Novità fiscali del 30 novembre 2012: domani debutta l’IVA per cassa

Pubblicato il 30 novembre 2012



accordo di collaborazione operativa Inps-Tributaristi; IVA per cassa: dal 1 dicembre debuttano le nuove regole per l’applicazione del regime; fondazioni bancarie dovranno pagare l’IMU; reati dichiarativi: a rischio i comportamenti difformi da quelli indicati dal fisco; tante buone proposte dal Notariato per la semplificazione dei rapporti giuridici; dal 1° dicembre 2012 l’AAMS incorporata nell’Agenzia delle dogane

 

 

Indice:

1) Accordo di collaborazione operativa Inps-Tributaristi

2) Iva per cassa: dal 1 dicembre debuttano le nuove regole per l’applicazione del regime

3) Fondazioni bancarie dovranno pagare l’Imu

4) Reati dichiarativi: a rischio i comportamenti difformi da quelli indicati dal fisco

5) Tante buone proposte dal Notariato per la semplificazione dei rapporti giuridici

6) Dal 1° dicembre 2012 l’AAMS incorporata nell’Agenzia delle dogane

 

 

1) Accordo di collaborazione operativa Inps-Tributaristi iscritti alle Associazioni INT, ANCOT, ANCIT, LAPET, LAIT

Lo scorso 24 ottobre è stato sottoscritto l’Accordo di collaborazione operativa Inps-Tributaristi iscritti alle Associazioni ANCIT, ANCOT, INT, LAIT e LAPET.

L’Accordo, nel rispetto delle reciproche competenze e funzioni istituzionali e valorizzando l’utilizzo esclusivo del canale telematico, è volto a rafforzare lo spirito ed i contenuti di una continua ed incisiva attività di collaborazione tesa ad assicurare ai clienti un corretto servizio professionale, caratterizzato dalla certezza del diritto, dal puntuale adempimento degli obblighi contributivi e della gestione dei conti assicurativi.

Elementi, questi, propedeutici ad una corretta gestione previdenziale e ad un’efficiente politica di erogazione delle prestazioni.

Nell’Accordo, tenuto conto della previsione normativa di cui all’art. 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12 che, con estrema chiarezza, evidenzia quali sono i soggetti abilitati a svolgere adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, si da atto della competenza in capo ai Tributaristi in materia di obblighi contributivi dei titolari di imprese individuali artigiane e commercianti, dei soci di società di persone anch’esse artigiane e commercianti, dei soci operativi di società di capitali, dei coadiuvanti, dei liberi professionisti e dei committenti, soggetti esclusi dall’ambito di applicazione di detta legge, che quindi possono delegare qualsiasi soggetto di propria fiducia ai fini degli adempimenti sopra richiamati, con l’eccezione di cui al capoverso seguente.

Resta, infatti, ferma la competenza dei professionisti di cui alla legge 12/79 sulla tenuta e gestione del Libro Unico del Lavoro, obbligatorio per i lavoratori dipendenti, i collaboratori

(coordinati e continuativi sia a progetto che non) e gli associati in partecipazione, secondo quanto previsto dall’art. 39 del DL 25 giugno 2008, n. 112 ed il successivo DM 9 luglio 2008.

Pertanto la gestione degli obblighi contributivi e previdenziali relativi a tali soggetti resta in capo ai professionisti sopracitati.

L’Accordo, che è immediatamente operativo su tutto il territorio nazionale, prevede altresì che, attraverso intese locali, siano assicurati ai professionisti iscritti alle Associazioni dei Tributaristi, percorsi specifici finalizzati a rafforzare le sinergie già in atto ed a risolvere problemi operativi

e di sistema che potrebbero presentarsi.

A tal fine, l’apposita procedura “Agenda appuntamenti”, costituisce lo strumento attraverso il quale potranno essere attivati momenti di informazione e consulenza presso le strutture dell’Istituto.

In relazione a quanto sopra, le strutture territoriali dell’Istituto attiveranno ogni utile e proficua iniziativa di collaborazione con le Associazioni dei Tributaristi, anche mediante la sottoscrizione di intese locali aderenti al contenuto del presente Accordo.

(INPS, circolare n. 134 del 28 novembre 2012)

 

 

2) Iva per cassa: dal 1 dicembre debuttano le nuove regole per l’applicazione del regime

Il Legislatore ha modificato alcune regole del regime dell’Iva per cassa.

