Novità fiscali del 13 novembre 2012: IMU per gli enti non commerciali

Pubblicato il 13 novembre 2012



revisione legale: iscrizione automatica per gli iscritti all’ex registro dei revisori contabili; sisma del mese di maggio 2012: termini per l’effettuazione di versamenti di metà dicembre; agenzia del territorio: UP Novara, lavori in corso al front office catastale; riforma forense, cancellati dall’Albo se l’esercizio della professione non è continuativo; l’esercizio della professione di Avvocato dovrà essere continuativo pena la cancellazione dall’Albo; gli enti non commerciali non pagano l’IMU per l’anno 2012; F24: istituito il codice tributo per il versamento dell’imposta sul valore dei contratti di assicurazione estere; F24 Accise: istituiti dei codici tributo su controllo automatizzato imposta unica e recupero delle spese apparecchi sottoposti a confisca;cartella esattoriale: il ricorso sana il vizio; legge di stabilità: sciolto nodo esodati, trovata la copertura; niente agevolazioni per i lavoratori edili riassunti dalla mobilità

 

Indice:

1) Revisione legale: iscrizione automatica per gli iscritti all’ex registro dei revisori contabili

2) Sisma del mese di maggio 2012: termini per l’effettuazione di versamenti di metà dicembre

3) Agenzia del territorio: UP Novara, lavori in corso al front office catastale

4) Riforma forense, cancellati dall’Albo se l’esercizio della professione non è continuativo

4) L’esercizio della professione di Avvocato dovrà essere continuativo pena la cancellazione dall’Albo

5) Gli enti non commerciali non pagano l’IMU per l’anno 2012

6) F24: istituito il codice tributo per il versamento dell’imposta sul valore dei contratti di assicurazione estere

7) F24 accise: istituiti dei codici tributo su controllo automatizzato imposta unica e recupero delle spese apparecchi sottoposti a confisca

8) Cartella esattoriale: il ricorso sana il vizio

9) Legge di stabilità: sciolto nodo esodati, trovata la copertura

10) Niente agevolazioni per i lavoratori edili riassunti dalla mobilità

 

 

1) Revisione legale: iscrizione automatica per gli iscritti all’ex registro dei revisori contabili

Avviso agli iscritti nell’ex registro dei revisori contabili, prima tenuto dal CNDCEC: A rettifica di quanto erroneamente riportato da alcuni organi di stampa, il MEF ha ribadito che i revisori legali ed i tirocinanti già iscritti, rispettivamente, nel Registro dei revisori contabili e nel registro del tirocinio transitano automaticamente nei nuovi registri e nessun contributo di iscrizione è richiesto a loro carico.

Viene, pertanto, fatto invito, per qualsiasi adempimento, a far riferimento esclusivamente alle informazioni ufficiali fornite su questo sito internet.

(MEF - Ragioneria generale dello stato, comunicato del 09 novembre 2012)

 

2) Sisma del mese di maggio 2012: termini per l’effettuazione di versamenti di metà dicembre

Sisma del mese di maggio 2012: Termini per l’effettuazione di versamenti per il periodo 1° dicembre-16 dicembre 2012.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 263 del 10 novembre 2012, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 ottobre 2012 recante differimento del termine ultimo dei pagamenti in scadenza nel periodo dal 1° al 16 dicembre 2012, per favorire l’accesso, da parte dei contribuenti interessati, al finanziamento di cui all’art. 11, comma 7, del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174.

Riguardo ai soggetti che accedono al finanziamento di cui sopra, il termine ultimo per i pagamenti di tributi, contributi e premi che scadono nel periodo compreso dal 1° al 16 dicembre 2012 é fissato al 17 dicembre 2012.

 

3) Agenzia del territorio: UP Novara, lavori in corso al front office catastale

Dal 15 novembre 2012 partiranno i lavori per la realizzazione del nuovo front office catastale dell’Ufficio provinciale di Novara (via Tornielli, 14).

