Novità fiscali dell’8 novembre 2012: nuove tariffe professionali, la prima sentenza della Cassazione

Pubblicato il 8 novembre 2012

regole per la certificazione dei crediti: pubblicate in G.U. le modifiche; videosorveglianza: regole, divieti e autorizzazioni per i datori di lavoro; tariffe professionali o parametri: conta la data del 23 agosto 2012; responsabilità solidale nei contratti d’appalto: come richiedere la certificazione di regolarità; le nuove regole della Consob per gli emittenti quotati e diffusi: le modifiche al Regolamento Emittenti e al Regolamento Mercati; disposizioni su finanza e funzionamento degli enti territoriali: posta la fiducia

 

 

Indice:

1) Regole per la certificazione dei crediti: pubblicate in G.U. le modifiche

2) Videosorveglianza: regole, divieti e autorizzazioni per i datori di lavoro

3) Tariffe professionali o parametri: conta la data del 23 agosto 2012

4) Responsabilità solidale nei contratti d’appalto: come richiedere la certificazione di regolarità

5) Le nuove regole della Consob per gli emittenti quotati e diffusi: le modifiche al Regolamento Emittenti e al Regolamento Mercati

6) Disposizioni su finanza e funzionamento degli enti territoriali: posta la fiducia

 

 

1) Regole per la certificazione dei crediti: pubblicate in G.U. le modifiche

Sono stati pubblicati, sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 06 novembre 2012, i due decreti del Ministero dell’Economia e delle finanze, entrambi del 19 ottobre 2012, sulla certificazione e compensazione dei crediti verso la pubblica amministrazione.

Il primo dei due decreti del 19 ottobre 2012 ha arrecato modifiche al D.M. del 25 giugno 2012.

Come è noto, a partire dal 1° gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Il suddetto D.M. 25 giugno 2012 ha stabilito che, prima di rilasciare la certificazione, per i crediti di importo superiore a 10.000 euro, l’amministrazione debitrice deve verificare che il creditore sia in regola con il pagamento di somme iscritte a ruolo.

Adesso, con le modifiche introdotte, viene precisato che, se l’amministrazione accerta la sussistenza di inadempienze dell’interessato verso la stessa P.A. (presenza di notifiche o cartelle di pagamento), l’eventuale cessione del credito potrà essere effettuata solo per l’importo corrispondente all’ammontare del credito indicato nella certificazione, decurtato delle somme relative all’accertata inadempienza.

Inoltre, ulteriori modifiche hanno riguardato:

- la procedura da utilizzare nel caso in cui il creditore intenda cedere il credito certificato a una banca o a un intermediario finanziario, procedura che non si applica per le certificazioni rilasciate con piattaforma elettronica;

- le disposizioni sul monitoraggio.

Viene disciplinata la procedura da utilizzare nel caso in cui il creditore ceda il credito certificato a una banca o a un intermediario finanziario, che tratterrà l’originale della certificazione e procederà, entro i tre giorni lavorativi successivi, mediante richiesta trasmessa all’amministrazione o ente debitore con Pec, alla verifica dell’esistenza e validità di tale certificazione.

Il secondo Decreto pure pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 2012, si occupa delle modalità mediante le quali i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo ai sensi dell’art. 28-quater del D.P.R. n. 602/73

Il recupero dell’importo della compensazione va effettuato, previa comunicazione da parte dell’agente della riscossione al MEF, attraverso la riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente debitore a qualsiasi titolo.

 

2) Videosorveglianza: regole, divieti ed autorizzazioni per i datori di lavoro

Videosorveglianza: quali sono le regole, i divieti e le autorizzazioni per i datori di lavoro ?.

La Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con il parere n. 25 del 07 novembre 2012 (“Impianti e apparecchiature per finalità di controllo da installare negli ambienti di lavoro”), offre un’analisi completa della giurisprudenza di riferimento, delle procedure e delle casistiche pratiche, oltre a un utile fac-simile da utilizzare per la comunicazione alla DPL  dell’installazione di impianti e apparecchiature per finalità di controllo.

Le regole, i divieti e le autorizzazioni per i datori di lavoro

E’ vietato (art. 4 Legge 20 maggio 1970, n. 300) l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.

Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive, ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le Rappresentanze sindacali aziendali.  

In assenza di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede la DPL, stabilendo le modalità per l’uso di tali impianti.