Dal 1° dicembre 2012 infatti, entra in vigore la “nuova Iva per cassa”, che prevede che le operazioni effettuate da tale data possano beneficiare del regime della esigibilità differita dell’imposta.

Secondo i Consulenti del Lavoro (nota pubblicata ieri sul sito del relativo Consiglio Nazionale), potere liquidare l’IVA basandosi sull’incasso della fattura e non sulla sua emissione, costituisce una autentica boccata d’ossigeno per molte imprese; di contro si avrà certamente un notevole appesantimento amministrativo e contabile poiché, oltre a registrare le fatture di acquisto e vendita, si dovrà procedere ad annotare nei registri contabili anche l’atto dell’incasso o del pagamento.

Il campo di applicazione rimane circoscritto ai soli rapporti business to business, così come non è prevista la possibilità di fruirne nell'ambito dei regimi speciali, tranne nel caso in cui, se si svolge anche una attività ordinaria, venga esercitata la separazione delle attività.

Possono accedere a tale regime quanti nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare, un volume d’affari non superiore a due milioni di euro.

Il Legislatore ha, dunque, esteso il limite per l’applicazione del regime da 200.000 mila euro a 2 milioni di euro, facendo così ampliare notevolmente l’accesso al sistema garantendo la possibilità di usufruire dell’agevolazione a circa il 95% delle imprese italiane.

Il limitato volume d’affari, previsto dalle disposizioni precedenti è stato, infatti, una delle motivazioni di scarsa diffusione “dell’agevolazione”.

L’opzione a tale regime, si desume dal comportamento concludente del contribuente ed è comunicata nella dichiarazione Iva (quadro VO) relativa all’anno in cui è esercitata l’opzione e che il contribuente presenterà nel corso di quello successivo.

Per effetto della scelta, le fatture dovranno riportare l’annotazione che si tratta di operazione con Iva per cassa, ai sensi dell’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83; l’omessa indicazione di tale dicitura costituirà, ai fini sanzionatori, una violazione formale.

 

 

3) Fondazioni bancarie dovranno pagare l’Imu

Emendamento dei relatori a dl costi politica: Le fondazioni bancarie dovranno pagare l’Imu.

L’emendamento, proposto dai senatori Lannutti-Mascitelli e approvato dalle commissioni del Senato nel Dl sui costi della politica, stabilisce che l’esenzione per le organizzazioni no profit “non si applica alle Fondazioni bancarie”.

(Agenzia Ansa, nota del 29 novembre 2012)

 

 

4) Reati dichiarativi: a rischio i comportamenti difformi da quelli indicati dal fisco

Con l’abbassamento delle soglie di punibilità previste per i reati dichiarativi (la Legge n. 148/2011 ha, infatti, apportato novità riguardo le disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 74/2000 sui reati tributari) potrebbero essere ad alto rischio di perseguibilità penale anche talune violazioni non connotate da fraudolenza, ma da particolari interpretazioni delle Entrate o da irregolarità prive di qualsiasi intento evasivo o caratterizzate da singolari interpretazioni.

L’unica protezione, secondo dottrina, verrebbe, comunque, data dalla norma in base alla quale non danno luogo a fatti punibili come dichiarazione fraudolenta o infedele le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite in violazione ai criteri di determinazione dell’esercizio di competenza, ma sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, e le rilevazioni e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio.

Possono integrare un’operazione inesistente quei documenti aventi unicamente

rilievo probatorio a fini fiscali, quindi, vi rientrano oltre alle fatture anche le autofatture, le schede carburanti, le ricevute fiscali, i cd. “scontrini parlanti”.

Mentre, invece, sono esclusi i documenti che non assolvono alcuna funzione probatoria ai fini fiscali, come nel caso della ricevuta non fiscale, e così via.

In presenza di falsi documenti, sono penalmente perseguibili, sia il contribuente che emette la fattura, sia colui il quale la riceve e poi ne tiene conto, tra i costi, in sede di dichiarazione.

In atto a ciò non esiste una soglia minima, bastano, quindi, pochi euro per fare scattare il reato penale, si pensi ad un possibile errore (banale o in buona fede) commesso nel compilare le schede carburanti. Sarebbe, perciò, opportuno che il nostro Legislatore possa rivedere tali delicate questioni.

