Novità fiscali del 3 dicembre 2012: le Casse previdenziali private sono enti pubblici

Pubblicato il 3 dicembre 2012



l’auto data in uso a terzi vuole l’annotazione sulla carta di circolazione; alberghi: comunicazioni in via telematica con le questure, parere favorevole del Garante sulla privacy; le Casse previdenziali sono enti pubblici: per il Consiglio di stato l’autonomia ha valore solo a livello organizzativo; niente parametri per gli ausiliari del giudice; pubblicità ingannevole e comparativa: la Commissione europea delinea la futura disciplina; produttori di latte: trasferimento delle attività di riscossione; termine di prescrizione del compenso all’agente immobiliare; fabbricati non dichiarati in Catasto: comunicato dell’Agenzia del Territorio; rendita catastale per gli immobili a destinazione speciale e particolare; misure del Governo: dall’ILVA di Taranto al sistema nazionale di certificazione delle competenze

 

 

Indice:

1) L’auto data in uso a terzi vuole l’annotazione sulla carta di circolazione

2) Alberghi: comunicazioni in via telematica con le questure, parere favorevole del Garante sulla privacy

3) Le Casse previdenziali sono enti pubblici: per il Consiglio di stato l’autonomia ha valore solo a livello organizzativo

4) Niente parametri per gli ausiliari del giudice

5) Pubblicità ingannevole e comparativa: la Commissione europea delinea la futura disciplina

6) Produttori di latte: trasferimento delle attività di riscossione

7) Termine di prescrizione del compenso all’agente immobiliare

8) Fabbricati non dichiarati in Catasto: comunicato dell’Agenzia del Territorio

9) Rendita catastale per gli immobili a destinazione speciale e particolare

10) Misure del Governo: dall’ILVA di Taranto al sistema nazionale di certificazione delle competenze

 

 

1) L’auto data in uso a terzi vuole l’annotazione sulla carta di circolazione

Attenzione anche ai comodati in uso gratuito delle autovetture. Ciò poiché é stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 273 del 22 novembre 2012, il D.P.R. n. 198 del 28 settembre 2012, recante delle modifiche alla disciplina dell’utilizzo non occasionale di veicoli.

In particolare, tale Decreto, le cui disposizioni entreranno in vigore il 7 dicembre 2012,  ha introdotto il nuovo sistema di annotazione obbligatoria, in caso di variazione dell’intestatario della carta di circolazione e in caso di intestazione temporanea di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

Dunque, se il prestito del mezzo si protrae per più di 30 giorni, il nominativo del comodatario dovrà essere annotato sulla carta di circolazione (sono, ovviamente, esclusi i casi di utilizzo da parte dei familiari).

 

2) Alberghi: comunicazioni in via telematica con le questure, parere favorevole del Garante sulla privacy

E’ arrivato l’ok dal Garante della privacy sullo schema di decreto riguardante la comunicazione per via telematica alle autorità di pubblica sicurezza dell’arrivo di persone che alloggeranno in strutture ricettive.

Il testo predisposto dal ministero dell’Interno prevede che i gestori delle strutture ricettive dovranno provvedere a comunicare i dati delle persone alloggiate (le generalità, gli estremi del documento di riconoscimento e il numero dei giorni di permanenza) alle questure competenti entro 24 ore dal loro arrivo, tramite un apposito servizio attivato sul web dal Centro elettronico nazionale (Cen) della polizia di stato.

Tutele a garanzia della riservatezza

Gli alberghi e le altre strutture ricettive dovranno innanzitutto chiedere un apposito certificato elettronico per abilitarsi al servizio di trasmissione via web.

Nel caso in cui il servizio web risultasse non funzionante, gli operatori potranno comunque inviare i dati dei clienti tramite fax o posta elettronica certificata.

I dati trasmessi dovranno essere cancellati subito dopo l’invio, mentre le ricevute di trasmissione dovranno essere conservate per cinque anni.

Una volta inviate, le informazioni saranno registrate, presso una struttura informatica del Cen, in aree di memoria logicamente separate in base all’ufficio territoriale competente, così da consentire un accesso selettivo al personale della polizia di stato espressamente autorizzato.

