Novità fiscali del 6 novembre 2012: vademecum su come costituire una associazione sportiva e proroga IMU

Pubblicato il 6 novembre 2012



come costituire l’associazione sportiva: vademecum; apprendisti: sgravi operativi per i datori di lavoro; assunzioni: dal 25 novembre comunicazione preventiva di sconfinamento tempo determinato; incentivi per giovani e donne, le regole del ministero e dell’Inps; legge forense approvata: riguarda anche i Consulenti del lavoro; compensi ad istruttori sportivi esenti da Enpals; proroga presentazione Modello IMU 2012: entro 90 giorni dalla G.U.; pagamento dell’IMU da parte degli enti non commerciali: si ritorna al passato

 

 

Indice:

1) Come costituire l’associazione sportiva: vademecum

2) Apprendisti: sgravi operativi per i datori di lavoro

3) Assunzioni: dal 25 novembre comunicazione preventiva di sconfinamento tempo determinato

4) Incentivi per giovani e donne, le regole del ministero e dell’Inps

5) Legge forense approvata: riguarda anche i Consulenti del lavoro

6) Compensi ad istruttori sportivi esenti da Enpals

7) Proroga presentazione Modello IMU 2012: entro 90 GIORNI dalla G.U.

8) Pagamento dell’IMU da parte degli enti non commerciali: si ritorna al passato

 

 

1) Come costituire l’associazione sportiva: vademecum

La prima cosa da fare per la costituzione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) è la predisposizione di Atto Costitutivo e Statuto sociale ove occorre aggiungere il maggior numero possibile di attività sportive nell’oggetto sociale.

Ciò poiché l’aggiunta di una disciplina sportiva in seguito potrebbe comportare l’obbligo di modificare lo statuto sociale.

Come è noto, la ASD è un ente non commerciale senza fini di lucro, che in via secondaria può svolgere anche attività commerciale accanto a quella istituzionale, per il raggiungimento delle proprie finalità statutarie.

Occorre predisporre tali documenti attenendosi espressamente a quanto previsto anche dalle leggi fiscali, oltre che civilistiche (ad es. lo statuto di una associazione sportiva dilettantistica deve ottemperare alle norme previste dal D.Lgs. n. 460/1997, peraltro contenute nell’art. 148 del TUIR).

Se l’ente non commerciale non si avvale dell’intervento di un notaio, si ritiene (così come affermato in dottrina) che sia necessario registrare lo statuto presso l’Agenzia delle Entrate (almeno in presenza di introiti non derivanti da quote sociali). Per registrare lo statuto occorre compilare il Modello F23 e presentare il pagamento in banca.

Una volta compilato e pagato l’F23, ci si dovrà presentare all’Agenzia delle Entrate con la seguente documentazione:

- Atto Costitutivo e Statuto in doppia copia con firme originali su entrambe le copie, sui quali apporre una marca da bollo (€ 14,62) ogni 4 facciate uso bollo;

- il modello F23 da cui risulta l’avvenuto pagamento dell’imposta.

Tra le varie tipologie di associazioni vi rientrano quelle che:

- Come introiti per il funzionamento hanno solo le quote sociali (per questa tipologia di Associazione è sufficiente la richiesta del codice fiscale all’Agenzia delle Entrate. In alternativa, alla presentazione in via telematica, il presidente dell’ente dovrà presentarsi con una copia non originale dello Statuto firmata presso l’Agenzia delle Entrate della provincia dove ha sede);

- hanno introiti da iscrizioni ad attività e corsi sportivi con pagamenti specifici anche al fine di potere remunerare gli istruttori sportivi (attività dettassate se svolte nei confronti dei propri soci, in virtù di quanto previsto dall’art. 148 del TUIR);

- hanno sponsor per l’attività o svolgono servizi a pagamenti versi terzi, non associati per cui devono emettere fattura applicando l’Iva (per queste associazioni é necessario aprire la partita Iva e, quindi, farsi seguire da un esperto per la contabilità e la dichiarazione dei redditi e quanto altro possa servire, poi necessita l’iscrizione dell’ente al REA presso le varie Camere di Commercio territoriali).

Il codice attività, ad es. 93.12.00 per le squadre, i club sportivi ecc., nonché il 85.51.00 per le società che organizzano corsi sportivi e ricreativi.

Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche

Il Registro è lo strumento che il Consiglio Nazionale del CONI ha istituito per confermare definitivamente “il riconoscimento ai fini sportivi” alle associazioni/società sportive dilettantistiche, già affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate ed agli Enti di Promozione Sportiva.
Le associazioni/società iscritte al Registro vengono inserite nell’elenco che il CONI, ogni anno, deve trasmettere ai sensi della normativa vigente, al Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate.

Modello EAS

Secondo quanto affermato dall’Agenzia delle entrate, le quote e i contributi associativi nonché, per determinate attività, i corrispettivi percepiti dagli enti associativi privati, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa tributaria, non sono imponibili (non sono, quindi, tassabili).

Per usufruire di questa agevolazione è necessario che gli enti trasmettano in via telematica all'Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, mediante un apposito modello cd. EAS.

Sono esonerati dalla comunicazione dei dati (modello EAS):

- gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni che non svolgono attività commerciale;

- le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolativo in quanto nel periodo d'imposta precedente hanno realizzato proventi inferiori a 250.000 euro (Legge n. 398/1991 – Regime speciale Iva e imposte dirette);

- le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal Dm 25 maggio 1995 (per esempio, attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito, iniziative occasionali di solidarietà, attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasioni di raduni, manifestazioni e simili);

- i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali;

- le Onlus di cui al D.Lgs. n. 460 del 1997;

- gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (per es., i fondi pensione).

Possono presentare il modello EAS con modalità semplificate i seguenti enti:

- Le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, diverse da quelle espressamente esonerate;

- le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui alla legge n. 383 del 2000;

- le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge n. 266 del 1991, diverse da quelle esonerate per la presentazione del modello (le organizzazioni di volontariato che non sono Onlus di diritto);

-  associazioni iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome ai sensi del Dpr 361/2000;

- associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;

- movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali ai sensi della legge n. 2 del 1997 o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo;

- le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel Cnel nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime;

- l’Anci, comprese le articolazioni territoriali;

- le associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (per esempio, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro);

- le associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’albo tenuto dal Ministero della difesa;

- le federazioni sportive nazionale riconosciute dal Coni.

Modalità e termini per la comunicazione

Il modello per la trasmissione dei dati, denominato “modello EAS”, deve essere inviato, in via telematica, diretta o mediante intermediari abilitati a Entratel, entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti.

Ravvedimento per omesse comunicazioni possibile fino al 31 dicembre 2012 (cd. remissione in bonis)

L’Agenzia delle Entrate ha definito le possibilità di sanare l’omissione di comunicazioni che consentono la fruizione di benefici fiscali ovvero l’accesso a regimi fiscali opzionali nel caso non siano stati effettuati entro i termini previsti la preventiva comunicazione o l’adempimento richiesto, mediante il versamento della sanzione minima di €258 e il ravvedimento entro il termine di

presentazione della prima dichiarazione utile.

In particolare, l’ambito oggettivo di applicazione della cd. remissione in bonis si applica anche nel caso dell’omesso invio del modello EAS per gli enti associativi.

 

2) Apprendisti: sgravi operativi per i datori di lavoro

Apprendisti, sgravi operativi per datori fino a 9 addetti per un massimo di 3 anni.

L’Inps, con la circolare n. 128/2012 spiega modalità e requisiti per l’agevolazione contributiva introdotta dalla legge di stabilità 2012 (n. 183/2012) che prevede l'azzeramento dei contributi per le imprese che occupano fino a nove addetti per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016.

L’incentivo è riconosciuto per un massimo di tre anni, poi sarà applicabile l’aliquota del 10%, fino alla scadenza del rapporto.

Il beneficio potrà trovare attuazione solamente nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di “de minimis” (regolamento Ce n. 1998/06).

Calcolo 9 addetti

Riguardo ai criteri per determinare la base occupazionale (fino a 9 addetti), l’Inps richiama le precedenti indicazioni (circolare n. 22/07) secondo cui va preso in considerazione il momento di costituzione del rapporto di apprendistato (incluso tra il 1° gennaio 2012 e il 31 dicembre 2016), non rilevando i movimenti di personale successivi. Occorre, inoltre, fare riferimento alla struttura aziendale complessivamente considerata e non alla singola unità operativa.
Per il calcolo devono essere esclusi apprendisti, contratto di inserimento e reinserimento.