Altra pericolosità del sistema è quella che, se un contribuente presenta una dichiarazione fraudolenta, contabilizzando fatture false per pochi euro, rischia la reclusione da 1 anno e sei mesi a sei anni, mentre se quella medesima dichiarazione viene del tutto omessa, questi al massimo va incontro alla reclusione da 1 anno a 3 anni, sempre che l’imposta evasa sia superiore a 30.000 euro, altrimenti non rischia alcunché sotto il profilo penale.

Nuove soglie per i reati dichiarativi

A seguito delle ultime modifiche normative, il reato penale scatta per imposta evasa superiore a soli 30.000 euro e se l’ammontare complessivo degli elementi fittizi è superiore a 1 milione di euro.

Anche le soglie della dichiarazione infedele sono state riviste decisamente al ribasso.

L’imposta evasa, che doveva essere superiore a € 103.291,38, adesso è soltanto di € 50.000,00, mentre l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, che doveva superare il 10% di quelli dichiarati ovvero € 2.065.827,60, ora deve superare 2 milioni di euro.

Infine, l’omessa presentazione della dichiarazione che si configurava quando l’imposta evasa era superiore, in riferimento alle singole imposte, a € 77.468,53, dal 17 settembre 2011, scatta con l’evasione di soli € 30.000.

 

 

5) Tante buone proposte dal Notariato per la semplificazione dei rapporti giuridici

Il Notariato per il Paese: Cinque proposte di legge per la semplificazione. Il Consiglio Nazionale del Notariato, proseguendo nel percorso iniziato nell’ottobre dello scorso anno al Congresso di Torino, ha messo a punto anche quest’anno cinque proposte di legge che vogliono essere un contributo all’adeguamento dell’ordinamento giuridico alle più moderne esigenze di semplificazione delle procedure senza pregiudicare la certezza e la sicurezza dei rapporti giuridici.

Le riforme predisposte - presentate nell’ambito del 47° Congresso Nazionale del Notariato che si è svolto a Napoli dal 15 al 17 novembre 2012 - pur essendo “a costo zero”, sono particolarmente incisive e aumentano la sicurezza per i terzi acquirenti e per i creditori ipotecari, agevolando nel contempo il ricorso al credito.

La prima è volta introdurre nel nostro ordinamento giuridico il contratto di fiducia.

In Italia attualmente per le operazioni fiduciarie è necessario ricorrere al trust disciplinato dalla legge straniera a causa dell’assenza nel diritto italiano di un istituto equivalente.

Questa proposta vuole colmare tale vuoto legislativo, disciplinando tutte quelle operazioni in cui un soggetto (fiduciante) intende vincolare determinati beni o diritti alla realizzazione di uno scopo nell’interesse di uno o più soggetti (beneficiari) e per questo li trasferisce ad un altro soggetto (fiduciario) affinché li amministri realizzando lo scopo.

Anche la seconda proposta è volta ad introdurre un nuovo istituto nell’ordinamento giuridico italiano in linea con le scelte adottate dal legislatore comunitario.

Si tratta del certificato di successione, che mira a consentire che una successione sia regolata in modo rapido ed efficace.

Infatti con tale documento l’erede, il legatario, l’esecutore testamentario o l’amministratore di eredità sono messi in grado di dimostrare con facilità la loro qualità ed esercitare i propri diritti.

La terza è finalizzata a modificare la disciplina degli immobili da costruire (Decreto Legislativo n. 122 del 2005), per rafforzare la sicurezza della compravendita immobiliare alla luce delle situazioni di rischio contrattuale in cui in questi anni si è venuto a trovare frequentemente l’acquirente di tali immobili e che hanno ingenerato incertezza nel mercato immobiliare.

La quarta incide sulla disciplina vigente in tema di riforma del procedimento di costituzione delle persone giuridiche.

L’obiettivo è quello di semplificare la procedura attualmente prevista per il riconoscimento della personalità giuridica delle associazioni, alleggerendo l’attività a carico della pubblica amministrazione e garantendo maggiore sicurezza all’operazione.

L’ultima proposta, infine, relativa alla sicurezza della circolazione immobiliare, ha come obiettivo quello di rafforzare l’efficacia dell’attuale sistema pubblicitario italiano.

