Novità fiscali del 23 novembre 2012: le modalità per accedere all’IVA per cassa

Pubblicato il 23 novembre 2012



semplice l’opzione per l’Iva per cassa; comunicazione e proposta di direttiva europea sulle quote di genere nelle società quotate; ok ai nuovi parametri per gli onorari degli avvocati anche per il passato; le competenze del giudice ordinario in materia tributaria; niente interessi di mora sulla mancata notifica della cartella esattoriale; MEF, delega fiscale: ripristinata delega su tassazione ambientale ridotti da 9 a 7 mesi i termini per l’esercizio; Camera dei Deputati: approvata la Legge di stabilità 2013; antiriciclaggio: esonero dagli adempimenti a carico dei professionisti

 

 

Indice:

1) Semplice l’opzione per l’Iva per cassa

2) Comunicazione e proposta di direttiva europea sulle quote di genere nelle società quotate

3) Ok ai nuovi parametri per gli onorari degli avvocati anche per il passato

4) Le competenze del giudice ordinario in materia tributaria

5) Niente interessi di mora sulla mancata notifica della cartella esattoriale

6) MEF, delega fiscale: ripristinata delega su tassazione ambientale ridotti da 9 a 7 mesi i termini per l’esercizio

7) Camera dei Deputati: approvata la Legge di stabilità 2013

8) Antiriciclaggio: esonero dagli adempimenti a carico dei professionisti

 

 

1) Semplice l’opzione per l’Iva per cassa

Dal 1° dicembre 2012 parte il nuovo regime cd. “Iva per cassa”. Le Entrate hanno, infatti, emanato l’atteso provvedimento direttoriale del 21.11.2012 utile a dissipare le ultime questioni applicative.

Vengono disciplinate le modalità di comunicazione dell’opzione, gli effetti e la durata della stessa e le conseguenze sanzionatorie per l’inosservanza dell’indicazione sulle fatture della dizione “Iva per cassa”.

Per quanto concerne l’opzione per il nuovo regime, l’Agenzia delle entrate ha preferito il metodo più semplice.

La scelta dell’Iva per cassa viene desunta dal comportamento del contribuente e andrà comunicata nella prima dichiarazione annuale Iva successiva all’opzione.

Non è, quindi, necessaria la comunicazione preventiva. La scelta sarà indicata nel quadro VO della dichiarazione Iva. Il contribuente che effettua l’opzione è vincolato per tre anni trascorsi i quali la stessa resta valida per ciascun anno successivo.

Per chi effettua l’opzione sabato 1° dicembre l’anno 2012 è considerato eccezionalmente il primo anno di applicazione dei tre previsti.

A regime, invece, il provvedimento stabilisce poi che l’opzione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno in cui è esercitata (oppure dalla data di inizio dell’attività, se il contribuente intende avvalersene da tale momento) ed è vincolante per almeno un triennio (salvo che venga superata la soglia di fatturato di 2 milioni).

Decorso il triennio, l’opzione è efficace fino a quando non sia revocata, con comunicazione da effettuare con le stesse modalità dell’opzione.

Si ricorda che il neo regime Iva di cassa è stato istituito dall’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012.

(Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 novembre 2012)

 

 

2) Comunicazione e proposta di direttiva europea sulle quote di genere nelle società quotate

La Commissione Europea ha pubblicato una Comunicazione che descrive le ragioni della scarsa presenza delle donne nelle posizioni di leadership delle imprese europee e illustra gli interventi che si rendono necessari per agevolare un cambiamento del fenomeno.

La Commissione ha contestualmente pubblicato una proposta di Direttiva volta a promuovere l’equilibrio di genere nei board delle società quotate europee.
La proposta non impone un obbligo ma richiede alle società quotate l’adozione di misure che consentono il raggiungimento della percentuale del 40% del genere meno rappresentato tra i consiglieri non-esecutivi.

L’obiettivo di genere deve essere conseguito, entro il 2020; in caso di società quotate soggette a controllo pubblico l’obiettivo deve essere raggiunto due anni prima (entro il 2018).

I contenuti della proposta hanno carattere temporaneo e sono destinati a scadere nel 2028.