Per le imprese di somministrazione, il numero dei dipendenti che costituisce la base occupazionale è riferito all'azienda “utilizzatrice”.

De minimis

I datori di lavoro, con il modello allegato alla circolare, dovranno dichiarare all’Inps di averne diritto (DPR 445/00), utilizzando il cassetto previdenziale aziende e avvalendosi della funzionalità contatti.

I datori che hanno già assunto gli apprendisti e utilizzato gli sgravi, dovranno ugualmente trasmettere la dichiarazione de minimis.

Chi ha assunto apprendisti destinatari dello sgravio, ma non ha ancora usufruito degli sgravi, dovrà inviare la dichiarazione per il “de minimis” affinché l’Inps possa attribuire il CA 4R, eliminare i flussi Uniemes dei mesi pregressi e riproporli con i codici degli apprendisti corretti.

L’operazione genererà un credito rimborsabile o compensabile, ma solo internamente, con debiti verso l'Inps.

Per la corretta fruizione dell’agevolazione, occorre:

- determinare il triennio di riferimento rispetto alla data di stipula del contratto di apprendistato agevolato;

- calcolare il limite sommando tutti gli importi di aiuti “de minimis”, di qualsiasi tipologia, ottenuti dal soggetto nel triennio individuato, inclusa l’agevolazione da attribuire.

Codice attibuibile per gli sgravi

Le posizioni contributive delle aziende che, a seguito della presentazione della dichiarazione sugli aiuti “de minimis”, possono accedere allo sgravio contributivo dovranno essere contraddistinte dal codice di autorizzazione “4R” che assume il significato di “azienda che – nel rispetto del regolamento comunitario sugli aiuti de minimis - fruisce dello sgravio contributivo ex lege n. 183/11 in relazione all’assunzione di apprendisti”.

Mobilità
La circolare prende in esame tutta la disciplina dell'apprendistato così come innovato dal TU e dalla legge 92/2012, compresi i lavoratori in mobilità.

Se il lavoratore ha meno di 29 anni, l’istituto ha chiarito che qualora sia possibile instaurare una delle tre forme tipiche di apprendistato, la nuova disciplina introdotta dall’art. 7 del TU si applica solo se le parti inseriscono nel contratto di lavoro una clausola con cui rinunciano alla facoltà di recesso al termine del periodo di formazione; in caso contrario, la regolamentazione applicabile sarà quella ordinaria.

Clausola di stabilizzazione

Per le aziende sino a 9 unità vale la clausola di stabilizzazione contrattuale, mentre in quelle più grandi si applica solo quella legale del 30% (anche in presenza di un Ccnl che ha regolamentato in materia) e si passerà alla percentuale piena (50%) a decorrere dal 18 luglio 2015.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 05 novembre 2012)


3) Assunzioni: dal 25 novembre comunicazione preventiva di sconfinamento tempo determinato

Possibilità di continuare il rapporto per alcuni giorni solo con Co entro la scadenza.

Sulla GU n. 251 del 26 ottobre 2012, è stato pubblicato il DM 10 ottobre 2012, del Ministero del Lavoro contenente la nuova modalità di comunicazione per i contratti a termine.

La cosiddetta “proroga di fatto” o “coda contrattuale”, consiste nel prolungamento del termine originariamente fissato nel contratto di lavoro stipulato tra datore e lavoratore.

Questa proroga è stata riformata così dalla legge 92/2012 (art 1, comma 9, f):

- Contratti fino a 6 mesi proroga fino a 30 giorni dopo la scadenza (prima erano 20 giorni);

- contratti oltre 6 mesi proroga fino a 50 giorni dopo la scadenza (prima erano 30 giorni).

Il Decreto del Ministero del Lavoro ha introdotto l’obbligo, che andrà in vigore dal 25 novembre prossimo, di comunicazione preventiva (entro la scadenza del contratto) con Unilav della prosecuzione del rapporto di lavoro oltre il termine inizialmente fissato.

Tenuto conto che non sono previste sanzioni se non quella della trasformazione del contratto a tempo indeterminato e della maggiorazione retributiva, è consigliabile effettuare la comunicazione di “proroga di fatto” anche se è stata superata la scadenza del contratto.

Importante considerare che il termine per le proroghe “ordinarie” è sempre di 5 giorni dalla scadenza del termine.