I dati potranno essere consultati dai soli operatori incaricati per finalità di prevenzione, di accertamento e repressione dei reati, nonché di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Poi solo entro cinque anni, i dati sulle persone alloggiate potranno essere consultati esclusivamente dagli ufficiali di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza della polizia di stato addetti ai servizi investigativi con profilo di accesso a livello nazionale. Trascorso tale periodo, le schede dell’albergo dovranno essere definitivamente cancellate anche dal Cen della polizia di stato.

 

3) Le Casse previdenziali sono enti pubblici: per il Consiglio di stato l’autonomia ha valore solo a livello organizzativo

Le Casse di previdenza dei professionisti restano nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni e, quindi, continueranno a essere destinatarie di tutti i provvedimenti di finanza pubblica che contengono tagli alla spesa oppure direttive che ne limitano la loro autonomia.

È quanto ha deciso il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6014 del 28 novembre 2012. Polemica l’Aldepp: “Sentenza contraddittoria”.

“Andremo in Corte Costituzionale a sostenere i nostri diritti sanciti dalle leggi di privatizzazione e percorreremo anche la via della Corte di giustizia europea”.

 

4) Niente parametri per gli ausiliari del giudice

Per determinare  i compensi spettanti ai consulenti tecnici del giudice, valgono ancora ad oggi le norme contenute nel D.P.R. n. 115/2002 (Testo unico delle spese di giustizia), e non, quindi, i recenti parametri introdotti dal D.M. n. 140 del 20 luglio 2012.

Il CNDCEC, con la nota informativa n. 89 del 30 novembre 2012, ha voluto informare dell’avvenuta approvazione del documento “Indicazioni in materia di liquidazione dei compensi a consulenti tecnici e periti” redatto dalla Commissione di Studio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Riguardo l’applicabilità dei nuovi parametri, a parere del CNDCEC, poiché gli ausiliari del giudice sono esclusi dalle nuove regole, continuando a valere le liquidazioni determinate dalla normativa specificatamente prevista.

Fino all’entrata in vigore del D.P.R. n. 115/2002, il testo di riferimento per la determinazione del compenso del CTU era la Legge n. 319 del 08 luglio 1980.

Adesso, invece, il compenso del Perito nominato dal Giudice è regolato dal citato D.P.R. n. 115/2002 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia” (Testo Unico) il quale, nell’abrogare esplicitamente la Legge n. 319/1980, ha sostituito, riscrivendole in modo quasi identico, gran parte delle norme che precedentemente concernevano tale materia.

Viene poi ricordato come l’art. 9, comma 1, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2012 n. 27, ha espressamente abrogato le tariffe professionali.

Il comma 2 dello stesso articolo stabilisce che “ferma restando l’abrogazione di cui al comma 1, in caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con Decreto del Ministro vigilante”.

Viene perciò chiarito che, riguardo ai parametri stabiliti con D.M. n. 140 del 20 luglio 2012, si tratta di previsione che lascia intatta la specialità della disciplina dei compensi spettanti agli ausiliari del giudice di cui al Testo Unico delle spese di Giustizia (in tal senso anche l’Unione Triveneta del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati).

 

5) Pubblicità ingannevole e comparativa: la Commissione europea delinea la futura disciplina

La direttiva 2006/114/CE indica, secondo un approccio di armonizzazione minima, i criteri per valutare l’ingannevolezza della pubblicità indirizzata alle imprese (c.d. B2B) e fissa le condizioni di liceità della pubblicità comparativa.

Il 27 novembre 2012 la Commissione europea ha adottato una Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, in cui viene illustrato lo stato di attuazione di questa direttiva, anche sulla base dei risultati di una consultazione pubblica svoltasi tra ottobre e dicembre del 2011, e vengono tracciati i lineamenti di una sua futura revisione.

Secondo la Commissione la direttiva fornisce un quadro normativo nel complesso ben funzionante, ma alcuni profili della disciplina sostanziale vanno modificati, soprattutto allo scopo di contrastare in modo efficace le varie forme di pratiche ingannevoli poste in essere dalle società di compilazione degli annuari.

