Novità fiscali del 16 novembre 2012: la giusta pubblicità per lo studio professionale

Pubblicato il 16 novembre 2012



contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali iscritti in corso d’anno: terza emissione 2012; nella pubblicità dello studio professionale non é tollerato un prezzo basso; gratuito patrocinio: ai fini della concessione del beneficio rileva anche il reddito del convivente; registro dei revisori legali e del registro dei tirocinanti al MEF: l’AIDC rassicura i giovani; in arrivo il “Redditest” (nuovo strumento di autovalutazione fiscale)?; revisori, consegnato al MEF il registro; imprese: antitrust approva rating legalità, operativo entro fine anno; legge di stabilità 2013: eliminati limiti alle detrazioni fiscali

 

 

Indice:

1) Contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali iscritti in corso d’anno: terza emissione 2012

2) Nella pubblicità dello studio professionale non é tollerato un prezzo basso

3) Gratuito patrocinio: ai fini della concessione del beneficio rileva anche il reddito del convivente

4) Registro dei revisori legali e del registro dei tirocinanti al MEF: l’AIDC rassicura i giovani

5) In arrivo il “Redditest” (nuovo strumento di autovalutazione fiscale)?

6) Revisori, consegnato al MEF il registro

7) Imprese: antitrust approva rating legalità, operativo entro fine anno

8) Legge di stabilità 2013: eliminati limiti alle detrazioni fiscali

 

 

1) Contributi dovuti dagli artigiani e commercianti iscritti in corso d’anno: scade oggi la terza emissione 2012

Scade oggi (16 novembre 2012) il termine per il versamento da parte degli iscritti alla gestione Inps (artigiani e commercianti) della terza rata dei contributi relativo al minimale, inoltre il 30 novembre 2012 scadrà anche il termine per il versamento del secondo acconto 2012 sulla quota del reddito eccedente.

L’Inps, con il messaggio n. 18678 del 15 novembre 2012, ha, infatti, comunicato che è stata ultimata la spedizione relativa alla terza emissione 2012 dei contributi dovuti nel corrente esercizio dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali iscritti in corso d’anno.

L’Istituto previdenziale ha inviato ai soggetti interessati un prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali per il versamento dei contributi previdenziali relativi all’anno 2012, nonché una lettera esplicativa delle modalità di determinazione degli importi dovuti dagli artigiani e commercianti.

Viene poi ricordato che a decorrere dal 2 aprile (messaggio Inps n. 5769 del 02 aprile 2012), è stato messa in linea il “Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti”, accedendo al quale è possibile, tra l’altro, calcolare i contributi dovuti, visualizzare, nella sezione F24 in scadenza, tutti gli elementi per effettuare il versamento della contribuzione, nonché stampare direttamente il modello F24 per il pagamento dei contributi.

Pertanto, l’Inps a decorrere dal corrente esercizio non invia più i modelli F24 ma la sola lettera informativa corredata delle avvertenze.

Nel richiamare le precisazioni fornite con circolare n. 14 del 3 febbraio 2012 in ordine alla misura e alle modalità di pagamento dei contributi previdenziali dovuti nel corrente anno dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali, l’Istituto previdenziale ha precisato che, ai sensi del D.L. 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi.

Ne consegue che alla scadenza del 16 novembre 2012 dovranno essere versati i contributi relativi:

- Al terzo trimestre 2012, determinati sul minimale di reddito;

- alla prima rata dei contributi relativi al minimale di reddito per periodi pregressi.

Alla scadenza del 30 novembre 2012 dovranno essere versati i contributi relativi:

- al saldo 2011 e anni precedenti ed all’acconto 2012, in riferimento alla quota di reddito eccedente il minimale.

Entro il 16 febbraio 2013 dovranno essere versati i contributi relativi:

- Al quarto trimestre 2012, in riferimento al minimale di reddito;

- alla seconda rata dei contributi relativi al minimale di reddito per periodi pregressi.

