Novità fiscali del 29 novembre 2012 fatturazione operazioni intraUE: termini lunghi

Pubblicato il 29 novembre 2012



fatturazione operazioni intraUE: termini lunghi; basta con la riproposizione della mediazione obbligatoria; Ifac, on line il 5° sondaggio internazionale sugli studi professionali; Agenzia delle Dogane: precisazione; Territorio: trasferimento Reparto PSI Castiglione delle Stiviere; MEF: pubblicato il rapporto sulle entrate - Settembre 2012; le modifiche al Disegno Di Legge di stabilità per il 2013; Google: verifiche GDF su redditi e IVA in Italia; valida la notifica fuori residenza nelle mani della moglie convivente; dal CNDCEC le indicazioni in materia di liquidazione compensi a consulenti tecnici e periti

 

Indice:

1) Fatturazione operazioni intra Ue: termini lunghi

2) Basta con la riproposizione della mediazione obbligatoria

3) Ifac, on line il 5° sondaggio internazionale sugli studi professionali

4) Agenzia delle Dogane: precisazione

5) Territorio: trasferimento Reparto PSI Castiglione delle Stiviere

6) MEF: pubblicato il rapporto sulle entrate - Settembre 2012

7) Le modifiche al Disegno Di Legge di stabilità per il 2013

8) Google: verifiche Gdf su redditi e Iva in Italia

9) Valida la notifica fuori residenza nelle mani della moglie convivente

10) Dal CNDCEC  le indicazioni in materia di liquidazione compensi a consulenti tecnici e periti

 

 

1) Fatturazione operazioni intra Ue: termini lunghi

Con il Decreto salva-infrazioni (Provvedimento atteso in Consiglio dei ministri)  in arrivo termini più ampi per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie.

Fattura cumulativa e differita anche per le prestazioni di servizi

Possibilità di emettere la fattura con il registratore di cassa.

Si profila anche l’applicazione dell’Iva mediante integrazione della fattura del fornitore comunitario per tutti gli acquisti di beni e servizi. Ma anche estensione dell’obbligo di fatturazione alle operazioni “fuori campo” Iva per difetto di territorialità.

Sono queste solo talune delle tante novità in materia di Iva previste dallo schema di Decreto Legge c.d. “salva-infrazioni” che sarà approvato dal prossimo Consiglio dei ministri, che mira a recepire numerose direttive comunitarie in scadenza.

Tra queste, la direttiva 2010/45/Ue, concernente modifiche alla direttiva Iva, le cui disposizioni dovranno entrare in vigore il 1° gennaio 2013.

Termini di fatturazione

Le fatture relative alle operazioni intracomunitarie (cessioni di beni intra Ue e prestazioni di servizi generiche verso soggetti passivi Ue) potranno essere emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

In tal modo si viene a superare l’obbligo di fatturazione istantanea delle prestazioni di servizi il cui momento di effettuazione, in base alle modifiche apportate dalla legge 217/11, si identifica con l’ultimazione del servizio.

In relazione a questa tipologia di prestazioni, il problema viene risolto anche nei rapporti con soggetti extracomunitari, prevedendo anche in tale ipotesi che la fattura o l’autofattura deve essere emessa nel suddetto termine.

Inversione contabile con fornitori Ue

Il sistema dell’integrazione della fattura del fornitore (in luogo dell’emissione dell’autofattura), ai fini dell’applicazione dell’imposta con il meccanismo dell’inversione contabile da parte del soggetto passivo nazionale, sarà esteso a tutte le operazioni ricevute da soggetti Ue (cessioni di beni e prestazioni di servizi).

Nei rapporti con fornitori Ue, quindi, i soggetti passivi nazionali osserveranno in ogni caso il procedimento delineato dalle disposizioni degli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/93.

Fatturazione differita delle prestazioni

Sarà possibile emettere la fattura differita anche per le prestazioni di servizi, purché individuabili attraverso idonea documentazione (es. il contratto, la nota di lavorazione, il documento di trasporto ecc.), effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto.

A queste condizioni potrà infatti essere emessa una sola fattura cumulativa, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle prestazioni.

La disposizione permetterà, ad es., di incassare il corrispettivo e rinviare la fatturazione al 15 del mese successivo, purché vi sia traccia documentale del servizio.

