Contributo SSN pagato con le assicurazioni sui veicoli: dal 2012, compreso, la deducibilità viene limitata

Il contributo al Servizio Sanitario Nazionale, disciplinato dall’art. 334 del D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private), è dovuto dalle compagnie assicurative sui premi delle assicurazioni per la responsabilità civile dei danni causati dai veicoli a motore e natanti, ed è destinato a compensare i costi sanitari derivanti dagli incidenti che si verificano con i predetti mezzi di trasporto.
Il suddetto obbligo contributivo ha sostanzialmente sostituito le azioni di rivalsa che altrimenti sarebbero spettate alle Regioni e agli altri enti del SSN per il rimborso delle prestazioni erogate ai danneggiati dai sinistri stradali: azioni che si sarebbero dovute esercitare nei confronti della compagnia assicurativa, del responsabile del sinistro, ovvero dell’impresa designata dall’Isvap ad anticipare la liquidazione dei danni risarciti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada.
Il contributo in parola è stabilito nella misura del 10,50% e si applica, a partire dal 1° gennaio 1998, sui premi incassati dalle compagnie assicurative, e deve essere distintamente indicato nella polizza e nelle quietanze di pagamento delle stesse.
Il contributo al Servizio Sanitario Nazionale rientra, peraltro, tra i contributi previdenziali ed assistenziali (versati a seguito di disposizioni di legge) deducibili dal reddito imponibile, a norma dell’ art. 10, c. 1, lett. e, del D.P.R. n. 917/1986 – così come interpretato anche dalla prassi dell’Amministrazione Finanziaria (C.M. n. 108/E/1996), secondo cui “dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo,i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”.
L’art. 4, c. 76, dell Legge n. 92/2012, che ha riformato il mercato del lavoro, ha modificato – a partire dall’anno 2012, al fine di reperire le risorse necessarie per il finanziamento dei nuovi ammortizzatori sociali – il regime di deducibilità, dal reddito complessivo dei contribuenti persone fisiche, del contributo in parola, limitando la rilevanza all’importo dello stesso eccedente il limite di euro 40.
In altri termini, dalla predisposizione della prossima dichiarazione dei redditi, relativa al periodo d’imposta 2012, la deduzione del contributo in commento non spetterà più integralmente, ma soltanto nel caso in cui sia superiore alla franchigia di euro 40, e limitatamente all’eccedenza. A titolo esemplificativo, si consideri il caso di un contribuente, avente un reddito imponibile non superiore ad euro 15.000 (aliquota Irpef 23%), che ha pagato un contributo SSN sulle varie polizze assicurative pari ad euro 100: sino al periodo d’imposta 2011 incluso, ovvero prima dell’entrata in vigore del c. 76 dell’art. 4 della Legge n. 92/2012, il contribuente avrebbe potuto usufruire di un risparmio d’imposta di euro 23 (euro 100*23%). Ora, per effetto della novità introdotta dalla riforma del mercato del lavoro, il beneficio fiscale si riduce ad euro 13,80 ((euro 100 – euro 40) *23%). In altri termini, la previsione di tale franchigia finisce per penalizzare soprattutto gli automobilisti più virtuosi, ovvero quelli che pagano premi assicurativi ( base di calcolo per il contributo SSN) molto bassi, in virtù della loro vantaggiosa classe di rischio.
Si rammenta, inoltre, che – ai fini della deducibilità del contributo in parola – si deve prescindere dalla titolarità giuridica del veicolo cui la polizza si riferisce, poiché l’obbligo è collegato alla stipula della polizza e non al possesso del veicolo. In altre parole, &…

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