Dal 3 aprile 2011, espletata la procedura prescritta e prima di installare un impianto di videosorveglianza, il datore di lavoro deve (Provv. Garante Privacy 8 aprile 2010):

- informare i lavoratori della presenza delle telecamere con appositi cartelli;

- nominare un incaricato della gestione dei dati videoripresi;

- posizione le telecamere verso le zone a rischio, evitando di collocarle in maniera unidirezionale sui lavoratori impegnati nella loro attività;

- conservare le immagini raccolte solo per un massimo di 24 ore dalla rilevazione (salvo speciali esigenze).

Le istanze del datore di lavoro dirette alle Direzioni provinciali del lavoro, tese ad ottenere l'autorizzazione ad installare impianti e apparecchiature audiovisive, sono soggette all’imposta di bollo nella misura di euro 14,62, così come il provvedimento di autorizzazione rilasciato delle predette Direzioni provinciali (Nota Ministero del lavoro 17 febbraio 2011 n. 4016).

Il Ministero del lavoro è intervenuto con la nota n. 7162del 16 aprile 2012 per semplificare l’installazione dei sistemi di controllo a distanza, soprattutto in quegli esercizi commerciali (ricevitorie, tabaccherie, oreficerie, farmacie, edicole, distributori di carburante) dove non ci sono rappresentanze sindacali.

Il personale ispettivo, pertanto, sarà indirizzato verso attività maggiormente finalizzate alla lotta al  sommerso o alla verifica del controllo delle norme sulla sicurezza, piuttosto che al sopralluogo preventivo nei suddetti locali. Finora la procedura di istallazione richiedeva che personale ispettivo delle DPL, prima di procedere al rilascio dell’autorizzazione procedessero con un accertamento tecnico dello stato dei luoghi (planimetria dei locali, numero impianti da installare ecc..).

Il Ministero ha riconosciuto sufficiente la richiesta espressa del datore di lavoro che costituisce una presunzione di ammissibilità della richiesta.

Pertanto, d’ora in poi, per il rilascio dell'autorizzazione sarà sufficiente la sola documentazione tecnica prodotta.

Non è lecito installare telecamere che controllino i lavoratori anche in aree di locali dove si trovino saltuariamente.

Di Recente la Cassazione ha affermato che non commette reato il datore di lavoro che videosorveglia i lavoratori, dopo avergli fatto firmare un apposito documento autorizzativo, espressione della loro volontà e del loro assenso alla esistenza dell’impianto di controllo, ciò anche in assenza di un accordo con le rappresentanze sindacali (Cassazione, sentenza dell’11 giugno 2012, n. 22611).

Internet sul posto di lavoro

Il controllo dei lavoratori può essere esercitato, a posteriori, anche attraverso la tracciabilità della navigazione in internet che attraverso il controllo della posta elettronica aziendale.

Sanzioni

Per l’inosservanza delle disposizioni in materia di apparecchi di controllo (art. 4 e 38 L. 300/70; artt. 114 e 171 D.lgs 196/2003), a meno che il fato non costituisca un reato più grave, è prevista l’ammenda da € 154 a € 1.549, oppure l’arresto da 15 giorni ad un anno. Nei casi più gravi le pene sono applicate congiuntamente ed inoltre, qualora la pena dell’ammenda sia inefficace, il giudice può quintuplicarla.

Per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di videosorveglianza è prevista la sanzione amministrativa, da € 30.000,00 a € 180.000,00 (art. 162, comma 2 ter D.Lgs 196/2003).

Fac simile istanza DPL

 

DITTA

 

Marca Da Bollo

                                     Spett.le DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI ________________________

 

OGGETTO: ISTANZA AI SENSI DELL’ARTICOLO 4 LEGGE 20 MAGGIO 1970 N. 300

 

_l_ sottoscritto _______________________________________, in qualità di Legale Rappresentante

dell’esercizio____________________________________________________________ , con sede in ________________________, via _________________________________________n._______

P.I. e/o C.F.______________________________________________________________________

PREMESSO

- che per esigenze di sicurezza e tutela del patrimonio aziendale si rende necessaria l’installazione di un sistema di videosorveglianza antirapina;

- che non è presente alcuna Rappresentanza Sindacale in azienda;

- che il numero dei dipendenti attualmente in forza all’azienda è pari a _____(_________);

- che verranno installate n. ___________(___________) telecamere fisse o mobili su ________pareti interne del _______________in modo da permettere una visione globale delle persone che entrano ed escono dal locale, degli scaffali contenenti merce esposta al pubblico, degli spazi destinati alla vendita e alla sosta del pubblico, e n. _______(_____)

telecamere fisse all’ esterno dei locali;

- che le registrazioni verranno conservate nel rispetto del punto 3.4 del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 29 Aprile 2004, pubblicato sul bollettino n. 49 dell’ Aprile 2004 e comunque non oltre 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura dell’ esercizio per ferie e varie;

- che non verranno in alcuna maniera ripresi tramite telecamere i posti fissi di lavoro e i dipendenti.