La terza e la quarta rata dei contributi eventualmente dovuti per periodi pregressi dovranno essere versati alle scadenze rispettivamente del 16 maggio e 16 agosto 2013.

 

2) Nella pubblicità dello studio professionale non é tollerato un prezzo basso

E’ illegittima la pubblicità di uno studio legale che evidenzia il prezzo troppo basso.

La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 19705 del 13 novembre 2012, ha, quindi, confermato la sanzione disciplinare irrogata dal Consiglio dell’Ordine nei confronti di alcuni avvocati, rei di aver diffuso col mezzo della stampa una pubblicità suggestiva in violazione delle norme di settore.

Nel merito il CNF riteneva che sussistesse l’illecito disciplinare, poiché il messaggio pubblicitario inserito in un box su un quotidiano era connotato da slogan sull’attività svolta dal ricorrente, con grafica tale da porre enfasi sul dato economico e contenente dati equivoci, suggestivi ed eccedenti il carattere informativo, per cui il messaggio integrava modalità attrattiva della clientela con mezzi suggestivi ed incompatibili con la dignità ed il decoro professionale, per la marcata natura commerciale dell’informativa sui costi molto bassi.

Gli avvocati sono stati ritenuti responsabili dell’illecito disciplinare di cui al R.D.L. n. 1578 del 1933, che all’art. 38 pone il divieto di commettere fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale.

Perciò era stato promosso il ricorso, che le Sezioni Unite hanno respinto per ciò che atteneva alla parte dell’illecito disciplinare, individuando alcuni punti fondamentali della vicenda.

Dunque, la pubblicità informativa della propria attività professionale deve rispettare la dignità ed il decoro della professione e non deve assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa, comparativa.

Inoltre, il codice deontologico della professione forense stabilisce le modalità specifiche dell’informazione e fa divieto di acquisizione della clientela con modi non conformi alla correttezza ed al decoro.

Ne consegue che la sanzione irrogata dal CNF è lecita, visto che l’organo professionale procedente ben può individuare una forma di illecito disciplinare nelle modalità e nel contenuto della pubblicità stessa, in quanto lesivi del decoro e della dignità della professione, e non nell’attività di acquisizione di clientela in sé, ma negli strumenti usati, allorchè essi siano non conformi alla correttezza ed al decoro professionale.

 

3) Gratuito patrocinio: ai fini della concessione del beneficio rileva anche il reddito del convivente

Gratuito patrocinio: Per la concessione del beneficio va preso in considerazione anche il reddito del convivente non consanguineo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44121 del 13 novembre 2012, ha, infatti, stabilito che, nell’ambito della determinazione del reddito complessivo richiesto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, il termine “familiare” é riferibile non solo a coloro che sono legati all’istante da vincoli di consanguineità o, comunque, giuridici, ma anche a coloro che convivono con lui, contribuendo all’unione familiare.

Sul contenuto dell’art. 76 del D.P.R. n. 115/2002 (che indica esplicitamente il coniuge e i familiari ai fini della determinazione del reddito complessivo dell’istante per la verifica della ricorrenza o meno del presupposto che legittima l’accesso al beneficio del gratuito patrocinio) si imponeva l’interpretazione sistematica ed evolutiva del dato normativo, che puntualmente è avvenuta.

Infatti, secondo i giudici di legittimità detta prospettiva, il legislatore non ha inteso fare riferimento ai soli familiari, componenti del nucleo familiare, uniti all’istante da vincoli di parentela o affinità, ma anche a quei componenti che, convivendo e contribuendo ognuno di essi, sia dal punto di vista economico sia collaborativo, alla vita in comune, i quali costituiscono pure loro il nucleo familiare.

 

4) Registro dei revisori legali e del registro dei tirocinanti al MEF: l’AIDC rassicura i giovani

Come rassicurare i giovani che si avvicinano alla professione in questo periodo di incertezza normativa che riguarda in particolare lo svolgimento del tirocinio?