Estensione dell’obbligo di fatturazione e volume d’affari

Uno degli aspetti negativi delle prossime novità legislative è legato all’estensione dell’obbligo di fatturazione alla quasi totalità delle operazioni non territoriali, tecnicamente “non soggette” ad imposta ai sensi degli artt. da 7-bis a 7-septies.

Infatti, queste operazioni saranno soggette anche all’obbligo di registrazione e concorreranno, pertanto, alla determinazione del volume d’affari.

Mediante la modifica dell’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972, si dispone, inoltre, l’inclusione nel volume d’affari delle prestazioni intra Ue non territoriali ai sensi dell’art. 7-ter, D.P.R. n. 633/1972, già assoggettate ad obbligo di fatturazione e registrazione. Da queste modifiche non deriveranno solo maggiori adempimenti formali.

Tale nuova inclusione comporterà degli effetti negativi per i contribuenti, quali ad es. i regimi per il cui accesso è previsto un limite di fatturato (liquidazioni trimestrali, Iva di cassa, ecc.).

 

2) Basta con la riproposizione della mediazione obbligatoria

Mediazione, Consiglio Nazionale Forense: No a reintroduzione obbligatorietà senza conoscere motivazioni.

Presso la commissione Industria del Senato sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti al decreto sviluppo che puntavano a reintrodurre la mediazione obbligatoria fino al 2017.

Lo ha reso noto alle agenzie di stampa Simona Vicari (Pd), relatrice insieme a Filippo Bubbico (Pdl), del provvedimento.

Il CNF ha espresso apprezzamento per questa determinazione che sancisce correttamente la estraneità della materia rispetto al contenuto nel Decreto Legge.

Nel merito, il CNF aveva sottolineato la inopportunità di reintrodurre della obbligatorietà senza neppure conoscere le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale con lettere inviate al presidente della Commissione Industria Cesare Cursi e al presidente del Senato Renato Schifani.

Lettere nelle quali, peraltro, si è sottolineato come l’istituto della obbligatorietà mal si concili con il sistema europeo delle Adr e che occorre rimettere mano a una riformulazione della normativa della mediazione per renderla realmente efficace e utile al sistema giustizia. Oltre a promuovere l’istituzione di Camere arbitrali presso i Consigli dell’Ordine.

(CNF, comunicato del 27 novembre 2012)

 

3) Ifac, on line il 5° sondaggio internazionale sugli studi professionali

Al questionario, promosso dal comitato per i piccoli e medi studi professionali dell’organizzazione, è possibile rispondere, anche in versione italiana, fino al 31 dicembre.

E’ on line il 5° sondaggio internazionale promosso dal Comitato per i piccoli e medi studi professionali dell’Ifac (l’organizzazione mondiale della professione economico-contabile), concepito per approfondire le principali questioni e problematiche che i piccoli e medi studi, nonché le PMI loro clienti, si trovano ad affrontare.

Tra i Commercialisti italiani, i precedenti sondaggi avevano avuto riscontri molto positivi.

Il questionario, che si concluderà il 31 dicembre, è disponibile anche in lingua italiana.

Per rispondere sono sufficienti pochi minuti collegandosi al seguente indirizzo:

http://ifac.smp-quick-poll-november-december-2012.sgizmo.com/s3/.

I risultati saranno consultabili nelle prossime SMP eNews, nonché nella relazione di fine anno di IFAC.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 27 novembre 2012)

 

4) Agenzia delle Dogane: precisazione

L’Agenzia delle Dogane, con la comunicazione del 27 novembre 2012, riguardo alla circolare n. 16/D del 12 novembre 2012, relativamente alla compilazione del nuovo campo (prog. 15) “pre-clearing”, ha precisato che tale campo, in attesa di ulteriori istruzioni, deve essere compilato con il valore “0” (zero).

Come è noto, la citata circolare n. 16/D del 12 novembre 2012 è relativa all’estensione della dichiarazione telematica alle operazioni di importazione definitiva, di perfezionamento attivo e di ammissione temporanea in procedura ordinaria ed alle operazioni di introduzione in deposito in procedura ordinaria e domiciliata.

 

5) Territorio: trasferimento Reparto PSI Castiglione delle Siviere

A decorrere dal 4 dicembre prossimo, la sede del Reparto Servizi di Pubblicità Immobiliare di Castiglione delle Stiviere sarà trasferita presso l’Ufficio provinciale di Mantova.

