Equiparazione tra fatturazione elettronica e cartacea: è ora possibile non stampare le fatture!

Aspetti generali

L’evoluzione tecnologica e normativa degli ultimi anni ha consentito una sempre maggior smaterializzazione dei documenti, con rilevanti benefici sia per la gestione delle imprese, sia per quanto attiene ai rapporti tra queste e le istanze esterne, compresi gli uffici fiscali.

La possibilità di esprimere in forma informatico/digitale il sistema contabile e, più in generale, i libri dell’impresa, si accompagna alle innovazioni che consentono la gestione dei flussi documentali in entrata e in uscita, a partire dalle «evidenze» che rendono conto degli scambi con le economie esterne, come le fatture.

In particolare, l’utilizzo della fattura elettronica con semplificazioni nei processi di emissione e conservazione, nella prospettiva della perfetta «omogeneizzazione» con la fattura cartacea, è previsto dal c.d. decreto legge salva-infrazioni (D.L. 11.12.2012, n. 216), in recepimento della direttiva 2010/45/UE.

 

Il contesto di riferimento e le definizioni

In generale, l’amministrazione finanziaria sembra accettare una gamma assai ampia di possibili comportamenti collegati alla tenuta di registri e fatture in formato elettronico, purché la rappresentazione fornita dai documenti gestiti non sia deviante, cioè di ostacolo alle attività di controllo.

Si evidenzia a tale riguardo che i documenti fiscalmente rilevanti possono essere formati sia elettronicamente che analogicamente, e che in quest’ultimo caso ne può essere effettuato il riversamento sostitutivo, «convertendoli» in documenti elettronici.

In ogni caso, il «sigillo» che consente la conversione in formato elettronico-digitale è costituito dall’apposizione della marca temporale e della firma elettronica qualificata sui documenti, i quali devono essere previamente resi statici e immodificabili.

Sotto il profilo degli interventi normativi che hanno messo a punto le modalità attuative di fatturazione e conservazione elettroniche dal punto di vista giuridico, attribuendo altresì rilevanza ad atti e documenti formati e gestiti in forma «non analogica», occorre considerare i seguenti atti normativi:

  • D.Lgs. 7.3.2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale);

  • D.P.C.M. 13.1.2004 (regole tecniche per la formazione, conservazione, trasmissione, duplicazione e validazione dei documenti informatici);

  • D.M. 23.1.2004 (regole fiscali per la conservazione dei documenti informatici su diversi tipi di supporto);

  • delibera CNIPA 19.2.2004, n. 11 (regole tecniche di riproduzione e conservazione dei documenti).

Le indicazioni normative riguardanti l’IVA sono invece contenute negli articoli 21 e 39 del D.P.R. n. 633/1972, come innovato dal D.Lgs. 52/2004 in attuazione della Direttiva 2001/115/CE.

È utile porre attenzione alla distinzione tra:

  • fatturazione elettronica (gestione del flusso delle fatture attive e/o passive «nate» in forma elettronica mediante mezzi idonei);

  • fatturazione analogica (gestione delle fatture nell’ordinario formato cartaceo, ovvero anche sotto forma di «supporti di immagini», eventualmente con trasmissione info/telematica, ma senza i requisiti della fattura elettronica, ossia staticità/immodificabilità, marca temporale e sottoscrizione con firma elettronica qualificata);

  • archiviazione elettronica: attività propedeutica e anteriore rispetto alla conservazione;

  • conservazione sostitutiva delle fatture e/o della documentazione fiscalmente rilevante, che può avvenire anche parzialmente per tipologie di documenti;

  • riversamento sostitutivo: processo di trasferimento dei documenti analogici in formato elettronico, subordinatamente all’acquisizione della relativa immagine su un idoneo supporto, in forma statica e immodificabile e con apposizione di marca e firma.

 

L’emissione e il contenuto della fattura elettronica

Dopo l’intervento del D.Lgs. 20.2.2004, n. 52 (attuativo della direttiva n. 2001/115/CE, 20 dicembre 2001, che ha modificato la sesta direttiva del 1977), l’art. 21 del D.P.R. n….

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