Come possiamo sperare di dare risposte certe quando chi ha emanato interventi normativi procrastina la promulgazione delle interpretazioni corrette, soprattutto con riferimento ai periodi transitori ed al coordinamento tra norme?

In concomitanza con il passaggio ufficiale del Registro dei revisori legali e del Registro dei tirocinanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, il pensiero dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (comunicato stampa del 15 ottobre 2012) si concentra in particolare sul mancato coordinamento tra il periodo di tirocinio per gli aspiranti revisori legali, rimasto a 36 mesi, e quello per i dottori commercialisti ed esperti contabili portato a 18 mesi dalla “riforma delle professioni”.

Mancato coordinamento che sta suscitando non pochi dubbi a chi si trova a dover sostenere le prove per l’accesso alla professione.

Dalla nascita dell’Albo unico la normativa relativa al tirocinio professionale è stata in balia di interpretazioni ministeriali contraddittorie tra loro.

Tra le tante, in questi ultimi mesi, abbiamo assistito ad un imbarazzante “botta e risposta” tra pareri dei diversi ministeri competenti in merito all’applicazione retroattiva del periodo di tirocinio ridotto ai 18 mesi.

Quanto ancora dovremo attendere i chiarimenti relativi al coordinamento con lo svolgimento del tirocinio revisori legali e, ancor di più, quelli relativi all’esame di stato e di abilitazione all’esercizio della revisione legale?

Mesi o anni?

L’AIDC chiede fermamente di ricevere in tempi brevissimi risposte chiare e conformi a quanto espresso dal Consiglio Universitario Nazionale (MIUR) con parere del 3 aprile 2012 con il quale dichiara “l’equipollenza delle materie oggetto delle prove di esame per l’accesso alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile e di quelle oggetto dell’esame di revisore legale”.

Infine, esprime l’auspicio che la tanto ostentata volontà di agevolare l’accesso ai giovani alle libere professioni non si trasformi in questo caso in una inutile duplicazione di percorsi formativi e di prove di accesso.

 

5) In arrivo il “Redditest” (nuovo strumento di autovalutazione fiscale)?

L’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro - A.N.C.L. (nota del 15 novembre 2012) afferma che il nuovo sistema dell’Agenzia delle Entrate sarà presentato il 20 novembre 2012. Sembrerebbe, quindi, che lo “strumento” sarà finalmente disponibile.

Il “Redditest”, la novità maggiormente significativa del nuovo Redditometro, sarebbe ormai sulla rampa di lancio.

Il nuovo sistema dell’Agenzia delle Entrate dovrebbe essere presentato il prossimo 20 novembre e supporterà i contribuenti nell’autovalutazione della propria posizione fiscale.

Questo nuovo strumento informatico permetterà ai contribuenti di verificare, direttamente dal proprio computer, la congruità e la coerenza del reddito dichiarato in sede di dichiarazione dei redditi con il tenore di vita presunto dal Fisco sulla base dell’analisi di 100 voci di spesa estrapolate dal paniere Istat, ognuna con un proprio coefficiente, raggruppate in 7 categorie:

Abitazione, investimenti immobiliari e mobiliari netti, mezzi di trasporto, istruzione, tempo libero e cura della persona, assicurazioni e contributi, altre spese significative.

A tali spese si aggiungerà la valutazione di uscite calcolate a forfait sulla base delle statistiche nazionali, tra le quali le spese necessarie per alimenti, vestiti e scarpe.

In caso di scostamento superiore al 20% tra reddito dichiarato e tenore di vita presunto, calcolato attraverso l’analisi delle spese sostenute durante l’anno di riferimento, scatteranno i controlli automatici.

Al contribuente verrebbe data la possibilità di potere rimediare correggendo la dichiarazione dei redditi, al fine di evitare il successivo accertamento sintetico fiscale.