La prosecuzione del rapporto di lavoro oltre la scadenza del termine inizialmente fissata deve essere comunicata dal datore di lavoro inserendo la data del nuovo termine nel campo “data fine proroga”, presente nel quadro “proroga” del modello UniLav.

Il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 15322/2012 del 31 ottobre, comunica anche che tale modalità operativa resterà in vigore fino al 10 gennaio 2013 quando, a partire dalle ore 19, entreranno in funzione gli aggiornamenti alle Co già previsti dal decreto direttoriale n. 235/2012 che prevede un nuovo campo per assolvere al nuovo adempimento sui rapporti a termine introdotto dalla riforma.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 05 novembre 2012)

 

4) Incentivi per giovani e donne, le regole del ministero e dell’Inps

Pubblicate le FAQ con i casi particolari.

Incentivo straordinario per l’occupazione di giovani e donne, l’Inps ha pubblicato le FAQ con le risposte ai dubbi più frequenti.

Sulla base di quanto previsto dal Decreto Interministeriale del 5 ottobre 2012, i datori di lavoro che entro il 31 marzo 2013 stabilizzano rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata (anche in modalità progetto) e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, possono essere ammessi ad un incentivo pari a 12mila euro.

Incentivi di importo minore possono essere riconosciuti a chi instaura, sempre entro il 31 marzo 2013, rapporti di lavoro a tempo determinato di durata minima di 12 mesi. L’incentivo riguarda uomini con meno di 30 anni o donne di qualunque età, ed è autorizzato dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande ed entro il limite delle risorse stanziate dal suddetto Decreto.

Con la Circolare n. 122 del 17 ottobre 2012 l’Inps chiarisce che la domanda di ammissione agli incentivi può essere inviata esclusivamente per via telematica. All’interno della procedura è inserito un contatore che evidenzia le risorse del bonus al momento disponibili.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 05 novembre 2012)

 

5) Legge forense approvata: riguarda anche i Consulenti del lavoro

Novità sostanziali e di rilievo emergono dal testo di Riforma della professione forense, che nella sua prima versione non era accettabile e che invece ha trovato nuove e migliori regolamentazioni su consulenza e incompatibilità dopo l'intervento risolutore della presidente del Cup e del Consiglio Nazionale, Marina Calderone.

In primo luogo, per quanto riguarda la pretesa esclusiva sulla consulenza legale, il legislatore estende agli iscritti alle professioni regolamentate la possibilità di assistere i clienti nelle attività di conciliazione e di stipula di accordi transattivi.

Si tratta di una grande opportunità in un ambito di risoluzione del c.d. contenzioso stragiudiziale da sempre esclusiva dell‘avvocato.

Indubbiamente il consulente del lavoro nell’ambito della propria attività potrà dunque assistere i propri clienti nella risoluzione conciliativa/transattiva di problematiche di natura non solo lavoristica, ma anche civilistica e tributaria. Nasce, quindi, la figura di un professionista globale nel contesto della stragiudizialità , un professionista che potrà assistere il cliente nella nascita del diritto sino alla tutela conciliativa del diritto stesso.

Peraltro, sembra potersi affermare che si verrebbe a legittimare anche la figura del consulente del lavoro che svolga assistenza al lavoratore nelle vertenze lavoristiche, essendo quest’ultime da ricomprendersi nell’ambito di un contesto conciliativo.

Di grande prospettiva, poi, risulta la modifica all’art. 18 della medesima legge di Riforma della professione forense.

Cade cioè l’incompatibilità alla doppia iscrizione “Ordine avvocati/Ordine Consulenti del lavoro”, che avrebbe costretto circa 4 mila consulenti del lavoro in possesso della doppia iscrizione a dover optare per uno dei due albi.

Dunque, adesso trova ancor più vigore la figura del giuslavorista/previdenzialista.

(Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, nota del 05 novembre 2012)

 

6) Compensi ad istruttori sportivi esenti da Enpals

Riguardo i compensi riconosciuti ad istruttori sportivi, tecnici, arbitri, responsabili di manifestazioni sportive dilettantistiche, atleti e figure analoghe. La disposizione che li definisce è l’art. 67 del Testo Unico delle Imposte sui redditi (D.P.R. n. 917/1986), ai sensi del quale sono redditi diversi, se non conseguiti nell’esercizio di professioni né derivanti da un rapporto di lavoro dipendente.

