La deduzione forfetaria del 10% dell'IRAP

Come noto, l’art. 2 c. 1 del Decreto Legge 201/2011 convertito nella L. 214/2011 ha modificato le modalità applicative della deduzione dell’IRAP dalle imposte sui redditi (introdotta dall’art. 6 del DL 185/2008) con l’effetto che, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, saranno deducibili dall’IRPEF/IRES:

  • la parte di IRAP relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni di legge;

  • un’ulteriore quota pari al 10% dell’IRAP corrisposta nel periodo d’imposta, forfettariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati, al netto degli interessi attivi e proventi assimilati.

Successivamente, l’articolo 4 del Dl 16/2012 ha esteso la deducibilità dell’Irap pagata sul costo del personale dipendente e assimilato anche agli esercizi anteriori al 2012, consentendo ai contribuenti di richiedere il rimborso delle maggiori imposte IRES/IRPEF versate, nei 48 mesi precedenti, a seguito del precedente regime di indeducibilità.

Da un punto di vista pratico, il contribuente si troverà ad affrontare le seguenti valutazioni:

  • nell’ipotesi di sostenimento di spese per il personale dipendente e assimilato, la quota di IRAP deducibile ai fini delle imposte sui redditi deve essere determinata analiticamente, in relazione alla quota imponibile delle medesime spese individuando il costo dei dipendenti e dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente al netto delle deduzioni previste dalla Legge;

  • così come previsto dal comma 1-bis dell’art. 2 del D. L. 201/2011, entrambe le deduzioni dell’IRAP dall’IRES/IRPEF rimangono cumulabili solo se il medesimo contribuente sostiene – oltre a spese per il personale dipendente o assimilato – anche costi per interessi passivi e oneri assimilati;

  • data la modalità di calcolo forfetaria del 10% di Irap deducibile, che prescinde dall’ammontare complessivamente sostenuto per oneri del personale o interessi passivi, la deduzione forfettaria prevista dal D.L. 185/2008 spetterà ancora in misura piena del 10%, anche se la deduzione è riferita soltanto agli interessi.

Le predette modifiche normative hanno generato diversi dubbi interpretativi con particolare riferimento alle modalità di calcolo del beneficio complessivamente spettante nell’ipotesi di sostenimento di entrambe le tipologie di onere che danno diritto alla deduzione (interessi passivi e costi per il personale).In pratica, non era del tutto chiaro se, per determinare l’importo dell’ulteriore deduzione forfetaria del 10%, l’IRAP versata nel periodo d’imposta dovesse essere assunta al netto di quanto già dedotto in ragione delle spese per lavoro dipendente o assimilato, oppure al lordo di detto importo. In altre parole, occorreva chiarire se la quota del 10% della deduzione dovesse essere effettuata sull’intero importo dei versamenti effettuati nel periodo d’imposta 2012,ovvero su quanto residuava dopo aver dedotto la quota di IRAP riferibile al costo del personale dipendente.

Con il provvedimento direttoriale n. 2012/140973 del 17 dicembre 2012, con il quale è stato approvato il modello di istanza di rimborso delle maggiori imposte Irpef e Ires versate in eccesso per effetto della mancata deduzione dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato – sembrerebbe essere giunti ad una soluzione alla suddetta problematica. In merito alla quantificazione dell’importo deducibile, leggendo le predette istruzioni,viene chiarito che, in presenza di deduzione forfettaria del 10% effettuata negli anni per i quali si chiede il rimborso, la quota di Irap analiticamente deducibile relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente deve essere determinata al netto dell’imposta forfettaria già dedotta, nel solo caso in cui quest’ultima sia stata giustificata esclusivamente in base al sostenimento di spese di personale.

Qualora, invece, il contribuente abbia a suo…

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