 

6) Revisori, consegnato al MEF il registro

Si è svolta il 14 novembre a Roma, alla presenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli e del Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, la cerimonia di consegna del Registro dei revisori legali e del registro del tirocinio, nonché degli archivi ad essi pertinenti, necessari all’avvio della gestione dei medesimi Registri da parte del MEF. All’incontro erano presenti anche Mario Canzio, Ragioniere Generale dello Stato, Giuseppina Baffi, Capo dipartimento dell’Amministrazione generale, del personale e dei servizi, Vincenzo Fortunato, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Filippo Grisolia, Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Eugenio Selvaggi, capo Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia, Giuseppe Chinè, Capo ufficio legislativo economia del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Italo Volpe, Capo ufficio legislativo finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze e Domenico Casalino, Amministratore delegato Consip S.p.A..

Nel corso della cerimonia, il ministro Grilli ha affermato che, oggi, la consegna del Registro dei revisori legali, assume un significato importante che è quello di un grande passo avanti.

Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Siciliotti, ha ringraziato il Ministro per il riconoscimento del buon lavoro svolto da parte del Consiglio nazionale nella gestione del registro ed ha espresso apprezzamento per gli impegni assunti dal Ministero per la risoluzione delle altre questioni ancora aperte in materia di revisione: l’effettiva equipollenza dei percorsi formativi tra commercialisti e revisori legali e il tema del coordinamento tra il tirocinio professionale, della durata di 18 mesi, e quello per i Revisori, di 36 mesi. Temi ai quali si aggiunge, ha ricordato Siciliotti, quello della salvaguardia del personale del Registro dei Revisori legali.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 14 novembre 2012)

 

7) Imprese: antitrust approva rating legalità, operativo entro fine anno

Sarà operativo entro fine anno il rating di legalità delle imprese. L’Antitrust, nella riunione del 14 novembre 2012, ha infatti varato il regolamento che stabilisce criteri e modalità di attribuzione dei punteggi.

Il regolamento, che ha ricevuto il parere favorevole dei ministeri dell’Interno e della Giustizia, dovrà essere ora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione.

In particolare, il rating avrà un range tra un minimo di una “stelletta” a un massimo di tre “stellette”, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

Il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed é rinnovabile su richiesta.

In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una “stelletta”, l'Autorità dispone la revoca del rating.

Se vengono meno i requisiti grazie ai quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto l’Antitrust riduce il numero di stellette.

 

8) Legge di stabilità 2013: Eliminati limiti alle detrazioni fiscali

Come riferisce il dossier del 15 novembre 2012, redatto dal servizio studi della Camera dei Deputati, in base agli emendamenti parlamentari approvati, si è intervenuto eliminando le limitazioni poste dal testo originario del DDL alla deducibilità e alla detraibilità a fini IRPEF di taluni oneri, rispettivamente indicati negli articoli 10 e 15 del TUIR nonché di quelli “riconducibili” a tali disposizioni.

Viene quindi soppressa la franchigia di 250 euro ivi disposta.

Inoltre:

- si eleva da 800 a 950 euro la detrazione IRPEF per figli a carico di età pari o superiore a tre anni, nonché da 900 a 1.220 euro quella prevista per ciascun figlio di età inferiore a tre anni (modificando l’articolo 12, comma 1, lettera c) del TUIR) nonché dal 220 a 400 quella per ciascun figlio portatore di handica;

- si interviene sul cd. “cuneo fiscale”, elevando da 4.600 a 7.500 euro l’importo deducibile dall’IRAP per ciascun lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di imposta, e da 10.600 a 13.500 euro quello relativo ai lavoratori di sesso femminile e a quelli di età inferiore ai 35 anni (modificando l’articolo 11 del D.Lgs. 446/1997). Tali disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013;

- si eleva da 9.200 a 15.000 euro l’importo massimo deducibile dall’IRAP per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, innalzando altresì da 15.200 a 21.000 euro l’importo massimo deducibile se tali lavoratori sono di sesso femminile e per quelli di età inferiore ai 35 anni; tali disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013;

- si elevano gli importi delle deduzioni IRAP in favore dei soggetti passivi d’imposta (tranne le Amministrazioni pubbliche) di minori dimensioni (a tal fine modificando gli importi di cui all’articolo 11, comma 4-bis del richiamato D.Lgs. 446/1997). Anche tali disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013.