Per tutta la durata dei lavori, le attività degli sportelli catastali saranno dislocate nei locali dell’Ufficio, così come segue:

Prima accoglienza

Atrio - ingresso, a sinistra ascensore (primo piano)

Accettazione Docfa e Pregeo

Stanza n. 14 (primo piano)

Visure e certificazioni catastali e Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)
Stanza n. 33 (primo piano)

Visure catastali e ispezioni ipotecarie e Accettazione volture 1.0 e volture cartacee con prenotazione ondine

Front office del Servizio di Pubblicità immobililare - via dei Caccia, 2

(Agenzia del Territorio, nota del 12 novembre 2012)

 

4) L’esercizio della professione di Avvocato dovrà essere continuativo pena la cancellazione dall’Albo

Riforma forense, cancellati dall’Albo se l’esercizio della professione non è continuativo.

Come informa una nota di Diritto.it del 12 novembre 2012, l’art. 21 della legge di riforma dell’ordinamento forense approvata alla Camera il 31 ottobre 2012 e ora all’esame del Senato, con formulazione particolarmente innovativa rispetto all’ordinamento vigente, richiede all’avvocato l’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, pena la cancellazione dall’albo.

Spetterà ad un successivo regolamento di attuazione disciplinare le modalità di accertamento dell’esercizio della professione e le modalità per la reiscrizione all’Albo.

Sul punto, il testo di riforma escluderebbe espressamente che uno dei criteri che potrà essere tenuto in considerazione sia quello facente riferimento al reddito professionale.

In atto, la dimostrazione della continuità dell’esercizio professionale viene intesa come la capacità del professionista di raggiungere, per ciascun anno di iscrizione alla Cassa di previdenza forense, almeno uno dei due parametri reddituali (reddito professionale IRPEF netto o volume di affari IVA), stabiliti dal Comitato dei delegati della Cassa, a dimostrazione dell’effettivo svolgimento dell’attività professionale forense, con possibilità di media nel triennio.

In particolare, per i professionisti iscritti all’Albo sussiste l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense a partire dall’anno in cui producono un reddito od un volume di affari di importo maggiore o uguale al limite minimo stabilito per quell’anno dal Comitato per la prova dell’esercizio continuativo della professione.

In caso di mancata soddisfazione del requisito della continuità professionale, l’avvocato iscritto può richiedere la cancellazione della Cassa, dal momento che ricorrendo tale fattispecie, l’iscrizione non rientra più tra le ipotesi di iscrizione obbligatoria, bensì fra quelle di iscrizione facoltativa.

Adesso, invece, si prevede, che la verifica sull’esercizio della professione dovrà essere svolta ogni tre anni dal consiglio dell’ordine che provvederà conseguentemente ad aggiornare gli albi, gli elenchi ed i registri, dandone poi comunicazione al Consiglio nazionale forense (CNF).

Se il consiglio dell’ordine ometterà tale verifica periodica ovvero la svolge in modo parziale sarà lo stesso CNF a nominare dei commissari (avvocati con più di 20 anni di anzianità, eventualmente anche iscritti in ordini territoriali diversi) che svolgano tali procedure e aggiornino gli albi a spese del consiglio inadempiente.
In base ai principi del giusto procedimento l’esercizio della professione in modo non effettivo, non continuativo, non abituale e non prevalente comporterà la cancellazione dell’avvocato dall’albo solo all’esito di una procedura che prevede il contraddittorio con l’interessato.

 

5) Gli enti non commerciali non pagano l’IMU per l’anno 2012

Pagamento dell’IMU da parte degli enti non commerciali solo per il 2013. E’, infatti, all’esame della Camera dei deputati il D.L. n. 74 del 2012, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali.

In tale contesto, il dossier del servizio studi della Camera del 07 novembre 2012 ha fornito chiarimenti sul pagamento dell’IMU da parte degli enti non commerciali (art. 9, comma 6).

Tale norma (art. 9, comma 6 del D.L. n. 74/2012, durante la fase della conversione in Legge) interviene sulla disciplina dell’IMU applicabile agli immobili degli enti non commerciali.

In particolare, in relazione agli immobili a utilizzazione “mista”, per i quali non è possibile individuare la frazione su cui si svolge l’attività non commerciale esente da imposta, si affida alla disciplina regolamentare il compito ulteriore di individuare i requisiti atti a qualificare le attività come svolte con “modalità non commerciali” (in relazione alle quali sussiste l’esenzione), oltre che gli elementi volti a individuare il rapporto proporzionale tra uso commerciale e uso non commerciale dell’immobile.