Pur introducendo una quota del 40%, la proposta presenta alcuni elementi di flessibilità idonei a facilitare la relativa applicazione. Qualora tale percentuale non sia raggiunta, la società è invitata a fornire le ragioni che hanno impedito il perseguimento dell’obiettivo e a illustrare le misure adottate (o che intende adottare) per superare il relativo impedimento.

L’operatività della disciplina si fonda sul corretto funzionamento del meccanismo di nomina, al quale è riservata una particolare attenzione. Nella selezione dei non esecutivi, è richiesto di assicurare priorità al candidato appartenente al genere meno rappresentato a condizione che quest’ultimo presenti le stesse caratteristiche, in termini di competenza e professionalità, di quello del genere più rappresentato.

Viene inoltre riconosciuto al candidato di genere non eletto il diritto di conoscere i criteri sui quali si è basato il processo di selezione. Partendo dal presupposto che le procedure di selezione e di nomina differiscono nei diversi Stati Membri, si chiarisce, in uno dei considerando della proposta, che la procedura di selezione dei candidati deve avvenire nel rispetto della normativa nazionale e delle regole statutarie adottate dalla singola società.
Con riferimento alla componente esecutiva del board, la proposta introduce una “quota di flessibilità”, invitando le società a promuovere, in via autoregolamentare, il raggiungimento dell’equilibrio tra i generi entro il 2020 (o il 2018 nel caso di imprese pubbliche), con obbligo di riferire ogni anno sui progressi compiuti in tal senso.

Restano escluse dall’ambito di applicazione della proposta le Small and medium sized enterprises, intendendosi come tali le società il cui organico sia inferiore a 250 persone e il cui fatturato non superi 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuale non sia superiore a 43 milioni di euro: Raccomandazione 2003/361/EC.

(Assonime, nota del 22 novembre 2012)

 

 

3) Ok ai nuovi parametri per gli onorari degli avvocati anche per il passato

Si applicano i nuovi parametri per gli onorari degli avvocati anche se l’attività si è svolta nel corso del precedente regime tariffario.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20421 del 21 novembre 2012, che ha, quindi, detto sì all’applicazione delle nuove regole per la liquidazione dei compensi degli avvocati di cui al D.M. 20 luglio 2012, n. 140, ossia il Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni vigilate da Ministero della giustizia, ai sensi dell’art. 9 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in Legge 24 marzo 2012, n. 27.

Secondo la Suprema Corte, l’art. 41 del suddetto Decreto, che riguarda la disciplina transitoria, stabilisce che le disposizioni regolamentari introdotte si applicano alle liquidazioni successive all’entrata in vigore del decreto stesso.
Questo riferimento testuale, invero, depone per la soluzione interpretativa che porta a ritenere applicabile la nuova disciplina anche ai casi in cui le attività difensive si siano svolte o siano comunque iniziate nella vigenza dell’abrogato sistema tariffario forense.

Inoltre, il comma 3 dell’art. 9 del D.L. 1/2012 ha escluso l’ultrattività del sistema tariffario oltre la data di entrata in vigore del decreto ministeriale, avvenuta anteriormente alla scadenza del termine (di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione) fissato per la transitoria applicazione del sistema tariffario abrogato.



4) Le competenze del giudice ordinario in materia tributaria

A sezioni Unite i giudici supremi hanno evidenziato la competenza del giudice ordinario sul mancato adeguamento alla legislazione europea delle norme tributarie interne.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20323 del 20 novembre 2012, ha stabilito la competenza del giudice ordinario nella materia risarcimento del danno per il mancato adeguamento delle norme tributarie italiane a quelle europee, anche se l'istanza è collegata alla causa nata sul rifiuto del rimborso Irpef.

Con domanda di risarcimento del danno, precisano le Sezioni Unite, viene  fatto valere un diritto soggettivo, da ricondurre allo schema della responsabilità per inadempimento dell’obbligazione ex lege dello Stato italiano, di natura indennitaria, inquadrabile nell’area della responsabilità contrattuale, materia sulla quale è radicata la competenza del giudice ordinario.

Gli ermellini ricordano, inoltre, l’orientamento della Consulta, secondo cui la giurisdizione tributaria è imprescindibilmente collegata alla natura del rapporto tributario e che l’attribuzione alla giurisdizione tributaria di controversie non aventi natura tributaria comporta la violazione del divieto costituzionale di istituire giudici speciali.