In materia di aumento dell’Iva, sostituendo il comma 1-ter dell’articolo 40 del D.L. 98 del 2011 si prevede, a decorrere dal 1° luglio 2013, l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 21% al 22%. Non si dà più luogo, pertanto, all’aumento dell’aliquota ridotta dal 10% all’11%.

Le aliquote IRPEF applicabili ai primi due “scaglioni” di reddito (del 23% e del 27%) restano immutate.

Avviene la proroga al 2014 delle misure di detassazione dei contratti di produttività nel limite massimo di spesa di 800 milioni di euro (con onere massimo di 600 milioni di euro per il 2014 e di 200 milioni per il 2015) e si fissa al 15 gennaio 2014 il termine per emanare tempestivamente la relativa disciplina attuativa.

E’ stata eliminata la disposizione che precisava l’applicazione delle “franchigie” alle deduzioni e detrazioni ai contribuenti con reddito superiore a euro 15.000, con decorrenza dal 2012.

E’ stato poi eliminato il limite annuale di 3.000 euro posto, a partire dal 2012, all’ammontare di talune spese e oneri detraibili a fini IRPEF (con alcune specifiche esclusioni) indicati all’articolo 15 del TUIR. Tale limite sarebbe stato computato tenendo conto anche di oneri non espressamente indicati nella richiamata norma, ma ad essa “riconducibili”;

Viene poi ripristinata la cd. “clausola di salvaguardia” relativa alla tassazione delle indennità di fine rapporto, alle quali verrà dunque applicata la curva delle aliquote vigenti al 31 dicembre 2006, se più favorevoli, in luogo di quelle vigenti nell'anno di insorgenza del diritto a percepire le indennità medesime.

In tema di variazione del regime Iva agevolato per le cooperative sociali, si dispone la proroga del nuovo regime Iva, prevedendo che la nuova aliquota si applica alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013.

Si reintroduce l’esenzione IRPEF per le somme erogate a titolo di pensioni di guerra e assimilate, purché diverse da quelle percepite a titolo di reversibilità da soggetti con reddito complessivo superiore a 15.000 euro (queste ultime sono dunque assoggettate a imposta).

In materia di rivalutazione del reddito dominicale e agrario, si posticipano di un anno (2013, 2014 e 2015) i periodi d’imposta per i quali è disposta la rivalutazione del 15% del reddito dominicale e agrario ai fini della determinazione delle imposte sui redditi. Ai fini dell’acconto per il 2013, si tiene conto della rivalutazione.

In materia di determinazione del reddito delle società agricole e degli imprenditori agricoli, si posticipa di un anno l’abrogazione delle disposizioni che consentono alle società agricole di optare per un regime fiscale più favorevole. Si prevede inoltre che, ai fini dell’acconto per il 2013, si deve tener conto della citata abrogazione.

Si istituisce nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo con dotazione di 248 milioni di euro nel 2014 e di 292 milioni di euro a decorrere dal 2015, per esentare dall’IRAP, a decorrere dal 2014, le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegano anche in locazione beni strumentali di ammontare massimo determinato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario.

Occorre il previo parere conforme delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario per l’adozione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze che definisce l’ammontare massimo dei beni strumentali impiegati da persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni ai fini dell’esenzione dall’IRAP.

Ed ancora, <<Si introduce una serie di modifiche all’articolo 19 del D.L. 201/2011, in materia di impostasul valore degliimmobili situati all’estero (IVIE) e di impostasulleattività finanziarie detenute all’estero.

Per entrambe le imposte:

-si prevede il posticipo della loro istituzione dal 2011 al 2012;

-si rimanda alla normativa in materia di IRPEF, oltre che per quanto concerne i versamenti, la liquidazione, l’accertamento e la riscossione, le sanzioni, i rimborsi e il contenzioso, anche per le modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo;

-si abroga la norma che dispone un unico versamento delle imposte, entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi relative all’anno di riferimento.

