Novità fiscali del 16 gennaio 2013: nuova riduzione del limite per compensare l’Iva a credito

Pubblicato il 16 gennaio 2013



al via il limite ridotto per compensare l’Iva a credito; occorre la PEC nelle procedure fallimentari – ok ai parametri per il Commercialista nominato perito; dalla Legge di stabilità 2013 un fondo per ricerca e sviluppo;aiuti di Stato: software di compilazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà; partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione del diritto europeo; software denunce imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati; disposizioni attuative della banca dati nazionali dei contratti pubblici; in crescita le entrate tributarie internazionali; potenziata la collaborazione tra Consob e Guardia di Finanza; Istat: salgono i prezzi al consumo; chiudono alcuni uffici dell’Agenzia delle entrate, ciò per economizzare i costi di gestione delle strutture; comunicazione da parte dei gestori di utenze telefoniche; possibile sequestrare gli immobili confluiti nel fondo patrimoniale; nulla la notifica al portiere senza ricerche approfondite del contribuente; entro il 1 marzo 2013 la presentazione domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente pesanti

 

Indice:

1) Al via il limite ridotto per compensare l’Iva a credito

2) Occorre la PEC nelle procedure fallimentari – ok ai parametri per il Commercialista nominato perito

3) Dalla Legge di stabilità 2013 un fondo per ricerca e sviluppo

5) Aiuti di Stato: software di compilazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

6) Partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione del diritto europeo

7) Software denunce imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati

8) Disposizioni attuative della banca dati nazionali dei contratti pubblici

9) In crescita le entrate tributarie internazionali

10) Potenziata la collaborazione tra Consob e Guardia di Finanza

11) Istat: salgono i prezzi al consumo

12) Chiudono alcuni uffici dell’Agenzia delle entrate, ciò per economizzare i costi di gestione delle strutture

13) Comunicazione da parte dei gestori di utenze telefoniche

14) Possibile sequestrare gli immobili confluiti nel fondo patrimoniale

15) Nulla la notifica al portiere senza ricerche approfondite del contribuente

16) Entro il 1 marzo 2013 la presentazione domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente pesanti

 

 

1) Al via il limite ridotto per compensare l’Iva a credito

Iva: Da oggi il limite per compensare è più basso. Infatti, dal 16 gennaio 2013 non si può più utilizzare nel Modello F24 il credito Iva 2012 fino all’importo di 10.000 euro, ciò poiché il D.L. n. 16/2012 (cd. Decreto semplificazioni fiscali), ha ridotto a 5.000 euro il limite delle compensazioni Iva, da considerare prima della presentazione della dichiarazione Iva.

Si tratta, quindi, del primo appuntamento dell’anno per compensare nel Modello F24 i crediti Iva. Occorre, dunque, considerare la novità introdotta dal citato Decreto sulle semplificazioni tributarie che ha ridotto da 10mila a 5mila euro il limite massimo da considerare prima della presentazione della dichiarazione Iva.

La stretta è entrata in vigore il 1°aprile 2012, ma poiché a quella data molte dichiarazioni Iva relative al 2011 erano state presentate, il vero banco di prova è rappresentato proprio dalla scadenza di domani.

Il credito annuale Iva 2012 può essere compensato nel Modello F24 per pagare imposte o contributi per un importo inferiore a 5mila euro annui, già dal 1 gennaio 2013.

Si dovrà attendere il 16 del mese successivo a quello di presentazione del modello Iva annuale, invece, per compensare importi da 5mila a 15mila euro. Infine, occorre il visto di conformità nel medesimo modello per importi oltre i 15mila euro e fino a 516.456,90 euro.

 

2) Occorre la PEC nelle procedure fallimentari

Curatori e commissari giudiziali dovranno comunicare a tutti i creditori l’indirizzo della PEC entro il 30 giugno 2013.

Ciò a seguito di quanto stabilito dall’art. 17 del D.L. n. 179 del 18 ottobre 2012, (cd. Decreto Crescita-bis), convertito, con dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012, che modifica nuovamente la riforma fallimentare (già oggetto di modifiche da parte del D.L. n. 83/2012 convertito in Legge n. 134/2012).

