Novità fiscali del 9 novembre 2012: professionista con attività occasionale e studi di settore

Pubblicato il 9 novembre 2012



Irpef: in scadenza anche gli acconti da “cedolare secca”; niente studi di settore per il professionista occasionale; studi di settore: regime premiale verrà esteso a tutti al più presto; fatture elettroniche verso la p.a. in tempi brevi; processo di integrazione di INPS e INPDAP: question time al Senato; disposizioni su finanza e funzionamento degli enti territoriali: votata la fiducia; Dogane: ai fini dell’accertamento tributario non rilevano gli errori del contatore dei flussi energetici

 

 

Indice:

1) IRPEF: in scadenza anche gli acconti da “cedolare secca”

2) Niente studi di settore per il professionista occasionale

 

3) Studi di settore: regime premiale verrà esteso a tutti al più presto

4) Fatture elettroniche verso la p.a. in tempi brevi

5) Processo di integrazione di INPS e INPDAP: question time al Senato

6) Disposizioni su finanza e funzionamento degli enti territoriali: votata la fiducia

7) Dogane: ai fini dell’accertamento tributario non rilevano gli errori del contatore dei flussi energetici

 

 

1) IIRPEF: in scadenza anche gli acconti da “cedolare secca”

Sono in scadenza i termini per il versamento della seconda (o unica) rata degli acconti di imposte dovute per il 2012.

Infatti, tali versamenti andranno effettuati entro il 30 novembre 2012.

Per il periodo d’imposta 2012, la percentuale dell’acconto Irpef è pari al 99% e quella dell’acconto Ires è pari al 100%.

L’acconto Irap dovuto per il 2012 per le persone fisiche e le società di persone ed equiparate è stabilito nella misura del 99%, mentre per i soggetti Ires nella misura del 100%.

i versamenti di acconto dell’Ires, nonché quelli relativi all’Irap, sono effettuati in due rate, salvo che il versamento da effettuare alla scadenza della prima rata non superi € 103.

L’art. 1 del D.P.C.M. 21 novembre 2011 ha disposto per i soggetti Irpef la riduzione di 3 punti percentuali dell’acconto Irpef per il 2012.

Di fatto, l’acconto passa dal 99% al 96%.

Tuttavia, in base al citato D.P.C.M., tale riduzione ha effetto solo sulla seconda o unica rata di acconto.

Quindi, la misura di riferimento per la prima rata di acconto resta al 99%.

Base di calcolo

La base di calcolo per l’acconto Irpef 2012 è costituita dall’imposta relativa al periodo d’imposta precedente diminuita delle detrazioni, dei crediti d’imposta, e delle ritenute alla fonte, risultanti dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

L’acconto d’imposta deve essere versato, nel rispetto di termini diversi, in due rate ovvero in unica soluzione a seconda che si superino o meno determinati limiti.

In particolare, gli acconti relativi all’Irpef devono essere versati in due rate di cui:

- la prima, pari al 40% dell’acconto complessivo (99%), doveva essere versata entro il termine previsto per il pagamento a saldo relativo alla dichiarazione

presentata per l’esercizio precedente, tenendo presente che si rendeva dovuta solo se superiore ad e 103;

- la seconda, che scade nel mese di novembre dell’anno cui si riferisce l’acconto, è pari al 60% dell’acconto complessivo dovuto (99%); è, infatti, dovuta quando si è effettuato il versamento della prima rata.

Per stabilire se sia dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno 2012, occorre controllare l’importo indicato al rigo “Differenza” del modello Unico 2012 PF (rigo RN33).

Se questo importo:

- è inferiore o uguale ad e 51,65, non è dovuto acconto;

- è superiore ad e 51,65, ma inferiore o pari ad e 257,52, si rende dovuto l’acconto in unica soluzione entro il 30.11.2012;

- è superiore ad e 257,52, l’acconto deve essere versato in due rate:

- la prima rata andava pagata nella misura del 40% dell’acconto complessivo (pari al 99%), entro il 18.6.2012 (il 16 giugno è sabato e il 17 giugno domenica) senza maggiorazione.

In base a quanto disposto dall’art. 1, D.P.C.M. 6.6.2012 e dalla R.M. 21.6.2012, n. 69/E, le persone fisiche, soggette o meno agli studi di settore, ed i contribuenti diversi dalle persone fisiche, se soggetti agli studi di settore, e coloro che vi partecipano, potevano eseguire il versamento dell’acconto 2012 entro il 9.7.2012 senza alcuna maggiorazione, oppure dal 10.7 al 20.8.2012 con la maggiorazione dello 0,40%;

- la seconda rata, nella misura del 60% dell’acconto complessivo (pari al 99%), si paga entro il 30.11.2012.