Il fenomeno delle misleading directories companies è molto diffuso in Europa e causa gravi pregiudizi alle imprese, specialmente quelle di piccole dimensioni, con danni economici stimati tra mille e cinquemila euro all’anno per ciascun operatore.

La Commissione ritiene, inoltre, opportuno un rafforzamento del regime di enforcement, per aumentare la cooperazione tra le autorità nazionali competenti ed assicurare che esse siano munite dei necessari poteri di intervento.

La Commissione annuncia quindi che nel corso del 2013 presenterà una proposta legislativa basata sulle seguenti misure:

- estensione dell’ambito di applicazione della direttiva 2006/114/CE alle pratiche di commercializzazione ingannevoli, che dovrebbe consentire di includere nella portata della disciplina le fattispecie non tipicamente qualificabili come pubblicità;

- introduzione di una lista di pratiche sempre vietate in quanto palesemente ingannevoli (black list), in cui rientreranno le pratiche ingannevoli delle misleading directories companies;

- richiesta agli Stati membri di adottare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive;

- precisazione di alcuni aspetti del regime della pubblicità comparativa alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia;

- istituzione di una procedura di cooperazione nell’ambito della rete delle autorità nazionali incaricate dell’applicazione della disciplina;

- previsione di obblighi di assistenza reciproca tra Stati membri in relazione ai casi di infrazioni transfrontaliere;

- previsione dell’obbligo per gli Stati membri di designare le autorità competenti a intervenire d’ufficio in applicazione della disciplina.

In attesa delle modifiche legislative la Commissione si impegna a promuovere una più efficace applicazione delle norme vigenti in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro ad hoc tra le autorità nazionali volto allo scambio delle informazioni e al coordinamento procedurale.

(Assonime, nota del 30 novembre 2012)

 

6) Produttori di latte: trasferimento delle attività di riscossione

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 279 del 29 novembre 2012, il Decreto del 12 novembre 2012 - Min. Economia e Finanze, recante le modalità per il trasferimento delle attività di riscossione, spontanea o coattiva, dell’importo del prelievo supplementare dovuto dai produttori di latte, dal gruppo Equitalia ad enti e organismi pubblici muniti di risorse umane e strumentali, ai sensi dell’art. 39, comma 13, del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011.

Trasferimento delle attività di riscossione

Le attività di riscossione coattiva dell’importo del prelievo supplementare dovuto dai produttori di latte sono trasferite dalla società Equitalia SpA, nonché dalle SpA dalla stessa partecipate, all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA).

 

7) Termine di prescrizione del compenso all’agente immobiliare

E’ dal momento di stipulazione del contratto preliminare di vendita che scatta il termine prescrizionale del diritto alla provvigione dell’agente immobiliare, non rilevando né la data di stipulazione del contratto definitivo, né l’eventuale circostanza che il titolare dell’agenzia abbia compiuto talune attività finalizzate all’integrazione del contenuto del contratto definitivo.

(Tribunale Rovigo, sentenza del 19 ottobre 2012)

 

8) Fabbricati non dichiarati in Catasto: comunicato dell’Agenzia del Territorio

E’ disponibile l’elenco dei Comuni interessati alla seconda fase dell’attività di attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati in Catasto.

Sul sito internet dell’Agenzia del Territorio è anche disponibile per la consultazione, per tutti i Comuni interessati, l’elenco delle particelle e le corrispondenti unità immobiliari urbane del catasto edilizio urbano, interessate dalla attribuzione di rendita presunta.

L’Agenzia del Territorio rende noto che, a decorrere dal 30 novembre 2012 e fino al 29 gennaio 2013, sono pubblicati, tramite affissione all’albo pretorio dei Comuni, gli atti relativi alla seconda fase di attribuzione della rendita presunta (art. 19, comma 10, del D.L. n. 78 del 2010).

Viene anche allegato l’elenco dei Comuni interessati dall’attività di attribuzione della rendita presunta.

