Novità fiscali del 15 novembre 2012: il consiglio di Stato e l’IMU sui beni ecclesiastici

Pubblicato il 15 novembre 2012

ok del Consiglio di Stato sul regolamento per l’IMU sulla Chiesa, ma con osservazioni; indice TFR del mese di ottobre 2012; autotutela non legata all’assoluzione del contribuente; redditi diversi: sul Fisco incombe l’onere della prova; gestione deleghe servizi web per artigiani e commercianti; raccomandata: non fa fede la ricevuta on line delle Poste; pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge anticorruzione: riguarda anche l’illecito delle figure apicali della società (amministratori, sindaci, liquidatori, direttori generali...); estensione della responsabilità amministrativa degli enti ai reati introdotti dalla legge anticorruzione; extraue: entro il 16 novembre il pagamento del pregresso; requisiti e ruolo del mediatore: le riflessioni del CNDCEC; dal CNDCEC inoltre documenti a raffica: territorialità servizi Iva, tares, bilanci 2011 ed Irap, ed altro ancora; rapporto “doing business subnational in italy 2013”: i risultati premiano l’italia e le innovazioni dell’Agenzia del territorio

 

Indice:

1) Ok del Consiglio di Stato sul regolamento per l’IMU sulla Chiesa, ma con osservazioni

2) Indice TFR del mese di ottobre 2012

3) Autotutela non legata all’assoluzione del contribuente

4) Redditi diversi: sul Fisco incombe l’onere della prova

5) Gestione deleghe servizi web per artigiani e commercianti

6) Raccomandata: non fa fede la ricevuta on line delle Poste

7) Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge anticorruzione: riguarda anche l’illecito delle figure apicali della società (amministratori, sindaci, liquidatori, direttori generali...)

8) Estensione della responsabilità amministrativa degli enti ai reati introdotti dalla legge anticorruzione

9) Extraue: entro il 16 novembre il pagamento del pregresso

10) Requisiti e ruolo del mediatore: le riflessioni del CNDCEC

11) Dal CNDCEC documenti a raffica: territorialità servizi Iva, tares, bilanci 2011 ed Irap, ed altro ancora

12) Rapporto “doing business subnational in italy 2013”: i risultati premiano l’italia e le innovazioni dell’Agenzia del territorio

 

 

1) Ok del Consiglio di Stato sul regolamento per l’IMU sulla Chiesa, ma con osservazioni

Una sezione del Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole, ma con osservazioni, al regolamento del Governo messo a punto per l’applicazione dell’IMU sugli immobili delle organizzazioni non lucrative, compresa la Chiesa, destinati però ad usi commerciali. L’IMU su questi beni scatta dal gennaio 2013.

E’, dunque, arrivato il primo parere positivo da parte del Consiglio di Stato, il n. 4802, che ha dato un ok, sia pure non complessivo, al regolamento proposto dal governo.

Il pronunciamento di Palazzo Spada è arrivato a circa un mese dal precedente, che aveva, invece, bocciato su tutta la linea le istruzioni diramate dal Ministero dello sviluppo economico.

Questa volta, invece, il regolamento ha incontrato un giudizio favorevole, in special modo per la parte in cui si specificano le modalità per la Chiesa e gli enti no profit di pagamento dell’Imu a partire da gennaio 2013.

Le perplessità emerse in sede di analisi del documento, il Consiglio di Stato le ha espresse, particolarmente, su quegli edifici che andranno classificati come “attività mista”.

Si tratta, in primo luogo di strutture educative o ricettive, come alberghi e pensionati, ma, in misura del tutto significativa, anche di cliniche, ambulatori e ospedali.

 

2) Indice TFR del mese di ottobre 2012

L’indice TFR del mese di ottobre 2012 è 2,980769.

Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, si utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi.

 

Indice generale

106,4

Variazione percentuale rispetto al mese precedente

0,0

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+2,7

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+6,0

 

3) Autotutela non legata all’assoluzione del contribuente

Sul rifiuto di annullamento in autotutela dell’accertamento IVA, da parte del fisco, contro un contribuente assolto dall’accusa di fatture false, si è pronunciata la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19740 del 13 novembre 2012, stabilendo che non può essere impugnato.

Nel determinare i corretti limiti del sindacato giurisdizionale in ordine ai provvedimenti di diniego di autotutela, la Corte di legittimità ha già avuto occasione di precisare che:

Il contribuente che richiede all’Amministrazione finanziaria di ritirare, in via di autotutela, un avviso di accertamento divenuto definitivo, non può limitarsi a dedurre eventuali vizi dell’atto medesimo, la cui deduzione deve ritenersi definitivamente preclusa, ma deve prospettare l’esistenza di un interesse di rilevanza generale dell’Amministrazione alla rimozione dell’atto. Ne consegue che contro il diniego dell’Amministrazione di procedere all’esercizio del potere di autotutela può essere proposta impugnazione soltanto per dedurre eventuali profili di illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria” (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 1 1457 del 12/05/2010).

In particolare, il giudice del merito non ha fatto applicazione di tale principio, limitandosi a prospettare in via generale quali sono le ragioni a fondamento dell’istituto dell’autotutela, ma omettendo di evidenziare quali fossero nella concreta specie di causa le ragioni utili a connotare di illegittimità il rifiuto di autotutela, salvo analizzare poi nel merito la fondatezza dell’esercizio del potere impositivo, alla luce delle risultanze dell’istruttoria espletata nel processo penale parallelo a quello tributario.

Anche il caso esaminato dalla Corte Suprema é omologo a quello oggetto della pronuncia, poiché dalla sentenza impugnata è risultato che l’istanza di autotutela era retta dalla sola constatazione dell’avvenuta assoluzione nel processo penale dal reato di emissione di fatture fittizie, senza che sia stato addotto alcun (ulteriore e diverso) interesse pubblico all’annullamento, il quale non può farsi consistere (come assume il contribuente) nel dovere dell’Ufficio di esaminare i fatti emersi in sede penale, appunto perché ciò attiene manifestamente alla questione della fondatezza del potere impositivo e non alla questione della illegittimità del rifiuto di autotutela.

 

4) Redditi diversi: sul Fisco incombe l’onere della prova

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19802 del 13 novembre 2012, ha stabilito che l’onere della prova riguardo la sussistenza delle circostanze che giustificano l’avviso di accertamento grava sull’Agenzia delle Entrate.

Nel caso di specie, il contribuente avendo dichiarato redditi per importi di incentivo all’esodo, ha ricevuto la contestazione dell’Agenzia delle Entrate che li aveva, invece, classificati diversamente, in particolare come trattamento di fine rapporto, procedendo, quindi, ad una nuova liquidazione.

Tuttavia, secondo la Corte Suprema, non spetta al contribuente fornire la documentazione necessaria a provare la natura e l’entità del proprio reddito dichiarato.

Deve essere, dunque, l’Amministrazione finanziaria a dimostrare che le somme percepite dal