Viene, quindi, introdotto l’utilizzo della notifica telematica attraverso l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutte le comunicazioni degli organi della procedura, per gli avvisi delle cancellerie e per le istanze dei creditori. Le finalità sono quelle di velocizzare le comunicazioni nelle procedure concorsuali e contenere i costi riguardanti la gestione di dette procedure ricorrendo alla tecnologia telematica.

Le comunicazioni dei momenti essenziali della procedura fallimentare dovranno, dunque, essere effettuate per via telematica, attraverso l’uso della PEC (la domanda di ammissione al passivo; la presentazione del ricorso per la dichiarazione di fallimento; le comunicazioni degli atti ai creditori; la presentazione delle domande di ammissione al passivo da parte dei creditori, ecc.).

L’utilizzo della PEC nell’ambito delle comunicazioni tra commissario giudiziale o straordinario e creditori sarà altresì obbligatorio anche in riferimento all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, di cui al D.Lgs. n. 270/1999.

Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario straordinario, entro il 30 giugno 2013, dovranno comunicare a tutti i creditori il loro indirizzo di PEC invitandoli, a loro volta, a comunicare, entro tre mesi, l’indirizzo di PEC al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, con l’avviso che, in caso di mancata indicazione, le comunicazioni saranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria.

Si applicano i parametri per il Commercialista nominato perito nel fallimento

Il Dottore Commercialista che ha svolto attività di perito di parte nell’ambito di un fallimento va liquidato con un compenso calcolato sulla base dei parametri professionali e non con i criteri usati per il Ctu.

Infatti, secondo la Corte di Cassazione (ordinanza n. 730 del 14 gennaio 2013) il Commercialista che nell’ambito di una procedura di fallimento presta la propria consulenza ha diritto a ricevere un compenso calcolato sulla base delle tariffe professionali (adesso sostituite dai parametri), e non secondo i criteri usati per i consulenti d'ufficio (Ctu).

 

3) Dalla Legge di stabilità 2013 un fondo per ricerca e sviluppo

L’art. 1 commi 95-97 della Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 (cd. Legge di stabilità 2013) ha introdotto, a decorrere dal 2013, un nuovo incentivo fiscale per la ricerca e lo sviluppo, destinato in via preferenziale alle PMI.

In particolare, l’art. 1 comma 95 della citata Legge istituisce, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un fondo per la concessione di un credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo, con particolare riferimento alle PMI.

Criteri e modalità di concessione del credito saranno stabiliti di concerto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il credito d’imposta è riservato alle imprese e alle reti di imprese:

- che affidano attività di ricerca e sviluppo ad Università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, ovvero

- che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo.

 

4) Nuove regole della Banca d’Italia sulla procedura sanzionatoria

La Banca d’Italia (con un provvedimento del 18 dicembre 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2013), ha adottato le nuove “Disposizioni di vigilanza in materia di sanzioni e procedura sanzionatoria”.

Lo ha comunicato Assonime, con una nota del 15 gennaio 2013.

Le disposizioni disciplinano la procedura sanzionatoria e specificano i criteri di determinazione delle sanzioni per le violazioni accertate dalla Banca d’Italia nell’esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza su sana e prudente gestione dell’attività bancaria e finanziaria, correttezza e trasparenza dei comportamenti e prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.

Nel provvedimento vengono identificate le seguenti fasi procedurali: accertamento delle violazioni; contestazione delle violazioni; presentazione delle controdeduzioni ed eventuale audizione personale; valutazione del complesso degli elementi istruttori; proposta al Direttorio di irrogazione delle sanzioni o di archiviazione del procedimento; adozione del provvedimento sanzionatorio o archiviazione del procedimento da parte del Direttorio; notifica e pubblicazione del provvedimento. Al fine di snellire la procedura, la fase istruttoria è condotta in linea di principio dal Servizio Rapporti esterni e affari generali (Servizio REA), mentre l’intervento della Commissione per l’esame delle irregolarità (CEI), che è un organo collegiale, viene limitato ai casi di particolare complessità, di novità delle questioni emerse o di rilevanza sistemica.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 1° febbraio 2013 e si applicheranno ai procedimenti sanzionatori avviati dopo tale data. I procedimenti pendenti a tale data continueranno, fino alla loro conclusione, ad essere disciplinati secondo le disposizioni previgenti.

 

5) Aiuti di Stato: software di compilazione della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

Il software DichiarazioneSostitutiva_aiutidiStato, versione software: 2.0.0 del 15 gennaio 2013, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, consente la compilazione della Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà concernente determinati aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla commissione Europea.

