in Puglia, in provincia di Brindisi, tra un Comune ed una società che si era aggiudicata l'appalto per la gestione del servizio integrato di igiene urbana. Secondo le nuove norme che sanciscono dunque il tramonto della carta per questa rilevante categoria di contratti della Pubblica Amministrazione, il notaio, per la conservazione degli atti notarili informatici, si avvale di una struttura tecnologica - messa a punto dalla società informatica del Notariato, Notartel, con il coordinamento della Commissione Informatica del Consiglio Nazionale del Notariato - idonea a custodire ma anche a preservare la validità giuridica nel tempo del documento informatico, senza nessun aggravio di costi a carico del cliente.

Struttura tecnologica e suo funzionamento:

Il nuovo sistema di conservazione è operativo per accogliere gli atti notarili e i relativi allegati, formati sin dall’origine su supporto informatico nei formati abitualmente utilizzati dalla Pubblica Amministrazione e firmati digitalmente. Ogni notaio ha a disposizione uno spazio dove memorizzare i propri originali.

Il notaio opera esclusivamente all’interno del suo spazio e invia al sistema di conservazione un insieme di documenti (“plico”) costituenti un originale notarile informatico, che potrà in qualunque momento essere visualizzato dal notaio stesso, il quale ne potrà estrarre copia.

Il sistema verifica che i documenti presenti nel plico siano conformi ai formati previsti ed appone ai file le evidenze informatiche secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia di conservazione di documenti digitali.

(Notariato, comunicato stampa del 24 gennaio 2013)

 

11) F24: istituita nuova causale per il versamento dei contributi dovuti dai Consulenti del Lavoro

Per consentire il versamento, con il Modello F24, dei contributi associativi dovuti dagli iscritti al Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Teramo, che ha aderito alla convenzione con l’Amministrazione finanziaria, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 4/E del 25 gennaio 2013, ha istituito la causale contributo di seguito indicata:

“TE00” denominato “Consulenti del Lavoro - Consiglio provinciale di TERAMO”.

 

 

12) Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: istituiti codici tributo per il recupero, con Modello F24, del contributo indebitamente utilizzato

L’art. 2, comma 1, della legge della Regione Friuli Venezia Giulia 29 dicembre 2010, n. 22, ha previsto un contributo in forma di credito d’imposta, utilizzabile

esclusivamente in compensazione, per la salvaguardia del livello occupazionale nel territorio regionale, per l’incremento dell’occupazione e la creazione di nuove opportunità di inserimento stabile in ambito lavorativo nel territorio regionale, per il sostegno e la conservazione dei valori tradizionali della panificazione artigiana quale elemento caratterizzante di un territorio e della comunità su di esso localizzata.

Con risoluzione n. 43/E del 4 maggio 2012 è stato istituito il codice tributo “3721”, denominato “Contributo da utilizzare in compensazione concesso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – art. 2, c. 1, L.R. n. 22/2010”.

Con convenzione del 23 aprile 2012 tra l’Agenzia delle entrate e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sono state disciplinate, tra l’altro, le attività di controllo e recupero dei contributi non spettanti. Al riguardo, all’art. 4, comma 6 della predetta convenzione, è previsto che il recupero dei crediti d’imposta non spettanti è effettuato dall’Agenzia mediante l’atto di recupero di cui all’art. 1, commi 421, 422 e 423, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

Adesso, per consentire il recupero delle somme relative all’indebita fruizione del contributo in parola, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 5/E del 25 gennaio 2013, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “3722” denominato “Contributo da utilizzare in compensazione concesso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – art. 2, c. 1, L.R. n. 22/2010 e relativi interessi – controllo sostanziale dei presupposti e requisiti di legge”;

- “3723” denominato “Contributo da utilizzare in compensazione concesso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – art. 2, c. 1, L.R. n. 22/2010, sanzione - controllo sostanziale dei presupposti e requisiti di legge”.

 

Vincenzo D’Andò