Contratti a progetto: chiarimenti ministeriali


Al fine di evitare un utilizzo non corretto, la riforma del lavoro ha modificato la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative a progetto ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 29/2012 ha fornito i seguenti chiarimenti:

  • I requisiti del progetto:

  • i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa devono riferirsi ad uno o più progetti e non, come accadeva nel passato, a programmi di lavoro o fasi di esso;

  • i contratti devono contenere la descrizione del progetto con particolare indicazione dell’attività prestata dal collaboratore e del risultato finale obiettivamente verificabile;

  • il progetto deve essere specifico, cioè pur rientrando nel core business aziendale deve essere caratterizzato da un’autonomia di contenuti ed obiettivi;

  • il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi (caratterizzati da una mera esecuzione di quanto impartito dal committente, senza alcun margine di autonomia anche operativa da arte del collaboratore) o ripetitivi (attività elementari che non richiedono specifiche indicazioni di carattere operativo da parte del committente) che possono essere individuati dai CCNL. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare in esame, ha individuato alcune figure non riconducibili nell’alveo dei contratti a progetto:

Addetti alla distribuzione di bollette, giornali, riviste ed elenchi telefonici

Addetti alle agenzie ippiche,

Addetti alle pulizie,

Autisti ed autotrasportatori,

Baristi e camerieri,

Commessi ed addetti alle vendite,

Custodi e portieri,

Estetisti e parrucchieri,

Facchini

Istruttori di autoscuola,

Letturisti di contatori,

Magazzinieri,

Manutentori,

Muratori e operatori dell’edilizia,

Piloti ed assistenti di volo,

Prestatori d’opera nel settore agricolo,

Addetti alla segreteria e terminalisti,

Addetti alla somministrazione di alimenti e bevande,

Operatori di call center per servizi in bound.

 

  • Il corrispettivo del contratto a progetto, proporzionato alla qualità ed alla quantità del lavoro svolto non deve essere inferiore a dei minimi così determinati:

  • se vi è una contrattazione collettiva specifica, il compenso minimo è pari al minimo salariale risultante dal CCNL applicato nel settore medesimo a mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati;

  • se non vi è una specifica contrattazione collettiva, il compenso del collaboratore non deve essere inferiore alle retribuzioni minime previste dai CCNL nel settore di riferimento alle figure professionali il cui profilo di competenza e di esperienza sia analogo a quello del collaboratore a progetto.

  • Le sanzioni:

  • sorge automaticamente un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in caso di:

Mancanza del progetto

Mancanza di un risultato finale

Mancanza della specificità del progetto

Compiti esecutivi o ripetitivi

 

22 dicembre 2012

Anna Maria Pia Chionna


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