Novità fiscali del 14 gennaio 2013: la dichiarazione IMU per gli enti non commerciali

Pubblicato il 14 gennaio 2013

presentazione dichiarazione IMU: gli enti non commerciali devono attendere l’approvazione di un apposito modello; direttori Asl: modalità di computo del trattamento di fine servizio; Equitalia apre nuovo sportello dal 14 gennaio; scenari fiscali del 2013; finanziamento agevolato ricostruzione da eventi sismici: ecco come potere fruire del credito d’imposta

 

 

Indice:

1) Presentazione dichiarazione IMU: gli enti non commerciali devono attendere l’approvazione di un apposito modello

2) Direttori Asl: modalità di computo del trattamento di fine servizio

3) Equitalia apre nuovo sportello dal 14 gennaio

4) Scenari fiscali del 2013

5) Finanziamento agevolato ricostruzione da eventi sismici: ecco come potere fruire del credito d’imposta

 

 

1) Presentazione dichiarazione IMU: gli enti non commerciali devono attendere l’approvazione di un apposito modello

Gli enti non commerciali, anche ai fini dell’IMU 2012, non devono presentare la dichiarazione ai fini di tale imposta entro il 04 febbraio 2013.

Ciò poiché devono, invece, attendere la successiva emanazione del decreto di approvazione dell’apposito modello di dichiarazione previsto ad hoc per gli enti non profit.

E’ questo il chiarimento saliente contenuto nella risoluzione  n. 1/DF del 11 gennaio 2013 emessa dal Ministero dell’Economia e delle finanze riguardo la problematica dell’esenzione degli immobili utilizzati dagli enti non commerciali.

Non viene, tuttavia, chiarito che fine facciano le dichiarazioni già presentate dagli enti interessati, è, comunque, da ritenere che verranno considerate come mai presentate.

La citata risoluzione è derivata dalla richiesta di chiarimenti riguardo il termine di presentazione della dichiarazione riguardante l’IMU degli enti non commerciali ed in particolare, se detto termine sia quello del 04 febbraio 2013 o altro ancora, considerato che il regolamento n. 200 del 19 novembre 2012 ha previsto la presentazione di una apposita dichiarazione per tali soggetti non lucrativi.

Come è noto, l’art. 13 del D.L. n. 201/2011, convertito in Legge n. 214/2011 (che ha anticipato l’istituzione in via sperimentale dell’IMU) ha previsto l’obbligo per tutti i soggetti passivi di tale imposta municipale di presentare una dichiarazione, entro 90 giorni dalla data in cui il possesso ha avuto inizio o siano intervenute variazioni rilevanti, utilizzando il modello approvato con D.M. 30 ottobre 2012.

Per l’obbligo dichiarativo sorto dal 1 gennaio 2013, pertanto, la dichiarazione deve essere presentata entro il 04 febbraio 2013.

Riguardo gli adempimenti relativi agli obblighi dichiarativi IMU degli enti non commerciali, a parere del MEF, invece, si deve fare riferimento all’art. 91-bis, comma 3, del D.L. n. 1/2012 convertito in Legge n. 27/2012, poi integrato dall’art. 9, comma 6 del D.L. n. 174/2012, convertito in Legge n. 213/2012.

Ebbene (come si nota si tratta di iter normativo assai tortuoso) tale disposizione, prosegue, il MEF, prevede che, a partire dal 1 gennaio 2013, l’esenzione da IMU di cui alla lettera i), comma 1, dell’art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992 si applica in proporzione all’utilizzo non commerciale dell’immobile, come risulta da apposita dichiarazione che ancora deve essere approvata con apposito decreto del MEF.

Proprio il citato D.M. n. 200/2012 dispone l’obbligo di indicare nella dichiarazione sia gli immobili su cui è dovuta l’IMU in maniera distinta sia gli immobili su cui si applica l’esenzione in maniera proporzionale.

Peraltro, le stesse istruzioni ministeriali alla dichiarazione IMU del 30 ottobre 2012 precisano che è stato previsto il rinvio dell’obbligo dichiarativo appena approvato l’apposito modello ove dichiarare anche gli immobili esenti.

Alla luce di tali considerazioni, conclude il MEF (Min. Economia e Fin.), la dichiarazione IMU relativa agli immobili degli enti non commerciali deve essere unica e riepilogativa di tutti gli elementi concernenti i vari casi sopra evidenziati.

Quindi, gli enti interessati non devono (e non dovevano - per coloro che avessero già presentato, peccato che il chiarimento ministeriale sia arrivato solo l’11 gennaio 2013 -) presentare la dichiarazione IMU entro il 04 febbraio 2013 dovendo attendere l’emanazione del successivo decreto che approva la speciale dichiarazione per gli immobili posseduti dagli enti non profit.

 

2) Direttori Asl: modalità di computo del trattamento di fine servizio

Sono state chiarite le modalità di computo del trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici nominati direttore generale, amministrativo o sanitario delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere.

Difatti, l’Inps ha pubblicato la circolare n. 08 del 10 gennaio 2013, secondo cui il trattamento di fine servizio dei direttori generali, amministrativi o sanitari di un’azienda sanitaria locale o di un’azienda ospedaliera, già dipendenti di una pubblica amministrazione e collocati in aspettativa per il periodo di svolgimento dell’incarico, che cessano dal servizio durante l’incarico stesso ovvero in coincidenza del suo termine, dovrà essere calcolato tenendo conto del trattamento economico corrisposto per l’incarico conferito entro i limiti del massimale annuo della base contributiva valevole per i dirigenti delle aziende industriali, rivalutato annualmente sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.

Il predetto massimale, per le cessazioni relative al 2012, è pari a € 175.265,00.

Peraltro, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 119 del 7-10 maggio 2012, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi 2 e 3, del Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 promossa dal Tribunale di Monza, in relazione all’art. 3 della Costituzione.

Le citate disposizioni, modificando l’art. 3 bis, comma 11, del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 hanno individuato quale base di computo del trattamento di fine servizio la retribuzione effettivamente percepita dai dipendenti pubblici nominati direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl e delle aziende ospedaliere.

Acquisito il parere dei Ministeri Vigilanti, l’Inps si atterrà, pertanto, all’indirizzo interpretativo della giurisprudenza di merito, di legittimità e costituzionale risultando, di conseguenza, superata ogni diversa indicazione precedentemente impartita.

Istruzioni per la liquidazione delle prestazioni

Riguardo ai direttori generali, amministrativi o sanitari di un’azienda sanitaria locale o di un’azienda ospedaliera, già dipendenti di una pubblica amministrazione e collocati in aspettativa per il periodo di svolgimento dell’incarico, che cessano dal servizio durante l’incarico stesso ovvero in coincidenza del suo termine, il trattamento di fine servizio dovrà essere calcolato tenendo conto del trattamento economico corrisposto per l’incarico conferito entro i limiti del massimale di cui all’art. 3, comma 7, del decreto legislativo 24 aprile 1997, n. 181 (massimale annuo della base contributiva valevole per i dirigenti delle aziende industriali) rivalutato annualmente sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’Istat, secondo quanto