 

Misure dell’acconto 2012

Tipo d’imposta

Percentuali acconto 2012

 

Irpef 

99% (*)

 

Ires

100%

 

Irap (persone fisiche e società di persone)

99%

 

Irap (soggetti Ires)

100%

 

(*) La riduzione di 3 punti percentuali (dal 99% al 96%) è usufruibile, in sede di versamento il 30.11.2012, dalla seconda o unica rata dell’acconto.

Acconto per la cd. “cedolare secca” sulle locazioni immobiliari

Riguardo la “cd. cedolare secca” dal 2012 la misura dell’acconto è pari al 95% (per il 2011 era stato stabilito un versamento in acconto dell’85%).

Per il versamento dell’acconto si applicano gli stessi criteri previsti per l’acconto Irpef.

In particolare, il pagamento va effettuato:

- in un’unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo è inferiore a 257,52 euro;

- in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro:

- la prima, del 40%, entro il 16 giugno (nel 2012, 18 giugno)

- la seconda, del restante 60%, entro il 30 novembre.

Per l’anno 2012, il Dpcm del 21 novembre 2011 ha disposto il differimento di tre punti percentuale sul versamento della seconda o unica rata.

Pertanto, la misura dell’acconto dovuto è pari al 92% (invece che 95%). Se il pagamento si effettua in due rate, la prima (da versare entro il 18 giugno) è pari al 38%, la seconda nella restante misura del 54% (ciò secondo quanto affermato dall’Agenzia delle entrate nella propria guida fiscale 2012 aggiornata di recente, cioè del cd. Annuario del contribuente 2012).

L’acconto non è dovuto quando l’anno di prima applicazione della cedolare secca è anche il primo anno di possesso dell’immobile, considerato che il relativo reddito nel precedente periodo di imposta non è stato assoggettato a imposta.

Regime dei nuovi minimi

Per i soggetti che, nel 2012, hanno adottato il regime dei nuovi minimi di cui all’art. 27, D.L. 6.7.2011, n. 98, convertito dalla Legge 15.7.2011, n. 111, il cui reddito d’impresa o di lavoro autonomo è assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali in misura pari al 5%, non è previsto il versamento di acconti.

 

2) Niente studi di settore per il professionista occasionale

Gli studi di settore non sono applicabili nei confronti del professionista che ha svolto solo occasionalmente delle prestazioni di consulenza per le quali, quindi, non si può dedurre attività continuativa.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19223 del 07 novembre 2012, ha, così, respinto le pretese dell’Amministrazione finanziaria, che aveva motivato l’avviso di accertamento ai fini IVA, IRPEF e IRAP, con lo scostamento del reddito di un consulente agronomo dagli standards previsti dalla normativa settoriale.

Al riguardo la Suprema Corte ha precisato che le Sezioni Unite hanno già notoriamente affermato il seguente principio: “La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente. In tale sede, quest’ultimo ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell'impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli standards o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello standard prescelto e con le ragioni per te quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente. L’esito del contraddittorio, tuttavia, non condiziona l’impugnabilità dell'accertamento, potendo il giudice tributario liberamente valutare tanto l'applicabilità degli standards al caso concreto, da dimostrarsi dall’ente impostore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato alle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all'invito al contraddittorio in

sede amministrativa, restando inerte. In tal caso, però, egli assume le conseguenze di questo suo comportamento, in quanto l’Ufficio può motivare l’accertamento sulla sola base dell’applicazione degli standards, dando conto dell’impossibilità di costituire il contraddittorio con il contribuente, nonostante il rituale invito, ed il giudice può valutare, nel quadro probatorio, la mancata risposta all'invito” .

Alla luce di tale principio si è perciò rivelata infondata la pretesa dell’Amministrazione finanziaria di sorreggere il proprio accertamento sulla sola base del presunto scostamento dai parametri, sperando (speranza mal riposta) di determinare un inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, peraltro a fronte dell’indimostrata applicabilità nella specie degli standards.

Anzi è stato il contribuente a dare conto delle proprie ragioni, evidenziando che anche un numero limitato di prestazioni di consulenza, tutte su incarico dell’autorità giudiziaria, non possono essere prova di una attività continuativa del tipo presunto nell’accertamento settoriale.