Per tramite della presente, ad ogni effetto di legge e di regolamento,

CHIEDE

Il rilascio dell’autorizzazione per l’installazione delle apparecchiature audiovisive, così come previsto dall’articolo 4 delle legge 20 Maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori).

_____________________lì_________________

In fede

(timbro e firma)

______________________

Documenti da allegare alla presente domanda

- n. 2 marche da bollo da € 14,62 n. 1 da applicare sulla domanda e n. 1 per il rilascio dell’autorizzazione.

- planimetrie dei locali con evidenziato il posizionamento delle telecamere e relativo raggio d’azione.

- descrizione dell’impianto di videosorveglianza, che riassuma le caratteristiche tecniche e funzionali dell’impianto utilizzato e delle relative prestazioni: caratteristiche della telecamera, tipologia di supporto, capacità e modalità di conservazione delle immagini, caratteristiche del videoregistratore.

- visura Camera di commercio o fotocopia del registro – imprese.

 

3) Tariffe professionali o parametri: conta la data del 23 agosto 2012

Secondo la Cassazione (sentenza n. 18920/2012), la liquidazione dei compensi professionali degli avvocati si calcola con le vecchie tariffe se la prestazione professionale si era “esaurita” al 23 agosto 2012 (data di entrata in vigore del D.M. 140/2012) o anche se l'incarico era “cessato” a quella data.

Compensi professionali: limiti all’applicazione dei parametri di cui al D.M. 140/2012

Qualora l’attività giudiziale dell’avvocato della parte vittoriosa sia terminata anteriormente alla data del 23 agosto 2012 la liquidazione delle spese va effettuata in base alla vecchie tariffe forensi; viceversa, allorché l’opera difensiva si sia conclusa dopo l’entrata in vigore del D.M. 140/2012, scatta l’applicazione dei nuovi parametri per la determinazione del compenso professionale.

È questo il principio ribadito dalla giurisprudenza  della Cassazione con la citata sentenza n. 18920/2012, pubblicata il 05 novembre 2012.

Con tale pronuncia gli Ermellini si sono allineati alle posizioni già espresse con la precedente sentenza n. 18207/2012 e a quella sostenuta dalle Sezioni Unite il 12 ottobre 2012 (sentenza n. 17405) secondo cui i parametri di cui al D.M. 140/2012 per i compensi dei professionisti, e in particolare degli avvocati, devono essere applicati ogni volta che la liquidazione sia operata da un organo giurisdizionale in epoca successiva all’entrata in vigore del regolamento, avvenuta il 23 agosto scorso.

Con la nuova pronuncia, dunque, il Collegio di legittimità ritiene di dover dare continuità, condividendoli, agli orientamenti già espressi dai giudici di legittimità con le ricordate sentenze.

Pertanto, deve essere sempre applicato il criterio secondo cui i compensi professionali degli avvocati vanno liquidati secondo il sistema in vigore al momento dell’esaurimento della prestazione professionale ovvero della cessazione dell’incarico, secondo una unitarietà da rapportarsi ai singoli gradi in cui si è svolto il giudizio e dunque all’epoca della pronuncia che li definisce, non potendosi applicare il sistema nuovo successivamente intervenuto (D.M. 140/12) a prestazioni già rese nei suddetti momenti.

Ne consegue che qualora l’attività giudiziale dell’avvocato della parte vittoriosa, con riferimento ai singoli gradi di giudizio, sia terminata prima del 23 agosto 2012, ovvero prima della soppressione definitiva delle tariffe forensi, per la liquidazione giudiziale del compenso dovrà farsi riferimento alle precedenti tariffe forensi.

Qualora, invece, la conclusione dell’attività difensiva, con il compimento dell’opera professionale, abbia luogo dopo l’intervenuta abrogazione delle tariffe, l’entrata in vigore dei nuovi parametri ministeriali farà si che la liquidazione giudiziale delle spese di soccombenza avvenga in base a questi e non più in base alle previgenti tariffe, ancorché alcune attività siano state svolte nel vigore di queste.


