Novità fiscali del 25 gennaio 2013: l’attribuzione della rendita catastale non ha efficacia retroattiva

imposta di registro sui verbali di apertura delle cassette di sicurezza; l’Antitrust multa “Agenzia debiti” per pratiche scorrette; Unioncamere: nel 2012 chiuse mille imprese al giorno; istituito codice tributo per il versamento con F24/Accise delle somme dovute su fornitura dei contrassegni per la circolazione dei tabacchi lavorati; l’attribuzione della rendita catastale non ha efficacia retroattiva; cambio indirizzo in malattia anche via fax/email; MEF: stato di avanzamento dell’intervento di aiuti a MPS; Dogane: modalità di affidamento della riscossione delle somme intimate in carico agli agenti della riscossione; INPS: calcolo automatizzato delle retribuzioni figurative da attribuire agli eventi registrati negli estratti conto; Assonime: metodo tariffario transitorio per il calcolo delle tariffe idriche e la prima direttiva per la trasparenza della bolletta dell’acqua

 

 

Indice:

1) Imposta di registro sui verbali di apertura delle cassette di sicurezza

2)  L’Antitrust multa “Agenzia debiti” per pratiche scorrette

3) Unioncamere: nel 2012 chiuse mille imprese al giorno

4) Istituito codice tributo per il versamento con F24/Accise delle somme dovute su fornitura dei contrassegni per la circolazione dei tabacchi lavorati

5) L’attribuzione della rendita catastale non ha efficacia retroattiva

6) Cambio indirizzo in malattia anche via fax/email

7) MEF: stato di avanzamento dell’intervento di aiuti a MPS

8) Agenzia delle Dogane: modalità di affidamento della riscossione delle somme intimate in carico agli agenti della riscossione

9) Inps: calcolo automatizzato delle retribuzioni figurative da attribuire agli eventi registrati negli estratti conto

10) Assonime: metodo tariffario transitorio per il calcolo delle tariffe idriche e la prima direttiva per la trasparenza della bolletta dell’acqua

 

 

1) Imposta di registro sui verbali di apertura delle cassette di sicurezza

In caso di successione, niente imposta di registro sull’inventario dei beni redatto dal notaio o da un funzionario dell’amministrazione.

Il verbale d’inventario redatto, anche se in forma pubblica, all’apertura delle cassette di sicurezza, secondo le disposizioni previste dall’articolo 48 del Dlgs 346/1990, non è soggetto all’obbligo di registrazione in termine fisso, in base all’art. 5 della tabella allegata al Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (D.p.r. n. 131/1986).

Ciò secondo quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 2/E del 24 gennaio 2013.

In particolare, secondo le previsioni dell’art. 48, comma 6, del D.Lgs. n. 346/1990, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari (cioè le persone autorizzate ad accedervi), le cassette di sicurezza possono essere aperte solo alla presenza di un funzionario dell’Amministrazione finanziaria o di un notaio, tenuto alla redazione di un verbale d’inventario.

Ai fini della qualificazione giuridica, il verbale assume la natura di atto pubblico, essendo un documento redatto “da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato” (art. 2699 c.c.).

La qualità di pubblico documentatore del notaio o del funzionario dell’amministrazione che agisce come pubblico ufficiale conferisce, infatti, all’inventario la natura e l’efficacia di atto pubblico.

Nel caso di specie, per il verbale redatto in caso di apertura di una cassetta di sicurezza, non vi è obbligo di chiedere la registrazione.

L’obbligo di redazione dell’inventario é previsto da una disposizione tributaria (art. 48, comma 6, D.Lgs. n. 346/1990) la cui finalità è quella di assolvere a una funzione di natura fiscale ovvero quella di certificare, ai fini dell’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni, l’esatta individuazione delle cose mobili o dei valori contenuti nella cassetta di sicurezza che appartengono al de cuius.

 

2)  L’Antitrust multa “Agenzia debiti” per pratiche scorrette

La denuncia partita da Equitalia. Promettevano sconti sui debiti con il fisco

L’Antitrust ha sanzionato per pratiche commerciali scorrette due società, Agenzia Debiti e B&p che chiedevano ai cittadini compensi di centinaia di euro per rinegoziare i debiti con Equitalia promettendo forti “sconti”, fino al 70%. Obiettivo impossibile visto che tutte le attività di riscossione sono regolate dalla legge e che Equitalia può solo rateizzare i pagamenti degli importi richiesti dai vari enti creditori.

Per tali comportamenti, scoperti anche a seguito delle segnalazioni inviate da Equitalia, l’Autorità ha disposto una sanzione amministrativa di 100 mila euro per Agenzia Debiti mentre B&p è stata sanzionata con una multa di 50mila euro.

(Equitalia, comunicato stampa del 23 gennaio 2013)

 

3) Unioncamere: nel 2012 chiuse mille imprese al giorno

Nel 2012 hanno chiuso i battenti mille…

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