(Agenzia del Territorio, nota del 28 novembre 2012)

 

6) MEF: pubblicato il rapporto sulle entrate - Settembre 2012

Le entrate tributarie e contributive del periodo gennaio–settembre 2012 mostrano nel complesso una crescita di 12.000 milioni di euro (+2,60%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. L’incremento registrato è la risultante tra la crescita delle entrate tributarie (+ 12.917 milioni di euro, pari a + 4,3%) e la riduzione evidenziata, in termini di cassa, nel comparto delle entrate contributive (- 917 milioni di euro, pari a – 0,6%).

Tale andamento risulta sostanzialmente in linea con le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza presentata al Consiglio dei Ministri il 20 settembre 2012.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha, infatti, pubblicato il 28 novembre 2012 l’analisi dell’andamento delle entrate tributarie e delle entrate contributive.

 

7) Le modifiche al Disegno Di Legge di stabilità per il 2013

La Camera dei Deputati, lo scorso 22 novembre 2012, ha approvato il Disegno Di Legge di stabilità per il 2013, apportandovi numerose modificazioni che pur mantenendo invariati i saldi di finanza pubblica hanno sensibilmente modificato l'impianto originario della manovra. In attesa della successiva approvazione da parte dell’altro ramo del parlamento (Senato della Repubblica), la stessa Camera ha proceduto ad aggiornare, al 27 novembre 2012, le seguenti informazioni:

- Sugli interventi per le famiglie;

- sugli interventi per le imprese;

- sulle misure in materia sociale e altri interventi.

Peraltro, nel corso dell’esame in sede referente il Disegno Di Legge di stabilità 2013 (C. 5534-bis-A) è stato modificato in più punti.

La scelta di fondo è stata quella di sopprimere le norme che prevedevano la riduzione delle aliquote IRPEF applicabili ai primi due “scaglioni” di reddito (del 23% e del 27%) di un punto percentuale e di utilizzare le relative risorse - assieme a quelle derivanti, tra l’altro, da una riduzione del fondo per il pagamento dei canoni di locazione degli immobili conferiti dallo Stato ai fondi immobiliari - per l’eliminazione delle norme limitative di detrazioni e deduzioni fiscali, per la sterilizzazione del previsto incremento dell’aliquota IVA ridotta e per l’attuazione di interventi in favore delle famiglie e per la produttivitità e competitività delle imprese, con particolare riferimento alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro.

Gli interventi per le famiglie

In particolare, per quanto concerne le famiglie, le modifiche apportate sono dirette a:

a) sterilizzare del tutto l’incremento dell’aliquota IVA ridotta, mantenendola pertanto al 10%, anziché elevarla all’11% come già previsto dalla legislazione vigente;

b) adottare interventi in favore delle famiglie, con particolare riferimento a quelle con figli a carico, attraverso un incremento delle detrazioni IRPEF. In particolare, il disegno di legge eleva da 800 a 950 euro la detrazione IRPEF di base per figli a carico di età pari o superiore a tre anni, nonché da 900 a 1.220 euro quella prevista per ciascun figlio di età inferiore a tre anni e da 220 a 400 quella per ciascun figlio portatore di handicap;

c) eliminare le limitazioni poste nel testo originario del disegno di legge alla deducibilità e alla detraibilità a fini IRPEF di taluni oneri, con particolare riferimento alla franchigia di 250 euro ivi disposta per i contribuenti con reddito superiore a euro 15.000 e al “tetto” di 3000 euro alle spese detraibili;

d) sopprimere altresì l’aggravio del prelievo Irpef per i trattamenti di fine rapporto che sarebbe disceso dalla soppressione, anch’essa prevista nel testo originario del disegno di legge, della cd. “clausola di salvaguardia” relativa alla tassazione delle indennità di fine rapporto, alle quali verrà dunque applicata la curva delle aliquote vigenti al 31 dicembre 2006, se più favorevoli, in luogo di quelle vigenti nell'anno di insorgenza del diritto a percepire le indennità medesime;

e) reintrodurre, rispetto al testo originario, l’esenzione IRPEF per le somme erogate a titolo di pensioni di guerra e assimilate, purché diverse da quelle percepite a titolo di reversibilità da soggetti con reddito complessivo superiore a 15.000 euro;

f) prorogare per l’anno 2013 le detrazioni per carichi di famiglia di soggetti non residenti.

In materia di riduzione della pressione fiscale, è stato inoltre previsto che a partire dal 2013 (in luogo del 2014) le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e contributiva, nonché delle maggiori risorse derivanti da un eventuale minore spesa per interessi sul debito rispetto a quella prevista, confluiscano nel Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale.