Tuttavia, non consente più la gestione delle comunicazioni prodotte con le versioni precedenti

I contribuenti che intendono avvalersi di aiuti di Stato automatici, riferiti ad agevolazioni fiscali, devono attestare di non aver mai ricevuto o di aver fruito e, successivamente, rimborsato o depositato in un conto bloccato di contabilità speciale, gli aiuti che sono stati dichiarati incompatibili da decisioni della Commissione europea (individuati nel Dpcm 23 maggio 2007).

A tal fine è disponibile il modello “dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà concernente determinati aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea”. La dichiarazione sostitutiva deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati a Entratel.

 

6) Partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione del diritto europeo

Nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2013 è stata pubblicata la legge 24 dicembre 2012, n. 234, che introduce una riforma organica delle norme che regolano la partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa europea.

La legge, che abroga e sostituisce la legge 4 febbraio 2005, n. 11, stabilisce le procedure di partecipazione dei soggetti istituzionali alla fase di predisposizione degli atti dell’Unione europea (fase ascendente) e alla fase di attuazione (fase discendente), tenendo conto delle novità introdotte a livello europeo con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che ha rafforzato il coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nelle procedure decisionali dell’Unione europea.

In particolare, Assonime, con una nota del 15 gennaio 2013, ha, così, spiegato:

Il Capo I contiene le disposizioni generali e apporta alcune modifiche alla disciplina del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE).

Il Capo II, sulla partecipazione del Parlamento alla definizione della politica europea dell’Italia e al processo di formazione degli atti dell’Unione europea, dispone una serie di obblighi informativi del Governo nei confronti del Parlamento. Una novità rispetto alla disciplina sinora vigente è la previsione per cui, nell’adempimento dell’obbligo di trasmissione e informazione alle Camere sui progetti di atti legislativi dell’Unione europea, il Governo, nei casi di particolare rilevanza, deve accompagnare i progetti con una nota illustrativa delle sue valutazioni; inoltre, l’amministrazione competente deve predisporre una relazione tecnica con una valutazione complessiva del progetto e del suo impatto sull’ordinamento interno, che dia conto del rispetto dei principi europei in materia di competenze.

Viene prevista la possibilità per ciascuna Camera di esprimere, secondo le modalità previste nel rispettivo regolamento, un parere motivato sulla conformità al principio di sussidiarietà dei progetti di atti legislativi dell’Unione europea, in base al Protocollo sull’applicazione del principio di sussidiarietà e proporzionalità, allegato al Trattato di Lisbona.

Il Capo III, sul coordinamento della partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea, disciplina l’attività del Dipartimento per le politiche europee, del Comitato tecnico di valutazione degli atti dell’Unione europea, dei nuclei di valutazione degli atti dell’Unione europea e degli esperti nazionali distaccati.

Il Capo IV disciplina la partecipazione delle regioni, delle province autonome e delle autonomie locali al processo di formazione degli atti dell’Unione europea e il Capo V la partecipazione delle parti sociali e delle categorie produttive.

Il Capo VI, che concerne l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, affida il recepimento della normativa europea a due distinti provvedimenti: la legge di delegazione europea e la legge europea, sdoppiando in tal modo l’attuale legge comunitaria. La legge di delegazione europea, che deve essere presentata al Parlamento entro il 28 febbraio di ogni anno, contiene disposizioni di delega al Governo per l’attuazione delle direttive europee e autorizzazioni all’attuazione in via regolamentare. Questa legge contiene, tra l’altro, le deleghe per la modifica o l’abrogazione di disposizioni statali che sia indispensabile per garantire la conformità dell’ordinamento nazionale ai pareri motivati indirizzati all’Italia dalla Commissione europea ai sensi dell’art. 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea o al dispositivo di sentenze di condanna per inadempimento emesse dalla Corte di giustizia. Si prevede inoltre che gli atti di recepimento di direttive dell’Unione europea non possono introdurre o mantenere livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse, ai sensi dell’art. 14, comma 24-bis, 24-ter e 24-quater della legge 28 novembre 2005, n. 246 (cd. divieto di goldplating).