Una gamma di interventi per incrementare la sicurezza giuridica della circolazione immobiliare, anche dei beni provenienti da donazione o da disposizioni testamentarie, con maggiore garanzie per i terzi acquirenti e per i creditori ipotecari, agevolando nel contempo il ricorso al credito.

Nell’ambito dello stesso progetto, importanti gli interventi volti a riformare, la disciplina della protezione dei legittimari, contemperandola, in chiave più moderna, con l’esigenza di agevolare la circolazione degli immobili.

(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 29 novembre 2012)

 

 

6) Dal 1° dicembre 2012 l’AAMS incorporata nell’Agenzia delle Dogane

Dal 1° dicembre 2012 l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato è incorporata nell’Agenzia delle Dogane.

Lo comunica la  stessa Agenzia delle Dogane, con la nota n. 141805/RU del 29 novembre 2012, avente per oggetto “Decreto Legge 6 luglio 2012 n. 95 convertito dalla Legge 7 agosto 2012 n. 135 – Incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato nell’Agenzia delle Dogane dal 1° dicembre 2012”.

Dunque, adesso (dal 1° dicembre 2012) si chiamerà Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, così risulterà almeno sulle lettere l’intestazione.

L’art. 23 quater, comma 1, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 ha disposto, tra l’altro, l’incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato nell’Agenzia delle dogane a decorrere dal 1° dicembre 2012.

Ai sensi del comma 2 del citato articolo, le funzioni attribuite all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato a decorrere dalla predetta data del 1° dicembre 2012 continuano ad essere esercitate, con le inerenti risorse umane, finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, dall’Agenzia delle dogane che assume la denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Nelle more dell’adozione delle misure di riorganizzazione da adottare in applicazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dell’8 novembre 2012 pubblicato sulla G.U. n. 277 del 27 novembre 2012, viene disposta l’attuazione delle seguenti misure organizzative di natura transitoria per assicurare la continuità dell’azione amministrativa a decorrere dal prossimo 1° dicembre.

Le articolazioni centrali e territoriali dell’Agenzia delle dogane predispongono la corrispondenza, con qualsiasi mezzo formata, conformemente al modello di lettera e gli atti interni ed esterni utilizzando il nuovo logo (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Il predetto modello unitamente al logo sono reperibili in formato elettronico nel portale ITACA nella sezione: Supporto tecnico - Utilità - Modelli - Corporate Identity dell'Agenzia.

Moduli, stampati, registri, sigilli, timbri, dispositivi di identificazione degli Uffici e del personale continuano ad avere validità nella forma in uso alle ore 24 del 30 novembre 2012 e gli stessi sono da intendersi emessi o riferiti alle pertinenti strutture dell’Agenzia delle dogane e monopoli a tutti gli effetti previsti dalle vigenti normative.

Relativamente alla gestione delle pratiche del contenzioso,le Direzioni territoriali dovranno provvedere ai seguenti adempimenti.

Gli atti introduttivi di un giudizio, o gli atti e le comunicazioni inerenti a giudizi pendenti, formalmente notificati o comunque trasmessi alle Direzioni e/o agli Uffici territoriali amministrati, aventi ad oggetto materie di competenza dell’incorporanda Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, dovranno essere immediatamente inviati all’Agenzia delle dogane e dei monopoli (già Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato) Ufficio 1° - Via della Luce 34/A 00153 Roma, la quale provvederà ad assumere le necessarie iniziative di competenza.

Inoltre, sarà cura delle strutture territoriali comunicare alle Avvocature Distrettuali dello Stato ed alle Segreterie delle Commissioni Tributarie aventi sede sul territorio di competenza amministrato, l’incorporazione e la nuova denominazione assunta dall’Agenzia di cui alla novella legislativa.

Infine, relativamente ai giudizi tributari pendenti in cui questa Agenzia è parte, gli Uffici interessati dal contenzioso dovranno dedurre l’intervenuta incorporazione e la modifica della denominazione da “Agenzia delle dogane” in “Agenzia delle dogane e dei monopoli” nel primo atto difensivo utile depositato dall’1.12.2012, ovvero nel verbale della prima udienza tenuta a partire da tale data.

La medesima comunicazione dovrà essere opportunamente fatta in occasione della produzione di atti all’Avvocatura.

La disposizione è stata pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle dogane www.agenziadogane.gov.it, ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione (avvenuta il 29 novembre 2012), quindi, il 30 novembre 2012.

 

Vincenzo D’Andò