In base alle modifiche apportate in Commissione tali risorse – al netto di quelle necessarie al mantenimento dell’equilibrio del bilancio e alla riduzione del rapporto debito/PIL, di quelle derivanti dall’attività di recupero fiscale svolta da regioni e dai comuni e dalla riduzione delle spese fiscali - saranno destinate al contenimento degli oneri fiscali gravanti su famiglie e imprese, secondo le modalità di destinazione e di impiego che dovranno essere indicate nel Documento di economia e finanza.

Gli interventi per le imprese

Per quanto concerne il mondo produttivo, gli interventi adottati sono stati in prevalenza indirizzati verso la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoroa carico delle imprese; altre misure sono state invece dirette a ridurre o differire un aggravio di imposizione su fattispecie ritenute meritevoli di tutela.

In particolare, le principali modifiche introdotte dalla Commissione prevedono:

a) una riduzione del cd. “cuneo fiscale”, conseguita mediante un’elevazione, a decorrere dal periodo di imposta 2014:

- da 4.600 a 7.500 euro l’importo deducibile dall’IRAP per ciascun lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di imposta, e da 10.600 a 13.500 euro quello relativo ai lavoratori di sesso femminile e a quelli di età inferiore ai 35 anni;

- da 9.200 a 15.000 euro l’importo massimo deducibile dall’IRAP per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e innalzando altresì da 15.200 a 21.000 euro l’importo massimo deducibile se tali lavoratori sono di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni;

b) sempre in materia di IRAP sono stati elevati gli importi delle deduzioni in favore dei soggetti passivi (tranne le Amministrazioni pubbliche) di minori dimensioni; è stato inoltre istituito un Fondo con dotazione di 248 milioni di euro nel 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dal 2015, per esentaredall’IRAP, a decorrere dal 2014, le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegano anche in locazione beni strumentali di ammontare massimo da determinare con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze;

c) al fine di sostenere la produttività è stato previsto che le risorse destinate alle misure di detassazione dei contratti di produttività (950 milioni nel 2013) siano destinate a tal fine anche nel caso di mancata tempestiva emanazione delle opportune norme attuative (entro il 15 gennaio 2013), anziché essere finalizzate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Inoltre, è stata disposta la proroga al 2014 delle medesime misure di detassazione dei contratti di produttività nel limite massimo di spesa di 800 milioni di euro (con onere massimo di 600 milioni di euro per il 2014 e di 200 milioni per il 2015).

Tra gli altri interventi in materia di imprese, si segnalano:

a) il differimento della variazione in aumento dell’aliquota Iva agevolata per le cooperative sociali (dal 4 al 10%), la quale troverà applicazione sulle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013, e non più dunque, dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità;

b) anche in materia di rivalutazione del reddito dominicale e agrario, si posticipano di un anno (2013, 2014 e 2015) i periodi d’imposta per i quali è disposta la rivalutazione del 15 per cento del reddito dominicale e agrario ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, prevedendo, peraltro, che ai fini dell’acconto per il 2013 si debba tenere conto della rivalutazione;

c) analogamente, in materia di determinazione del reddito delle società agricole e degli imprenditori agricoli, si posticipa di un anno l’abrogazione delle disposizioni che consentono alle società agricole di optare per un regime fiscale più favorevole, prevedendo anche la possibilità di dettare, con decreto ministeriale, disposizioni di carattere transitorio.

Sempre in materia di sviluppo e rilancio della competitività delle imprese, sono state approvate alcune disposizioni che prevedono l’istituzione di un fondo per la concessione di un credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo, destinato in particolare alle piccole e medie imprese, nonché per la riduzione del cuneo fiscale, il quale sarà finanziato mediante la progressiva riduzione degli stanziamenti di bilancio destinati ai trasferimenti e ai contributi alle imprese. In proposito si prevede che il Ministro dell’economia e il Ministro dello sviluppo economico riferiscano alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari in merito all’individuazione e alla quantificazione dei trasferimenti e dei contributi in oggetto, ai fini dell’adozione delle conseguenti iniziative di carattere normativo.

Le misure in materia sociale e altri interventi

Oltre alle misure di modifica dell’impianto della manovra dal punto della politica fiscale, nel corso dell’esame in sede referente sono stati adottai diversi altri interventi in materia, tra l’altro, di ampliamento della platea dei soggetti salvaguardati dall’applicazione della riforma pensionistica, di scuola e personale docente, sicurezza, sanità e, in generale, misure in materia sociale e di sostegno alle esigenze connesse agli eventi sismici e climatici che hanno interessato il Paese.