4) Responsabilità solidale nei contratti d’appalto: come richiedere la certificazione di regolarità

A seguito di quanto disposto dall’art. 13-ter del D.L. 83/2012, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, rientra nel concetto di solidarietà il mancato versamento, oltre che delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, dell’Iva addebitata in fattura dal subappaltatore all’appaltatore.

In caso di appalto di opere o di servizi, l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore:

- nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto;

- del versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente;

- del versamento dell’Iva dovuta dal subappaltatore all’Erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto.

La responsabilità è esclusa qualora i versamenti, scaduti alla data di pagamento del corrispettivo, siano stati regolarmente effettuati.

A tal fine l’appaltatore deve acquisire, prima del pagamento del corrispettivo, la documentazione comprovante che il subappaltatore ha effettuato regolarmente i suddetti versamenti.

Come forma di tutela a favore dell’appaltatore, la norma prevede che quest’ultimo può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore.

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente fornito alcuni chiarimenti nella circolare n. 40/E del 08 ottobre 2012.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la certificazione relativa alla regolarità dei suddetti versamenti necessaria per escludere la responsabilità solidale:

- va richiesta all’appaltatore/subappaltatore a partire dall’11.10.2012 soltanto per i contratti stipulati dal 12.8.2012;

- può essere resa, oltre che tramite asseverazione di un CAF Imprese/ professionista abilitato, anche direttamente dall’appaltatore/subappaltatore tramite dichiarazione sostitutiva.

Nella citata circolare n. 40/E in merito all’entrata in vigore della disciplina in esame l’Agenzia precisa che il committente/appaltatore deve richiedere, a partire dall’11.10.2012, la documentazione attestante la regolarità dei suddetti versamenti effettuati, rispettivamente, dall’appaltatore/subappaltatore con riferimento soltanto alle prestazioni rese nell’ambito di contratti stipulati dal 12.8.2012 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 83/2012).

Nella citata circolare n. 40/E si precisa che la certificazione di regolarità dei versamenti effettuati dall’appaltatore/subappaltatore può essere rilasciata oltre che tramite un’asseverazione resa dal responsabile di un CAF Imprese/professionista abilitato (dottore commercialista, ragioniere e perito commerciale, consulente del lavoro) anche tramite una dichiarazione sostitutiva resa direttamente dall’appaltatore / subappaltatore ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.

Fac simile dichiarazione

dichiarazione sostitutiva appaltatore/subappaltatore (C.M. 40/E/12)

AUTOCERTIFICAZIONE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 DEL D.P.R. 445 DEL 28/12/2000

Il/La sottoscritto/a………………………………………………………………………………………… nato/a…………………………( …..) il………….., residente in ……………………………..(…..) via………………………………… n. …………, in qualità di ………………………………… dell’impresa……………………………………………, con sede legale a ………………………….(….)

in Via…………………………..……..n…., C.F. …..….…………... e Partita Iva……..…….………….,

Iscritta al Registro Imprese della CCIAA di ………..……………….. al n…………. dal ……….…….,

consapevole che, in caso di mendaci dichiarazioni, il Dpr n. 445/2000 prevede sanzioni penali e decadenza dai benefici (artt. 76 e 75)

                                              DICHIARA

Ai sensi dell’articolo 35, commi 28, 28-bis e 28-ter, del Dl n. 223/2006, come modificato dall’articolo 13-ter del Dl n. 83/2012, che per, le seguenti fatture emesse:

- n. ………….del …………. - n. ………….del………….

riferite al contratto di appalto/subappalto/fornitura di beni o servizi in essere con la Società………...……………………………., con sede a ………………………….(……), in Via ……………………...……….n ……., C.F. …..….…………... e Partita Iva……..….….………….…

Che l’Iva non è ancora stata contabilizzata e liquidata, non essendo ancora scaduti i relativi termini di legge;

oppure

Che l’Iva è stata contabilizzata nella liquidazione relativa al Mese di ………….. ovvero al …………….. Trimestre, che si è chiusa con un debito di Euro …………………;

Il modello F24 con cui è stata versata o compensata l’Iva è stato presentato il ……………….. con il n. di protocollo ……………………………..;

oppure

Che l’Iva è stata contabilizzata nella liquidazione relativa al Mese di ………….. ovvero al …………….. Trimestre, che si è chiusa con un credito di Euro …………………;

oppure

Che l’Iva non è ancora stata contabilizzata e liquidata in quanto è stato applicato il Regime dell’Iva per cassa ( articolo 7, Dl n. 185 del 2008 o articolo 32- bis Dl n. 83/2012 );

oppure

Che l’Iva non è stata contabilizzata e liquidata in quanto è stata applicata la disciplina del reverse charge ( art. 17, comma 6. lett. a, del Dpr n. 633 del 1972).