La legge europea contiene: disposizioni modificative o abrogative di norme statali vigenti in contrasto con gli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e di norme statali oggetto di procedure di infrazione o di sentenze della Corte di giustizia; disposizioni necessarie per dare attuazione o assicurare l’applicazione di atti dell’Unione europea e ai Trattati internazionali conclusi dall’Unione europea. Per il disegno di legge europea non è indicato un termine specifico di presentazione, essendo la sua presentazione eventuale e non necessaria.

Viene disciplinata la procedura per l’esercizio delle deleghe conferite al Governo e viene stabilito un termine di scadenza della delega legislativa non più coincidente con quello di recepimento della direttiva stessa ma anticipato di due mesi. Vengono anche stabiliti i principi e criteri generali di delega.

Una novità riguarda la previsione per cui, qualora una direttiva non sia stata recepita alla scadenza del termine da essa previsto, il presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro per gli affari europei, per evitare l’apertura di una procedura di infrazione, può chiedere ai ministri competenti le motivazioni del mancato esercizio della delega e trasmettere ai due rami del Parlamento una relazione con le motivazioni addotte dalle rispettive amministrazioni a giustificazione del ritardo nel recepimento.

Nel Capo VII sono contenute norme in materia di contenzioso: vengono disciplinati i ricorsi alla Corte di giustizia e il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti delle regioni e di altri enti pubblici responsabili di violazioni del diritto dell’Unione europea.

Il Capo VII introduce nel nostro ordinamento disposizioni per l’attuazione delle norme europee in materia di aiuti di Stato. In particolare vengono disciplinate le comunicazioni che le amministrazioni interessate devono trasmettere al Dipartimento per le politiche europee e alla Commissione; viene previsto il divieto di concedere aiuti a coloro che in precedenza hanno ricevuto e non rimborsato aiuti ritenuti illegali e incompatibili dalla Commissione; vengono disciplinati gli aiuti pubblici per calamità naturali; viene affidato a Equitalia il recupero degli aiuti incompatibili; vengono inserite le controversie relative all’esecuzione di una decisione di recupero tra quelle cui è applicabile il rito abbreviato ai sensi dell’articolo 119 del nuovo codice del processo amministrativo (decreto legislativo n. 104/2010); viene stabilito il ricorso giurisdizionale al TAR competente per territorio per gli aiuti concessi illegalmente; è disciplinata la prescrizione della restituzione di un aiuto di Stato oggetto di una decisione di recupero della Commissione; sono specificate le modalità di trasmissione al Ministro dello sviluppo economico delle informazioni relative agli aiuti di Stato concessi alle imprese.

 

7) Software denunce imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati

Versione

La versione software: 2.0.1 del 15 gennaio 2013 del 15 gennaio 2013, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, consente di predisporre un file per la trasmissione telematica del nuovo modello di denuncia dell’imposta sulle assicurazioni.

Costituisce parte integrante delle predette denunce la comunicazione degli importi annualmente versati alle province, distinti per contratto ed ente di destinazione, relativi ai contratti di assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori.

L’aggiornamento del software è dovuto ad un adeguamento tecnico del controllo relativo al periodo di riferimento per le LPS.

 

8) Disposizioni attuative della banca dati nazionali dei contratti pubblici

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con la delibera n. 111 del 20 dicembre 2012, ha fornito disposizioni per l’attuazione del sistema di verifica del possesso dei requisiti per la partecipazione alle procedure attraverso la consultazione della banca dati nazionale dei contratti pubblici.

Lo rimarca Assonime, con una nota del 15 gennaio 2013.

In base all’articolo 6-bis del Codice dei contratti pubblici l’Autorità di vigilanza ha il compito di individuare la documentazione che deve essere inserita nella banca dati nonché i termini e le regole tecniche per l’acquisizione e la consultazione.

Il nuovo sistema di verifica, denominato Authority Virtual Company Passport (AVCPass), consente alle stazioni appaltanti di acquisire la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico organizzativo ed economico finanziario per l’affidamento dei contratti pubblici, e agli operatori economici di inserire i documenti relativi alla propria posizione e di utilizzarli per ciascuna delle procedure di affidamento alle quali parteciperanno entro il periodo di validità del documento.

Il sistema opera previa registrazione sul sito istituzionale dell’Autorità, secondo le modalità descritte nel manuale utente pubblicato sul sito stesso. Esso si applica a tutte le tipologie di contratti disciplinate dal Codice per le quali è previsto il rilascio del CIG attraverso il sistema SIMOG.