In particolare, è stata ampliata di oltre 10.000 unità la platea dei soggetti salvaguardati (c.d. esodati), prevedendo che le disposizioni previgenti alla legge “Fornero” continuino a trovare applicazione (oltre che nei confronti dei soggetti già salvaguardati da precedenti interventi normativi) anche nei confronti dei:

a) lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità (ordinaria o in deroga) a seguito di accordi (governativi o non governativi) stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga, e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014;

b) lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 36° mese dalla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 201 del 2011:

- con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, ancorché abbiano svolto successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, attività lavorativa retribuita (comunque non riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) entro il limite di 7.500 euro annui;

- collocati in mobilità ordinaria alla data del 4 dicembre 2011, i quali avvieranno la contribuzione volontaria al termine della fruizione della mobilità ordinaria;

c) lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012 sulla base di accordi individuali o di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto attività lavorativa retribuita (comunque non riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) entro il limite di 7.500 euro annui.

Le modalità di attuazione degli interventi saranno definite con DPCM da adottare, previo parere parlamentare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità.

Per il finanziamento degli interventi in favore delle nuove categorie di salvaguardati, da attuare anche attraverso strumenti di politiche attive del lavoro, si prevedono risorse per un totale di 554 milioni nel periodo 2013-2020, da reperire attraverso le (eventuali) economie a carattere pluriennale accertate, a consuntivo, rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente (pari a 9,22 miliardi per il periodo 2013-2020) per la tutela dei salvaguardati da precedenti interventi normativi.

Nel caso in cui tali economie non siano sufficienti a coprire gli oneri programmati, si provvede attraverso il blocco nel 2014 della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici (inclusi i vitalizi percepiti da coloro che hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive nazionali e regionali) superiori a sei volte il minimo Inps. Nel caso in cui, all’esito di un monitoraggio effettuato dal Governo entro il 30 settembre 2013 sulla base dei dati forniti dall’INPS, risulti la disponibilità di risorse continuative a decorrere dal 2014, il blocco della rivalutazione automatica può essere revocato o applicato in misura ridotta.

Per quanto concerne il personale della scuola, sono state soppresse le norme che aumentavano, dal 1° settembre 2013, l’orario di impegno per l’insegnamento del personale docente - incluso il personale di sostegno – della scuola secondaria di primo e di secondo grado, da 18 a 24 ore settimanali, quelle che definivano ulteriori impieghi dei docenti per le 6 ore eccedenti l’orario di cattedra, intervenendo in materia di determinazione dell’organico di diritto dei docenti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico. 2013/2014.

Inoltre, è stata altresì soppressa la disposizione che riduceva da 100 a 50 il contingente di unità da destinare ad enti ed associazioni che svolgono attività di prevenzione del disagio psico-sociale, assistenza, cura, riabilitazione e reinserimento di tossicodipendenti.

Per quanto attiene alle misure di razionalizzazione della spesa nel settore sanitario, è stato previsto che, al fine di salvaguardare i livelli essenziali di assistenza con specifico riferimento alle esigenze di inclusione sociale, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possano conseguire l’obiettivo economico attraverso l’adozione di misure alternative alla riduzione del 10% degli importi e delle prestazioni dei contratti di appalto di servizi e fornitura di beni e di servizisanitari, previsto dal testo del disegno di legge.

Per quanto concerne le esigenze indifferibili è stato istituito nuovo Fondo, dotato di 315 milioni di euro per l’anno 2013, da ripartire con DPCM, previo conforme parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, per finanziare una serie di finalità eterogenee e meritevoli di sostegno, quali: il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, i Collegi universitari legalmente riconosciuti, i Policlinici universitari non statali, il Fondo nazionale per il servizio civile, il Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, il Fondo per il finanziamento delle missioni di pace, il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, il Fondo per lo sviluppo della pratica sportiva, il Comitato italiano paralimpico e le misure per favorire l’attività lavorativa dei detenuti e la giustizia digitale.

Tra gli interventi di maggior rilevo sociale, vanno richiamati l’incremento di 300 milioni di euro per il 2013 del Fondo nazionale per le politiche sociali, di 200 milioni, sempre per il 2013, per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, nonchè l’incremento di 50 milioni di euro per il medesimo anno del Fondo integrativo per la concessione di borse di studio.