In merito alle ritenute sui redditi di lavoro dipendenti inerenti le prestazioni rese nell’ambito del contratto di cui sopra, tali ritenute sono state versate come segue:

Modello F24 presentato in data ……………………..con il n. di protocollo …………………di importo pari ad Euro ……………………..( in caso di più modelli proseguire sul retro);

oppure

tali ritenute non sono state versate perché:

- non sono ancora scaduti i relativi termini di legge;

- il contratto non ha ancora originato alcuna prestazione di lavoro dipendente;

- le prestazioni di cui al contratto non sono state effettuate da lavoratori dipendenti.

Si allega copia del documento di identità.

Si dichiara altresì di essere informato, giusta articolo 13 del Dlgs n. 196/2003, che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

Luogo e data ……………………………. Il dichiarante ………………………….

Dubbi interpretativi

Secondo dottrina (G. Giuliani in Il Sole 24 Ore del 21 ottobre 2012), viene ipotizzato che siano interessate dal provvedimento soltanto le imprese del settore edilizio e che rimangono ancora tanti dubbi interpretativi non risolti dalle Entrate. Viene, inoltre, ritenuto che la responsabilità solidale non viene estesa anche al committente poiché riguarderebbe solo i rapporti tra appaltatore e subappaltatore.

In definitiva, “per i committenti la mancata acquisizione della documentazione che attesta la regolarità dei versamenti di Iva e ritenute da parte dell'appaltatore e del subappaltatore determina soltanto una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 200.000”.

 

5) Le nuove regole della Consob per gli emittenti quotati e diffusi: le modifiche al Regolamento Emittenti e al Regolamento Mercati

Sull’argomento Assonime ha pubblicato la circolare n. 30 del 07 novembre 2012.

Nel corso del 2011 la regolamentazione della Consob è stata oggetto di una serie di modifiche, parte delle quali traggono origine dall’intento dell’Autorità di semplificare il quadro normativo.

Il primo pacchetto di modifiche è contenuto nella delibera n. 18079 del 20 gennaio 2012 con cui la Consob ha non solo dato attuazione alle modifiche alla disciplina sul prospetto derivanti dalla direttiva 2010/73/CE, ma è altresì intervenuta sul Regolamento Emittenti, principalmente per semplificare la disciplina informativa; le modifiche hanno riguardato l’informativa continua, l’internal dealing, le operazioni straordinarie, i codici di comportamento.

Il secondo pacchetto di modifiche è contenuto nella delibera n. 18214 del 9 maggio 2012 con cui la Consob, sempre nell’ottica della semplificazione, ha apportato ulteriori modifiche al Regolamento Emittenti e al Regolamento Mercati; le modifiche hanno riguardato l’informativa sull’acquisto di azioni proprie, sulle partecipazioni rilevanti, sui patti parasociali, sugli Mtf, sulle situazioni contabili delle controllate extra-UE, nonché la disciplina degli emittenti diffusi, dei diritti dei soci e, infine, delle offerte pubbliche.

La suddetta circolare commenta quindi: la disciplina sul prospetto (paragrafo 1), le modifiche agli obblighi informativi (paragrafo 2), le modifiche apportate ai diritti dei soci (paragrafo 3), la disciplina degli emittenti diffusi (paragrafo 4) ed infine alcune altre novità previste dalla Consob con alcune comunicazioni (paragrafo 5).

 

6) Disposizioni su finanza e funzionamento degli enti territoriali: posta la fiducia

Presso la Camera dei Deputati, nella seduta del 07 novembre 2012, è ripreso l’esame del disegno di legge di conversione del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 (C. 5520-A/R).

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Dino Piero Giarda ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del provvedimento, nel nuovo testo delle Commissioni elaborato a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea nella seduta di ieri. La fiducia sarà votata nella seduta di oggi (08 novembre 2012).

 

Vincenzo D’Andò