Dottrina sottolinea come la nozione di reddito diverso, che comporta l’esonero dall’obbligo di versare contributi previdenziali, è rimessa al legislatore.

Poiché il legislatore qualifica tali gli emolumenti anche di importo superiore ai 7.500 euro, assoggettandoli solo ad un diverso regime fiscale, tutti gli emolumenti di questa natura dovrebbero considerarsi esenti da contribuzione ENPALS.

 

7) Proroga presentazione Modello IMU 2012: entro 90 giorni dalla G.U.

Il Modello IMU per l’anno 2012 si presenterà entro 90 giorni da quando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, unitamente alle istruzioni, il Decreto di approvazione.

Lo prevede il comma 3, dell’art. 9 del progetto di Legge n. 703 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 D.L. 174/2012 ' A.C. 5520-A), cui il servizio studi della Camera dei Deputati ha dedicato il Dossier del 04 novembre 2012.

A tal proposito, tale Dossier della Camera spiega che il comma 3, modificato nel corso dell’esame in sede referente, posticipa alcuni termini in materia di IMU.

In particolare:

- la lettera a) posticipa dal 30 settembre al 31 ottobre 2012 il termine a disposizione dei comuni per l’approvazione o la modifica del regolamento e delle delibere in materia di aliquote e detrazione IMU;

- la lettera b)differisce i termini per la presentazione della dichiarazione IMU, originariamente fissati al 30 settembre 2012, consentendo di presentarla entro novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto di approvazione del modello di dichiarazione IMU e delle relative istruzioni.

Nel dettaglio, la lettera a) del comma in esame modifica l’ultimo periodo del comma 12-bis dell’articolo 13 del D.L. n. 201 del 2011 (provvedimento che ha disciplinato l’imposta municipale propria “sperimentale”, applicabile già a decorrere dal 2012).

Il richiamato periodo aveva originariamente fissato al 30 settembre 2012 il termine entro il quale i comuni avrebbero dovuto approvare o modificare la delibera e il regolamento relativi alle aliquote IMU, nonché alla detrazione prevista per l’abitazione principale, sulla base dei dati aggiornati; per effetto delle disposizioni in commento tale termine è posticipato al 31 ottobre 2012.

La lettera b) della norma in commento modifica il comma 12-ter dell’articolo 13 del D.L. n. 201 del 2011, il quale dispone in ordine alle dichiarazioni IMU; in particolare, è differito il termine per la presentazione della dichiarazione IMU per gli immobili in rapporto ai quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, originariamente fissato al 30 settembre 2012.

Ai sensi del predetto comma 12-ter, i soggetti passivi IMU devono presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello di dichiarazione approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ai sensi dell'articolo 9, comma 6, del D.Lgs. n. 23 del 2011).

Il decreto ministeriale disciplina i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione.

Il testo originario del decreto legge in esame ha differito tale termine al 30 novembre 2012; tuttavia, a seguito delle modifiche apportate in sede referente, per gli immobili in rapporto ai quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, è consentito presentare la dichiarazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto di approvazione del modello di dichiarazione IMU e delle relative istruzioni per la combinazione.

Dunque la presentazione del Modello IMU 2012 slitta nel 2013, in funzione dell’avvenuta pubblicazione in G.U. del Decreto di approvazione del Modello.

Da tale data decorrono i 90 giorni di proroga.

 

8) Pagamento dell’IMU da parte degli enti non commerciali: si ritorna al passato

Si pagherà l’IMU solo per le attività commerciali (presenza di fine lucrativo, per il 2013, in quota parte. Per l’anno 2012 l’ente continua a fruire dell’esenzione così come previsto per la ex ICI).

Ieri (05 novembre 2012) presso la Camera dei Deputati è avvenuta la discussione del disegno di legge (C. 5520) di conversione in legge del Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali.

A tal fine, il servizio Studi della Camera dei Deputati ha reso disponibile il relativo Dossier aggiornato al 04 novembre 2012.

Tale Dossier precisa che il comma 6 dell’articolo 9, modificato nel corso dell’esame in sede referente, interviene sulla disciplina dell’IMU applicabile agli immobili degli enti non commerciali.