L’operatore economico che intende partecipare alla procedura deve obbligatoriamente registrarsi al sistema e indicare il CIG della procedura di affidamento alla quale intende partecipare. Il sistema rilascia un “PASSOE” che deve essere inserito nella busta contenente la documentazione amministrativa; il PASSOE rappresenta lo strumento necessario per procedere alla verifica dei requisiti da parte delle stazioni appaltanti.

Al fine di garantire che le richieste di verifica dei requisiti interessino soltanto i partecipanti alla specifica procedura, la stazione appaltante deve confermare l’elenco degli operatori economici partecipanti alla procedura di affidamento. A seguito della richiesta di verifica, l’Autorità avvia presso gli Enti Certificanti le richieste dei documenti e non appena ricevuti li mette a disposizione della stazione appaltante. Entro 60 giorni dalla data di aggiudicazione, la stazione appaltante deve trasferire definitivamente sui propri sistemi i fascicoli di gara e i documenti in essi contenuti. In caso di inadempimento, l’Autorità procede all’invio del materiale via PEC, in quanto la conservazione dei documenti resta un onere a carico di ciascuna stazione appaltante.

Tra i documenti che possono essere inseriti nel sistema AVCPASS vi sono: le visure del registro delle imprese, il certificato del casellario giudiziale, il documento unico di regolarità contributiva, la comunicazione antimafia, i bilanci delle società, le certificazioni di sistema di qualità aziendale e le attestazioni SOA.

Al fine di consentire un adeguamento graduale alle nuove modalità di verifica, è previsto un termine di applicazione differente a seconda dell’oggetto della procedura:

- per gli appalti di lavori affidati con procedura aperta nel settore ordinario, il nuovo sistema è attivo dal 1° gennaio 2013; ma fino al 30 giugno 2013 sarà possibile verificare il possesso dei requisiti anche secondo le modalità precedenti;

- per tutti i tipi di appalti di importo pari o superiore a 40.000 euro, eccetto quelli svolti attraverso procedure gestite con sistemi telematici, sistemi dinamici di acquisizione o mediante ricorso al mercato elettronico, nonché quelli relativi ai settori speciali il nuovo sistema opererà a partire dal 1° marzo 2013; fino al 30 giugno 2013 sarà possibile utilizzare anche le precedenti modalità;

- per gli appalti di importo pari o superiore a 40.000 euro, svolti attraverso sistemi telematici, sistemi dinamici di acquisizione o mediante il ricorso al mercato elettronico, nonché per i settori speciali, il nuovo sistema di verifica sarà utilizzabile a partire dal 1° ottobre 2013; fino al 31 dicembre si potranno utilizzare le modalità precedenti.

 

9) In crescita le entrate tributarie internazionali

L’andamento tendenziale delle entrate tributarie del periodo gennaio–novembre 2012 mostra:

- una crescita a ritmi sostenuti per l’Irlanda (+6,2%), la Germania (+5%) e l’Italia (+3,8%);

- un incremento più moderato per la Spagna (+1%);

- una sostanziale stabilità per il Regno Unito (- 0,6%);

- una marcata flessione per il Portogallo.

Nel mese di novembre 2012 l’andamento delle entrate tributarie continua a segnalare accentuate divergenze tra i Paesi osservati: si colloca a 12 punti percentuali la forbice dei tassi di variazione tra il Paese con la minor crescita delle entrate (Portogallo, -5,8%) e quello con la crescita più elevata (Irlanda, +6,2%).

In particolare, in Spagna prosegue l’andamento positivo fatto registrare nel mese di ottobre: le entrate tributarie passano dal -0,2% di ottobre al +1% di novembre, mostrando per la prima volta nel 2012 un tasso di variazione tendenziale positivo.

Negli altri Paesi continuano a permanere significative flessioni delle entrate rispetto al mese di ottobre, per effetto dell’elevata incertezza sulla futura evoluzione delle economie e dei conti pubblici, nonostante in alcuni Paesi siano stati compiuti progressi significativi nell’attuazione dei programmi di risanamento e riforme strutturali di ampia portata. Il Portogallo, in particolare, registra il tasso di variazione tendenziale delle entrate nel periodo gennaio-novembre 2012 più basso tra i Paesi osservati (-5,8%), mostrando una ulteriore flessione rispetto al mese di ottobre (-1,2 p.p. sul mese precedente). Tale risultato è in linea con la dinamica negativa mostrata nei precedenti dieci

mesi del 2012 e riflette la flessione dell’attività economica e la debolezza della domanda interna, influenzata dalla riduzione del reddito disponibile delle famiglie e dal deterioramento delle prospettive del mercato del lavoro.

