La notifica mediante posta si prova al Giudice con l'esibizione dell'avviso di ricevimento della raccomandata, non essendo sufficiente una specifica attestazione del servizio postale

La notifica mediante posta si prova al giudice con l’esibizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata, non essendo sufficiente una specifica attestazione del servizio postale, altrimenti l’atto impositivo non può ritenersi notificato .In tema di notificazioni a mezzo posta, quando debba accertarsi il perfezionamento della notificazione nei confronti del destinatario, posto che la data del timbro postale sulla busta corrisponde a quella di smistamento del plico presso l’ufficio postale e non dell’effettivo recapito al destinatario, che può anche avvenire in data successiva, l’unico documento attestante la consegna a questi e la sua data è l’avviso di ricevimento della raccomandata, la cui produzione in giudizio è onere che grava sulla parte notificante, e alla cui mancanza – salva l’ipotesi di rilascio di un duplicato, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 29 maggio 1982 n. 655 in caso di smarrimento – non è dato supplire con atti equipollenti, quali la dichiarazione di consegna rilasciata dal dirigente dell’ufficio postale (Cass. nn. 2572 del 1995, 16184 del 2009, 13639 del 2010). Nell’ipotesi di mancata produzione dell’avviso di ricevimento della notifica dell’avviso di accertamento, tale notifica deve considerarsi invalida e conseguentemente deve dichiararsi l’illegittimità della cartella di pagamento in quanto non preceduta dalla regolare notifica al contribuente dell’avviso di accertamento. Poiché dunque la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di rendere possibile un efficace esercizio del diritto di difesa del destinatario, l’omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato. In definitiva, costituisce principio consolidato l’affermazione secondo cui l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato e tale nullità può essere fatta valere dal contribuente mediante la scelta di impugnare, per tale vizio, ’atto consequenziale notificatogli.
Tale interessante principio è stato statuito dalla recente sentenza n. 14861 del 5 settembre 2012 del giudice di legittimità
 
Avviso di ricevimento
Gli atti tributari hanno natura recettizia, poiché si perfezionano esclusivamente se portati a conoscenza del destinatario tramite la notificazione. L’utilizzo della raccomandata con avviso di ricevimento è previsto nell’ambito del procedimento di notificazione di una molteplicità di atti in materia tributaria (articolo 60, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600; articolo 14 della legge 20 novembre 1982, n. 890; articolo 3, commi 4 e 5, del decreto-legge 15 settembre 1990, n. 261, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 novembre 1990, n. 331; articolo 54, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; articolo 3 del D.L. n. 261 del 1990).
Per un’efficace strategia processuale occorre esibire in giudizio l’avviso di ricevimento ricevuto dal destinatario (contribuente) onde provarne la completezza e il buon fine raggiunto, atteso che la regolarità della notificazione dell’atto impositivo deve essere suffragata da elementi probatori.
Con ordinanza del 21 luglio 2011, n. 16050, la Corte di cassazione, occupandosi della notificazione di un atto di accertamento tributario eseguita ai sensi dell’articolo 140 c.p.c., ha affermato che, ai fini della prova dell’avvenuto perfezionamento dello specifico procedimento notificatorio, “è necessaria laproduzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata con …

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