Tale illegittima attribuzione può derivare, direttamente, da una espressa disposizione legislativa che ampli la giurisdizione tributaria a materie non tributarie ovvero, indirettamente, dall’erronea qualificazione di “tributaria” data dal legislatore (o dall’interprete) ad una particolare materia.

 

 

 

5) Niente interessi di mora sulla mancata notifica della cartella esattoriale

Omessa notifica della cartella Equitalia: Non sono dovuti gli interessi di mora al tasso speciale.

Questo secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (decisione n. 20081 del 15 novembre 2012).

Equitalia ha chiesto al Tribunale di Terni di attribuire agli interessi di mora, accessori al credito per IVA, ammesso allo stato passivo del fallimento, il medesimo privilegio generale sui mobili della fallita relativo all’imposta, escluso dal giudice delegato.

Il Tribunale ha respinto l’opposizione ed Equitalia che aveva proposto ricorso per cassazione.

Tra le altre cose, non risultano depositate le notifiche del ricorso eseguite a mezzo del servizio postale.

 

 

6) MEF, delega fiscale: ripristinata delega su tassazione ambientale ridotti da 9 a 7 mesi i termini per l’esercizio

È stata approvata dalla Commissione Finanze del Senato la delega fiscale che andrà ora in aula per poi ritornare in terza lettura alla Camera per l’approvazione definitiva, che avverrà entro la prima metà di Dicembre.
“Rispetto al testo uscito dalla Camera è stata ripristinata la delega sulla tassazione ambientale che era stata soppressa sulla base dell’argomentazione che sarebbero comunque mancati i tempi tecnici per l’attuazione.

L’esercizio della delega è subordinato all’approvazione della direttiva europea sulla tassazione dell’energia, che, come è noto, contempla l’introduzione di una carbon tax, escludendo le imprese soggette ai diritti ETS (EU Emissions Trading System, Sistema per lo Scambio di Quote sulle Emissioni dell’Unione Europea)”.
“Il Senato ha anche ridotto i termini per l’esercizio della delega da nove a sette mesi”.
“Le modifiche non cambiano, comunque, l’impianto della delega fiscale”.
Così il Sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato Stampa n. 164 del 22 novembre 2012)

 

 

7) Camera dei Deputati: approvata la Legge di stabilità 2013

Nella seduta del 22 novembre 2012 la Camera ha approvato il disegno di legge recante (C. 5534-bis-A) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) che è ora passata all’esame del Senato.

Il provvedimento, passato all’aula di Palazzo Madama, blocca l'aumento dell’aliquota Iva al 10% (che sarebbe dovuto salire all’11% da luglio 2013), incrementa le detrazioni per i figli a carico, stanzia fondi per il credito d’imposta a favore delle Pmi e ampliata la platea degli esodati, arrivando a tutelare un totale di oltre 130mila lavoratori, grazie all’eliminazione del taglio dell’Irpef, che determina un risparmio di 16,6 miliardi di euro.

Accantonati anche l’aumento dell’orario di lavoro per gli insegnanti.

Ecco i principali capitoli del disegno di legge, che comunque verrà modificato al Senato, verosimilmente per quanto riguarda la Tobin Tax e il patto di stabilità, dopo che l’Anci ha annunciato che “se la legge di stabilità uscirà così com’é dal Senato i sindaci sono pronti a dare le dimissioni in massa”. Altri nodi da risolvere sono la questione degli incentivi all’editoria, delle pensioni di guerra e dei fondi stanziati a favore dei malati di Sla, ritenuti insufficienti.

Famiglie

Stop al taglio delle aliquote Irpef e all’aumento dell’aliquota al 10% dell’Iva, a salire sarà solo quella del 21%, che dal primo luglio 2013 passerà al 22%.

