Novità fiscali del 22 gennaio 2013: redditometro solo per i grandi evasori?

 

 

Indice:

 

1) Lavoro accessorio: eventuali violazioni trasformano il contratto in subordinato

 

2) In G.U. la Legge di riforma dell’ordinamento forense

 

3) Emersione extraue 2012: rimane ancora tempo fino al 31 gennaio

 

4) Redditometro utilizzato per i grandi evasori

 

5) Iva per cassa: ecco la guida delle Entrate

 

6) Emersione lavoratori domestici extracomunitari: nota Inps

 

7) Collaborazioni a progetto dopo la riforma Fornero

 

8) Legge di stabilità 2013: le disposizioni per gli enti locali nell’osservatorio dell’IRDCEC

 

 

1) Lavoro accessorio: eventuali violazioni trasformano il contratto in subordinato

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 4 del 18 gennaio 2013, ha diffuso le indicazioni operative sul lavoro occasionale accessorio, regolato dagli artt. 70 e seguenti del D.Lgs n. 276/2003, alla luce delle modifiche introdotte dalla Riforma del lavoro (Legge n. 92/2012).

In particolare, il Welfare ha fornito chiarimenti in merito a:

– Campo di applicazione;

– ricorso a prestazioni di lavoro accessorio nell’ambito di appalti;

– possibilità di ottenere il permesso di soggiorno;

– caratteristiche del buono lavoro;

– disciplina sanzionatoria;

– regime transitorio.

Si tratta, dunque, di indicazioni operative al proprio personale ispettivo per l’attività di vigilanza nei confronti dei datori di lavoro/committenti che ricorrono al lavoro accessorio.

Le possibili violazioni della disciplina in materia di lavoro accessorio attengono principalmente al superamento dei limiti quantitativi – e pertanto “qualificatori” – previsti, nonché all’utilizzo di voucher al di fuori del periodo consentito (30 giorni dall’acquisto).

Il limite quantitativo diventa elemento “qualificatorio” della fattispecie e pertanto, in sede di verifica, è necessario che non sia stato già superato l’importo massimo consentito.

E’ opportuno che committente richieda al lavoratore una dichiarazione in ordine al non superamento degli importi massimi previsti, ai sensi dell’art. 46, comma 1 lett. o), del D.P.R. n. 445/2000, in quanto tali circostanze non possono non essere conosciute dallo stesso lavoratore.

Ferme restando le conseguenze penalmente rilevanti in capo al lavoratore in caso di false dichiarazioni, il superamento dei limiti anzidetti si determinerà una “trasformazione” del rapporto in quella che costituisce la “forma comune di rapporto di lavoro”, ossia in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, conapplicazione delle relative sanzioni civili e amministrative; ciò almeno con riferimento alle ipotesiin cui le prestazioni siano rese nei confronti di una impresa o di un lavoratore autonomo e risultino funzionali all’attività di impresa o professionale.

In altri termini sarà possibile operare la “trasformazione” del rapporto ogniqualvolta le prestazioni del lavoro accessorio siano verosimilmente fungibili con le prestazioni rese da altro personale già dipendente dell’imprenditore o del professionista.

Analoghe conseguenze sanzionatorie si avranno anche nell’ipotesi di un utilizzo dei voucher in un periodo diverso da quello consentito (30 giorni dal suo acquisto). In assenza del “titolo” legittimante la prestazione di lavoro accessorio, come peraltro già chiarito con circ. n. 38/2010, la prestazione stessa sarà inoltre da ritenersi quale “prestazione di fatto”, non censita preventivamente e pertanto da considerarsi “in nero”.

Fermo restando il limite complessivo di € 5.000 nel corso di un anno solare, il Legislatore stabilisce che “nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività  lavorative (…) possono essere svolte a  favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, rivalutati annualmente (…)”.

Ai fini del rispetto della nuova disciplina, occorre prima di tutto verificare se il committente è un “imprenditore commerciale o professionista”.

In caso positivo la prestazione nei suoi confronti non potrà dar luogo a…

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