In particolare, in relazione agli immobili a utilizzazione “mista”, per i quali non è possibile individuare la frazione su cui si svolge l’attività non commerciale esente da imposta, si affida alla disciplina regolamentare il compito ulteriore di individuare:

- Gli elementi volti a individuare il rapporto proporzionale tra uso commerciale e uso non commerciale dell’immobile;

- per effetto delle modifiche apportate in sede referente, i requisiti atti a qualificare i soggetti destinatari dell’agevolazione e le attività insistenti sull’immobile come svolte, in modo diretto e indiretto, con “modalità non lucrative” (anziché, come disposto dalla formulazione originaria del testo, con “modalità non commerciali”).

La disciplina dell’esenzione da IMU (ex ICI) per gli immobili di enti non commerciali è stata da ultimo precisata con l’articolo 91-bis del D.L. n. 1 del 2012, norma modificata dalle disposizioni in esame.

Stante il rimando della disciplina generale IMU (articolo 13, comma 13 del D.L. 201 del 2011) alle esenzioni in precedenza vigenti per l’ICI (in particolare all’articolo 7, comma 1, lettera i) del decreto legislativo n. 504 del 1992), sono esenti da imposta municipale gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali e destinati esclusivamente allo svolgimento di determinate attività:

Attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché di attività di religione o di culto, ovvero dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all'educazione cristiana. L’articolo 91-bis del D.L. 1/2012 ha specificato che tale esenzione opera solo ove le predette attività – pur dando luogo, in astratto, a esenzione - siano svolte con modalità non commerciali. In caso contrario, esse saranno assoggettate, dal 2013, ad IMU sperimentale.

Da tale data, dunque, nel caso in cui le attività - siano svolte con modalità commerciali, gli immobili degli enti (non commerciali) in cui sono effettuate saranno assoggettate, in tutto o in parte, a imposta IMU.

Quando è possibile individuare gli immobili o le porzioni di immobili adibiti esclusivamente a attività di natura non commerciale, l’esenzione si applica solo alla frazione di unità in cui tale attività si svolge (articolo 91-bis, comma 2).

Quando, invece, tale individuazione non risulta possibile, l'esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell'immobile quale risulta da apposita dichiarazione (art. 91-bis, comma 3): dal 1° gennaio 2013 l’esenzione sarà applicata secondo un criterio di proporzionalità rispetto all’uso non commerciale dell’immobile, come risultante da apposita dichiarazione.

La definizione delle modalità e delle procedure relative alla predetta dichiarazione, nonché degli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate in uno stesso immobile, sono state demandate ad un apposito decreto del ministro dell’Economia e delle finanze.

Il 4 ottobre 2012 il Consiglio di Stato, chiamato a esprimere il parere sul richiamato schema di regolamento (volto a determinare le modalità e le procedure per stabilire il “rapporto proporzionale” tra le attività svolte con modalità commerciali e le attività complessivamente svolte dagli enti non commerciali, ai fini dell’applicazione dell’esenzione IMU), ha espresso specifiche riserve in ordine al documento presentato dal MEF (Parere n. 04180/2012).

In particolare, i giudici hanno rilevato che le norme di legge non demandano “al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali”; il servizio studi della Camera rileva, sulla base di tali considerazioni, che parte dello schema esaminato “è diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali”.

Viene, quindi, sottolineato che tale aspetto esula dalla definizione degli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale in caso di utilizzazione dell’immobile mista “c.d. indistinta”, mirando piuttosto a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività.

Si è dunque ritenuto che l’amministrazione, con lo schema sottoposto al CdS, abbia compiuto alcune scelte applicative esulanti dall’oggetto del potere regolamentare attribuito dall’articolo 91-bis; inoltre, si reputa che esse siano state altresì effettuate in assenza di criteri o altre indicazioni normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività.

Le disposizioni in commento sembrano quindi dettate dall’esigenza di superare i predetti rilievi.

In particolare, per effetto delle norme introdotte, il regolamento del MEF dovrà individuare, per gli immobili non frazionabili ad utilizzazione “mista”:

- Gli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali, per poter correttamente applicare l’IMU;

- per effetto delle modifiche apportate in sede referente, i requisiti atti a qualificare i soggetti destinatari dell’agevolazione e le attività insistenti sull’immobile come svolte, in modo diretto e indiretto, con “modalità non lucrative” (anziché, come disposto dalla formulazione originaria del testo, con “modalità non commerciali”).

 

Vincenzo D’Andò