Le modifiche apportate inizialmente in sede referente miravano ad affidare alle norme secondarie l’individuazione dei requisiti atti a qualificare, oltre alle attività insistenti sull’immobile come svolte, in modo diretto e indiretto, con “modalità non lucrative” (anziché, come disposto dalla formulazione originaria del testo, con “modalità non commerciali”), anche i soggetti destinatari dell’agevolazione.

La disciplina dell’esenzione da IMU (ex ICI) per gli immobili di enti non commerciali è stata da ultimo precisata con l’art. 91-bis del D.L. n. 1 del 2012, norma modificata dalle disposizioni in esame.

Stante il rimando della disciplina generale IMU (art. 13, comma 13 del D.L. 201 del 2011) alle esenzioni in precedenza vigenti per l’ICI (in particolare all’art. 7, comma 1, lettera i) del Decreto Legislativo n. 504 del 1992), sono esenti da imposta municipale gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali e destinati esclusivamente allo svolgimento di determinate attività:

Attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché di attività di religione o di culto, ovvero dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.

L’art. 91-bis del D.L. 1/2012 ha specificato che tale esenzione opera solo ove le predette attività siano svolte con modalità non commerciali.

In caso contrario, esse saranno assoggettate, dal 2013, ad IMU sperimentale. Secondo il servizio studi della Camera dei Deputati, soltanto da tale data (2013), dunque, nel caso in cui le attività - siano svolte con modalità commerciali, gli immobili degli enti (non commerciali) in cui sono effettuate saranno assoggettate, in tutto o in parte, a imposta IMU.

Quando è possibile individuare gli immobili o le porzioni di immobili adibiti esclusivamente a attività di natura non commerciale, l’esenzione si applica solo alla frazione di unità in cui tale attività si svolge (art. 91-bis, comma 2).

Quando, invece, tale individuazione non risulta possibile, l'esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell'immobile quale risulta da apposita dichiarazione (art. 91-bis, comma 3):

Dal 1° gennaio 2013 l’esenzione sarà applicata secondo un criterio di proporzionalità rispetto all’uso non commerciale dell’immobile, come risultante da apposita dichiarazione.

La definizione delle modalità e delle procedure relative alla predetta dichiarazione, nonché degli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate in uno stesso immobile, sono state demandate ad un appositodecreto del ministro dell’Economia e delle finanze.

Il 4 ottobre 2012 il Consiglio di Stato, chiamato a esprimere il parere sul richiamato schema di regolamento (volto a determinare le modalità e le procedure per stabilire il “rapporto proporzionale” tra le attività svolte con modalità commerciali e le attività complessivamente svolte dagli enti non commerciali, ai fini dell’applicazione dell’esenzione IMU), ha espresso specifiche riserve in ordine al documento presentato dal MEF (Parere n. 04180/2012).

In particolare, i giudici hanno rilevato che le norme di legge non demandano “al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali”; viene rilevato, sulla base di tali considerazioni, che parte dello schema esaminato “è diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali”.

Si è quindi sottolineato che tale aspetto esula dalla definizione degli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale in caso di utilizzazione dell’immobile mista “c.d. indistinta”, mirando piuttosto a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività.

Si è dunque ritenuto che l’amministrazione, con lo schema sottoposto al CdS, abbia compiuto alcune scelte applicativeesulanti dall’oggetto del potere regolamentare attribuito dall’art. 91-bis; inoltre, viene ritenuto che esse siano state altresì effettuate in assenza di criteri o altre indicazioni normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività.

In particolare, per effetto delle norme introdotte, il regolamento del MEF dovrà anzitutto individuare, per gli immobili non frazionabili ad utilizzazione “mista”, gli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali, per poter correttamente applicare l’IMU.

Le modifiche apportate inizialmente in sede referente miravano ad affidare alle norme secondarie anche l’individuazione dei requisiti atti a qualificare i soggetti destinatari dell’agevolazione e le attività insistenti sull’immobile come svolte, in modo diretto e indiretto, con “modalità non lucrative” (anziché, come disposto dalla formulazione originaria del testo, con “modalità non commerciali”), anche.