In particolare, con riferimento all’IVIE, con le modifiche apportate al comma 15-bis dell’articolo 19, si prevede che la misura ridotta dello 0,4 per centoper l'immobile adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze non sia limitata ad alcune categorie di soggetti (i soggetti che prestano lavoro all'estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all'estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l'Italia, per ilperiodo di tempo in cui l'attività lavorativa è svolta all'estero).

Si prevede, inoltre che, oltre agli immobili adibiti ad abitazione principale all’estero e alle relative pertinenze, anchegli immobili situati all’esteronon locati a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, in deroga all’articolo 70, comma 2, del TUIR, non concorrono alla formazione del reddito complessivo.

Con riferimento all’impostasulleattività finanziarie detenute all’estero si prevede che l’imposizione in misura fissa per i conti correnti e i libretti di risparmio non sia limitata a quelli detenuti in Paesi dell'Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (comma 20).

Il comma 33-ter(art. 3, comma 32, del Testo A)dispone che i versamenti relativi all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero e all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero già effettuati per l’anno 2011si considerano eseguiti in acconto per l’anno 2012.

Il comma 33-quater(art. 3, comma 33, del Testo A),letteraa), assoggetta ad IVA il servizio di gestione individuale di portafogli relativo ad azioni, obbligazioni o altri titoli non rappresentativi di merci e a quote sociali, a valori mobiliari e a strumenti finanziari diversi dai titoli; elimina la norma che considerava operazioni esenti alcuni contratti derivati relativi avalori mobiliari e strumenti finanziari, i quali saranno dunque assoggettati a imposta. Inoltre, ai soggetti che svolgono sia il servizio di gestione individuale dei portafogli che attività considerate ex lege esenti da imposta viene data la facoltà di optare per l’applicazione separata dell’IVA (lettera b) del comma 33-quater).

Il comma 33-quinquies(art. 3, comma 34, del Testo A)dispone l’applicazione delle predette norme dal 1° gennaio 2013.>>.

Vengano elevate le detrazioni IRPEF per figli a carico.

Si modifica l’emendamento in tema di variazione del regime Iva agevolato per le cooperative sociali, eliminando la previsione secondo la quale le disposizioni che assoggettano all’aliquota del 10% le prestazioni di assistenza e sicurezza sociale rese dalle cooperative sociali sono finalizzate ad assicurare la conformità dell’ordinamento italiano a quello comunitario.

Si prorogano le detrazioni per carichi di famiglia di soggetti non residenti per l’anno 2013, prevedendo altresì che la detrazione relativa all’anno 2013 non rilevi ai fini della determinazione dell’acconto Irpef per l’anno 2014.

Si viene ad ampliare la platea dei soggetti salvaguardati dall’applicazione della nuova normativa in materia di requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici (D.L. n. 201/2011 – c.d. riforma Fornero).

A tal fine si prevede che le disposizioni previgenti alla legge di riforma continuino a trovare applicazione (oltre che nei confronti dei soggetti già salvaguardati da precedenti interventi normativi: art. 24 del D.L. n. 201/2011; art. 6, comma 2-ter, del D.L. n. 216/2011; art. 22 del D.L. n. 95/2012), anche nei confronti dei seguenti soggetti:

-lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità (ordinaria o in deroga) a seguito di accordi (governativi o non governativi) stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità o durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga, e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014;

- lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 36° mese dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011:

-con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, ancorché abbiano svolto (successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, come precisato dal subem. 0.8.500/44 Lenzi) attività lavorativa retribuita (comunque non riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) entro il limite di 7.500 euro annui;

-collocati in mobilità ordinaria alla data del 4 dicembre 2011, i quali avvieranno la contribuzione volontaria al termine della fruizione della mobilità ordinaria;

- lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012 sulla base di accordi individuali o di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto attività lavorativa retribuita (comunque non riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato) entro il limite di 7.500 euro annui.