  

3) Studi di settore: regime premiale verrà esteso a tutti al più presto

Studi di settore: regime premiale presto esteso anche ai professionisti.

In occasione del question time del 7 novembre 2012 presso la Commssione Finanze della Camera, il sottosegretario al ministero dell’Economia, Vieri Ceriani, ha ribadito che il regime premiale introdotto dal cd. Decreto Salva Italia per coloro che risultano congrui agli studi di settore sarà presto esteso anche ad altre categorie di contribuenti.

In atto, l’Agenzia delle Entrate ha elaborato e reso operativi indicatori di coerenza per 55 studi di settore, sui 206 complessivi, lasciando fuori i professionisti.

L’obiettivo è, ora, quello di predisporre nuovi indicatori da applicarsi dal periodo d’imposta 2012, così da poter arrivare a coprire una platea più vasta di contribuenti, rispetto al 18% di quelli finora interessati dagli studi di settore. Prima dell'approvazione definitiva da parte del Mef, i nuovi indicatori saranno valutati da una commissione di esperti istituita presso il Sose.

 

 

4) Fatture elettroniche verso la p.a. in tempi brevi

Il sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, intervenuto in Commissione finanze alla Camera ha, inoltre, affermato che è in arrivo il decreto attuativo della fatturazione elettronica verso la P.A.

Dopo che il Consiglio di stato ha reso parere favorevole il 12 ottobre 2012, gli uffici dell’Amministrazione finanziaria stanno apportando le modifiche formali richieste da palazzo Spada.

Ma il regolamento che definisce le regole tecniche e le linee guida per la gestione dei processi di fatturazione elettronica nei confronti degli enti pubblici dovrebbe arrivare in tempi brevi.

 

5) Processo di integrazione di INPS e INPDAP: question time al Senato

Al Senato, la seduta pomeridiana di giovedì 8 novembre 2012 è stata dedicata ad un question time, con il Ministro dello sviluppo economico Passera che ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata sulle politiche di attrazione di investimenti esteri e il Ministro del lavoro Fornero, che è intervenuto sul processo di integrazione di INPS e INPDAP.

 

6) Disposizioni su finanza e funzionamento degli enti territoriali: votata la fiducia

La Camera, ieri, 08 novembre 2012, con 424 voti favorevoli e 78 contrari, ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 (C. 5520-A) nel nuovo testo delle Commissioni.

Dopo l’illustrazione degli ordini del giorno ed il parere del rappresentante del Governo, il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta. 

 

7) Dogane: ai fini dell’accertamento tributario non rilevano gli errori del contatore dei flussi energetici

Contatori per accertare flussi energetici: Ai fini dell’accertamento tributario, rileva esclusivamente l’errore del complesso di misura e non gli errori del contatore e dei trasformatori, singolarmente considerati, che pure concorrono alla formazione del predetto errore complessivo.

Lo ha precisato l’Agenzia delle dogane con la nota n. 129401/R.U. del 31 ottobre 2012, pubblicata sul web delle Dogane ieri 08 novembre 2012.

La citata nota riguarda l’utilizzo di trasformatori di corrente di classe 0,5 nei complessi di misura dell’energia elettrica posti in opera su impianti in media tensione.

Con la circolare 17/D del 23 maggio 2011 è stata diffusa la nota congiunta Mi.S.E.-A.D. relativa ai controlli metrologici successivi sui complessi di misura utilizzati ai fini fiscali ed alla definizione dei requisiti degli stessi.

Al riguardo, viene affermato che le specifiche prestazionali dei contatori e dei trasformatori indicati nella suddetta nota sono funzionali ad accertare i flussi energetici salienti con tolleranza tanto più ridotta quanto più elevata è la loro presumibile entità, in base ai dati di targa dell’impianto.

Infatti, ai fini dell’accertamento tributario, rileva esclusivamente l’errore del complesso di misura e non gli errori del contatore e dei trasformatori, singolarmente considerati, che pure concorrono alla formazione del predetto errore complessivo.

A parte ciò, essendo stata adombrata la possibilità di difficoltà tecniche derivanti dall’impiego di trasformatori in classe 0,2 su impianti in media tensione, per questi ultimi potrà essere consentita, in assenza di altri fondati motivi ostativi, l’adozione anche di trasformatori di misura in classe 0,5, a condizione che l’intero complesso operi nel rispetto delle tolleranze riscontrate, con le consuete modalità, da parte dei laboratori di taratura a suo tempo autorizzati dall’Agenzia delle dogane.

 

 

Vincenzo D’Andò