A seguito del rinvio del testo all’esame delle Commissioni I e V, è stato ripristinato l’originario testo della norma: dunque, in relazione agli immobili a utilizzazione “mista”, per i quali non è possibile individuare la frazione su cui si svolge l’attività non commerciale esente da imposta, la disciplina regolamentare avrà il compito di individuare i requisiti atti a qualificare le attività come svolte con “modalità non commerciali” (in relazione alle quali sussiste l’esenzione).

 

6) F24: istituito il codice tributo per il versamento dell’imposta sul valore dei contratti di assicurazione estere

Per consentire il versamento dell’imposta sul valore dei contratti di assicurazione estere, entro il 16 novembre 2012, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 98/E del 12 novembre 2012, ha istituito il seguente codice tributo:

- “1695” denominato “Imposta sul valore dei contratti di assicurazione – art. 1, c. 2-sexies, d.l. n. 209/2002”.

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nel formato “AAAA”.

L’art. 68, comma 2, del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, ha previsto che le imposte sui redditi di capitale di natura assicurativa e sulle riserve matematiche dei rami vita, devono essere applicate anche dai soggetti che riscuotono i redditi derivanti dai contratti stipulati da contribuenti residenti con compagnie estere di assicurazione.

Questi intermediari, infatti, devono operare in qualità di sostituto d’imposta quando la compagnia assicurativa estera non esercita l’apposita opzione (in tal senso, la circolare n. 41/E del 31.10.2012 con cui l’Agenzia delle entrate ha chiarito gli adempimenti che gli intermediari devono compiere per le polizze contratte con compagnie estere).

Le neo disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º gennaio 2011.

Per tale periodo d'imposta il versamento dell'imposta deve essere effettuato entro il 16 novembre 2012 sulla base del valore dei contratti in essere al 31 dicembre 2011.

L’imposta sul valore dei contratti assicurativi

Il comma 2 dell’art. 68 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 ha inserito nell’art. 1 del Decreto Legge n. 209 del 2002, che disciplina l’imposta dovuta dalle compagnie assicuratrici sulle riserve matematiche dei rami vita, il comma 2-sexies, che prevede:

- L’applicazione di tale imposta anche da parte dei soggetti attraverso i quali sono riscossi i redditi derivanti dai contratti di assicurazione esteri e che operano quali sostituti di imposta su incarico del contribuente o della compagnia estera, nel caso in cui la compagnia non si avvalga della facoltà di provvedere agli adempimenti di sostituzione tributaria.

Riguardo detto obbligo è stato chiarito che:

- sui redditi di capitale prodotti dai contratti assicurativi, il soggetto non residente può esercitare una opzione anche attraverso il rappresentante fiscale operando in qualità di sostituto di imposta, evitando ai contraenti residenti in Italia di effettuare anche gli adempimenti previsti ai fini degli obblighi di monitoraggio;

- l’opzione deve essere comunicata al contraente e all’Amministrazione finanziaria nella prima dichiarazione dei sostituti di imposta e degli intermediari che l'impresa è obbligata a presentare in relazione alle imposte sostitutive trattenute e versate;

- nel caso di esercizio dell’opzione, le imprese di assicurazione estere operanti in regime di libera prestazione di servizi sono tenute, al versamento dell’imposta sostitutiva dello 0,35% sull’ammontare delle riserve matematiche dei rami vita relative ai contratti di assicurazione stipulati da soggetti residenti in Italia;

- il comma 3 dell’art. 68 del dl 83 del 2012, prevede che gli intermediari sono tenuti al versamento dell'imposta sul valore delle polizze a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2011, in deroga al principio di irretroattività.

Per tale periodo di imposta il versamento deve essere effettuato, entro il termine del 16 novembre 2012;

- relativamente al versamento sulle riserve esistenti alla data del 31 dicembre 2011 lo stesso avrebbe dovuto essere eseguito entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi relative a tale periodo d’imposta.