In caso di variazione circoscrizionale da attivare o attivata a partire dal 2007, ovvero in precedenza attivata e non conclusa alla data di pubblicazione degli elenchi delle particelle relative ai fabbricati mai dichiarati, la pubblicazione degli atti è effettuata sia nella sede dei Comuni in cui sono state pubblicate le particelle di catasto terreni, sia presso la sede dei Comuni in cui risultano ubicate le unità immobiliari oggetto di attribuzione della rendita presunta al momento della produzione dell’atto.

Sul sito internet dell’Agenzia del Territorio è inoltre disponibile per la consultazione, a partire dal 30 novembre 2012, l’elenco delle particelle di catasto terreni e le corrispondenti unità immobiliari urbane del catasto edilizio urbano, oggetto di attribuzione di rendita presunta per tutti i Comuni interessati.

I termini per la proposizione del ricorso avverso gli atti di attribuzione della rendita presunta dinnanzi alla Commissione Tributaria provinciale competente iniziano a decorrere trascorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente Comunicato nella Gazzetta Ufficiale.

Per le unità immobiliari alle quali è stata attribuita la rendita presunta, stante il disposto di cui all’art. 11, comma 7, del D.L. n. 16 del 2 marzo 2012, i soggetti obbligati devono provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale, con le modalità previste dall’art. 1 del Decreto del Ministro delle Finanze n. 701/1994, entro 120 giorni dalla pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale, del presente Comunicato.

La mancata presentazione dell’atto di aggiornamento entro tale termine, comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’art. 2, comma 12, del Decreto Legislativo n. 23/2011.

(Agenzia del Territorio, comunicato del 30 novembre 2012)

 

9) Rendita catastale per gli immobili a destinazione speciale e particolare

E’ stata pubblicata la circolare dell’Agenzia del Territorio n. 6 del 30 novembre 2012 sulla determinazione della rendita catastale delle unità immobiliari a destinazione speciale e particolare, censite nelle categorie catastali dei gruppi D ed E.

In particolare, la circolare fornisce chiarimenti di natura preminentemente tecnicoestimale, finalizzati alla corretta individuazione delle componenti immobiliari oggetto della stima catastale, in conformità alla normativa di settore e in coerenza con gli indirizzi giurisprudenziali.

Vengono fornite, inoltre, indicazioni metodologiche e operative per l’applicazione dei diversi procedimenti di stima, previsti dall’ordinamento catastale per queste tipologie di immobili.

Con questo provvedimento, l’Agenzia intende, quindi, incrementare i livelli  di uniformità delle stime catastali delle unità immobiliari a destinazione speciale e particolare, appartenenti a segmenti caratterizzati da trasformazioni innovative sia sotto il profilo tipologico che tecnologico, oltre che da una rilevante valenza tributaria.

Questa circolare, assieme ad altri documenti di prassi già emanati dall’Agenzia, consente, inoltre, di definire più compiutamente il quadro di riferimento per l’accertamento catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare.

Note territoriali primo semestre 2012

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia del Territorio le Note territoriali relative all'andamento dei mercati residenziali locali nel primo semestre del 2012.

Gli studi sono stati redatti dagli Uffici provinciali di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Catania, Perugia, Bari, Venezia, Padova, Modena, Crotone, Genova, Udine, Pavia, Salerno, Catanzaro e Mantova, in collaborazione con l'Ufficio Statistiche e Studi della Direzione centrale Osservatorio del Mercato Immobiliare e Servizi Estimativi dell'Agenzia.

Le Note illustrano in dettaglio le dinamiche e i livelli dei valori di mercato delle abitazioni nelle diciannove province citate, con particolare riferimento allo stesso periodo dello scorso anno.

(Agenzia del Territorio, comunicato del 30 novembre 2012)


10) Misure del Governo: dall’ILVA di Taranto al sistema nazionale di certificazione delle competenze

Il Consiglio dei Ministri, nella sua riunione n. 56 del 30 novembre 2012, ha prima approvato un Decreto Legge per il risanamento ambientale e la continuità produttiva dell’ILVA di Taranto.

Come specifica il comunicato del governo del 30 novembre scorso, il decreto consente un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità locali interessate, e la tutela dell’occupazione. In questo modo vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalità espresse dai provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria.

