Associazione sportiva dilettantistica e redditi diversi


Quesito

Una A.s.d. riconosciuta vorrebbe concedere una sala dei suoi locali ad un’altra A.s.d. riconosciuta dietro un compenso; entrambe si occupano di arti marziali: nel caso si  tratta di un affitto?

E’ tra gli scopi istituzionali possibili per un’A.s.d. che si occupa di corsi di arti marziali concedere in affitto parte dei suoi locali ad altre a.s.d. riconosciute, approfittando della decommercializzazione? Nel caso si applica l’art. 148 comma 3 del TUIR? Oppure si tratta di una locazione? Oppure si possono applicare altre disposizioni? Se si quali?

 

Risposta

Il terzo comma del 148 del TUIR indica la possibilità di “decommercializzazione” esclusivamente per le “attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali”. Sicuramente l’atto costitutivo non identifica nell’oggetto sociale la concessione a terzi dell’uso di locali, in quanto ovviamente non è questa “l’attività sportiva dilettantistica”, ma diversamente evidenzierà lo svolgimento di “attività sportiva di arti marziali”.

 

Pertanto anche se il terzo comma dell’articolo 148 del TUIR indica che i corrispettivi percepiti da associati o partecipanti di altre associazioni che svolgono la medesima attività, non sono considerati commerciali, è la prestazione di riferimento (in questo caso la concessione in uso di un locale) che non rientra nel concetto di attività sportiva dilettantistica.

 

Tuttavia non parlerei di “locazione”, ma bensì, nella fattura emessa con Iva in merito, indicherei una descrizione diversa: ad esempio, concessione in uso di sala, bagni e docce per l’attività di arti marziali per il periodo…

 

Se l’associazione concedente tante volte non ha partita Iva perché fino ad ora non ha mai svolto attività commerciali, può benissimo rilasciare (per la concessione della sala) una semplice ricevuta senza Iva, purchè tale concessione di spazi sia occasionale e non continuativa nel tempo. Tale ricevuta dovrà essere poi indicata nel modello UNICOENC dell’anno di riferimento.

 

In ultimo, si consiglia di sottoscrivere, con l’associazione che utilizzerà la sala, un scrittura privata in cui si evidenziano le condizioni pattuite. Ciò soprattutto per evitare presunzioni, in capo alla vostra associazione, di soggetti gestiti dall’utilizzatrice ma non iscritti a libro soci o alla federazione o E.P.S., quindi, con un rapporto commerciale e non associativo.

 

8 gennaio 2013

Maurizio Falcioni

 

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