Con riferimento alle calamità naturali, è stata prevista l’assegnazione di un contributo straordinario per assicurare la stabilità dell’equilibrio finanziario e il servizio di smaltimento rifiuti al Comune dell’Aquila e agli altri comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, nel limite di 26 milioni al Comune dell’Aquila, di 4 milioni per gli altri comuni e di 5 milioni per la provincia dell’Aquila. Un contributo di 10 milioni di euro nel 2013 è stato altresì assegnato ai comuni colpiti dal terremoto del Belice, anche al fine di definire i contenziosi in atto.

Inoltre, sono stati assegnati 40 milioni di euro per il 2013 al Fondo per la protezione civile per interventi in conto capitale da realizzare in determinati territori colpiti da eventi atmosferici ed alluvionali, quali quelli in Liguria e Toscana del dicembre 2009-gennaio 2010; in Veneto dell’ottobre-novembre 2010; nella provincia di Messina del febbraio-marzo e novembre 2011; nelle Marche del marzo 2011; nelle Marche e nell’Emilia Romagna del febbraio 2012; in Calabria e Basilicata per il sisma del 26 ottobre 2012.

Per quanto attiene la sicurezza, è stata prevista, tra l’altro, la possibilità, a determinate condizioni, di assumere personale nel comparto sicurezza-difesa e vigili del fuoco.

Tra le altre novità previste nel corso dell’esame in Commissione si ricordano, infine, le definizione di una nuova disciplina in materia di apparecchi da divertimento ed intrattenimento senza vincita in denaro e la soppressione delle norme che prevedevano la definizione di standard tecnici delle fonti di illuminazione pubblica e di misure per lo spegnimento ovverol’affievolimento dell'illuminazione pubblica nelle ore notturne, per finalità di contenimento della spesa pubblica e di risparmio energetico ( i c.d. “cieli bui”).

 

8) Google: verifiche Gdf su redditi e Iva in Italia

Secondo quanto reso noto dalle Agenzie di stampa, la guardia di Finanza ha avviato una verifica fiscale “extraprogramma” nei confronti di Google Italia “finalizzata al riscontro del corretto adempimento degli obblighi fiscali in Italia”. In particolare, ciò viene affermato dal Ministero del Tesoro in risposta a un'interrogazione del Pd, sottolineando che le verifiche riguardano Iva e redditi non dichiarati.

Risultano “elementi positivi di reddito non dichiarati per un importo di oltre 240 milioni di euro” da parte di Google Italia, nonché un’Iva “relativa e dovuta per un importo pari ad oltre 96 milioni di euro”, ciò sulla base di quanto afferma la risposta del ministero dell'Economia ad una interrogazione del deputato del Pd Stefano Graziano, citando gli accertamenti svolti dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Milano.

E-commerce

La questione non riguarda solo Google, ma i gruppi multinazionali operanti nel settore dell'elettronica e dell'e-commerce. E di questo si sta occupando l’Agenzia per le entrate e lo stesso governo in sede internazionale. Il problema, nel caso di Google, è che la società italiana ha dichiarato solo le provvigioni percepite a fronte delle prestazioni rese prima alla Google inc. e poi la Google Ireland.

E non invece l'intero volume commerciale sviluppato. La verifica disposta dalla procura di Milano ha infatti accertato, afferma il ministero, che il fisco è stato “eluso” in base ad un contratto di servizio tra la società italiana e quelle estere “artatamente posto in essere con la sola finalità di simulare l’esercizio da parte di Google Italy Srl di una mera attività ausiliaria e preparatoria che non ha tuttavia trovato alcun riscontro negli elementi di fatto acquisiti”.

Google: Rispettiamo norme fisco in tutti i paesi

“Google rispetta le leggi fiscali in tutti i Paesi in cui opera e siamo fiduciosi di rispettare anche la legge italiana. Continueremo a collaborare con le autorità locali per rispondere alle loro domande relative a Google Italy e ai nostri servizi”. Questa la posizione espressa da un portavoce della società con sede a Mountain View in risposta alla notizia della verifica ispettiva avviata nel 2007.

