Contributo unificato: la notifica valida solo al ricorrente

Il provvedimento con cui viene richiesta l’integrazione del pagamento del contributo unificato va notificato direttamente al contribuente e non al legale domiciliatario.
L’interessante principio è contenuto nella sentenza n. 130/20/12 depositata il 20 aprile 2012 da cui emerge che, stante la natura del contributo in parola, che non inerisce strettamente ed indissolubilmente con l’iter processuale di specie, in quanto non ne ostacola la conclusione, va notificato direttamente al ricorrente/contribuente.
 
La tassazione per le spese degli atti giudiziari è regolata dal 1° marzo 2012 mediante il versamento del «contributo unificato di iscrizione a ruolo» che ha sostituito tutte le altre imposte versate, in passato, per i procedimenti penali, civili e amministrativi. In linea generale, il contributo unificato si applica per ogni grado di giudizio nel processo civile, compresa la procedura concorsuale, e di volontaria giurisdizione, e nel processo amministrativo.
Successivamente il contributo unificato è stato esteso anche al processo tributario (Dl 98/2011) e si versa in base al valore (a scaglioni) della controversia.
Nel caso in cui la parte modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula la chiamata in causa, cui consegue l’aumento del valore della causa, deve farne espressa dichiarazione ed effettuare il contestuale pagamento integrativo. Il contributo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i giudizi dinanzi alla Corte di Cassazione. Se il difensore non indica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e il proprio numero di fax ex artt. 125,co. 1 c.p.c. e 16 co. 1 bis, del D.Lgs. n. 546/1992 (ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale), il contributo è aumentato della metà.
Circa la natura giuridica del contributo i esame, può affermarsi che lo stesso ha natura di entrata tributaria (Cass. civ., Sez. Un., sentenza 17 aprile 2012 n. 5994; Corte cost. 73/2005), rientrando eventuali domande di opposizione ex art. 617 c.p.c., con la quale si fanno valere asseriti vizi della cartella di pagamento emessa in esito ad iscrizione a ruolo del contributo unificato, nella competenza del giudice tributario.
 
Notifica atti tributari
Il legislatore ha disciplinato la procedura di notifica degli atti negli articoli 137 e seguenti del Cpc, come indica l’art. 16, comma 2, del decreto n. 546/1992, recante disposizioni sul processo tributario, il quale riproduce il contenuto dell’art. 60, comma 1, lett. a), del Dpr n. 600 del 1973.
La notifica può avvenire a mezzo dell’ufficiale giudiziario, ma possono essere effettuate, se richieste dall’Amministrazione finanziaria, anche a mezzo del messo comunale o di messo speciale autorizzato dalla stessa Amministrazione. Le notifiche, inoltre, devono essere eseguite al domicilio eletto presso lo studio del commercialista se lo studio è nel domicilio fiscale del cittadino. Infatti nel caso di elezione di domicilio da parte del contribuente, nel comune di domicilio fiscale, il fisco deve eseguire la notificazione dell’atto impositivo presso il domicilio eletto (Cass. 16 marzo 2011, n. 6114). In alternativa alla procedura di notifica cd “brevi manu”, le parti processuali possono effettuare le notifiche anche direttamente a mezzo del servizio postale con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.
La notifica di un atto a mezzo posta per essere validamente compiuta deve contenere, a pena di nullità, anche l’avviso di ricevimento della raccomandata. Pertanto se la notifica non viene eseguita nel rispetto di tutte le condizioni, ivi compresa, la prova documentale dell’avvenuta notifica (avviso di ricevimento), è nulla e l’invalidità si estende anche all’avviso di accertamento (Cass. …

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