 

7) F24 Accise: istituiti dei codici tributo su controllo automatizzato imposta unica e recupero delle spese apparecchi sottoposti a confisca

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 99/E del 12 novembre 2012, per consentire il versamento, con il Modello F24 Accise, ha istituito i seguenti codici tributo:

- “5322” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse ippiche – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5323” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse ippiche – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – SANZIONI”;

- “5324” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse ippiche – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5325” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse ippiche – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – SANZIONI”;

- “5326” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse sportive – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5327” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse sportive – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – SANZIONI”;

- “5328” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle scommesse sportive – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – IMPOSTA E INTERESSI”;

· “5329” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sulle

scommesse sportive – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della

regione Sicilia – SANZIONI”;

- “5330” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi di abilità a distanza in forma di torneo con vincita in denaro – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5331” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi di abilità a distanza in forma di torneo con vincita in denaro – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – SANZIONI”;

- “5332” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi di abilità a distanza in forma di torneo con vincita in denaro – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5333” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi di abilità a distanza in forma di torneo con vincita in denaro – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – SANZIONI”;

- “5334” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5335” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – SANZIONI”;

- “5336” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – IMPOSTA E INTERESSI”;

- “5337” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – art. 24, c. 1, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia – SANZIONI”;

- “5338” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica – interessi di dilazione per rateizzazione delle somme dovute – art. 24, c. 7, d.l. n. 98/2011”;

- “5339” denominato “Controllo automatizzato – imposta unica – interessi di dilazione per rateizzazione delle somme dovute – art. 24, c. 7, d.l. n. 98/2011 – di competenza della regione Sicilia”.

Inoltre,per consentire il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute a titolo di recupero delle spese per trasporto, custodia e distruzione degli apparecchi sottoposti a confisca, l’Agenzia ha istituito il seguente codice tributo:

- “5321” denominato “Recupero spese per trasporto, custodia e distruzione di apparecchi confiscati – art. 110, c. 9-bis, del T.U.L.P.S.”.

 

8) Cartella esattoriale: il ricorso sana il vizio

L’impugnazione della cartella di pagamento sana il vizio di omessa indicazione della data di consegna nella relata di notifica se questa è stata consegnata da un messo notificatore abilitato e correttamente qualificato a consegnare l’atto.

Ciò è quanto emerge dalla recente sentenza numero 122/4/2012 della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (resa nota dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro con un news del 12 novembre 2012).

Il Collegio ha ribadito che solo se la notifica della cartella fosse stata eseguita da un soggetto di cui si fosse ignorata la qualifica o non abilitato si sarebbe verificato un vizio così radicato e profondo tale da comportarne l’inesistenza non sanabile neanche con la sua impugnazione.

Per la CTP Reggio Emilia, invece il ricorso sana il vizio: Il Collegio tributario si è pronunciato sul ricorso con cui una società ha richiesto l’annullamento di una cartella emessa da Equitalia a seguito di iscrizione a ruolo, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di maggiori imposte, sanzioni e interessi dovute per due avvisi di accertamento relativi al periodo d’imposta 2003 -2004.

La società ha posto a fondamento del ricorso, in particolare, l’esistenza di un vizio proprio dell’atto, che riguardava la mancata indicazione della data di notifica nella relata consegnata direttamente dal messo notificatore.

La Commissione provinciale ha innanzitutto ritenuto infondata la questione relativa all’inesistenza della notifica della cartella di pagamento impugnata, in quanto effettuata da soggetto identificato nella relata di notifica mediante nome e cognome e che era stato nominato messo notificatore e successivamente ufficiale della riscossione con appositi decreti, quindi notificata da soggetto abilitato.

A questo punto per la Commissione l’Impugnazione dell’atto ha sanato il vizio. In presenza della comprovata qualifica del soggetto notificatore e, conseguentemente, della legittimità della notifica della cartella, i giudici di merito hanno quindi ritenuto che l’impugnazione dell’atto abbia sanato il vizio della mancata indicazione della data di notifica denunciato dalla ricorrente.

Da ciò ne è derivato il rigetto del ricorso, con conseguente condanna della società al pagamento delle spese di lite.

 

9) Legge di stabilità: sciolto nodo esodati, trovata la copertura

Fuori i 'licenziati', entrano lavoratori in mobilita'al 4/12/2011

La Commissione Bilancio della Camera ha ripreso l'esame degli emendamenti sulla legge di stabilità.