Il decreto odierno mira a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione presso lo stabilimento di Taranto, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorità amministrative competenti.

Si stabilisce che la società ILVA abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’AIA.

L’ILVA è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale.

I provvedimenti di sequestro e confisca dell’autorità giudiziaria non impediscono all’azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione.

Si prevede poi che la società mantenga la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti dello stabilimento di Taranto, anche ai fini dell'osservanza di ogni obbligo di tutela sanitaria e ambientale.

Il decreto introduce la figura del Garante della vigilanza sull’attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sarà nominato con un successivo provvedimento.

Il Garante acquisirà dall’azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente le eventuali criticità riscontrate nell’attuazione del risanamento e dell’Aia e potrà proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria.

Ogni sei mesi il Ministro dell’Ambiente riferirà alle Camere lo stato di attuazione dell'Aia e del piano di ambientalizzazione.

Il Consiglio dei Ministri si è poi pronunciato anche sulle seguenti materie:

- Ratifica ed esecuzione Atti internazionali;

- Normativa comunitaria;

- Sistema nazionale di certificazione delle competenze.

Il Consiglio ha inoltre avviato l’esame della ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Normativa comunitaria

Il Consiglio ha pure approvato in via definitiva un Decreto Legislativo che integra e adegua la normativa vigente in tema di qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.

Il governo ha, inoltre, approvato in via preliminare un provvedimento che attua le norme europee in materia di semplificazione e razionalizzazione delle relazioni all’Unione europea sull’attuazione pratica in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La semplificazione consiste nell’invio di una relazione unica all’Unione europea sullo stato di attuazione di tutte le direttive in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Sistema nazionale di certificazione delle competenze

Il Consiglio dei Ministri ha, infine. approvato, un provvedimento sul Sistema nazionale di certificazione delle competenze, in attuazione della riforma del mercato del lavoro per la crescita (Legge n. 92 del 2012).

La certificazione delle competenze comunque maturate dalle persone è considerata dall’Ue un elemento strategico di innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale e professionale delle persone, per la crescita sociale ed economica di ogni Paese.

Il provvedimento contiene norme generali e livelli essenziali delle prestazioni riguardanti:

- l’individuazione e la validazione degli apprendimenti acquisiti dalle persone, in modo intenzionale, in contesti non formali - ovvero al di fuori delle istituzioni scolastiche e formative e dell’università - nelle imprese, nel volontariato, nel servizio civile nazionale, nel privato sociale e, in contesti informali, ovvero nella vita quotidiana e nel tempo libero;

- la struttura del sistema nazionale di certificazione delle competenze, con l’indicazione dei soggetti pubblici che ne fanno parte, con funzioni di regolamentazione dei relativi servizi negli ambiti di propria competenza (“Enti titolari”), e dei soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati (“enti titolati”) per l’erogazione di tali servizi;

- l’istituzione del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, accessibile e consultabile per via telematica. La mancanza del repertorio ha costituito, sino ad oggi, un grave problema anche per l’orientamento dei giovani e degli adulti;

- gli standard degli attestati e dei certificati, in modo che essi siano spendibili a livello nazionale e dell’Ue (cosa che oggi avviene solo per i titoli di studio e per le abilitazioni professionali relative a professioni regolamentate);

- gli standard delle procedure di identificazione, valutazione e attestazione delle competenze;

- gli standard di sistema (misure di informazione, requisiti professionali degli operatori, accesso agli atti, ecc.);

- la dorsale informativa unica che assicurerà a ogni persona, attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi, di avere, in rete, “lo zainetto” digitale delle sue competenze;

- il monitoraggio e la valutazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze.

Il provvedimento completa un “pacchetto di innovazioni” per innalzare i livelli di istruzione e formazione delle persone adulte che, entro il mese di dicembre, sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni, città e Autonomie locali, comprendente anche uno specifico accordo per l’orientamento permanente degli adulti, e un’intesa per la costruzione di reti territoriali per l’apprendimento permanente, di cui faranno parte scuole, università, centri territoriali per l’istruzione degli adulti, camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, imprese e loro rappresentanze datoriali e sindacali.

 

Vincenzo D’Andò