I dati da indicare per godere delle agevolazioni prima casa

Non indicare il luogo di lavoro nel comune ove è ubicato l’immobile, nonostante l’atto integrativo, costa la perdita delle agevolazioni prima casa. E’ questo in estrema sintesi il pensiero della Corte di Cassazione, espresso nell’ordinanza n.21730 del 4 dicembre 2012.

 

Il fatto

La controversia promossa investe l’avviso di liquidazione e sanzioni per la perdita dei benefici fiscali della cd. “prima casa”, a seguito del mancato trasferimento della residenza.

 

Motivi della decisione

Il requisito (nel caso di specie, il luogo in cui l’acquirente svolge l’attività lavorativa) deve essere indicato nell’atto del notaio e dimostrato con la presentazione contestuale della documentazione attestante il possesso dei requisiti e con l’atto di rettifica il contribuente, prima della notifica dell’avviso fiscale, avrebbe dovuto indicare che l’immobile era ubicato nel luogo in cui svolgeva attività lavorativa o con l’interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimità.

 

Breve nota

Le agevolazioni “prima casa” prevedono l’applicazione di benefici fiscali per gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della piena proprietà o della nuda proprietà, abitazione, uso ed usufrutto relativi ad unità immobiliari non aventi le caratteristiche di abitazioni di lusso, secondo quanto previsto dal D.M. del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969.

Per poter godere delle agevolazioni fiscali è necessario che l’abitazione oggetto di trasferimento sia un’abitazione “non di lusso“; l’immobile sia ubicato nel Comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza o nel Comune nel quale svolga la propria attività, incluse quelle senza remunerazione; nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di voler stabilire la residenza nel comune dell’acquisto, se non vi si trova già o se in questo non si trova la sua sede dell’attività, di non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di altra casa di abitazione nel comune dove è situato l’immobile acquistato, di non essere titolare, neppure per quote di comproprietà o in regime di comunione legale, in tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, anche nuda, o di diritti reali di godimento su altra casa di abitazione acquistata dall’acquirente o dal coniuge con le agevolazioni “prima casa“.

Ricordiamo che con sentenza n. 17597 del 12 ottobre 2012 (ud 12 luglio 2012) la Corte di Cassazione ha negato le agevolazioni prima casa, in conseguenza del mancato trasferimento della residenza, nel comune dell’immobile acquistato, nel prescritto termine di diciotto mesi, pur in presenza di lungaggini burocratiche che ne hanno impedito il trasloco.

In pratica, come rilevato nel caso in questione, il contribuente – in alternativa al requisito della residenza – può beneficiare delle agevolazioni sulla “prima casa“, se nell’atto di acquisto è resa la dichiarazione che l’immobile è ubicato nel comune in cui l’acquirente svolge la sua attività lavorativa.

In assenza di tale indicazione, l’atto rettificativo volto ad integrare la dichiarazione, non può essere effettuato dopo la notifica dell’avviso di liquidazione e sanzioni emesso dall’ufficio per il recupero delle agevolazioni.

 

20 dicembre 2012

Roberta De Marchi

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