E’ possibile iscrivere ipoteca sui beni del contribuente se i crediti da riscuotere sono di diversa natura?


La sentenza di cui ci si occupa (C.T.P. di Como sent n. 129/04/11 del 21/09/2011) concerne l’annullamento di iscrizione ipotecaria effettuata dal concessionario della riscossione Equitalia Esatri Spa sull’immobile di proprietà di un contribuente, che si rivela di particolare interesse per come il giudice tributario ha affrontato le problematiche della competenza dell’adita CTP nel caso di ipoteca derivante da vari crediti di diversa natura (tributaria, previdenziale) e della notifica delle cartelle di pagamento presupposto dell’atto impugnato.

 

La resistente Equitalia ha eccepito in via preliminare l’incompetenza dell’adita Commissione Tributaria, indicando la competenza del Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro per i crediti previdenziali a decidere dell’impugnazione; quanto prospettato dalla resistente aveva come diretta conseguenza la “frammentazione” dell’ipoteca, per cui si sarebbero dovuti instaurare altrettanti giudizi parziali quanti erano i diversi giudici astrattamente competenti in funzione della diversa natura dei crediti delle cartelle esattoriali, senza però produrre copia delle cartelle in oggetto.

 

Tale prospettazione non poteva condividersi in quanto, come messo in luce dalla dottrina, deve essere affermata la competenza della Commissione Provinciale Tributaria a decidere su impugnazioni di ipoteca che hanno per oggetto un vizio proprio dell’iscrizione e non un vizio inerente il merito della pretesa esattoriale; in secondo luogo posto il principio dell’unicità e dell’indivisibilità del vincolo ipotecario iscritto sull’immobile del ricorrente, non era ipotizzabile una frammentazione dell’ipoteca in base ai diversi giudici asseritamente compenti in relazione alla pretesa sostanziale.

 

La CTP di Como ha accolto integralmente il ricorso proposto, rilevando che le produzioni documentali di Equitalia (che si era limitata a versare in atti dei meri sunti, senza produrre le cartelle esattoriali notificate) non erano idonee a sostenere le proprie tesi, giacché “manca il presupposto per procedere all’esecuzione forzata, ossia manca la prova che il contribuente abbia ricevuto le cartelle esattoriali e sia ad esse risultato inottemperante”.

 

Il giudice tributario ha quindi implicitamente affermato che per sostenere l’eccezione di difetto di giurisdizione, il concessionario della riscossione è tenuto a produrre in giudizio copia delle cartelle esattoriali munite della prova di notifica, non essendo sufficienti dei meri sunti, in quanto atti interni del concessionario.

Senza la produzione delle cartelle notificate al contribuente non è infatti possibile acclarare né la natura tributaria o meno della pretesa esattoriale, né la fondatezza nel merito dell’azione esecutiva.

 

La CTP di Como esprime quindi un giudizio particolarmente severo sull’operato dell’agente della riscossione, condannandolo fra l’altro ad un consistente rimborso delle spese di li, rammentando la precedente ordinanza emessa in sede cautelare che, per meglio comprendere l’esito complessivo del giudizio, si ritiene opportuno trascrivere.

La Commissione, rilevato che in presenza della contestazione da parte del ricorrente dell’omessa notifica delle cartelle esattoriali che sono da considerare il presupposto giuridico in base al quale è stata effettuata l’iscrizione ipotecaria, che la società Equitalia Spa pur costituendosi non fornisce alcuna prova in tal senso, né argomenta sul punto; considerato la conseguenza dell’avvenuta iscrizione e l’entità della somma per la quale si procede, ritenuto sussistere i presupposi voluti dalla norma, dispone la sospensione degli effetti della impugnata iscrizione ipotecaria sull’immobile in oggetto”.

 

19/12/2012

Roberto Molteni


Partecipa alla discussione sul forum.