Il Ddl prevede poi, non solo l’eliminazione della franchigia di 250 euro e del tetto di 3.000 per deduzioni e detrazioni fiscali, ma addirittura l’aumento di queste ultime da 900 a 1.220 euro per i figli a carico sotto i tre anni d’età, e da 800 a 950 per gli altri; qualora il minore presenti disabilità, la detrazione é maggiorata di ulteriori 400 euro. E’ stato poi anticipato al 2013 il fondo taglia tasse: già dal prossimo anno il governo in sede di Def valuterà il gettito della lotta all’evasione del 2012 per finanziare il fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale di famiglie e imprese.

Imprese

Arriva il “Fondo per la concessione di un credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, nonché per la riduzione del cuneo fiscale”: Un fondo per la concessione dei crediti d’imposta, in particolare per le Pmi, e per la riduzione del cuneo fiscale, che dovrà partire dal prossimo anno e che sarà istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’ stato poi stanziato un fondo di 540 milioni di euro, per il biennio 2014-2015, che permetterà l’esenzione dall’Irap per i piccoli imprenditori senza dipendenti, e incrementa gli sconti per le assunzioni (passa da 4.600 a 7.500 euro l’importo delle deduzioni forfettarie per le assunzioni a tempo indeterminato e aumentano da 10.600 a 13.500 euro le deduzioni per le assunzioni dei giovani under 35).

Esodati

Ai allarga a 130.130 la platea dei salvaguardati, con l’aggiunta dei 10.130 lavoratori per i quali sono stati stanziati 554 milioni di euro per il periodo 2013-2020, reperiti con il blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici superiori a sei volte il trattamento minimo, ovvero dai circa 3.000 euro in su e delle rivalutazioni dei vitalizi dei politici regionali e nazionali. Arrivano poi 250 milioni di euro per le Regioni e i comuni colpiti dalle recenti alluvioni, con risorse reperite dal fondo per la defiscalizzazione della produttività.

 

 

8) Antiriciclaggio: esonero dagli adempimenti a carico dei professionisti

In materia di antiriciclaggio, i professionisti sono tenuti a verificare, registrare e segnalare le operazioni sospette di riciclaggio di denaro sporco.

Tuttavia, ai sensi dell’art. 12, comma 3, del D.Lgs. n. 231/2007, vige l’esonero dalla verifica e registrazione delle operazioni per gli adempimenti in materia di amministrazione del personale.

Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), con nota prot. 65633 del 12 giugno, in risposta ai quesiti inviati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha precisato che l’art. 12, comma 3 del D.Lgs. n. 231/2007 esonera dagli obblighi di adeguata verifica della clientela e dagli obblighi di registrazione lo svolgimento della “mera attività di redazione e/o di trasmissione della dichiarazione dei redditi”.

Tale esenzione vale per tutte le dichiarazioni fiscali, quindi non solo per quelle di tipo reddituale (es. denuncie di successione, dichiarazione Iva separata, dichiarazione ICI, ecc.).

In particolare, il MEF ha affermato in relazione “all’esonero dagli obblighi di adeguata verifica della clientela e dagli obblighi di registrazione per il compimento di talune attività previsto dal successivo comma 3, il riferimento alla “mera attività di redazione e/o di trasmissione della dichiarazione dei redditi” va inteso estensivamente, ricomprendendo anche le altre dichiarazioni fiscali, in linea con quanto previsto dalla normativa previgente. Al fine di superare eventuali dubbi interpretativi, nell’emanando Testo Unico si è fatto espressamente riferimento alle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali”.

Inoltre, sempre secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, parimenti “va interpretata estensivamente anche l’esenzione relativa agli adempimenti  in materia di amministrazione del personale di cui all’articolo 2, primo comma, della legge 11 gennaio 1979, n. 12, in modo tale da ricomprendere, oltre ai consulenti del lavoro, anche gli altri soggetti svolgenti le medesime attività”.

I verificatori addetti ai controlli (GdF, ecc.) devono, quindi, tenere conto di ciò, indipendentemente di quanto loro impartito da direttive interne (vedi, circolare della Guardia di finanza n. 83607 del 19 marzo 2012).

Non deve essere, quindi, consentito procedere all’eventuale emissione di verbali sanzionatori a carico di professionisti che hanno correttamente applicato le leggi vigenti, sulla base di esoneri espressamente previsti dalla norma e chiariti dalla prassi del MEF e del CNDCEC.

 

 

Vincenzo D’Andò