Le modalità di attuazione degli interventi sono definite con DPCM da adottare, previo parere parlamentare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (come previsto dal subem. 0.8.500/22 Fedriga).

Per il finanziamento degli interventi in favore delle nuove categorie di salvaguardati individuate dalla disposizione in esame (interventi da attuare anche attraverso strumenti di politiche attive del lavoro) si prevedono risorse per un totale di 554 milioni nel periodo 2013-2020, da reperire attraverso le (eventuali) economie a carattere pluriennale accertate, a consuntivo, rispetto agli oneriprogrammati a legislazione vigente (pari a 9,22 miliardi per il periodo 2013-2020) per la tutela dei salvaguardati da precedenti interventi normativi (art. 24 del D.L. n. 201/2011; art. 6, co. 2-ter, del D.L. n. 216/2011; art. 22 del D.L. n. 95/2012, e relativi DM di attuazione).

Nel caso in cui tali economie non siano sufficienti a coprire gli oneri programmati, si provvede attraverso il blocco nel 2014 della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici (inclusi i vitalizi percepiti da coloro che hanno ricoperto o ricoprono cariche elettive nazionali e regionali) superiori a sei volte il minimoInps (più precisamente si prevede che nel caso in cui, all’esito di un monitoraggio effettuato dal Governo entro il 30 settembre 2013 sulla base dei dati forniti dall’INPS, risulti la disponibilità di risorse continuative a decorrere dal 2014, il blocco della rivalutazione automatica può essere revocato o applicato in misura ridotta). Con il subem 0.8.500/33 Occhiuto è altresì previsto il blocco della rivalutazione automatica dei vitalizi percepiti dai soggetti che ricoprono o abbiano ricoperto cariche elettive regionali e nazionali.

Nell’ambito della spesa di 110 milioni di euro per l’anno 2013 autorizzata in favore del comune e della provincia di Napoli e del comune di Palermo per la prosecuzione degli interventi statali in materia di lavori socialmente utili è disposta una riserva, nel limite di 1 milione di euro, finalizzata alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili nei comuni con meno di 50.000 abitanti.

Una quota parte (500 mila euro) dell’autorizzazione di spesa (110 milioni di euro per il 2013) stanziata per la prosecuzione degli interventi statali in favore dei lavoratori socialmente utili (LSU) venga destinataall’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili, disoccupati e inoccupati che, a partire dal 2010, hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari per lo smaltimento degli arretrati.

SI introduce l’articolo 8-bis recante norme in materia di “Apparecchi da divertimento ed intrattenimento senza vincita in denaro”.

In particolare, l’articolo reca alcune novelle all’articolo 110, comma 7, del TULPS (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773/1931) - cui introduce le nuove lettere c-bis e c-ter) - volte a includere tra gli apparecchi per il gioco lecito senza vincita in denaro:

- gli apparecchi meccanici ed elettromeccanici attivabili con moneta, gettone ovvero con altri strumenti elettronici di pagamento e che possono distribuire tagliandi direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita (lettera c-bis),

gli apparecchi, meccanici ed elettromeccanici, per i quali l'accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo (lettera c-ter).

Sono inoltre introdotti i commi da 7-ter a7-quinquies che demandano ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, la definizione delle regole tecniche per la produzione degli apparecchi e la regolamentazione amministrativa degli apparecchi del gioco lecito senza vincita in denaro, e la determinazione della base imponibile forfettaria dell'imposta sugli intrattenimenti (comma 7-ter).

Il suddetto decreto determinerà anche le tipologie dei premi ammissibili ed il loro valore (comma 7-quater), nonché le modalità di regolarizzazione per gli apparecchi eventualmente utilizzati nel corso dell'anno 2012 come veicoli di manifestazioni a premio (comma 7-quinquies).

Infine, viene novellato il comma 9 dell’articolo 110 in tema di sanzioni per violazioni sulla distribuzione, installazione o utilizzo di tutte le tipologie di apparecchi da gioco e in particolare delle video-lottery.

 

Vincenzo D’Andò