Al contrario l’Irlanda continua ad essere il Paese con il tasso di crescita più elevato (+6,2%), sebbene in calo rispetto al mese di gennaio (-10,8 punti percentuali), per effetto dell’andamento positivo delle imposte dirette ed indirette.

 

10) Potenziata la collaborazione tra Consob e Guardia di Finanza

Consob e Guardia di Finanza hanno firmato ieri il nuovo protocollo d'intesa che potenzia ed estende i rapporti di collaborazione.

L’accordo aggiorna e sostituisce il protocollo datato 18 maggio 2006 e consente alla Consob di esercitare al meglio le funzioni di tutela del risparmio, rafforzando le attività di vigilanza grazie ad una maggiore flessibilità dell'azione ispettiva e degli altri poteri di controllo e con la possibilità di avvalersi delle incisive proiezioni investigative offerte dalla collaborazione della Guardia di Finanza.

In particolare, la nuova disciplina intende rendere più efficace la cooperazione in materia di lotta all'abusivismo sui mercati finanziari ed agli abusi di mercato, riconoscendo ai finanzieri la possibilità, su richiesta della Consob, di fornire il loro apporto investigativo nell'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette.

Il Protocollo, sottoscritto presso il Comando Generale della Guardia di Finanza dal Presidente della Consob, dott. Giuseppe Vegas, e dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d'Armata Saverio Capolupo, corrisponde all'esigenza di adeguare la cooperazione tra Consob e Guardia di Finanza alle modifiche normative intervenute dopo il 2006.

Le principali innovazioni del quadro normativo sono rappresentate dal recepimento, nella legislazione nazionale, della direttiva europea in materia di prestazione dei servizi d'investimento (Mifid), in vigore dal 2007, e dalla nuova normativa (D. Lgs. 231/2007) sulla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

In base alla nuova disciplina la Guardia di Finanza e la Consob potranno collaborare per quanto riguarda l’acquisizione di dati, notizie ed informazioni, audizioni, ispezioni, sequestri e perquisizioni nel quadro delle attività “a richiesta” dell’Autorità di vigilanza.

Inoltre, il Protocollo prevede opportune forme di condivisione delle informazioni di potenziale interesse della Guardia di Finanza ai fini dell’applicazione della normativa antiriciclaggio, mentre il Corpo segnalerà alla Consob ogni utile elemento informativo acquisito, anche autonomamente, nell'esercizio delle sue funzioni.

L'accordo siglato ieri, che fa tesoro della proficua esperienza maturata negli ultimi anni, intende rendere più fluida la cooperazione anche attraverso un più stretto coordinamento, assicurato da un Comitato di contatto permanente, cui sono affidati, tra gli altri, i compiti di indirizzo operativo e di scambio informativo.

 

11) Istat: salgono i prezzi al consumo

Nel mese di dicembre 2012, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,3% nei confronti di dicembre 2011 (la stima provvisoria era +2,4%), con una decelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto a novembre 2012 (+2,5%).

Il rallentamento del tasso di inflazione (il terzo consecutivo) è dovuto principalmente all’ulteriore frenata dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che registrano un calo congiunturale dello 0,7% e una crescita tendenziale del 7,7%, dall’11,6% di novembre.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all’1,6% (era +1,5% nel mese precedente).

Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo sale all’1,7% dall’1,6% di novembre.

Rispetto a dicembre 2011, il tasso di crescita dei prezzi dei beni scende al 2,7%, dal 2,9% del mese precedente, e quello dei prezzi dei servizi sale al 2,0% (era +1,9% a novembre).

Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi si riduce di tre decimi di punto percentuale rispetto a novembre.

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano dello 0,1% su base mensile e del 3,1% con un netto rallentamento dal 3,5% di novembre.

Il tasso di inflazione medio annuo per il 2012 è pari al 3,0%, in accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto al 2,8% registrato per il 2011.

 

12) Chiudono alcuni uffici dell’Agenzia delle entrate, ciò per economizzare i costi di gestione delle strutture

E’ stato pubblicato il 15 gennaio 2013 la disposizione 2013/1624 del Direttore dell’Agenzia delle entrate che dispone la revisione dell’assetto organizzativo di taluni uffici territoriali.

