Novità fiscali del 14 dicembre 2012: approvato in via definitiva il Decreto Sviluppo

 

Indice:

1) Non profit: remissione in bonis del Modello Eas entro fine anno

2) Equitalia: il sollecito di pagamento è impugnabile quale avviso bonario

3) Imu enti non commerciali: attenzione, il MEF vuole il pagamento anche per il 2012 per gli immobili ex esenti

4) Non profit: anche le imprese sociali potranno distribuire utili ai propri soci

5) Tobin tax a doppia aliquota ed azzeramento ruoli fino a 2 mila euro

6) INPS: indennità antitubercolari

7) Piano d’azione in materia di diritto societario e di corporate governance

8) Sì definitivo della Camera al decreto Sviluppo: per le imprese individuali deposito PEC alla CCIAA entro il 30.06.2013

9) Società di comodo – leasing: nota di Assonime

10) Pubblicate le bozze del Modello 730/2013 e relative istruzioni

 

 

1) Non profit: remissione in bonis del Modello Eas entro fine anno

Persanare non è necessario ripresentare il modello di comunicazione dei dati rilevanti (Modello Eas). Basta solo pagare la sanzione più mite.

La semplice dimenticanza non cancella il beneficio. Gli Enti privati non commerciali appartenenti all’area del Terzo settore, infatti, pur non avendo provveduto all’invio tempestivo del Modello Eas, possono comunque adempiere alla trasmissione della comunicazione entro il 31 dicembre 2012, versando contestualmente la sanzione di euro 258.

Mentre nel caso in cui gli stessi soggetti abbiano inviato il Modello Eas, ma oltre i termini previsti, potranno regolarizzare la propria posizione fruendo dell’istituto della remissione in bonis che consente loro di non presentare di nuovo il modello di comunicazione, a condizione che i dati precedentemente inviati non siano stati modificati e provvedendo al pagamento della sanzione pari a euro 258.

Dunque, in entrambi i casi, omesso invio e comunicazione tardiva del modello Eas, le rispettive posizioni potranno essere sì “sanate” dagli enti associativi interessati a patto che questi siano in possesso dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa (art. 2, comma 1, del D.L. n. 16/2012).

Questi chiarimenti, contenuti all’interno della Risoluzione 110/E dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2012, e relativi all’applicabilità dell’istituto della remissione in bonis, in particolare agli enti non commerciali riconducibili al Terzo settore, costituiscono peraltro un richiamo a quanto già illustrato con la Circolare 38/E del 28 settembre 2012.

Quando la remissione in bonis soccorre la dimenticanza

Ai contribuenti che non hanno ottemperato agli obblighi previsti, precisa il documento di prassi, è data quindi la possibilità di evitare la decadenza dal beneficio, o da uno specifico regime fiscale, ponendo in essere, seppur tardivamente, l’adempimento omesso entro il termine della prima dichiarazione utile e pagando contestualmente in F24 una sanzione minima di 258 euro.

Remissione condizionata

Ciò a patto che la violazione non sia stata constatata e soltanto in assenza di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento conosciute dal contribuente.

Naturalmente, il “salvagente fiscale” della remissione in bonis spetta soltanto a coloro che sono in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalle norme per accedere al regime o fruire del beneficio, e con riguardo alla data di scadenza originaria dell’adempimento.

Come ricorda inoltre la Risoluzione, la misura scatta soltanto per quei comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario nemmeno in termini di pregiudizio per l’attività da accertamento.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 158 del 12 dicembre 2012)

 

2) Equitalia: il sollecito di pagamento è impugnabile quale avviso bonario

Equitalia: il sollecito di pagamento è impugnabile, ciò al pari dell’avviso bonario.

In particolare, secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 18642 del 30 ottobre 2012, il sollecito di pagamento emesso da Equitalia in relazione a cartelle esattoriali rimaste insolute risulta sempre impugnabile.

Infatti, il sollecito di…

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