Si va verso un rinvio dell'approdo nell'aula della Camera della legge. Il ddl dovrebbe essere esaminato dall'Aula da giovedì e non quindi da mercoledì come era previsto. Restano infatti ancora da sciogliere in Commissione Bilancio i nodi più delicati.

Esodati: sciolto nodo, c’é copertura

Sciolto il nodo degli interventi in favore degli esodati nella Legge di Stabilità. I relatori hanno presentato un nuovo emendamento con una copertura adeguata che é stata 'certificata' dalla ragioneria: prevede la deindicizzazione delle pensioni sei volte superiori al minimo.

Il nuovo meccanismo messo a punto prevede che vengano utilizzati gli eventuali risparmi dei 9 miliardi già stanziati per risolvere il problema degli esodati, con una sorta di autocopertura.

Gli eventuali risparmi arriverebbero - secondo le ultime stime - da politiche attive per la reintroduzione sul posto di lavoro.

Solo nel caso in cui i risparmi non bastassero si ricorrerebbe alla deindicizzazione delle pensioni più ricche, cioé 3.000-3.500 euro, recuperando così una cifra per coprire le eventuali necessità del 2014.

Su questo comunque, si farà il punto della situazione all'inizio del prossimo anno.

Cambia la platea dei lavoratori per i quali scattano le nuove tutele per gli esodati.

Dal nuovo emendamento dei relatori scompare il riferimento ai lavoratori licenziati prima del 2011 per il fallimento della propria società. Al loro posto c'é invece la categoria di chi è entrato in mobilità entro il 4 dicembre 2011.
F
ondo per calo tasse dal 2013

Via libera dalla Commissione Bilancio della Camera all’emendamento alla legge stabilità dei relatori che istituisce dal 2013 un fondo per il calo delle tasse. Sarà alimentato con le maggiori entrate dalla lotta all'evasione, dal calo degli spread e dalla riduzione degli sconti fiscali.

Rispetto all'emendamento che era stato presentato nei giorni scorsi dai relatori, sono state apportate alcune modifiche. Innanzitutto entrano a far parte del fondo anche le risorse derivanti dalla riduzione delle spese fiscali, le cosiddette tax expenditures. Per quanto riguarda invece il contributo che arriverà dal calo degli spread, ovvero dalla differenza tra la spesa per gli interessi sul debito pubblico prevista e quella effettivamente erogata, sono stati tolti gli automatismi e la valutazione è rinviata al Documento di economia e finanza. Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, intervenendo ai lavori della Commissione Bilancio della Camera, ha chiesto questa modifica a nome del Governo per evitare eventuali provvedimenti che avrebbero impatto sui mercati internazionali.

Si tratta della normale prudenza del buon padre di famiglia, ha spiegato.

(Ansa, nota del 12 novembre 2012)

 

10) Niente agevolazioni per i lavoratori edili riassunti dalla mobilità

Imprese edili: i lavoratori riassunti dalla mobilità non danno titolo ad usufruire di agevolazioni.

L’impresa edile che riassume i lavoratori entro un anno dal licenziamento e messa in mobilità degli stessi, non ha diritto a fruire degli sgravi contributivi previsti dalla Legge 223/91.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza 9 novembre 2012, n. 19481, di cui ne ha dato notizia una nota del Centro studi ANCL del 12 novembre 2012.

A motivare il ricorso alla suprema Corte da parte dell’Inps era stata l’erronea sentenza della Corte d’appello, chiamata a decidere sul recupero contributivo.

E’ stato riaffermato il principio espresso già con la sentenza n. 17273 del 2011: “In materia di benefici contributivi a favore delle imprese che assumono lavoratori collocati in mobilità, non è configurabile il diritto di fruire delle agevolazioni previste dall'art. 8, comma 4, della legge n. 223 del 1991 in favore di impresa edile che, dopo aver licenziato per fine lavori i propri dipendenti, decida di procedere alla ripresa dell'attività e, entro un anno dal licenziamento (ora sei mesi in virtù della modifica introdotta dall'art. 6, comma quarto, del d.lgs. 19 dicembre 2002, n. 297), riassuma i lavoratori per lo svolgimento delle medesime mansioni precedentemente esercitate…..”.

 

Vincenzo D’Andò