Gli uffici territoriali di seguito elencati sono soppressi alla data specificata.

I dati sono indicati, rispettivamente, per:

- Regione

- Direzione Provinciale

- Ufficio territoriale

-Data di chiusura.

Piemonte Asti Nizza Monferrato 13 maggio 2013

Piemonte Biella Cossato 8 aprile 2013

Piemonte Cuneo Bra 15 aprile 2013

Piemonte II di Torino Chieri 8 aprile 2013

Piemonte Verbania Domodossola 4 marzo 2013

Piemonte Vercelli Santhià 4 marzo 2013

Veneto Belluno Pieve di Cadore 11 marzo 2013

Veneto Rovigo Badia Polesine 4 marzo 2013

Veneto Treviso Castelfranco Veneto 11 febbraio 2013

Veneto Treviso Vittorio Veneto 18 febbraio 2013

Veneto Vicenza Arzignano 25 febbraio 2013.

Ecco i motivi della soppressione

L’Agenzia delle Entrate ha avviato un piano di revisione dell’assetto organizzativo degli uffici territoriali, volto a razionalizzare l’impiego del personale in funzione della effettiva richiesta di servizi da parte dell’utenza e di economizzare i costi di gestione delle predette strutture, prevedendo la chiusura di quelli con carichi di lavoro esigui per i quali non si giustificano gli oneri connessi al loro funzionamento.

Rientra in quest’ambito la soppressione degli uffici territoriali di livello non dirigenziale disposta con il presente atto, che permetterà un consistente risparmio annuo sui costi di gestione, in linea con le previsioni di riduzione degli assetti organizzativi contenute nel D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135.

 

13) Comunicazione da parte dei gestori di utenze telefoniche

Il termine per la trasmissione delle comunicazioni contenenti i dati relativi ai contratti di servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare relativamente alle utenze domestiche e ad uso pubblico, relativi all’anno 2011, è stabilito al 22 gennaio 2013.

In merito alla telefonia mobile diviene oggetto di comunicazione il credito telefonico acquistato nel corso dell’anno.

A partire dal 2013, le comunicazioni relative all’anno solare precedente sono da effettuarsi entro il 30 aprile.

I Gestori di servizi di pubblica utilità devono comunicare all'Anagrafe tributaria i dati relativi ai contratti di somministrazione di energia elettrica, acqua, gas e i contratti di servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare .

I Gestori di servizi di pubblica utilità devono utilizzare il servizio telematico Entratel e verificare la coerenza dei dati comunicati con le istruzioni dell’Agenzia.

 

14) Possibile sequestrare gli immobili confluiti nel fondo patrimoniale

E’ possibile il sequestro sui beni del fondo patrimoniale. I beni costituenti detto fondo rimangono nella disponibilità del proprietario, per conseguenza questi continuano ad appartenere al proprietario e, quindi, possono essere sottoposti a sequestro o a confisca in conseguenza dei reati a lui ascritti.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1709 del 14 gennaio 2013 che ha confermato la legittimità del provvedimento adottato nei confronti di una donna indagata per avere omesso, nella sua qualità di legale rappresentante di una società, di versare all’erario l’Iva dovuta.

Respinta, quindi, la tesi, secondo cui l’immobile oggetto di sequestro, e conferito ad un fondo patrimoniale, sarebbe appartenuto a soggetti estranei al fatto di reato.

 

15) Nulla la notifica al portiere senza ricerche approfondite del contribuente

È nulla la notifica nelle mani del portiere quando la relazione dell’ufficiale giudiziario non contenga l’attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma.

In caso di notifica nelle mani del portiere, l’ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto, onde il relativo accertamento, sebbene non debba necessariamente tradursi in forme sacramentali, deve, nondimeno, attestare chiaramente l’assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell’art. 139 cod. proc. civ., secondo la successione preferenziale da detta norma tassativamente stabilita.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 440 del 14 gennaio 2013)

 

16) Entro il 1 marzo 2013 la presentazione domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente pesanti

L’Inps ha pubblicato il messaggio n. 876 del 15 gennaio 2013 su: Presentazione domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti entro il 1 marzo 2013 per i lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2013. Decreto legislativo n. 67 del 2011, come modificato dalla legge n. 214 del 2011.

 

Vincenzo D’Andò