 

 

9) Valida la notifica fuori residenza nelle mani della moglie convivente

<<Rilevante il comportamento di chi accetta di ricevere l'atto: la dichiarazione resa dal coniuge fa scattare la presunzione legale di conoscenza in capo al contribuente

Per il principio di prevalenza della residenza effettiva su quella anagrafica, è legittima la notifica eseguita a mani della moglie del contribuente che si dichiara convivente, anche se in un luogo diverso dalla residenza anagrafica (Cassazione, sentenza n. 15221/2012).

Con la sentenza in rassegna, i Supremi giudici hanno ribadito un principio già sancito dalla costante giurisprudenza di legittimità, secondo il quale la notifica presso un luogo diverso da quello risultante in anagrafe non è necessariamente invalida, in quanto le risultanze anagrafiche rivestono un valore meramente presuntivo circa il luogo di residenza, e possono essere superate dalla prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento (cfr Cassazione 16 novembre 2006, n. 24422; 22 dicembre 2009, n. 26985).

In particolare, nella specie, la notifica era stata effettuata ex articolo 139, comma 2, cpc presso la nuova residenza (effettiva) diversa da quella risultante in anagrafe e l'avviso di accertamento era stato consegnato a mani della moglie del contribuente dichiaratasi convivente. Ebbene, i giudici di legittimità hanno riformato la sentenza della Ctr che aveva riconosciuto invalida la notifica così effettuata, ritenendo che l'atto avrebbe dovuto essere notificato ex articolo 140 cpc e, quindi, nel rispetto delle prescrizioni previste (invio della raccomandata), senza considerare che la dichiarazione di convivenza resa nella relata dalla moglie del contribuente fa scattare la presunzione legale di conoscenza in capo al contribuente, in quanto - in base al principio di prevalenza della residenza effettiva rispetto a quella anagrafica - assume rilevanza il comportamento delle persone che accettano di ricevere l'atto per il destinatario, dichiarando di convivere con lui (in senso conforme, cfr anche Cassazione 3 aprile 2006, n. 7776; 13 giugno 2008, n. 15938).>>.

(A cura di “Giurisprudenza delle Imposte” edita da Assonime, 28 Novembre 2012)

 

10) Dal CNDCEC  le indicazioni in materia di liquidazione compensi a consulenti tecnici e periti

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, il 28 novembre 2012, ha pubblicato sul proprio sito internet un documento di studio (datato novembre 2012), come al solito in formato PDF, composto da 28 pagine, incentrato sulle indicazioni in materia di liquidazione compensi a consulenti tecnici e periti (si tratta della versione definitiva).

Come avverte la premessa di tale esteso documento, <<fino all’entrata in vigore del D.P.R. n. 115/2002, il testo di riferimento per la determinazione del compenso del CTU era la legge 8 luglio 1980 n. 319. Il compenso del Perito nominato dal Giudice è ora regolato dal menzionato D.P.R. n. 115/2002 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia” (d’ora in aventi Testo Unico) il quale, nell'abrogare esplicitamente la legge 319/1980, ha sostituito, riscrivendole in modo quasi identico, gran parte delle norme che precedentemente concernevano tale materia. Il suddetto Testo Unico ha abrogato, infatti, esplicitamente la legge 319/1980, fatta eccezione per l'art. 4 relativo agli “onorari commisurati al tempo”. Con mero intento ricognitivo, va detto che prima dell'entrata in vigore del Testo Unico, le norme contenute nella legge 319/1980 e le previsioni del decreto 820/1983 istitutivo delle tabelle apparivano inadeguate e, sotto alcuni profili, poco chiare. Sulla normativa vigente, andavano ad incidere le modifiche introdotte con il D.M. 30 maggio 2002, recante l’”Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale”, pubblicato sulla G.U. n. 182 del 5 agosto 2002 le quali, oltre a prevedere i compensi esposti in Euro e a rideterminare in aumento le stesse percentuali, hanno di fatto comportato un apprezzabile incremento degli onorari spettanti ai consulenti tecnici e ai periti.

L'allegato del D.M. 30 maggio 2002, intitolato "Tabelle contenenti la misura degli onorari fissi e di quelli variabili dei periti e dei consulenti tecnici, per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorità giudiziaria in materia civile e penale, in attuazione dell'art. 2 della legge 8 luglio 1980, n. 319", prevede una lunga serie di tabelle da utilizzarsi a seconda del tipo di incarico affidato al consulente tecnico.

La parte del Testo Unico dedicata alla disciplina del CTU è il Titolo VII rubricato “Ausiliari del magistrato nel processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario”, e più precisamente gli articoli 49 – 72.>>.

 

Vincenzo D’Andò