Le sanzioni per la mancata compilazione del quadro RW

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 19 novembre 2012



in caso di mancata compilazione del quadro RW è possibile applicare la sanzione in misura fissa invece di quella proporzionale?

Nel caso di integrazione della dichiarazione dei redditi entro il termine di accertamento del relativo periodo di imposta e prima dell'avvio di controlli da parte dell'Amministrazione Finanziaria al fine di sanare l'omissione o la parziale compilazione del quadro RW, si applica esclusivamente la sanzione fissa di euro 258 e non quella proporzionale prevista dal D.L. n. 167/1990. E’ questa una delle osservazioni formulate dall’Associazione italiana dei dottori commercialisti ed esperti contabili attraverso la norma di comportamento del 1 settembre 2012 n. 185.

 

Istruzioni ministeriali alla compilazione del modello UNICO quadro RW

I contribuenti fiscalmente residenti in Italia sono obbligati (in virtù degli adempimenti richiesti in materia di monitoraggio fiscale dalle disposizioni di cui al D.L. n. 167/1990) a compilare il quadro RW del modello UNICO per indicare:

  1. gli investimenti all’estero, intesi come acquisti eccedenti € 10.000,00 e le attività estere di natura finanziaria detenuti alla fine del periodo d’imposta (sezione II),

  2. l’ammontare dei trasferimenti riferiti all’investimento effettuati dall’estero all'Italia ovvero dall'Italia all'estero, ovvero estero su estero, nei quali siano intervenuti intermediari finanziari residenti, nel corso dell’anno di importo complessivo superiore ad € 10.000,00 (sezione III).

 

Effetti sanzionatori

Le sanzioni applicabili alle violazioni costituite dalla mancata compilazione del quadro RW sono particolarmente penalizzanti.

L'art. 5, comma 4, del D.L. n. 167/1990 punisce la violazione dell'obbligo di dichiarazione con la sanzione amministrativa dal 10 al 50 per cento dell'ammontare degli importi non dichiarati e con la confisca di beni di corrispondente valore.

Analoga sanzione, fatta eccezione per la confisca, è prevista dal legislatore nel caso di mancata evidenziazione dei trasferimenti estranei all’intervento di intermediari abilitati

Secondo l'Agenzia delle Entrate (circolare n. 49/E del 23 novembre 2009) la mancata presentazione del quadro RW non può essere sanata, neanche nei 90 giorni successivi alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione, con il pagamento della sanzione di 258 euro. Nell’interpretazione dell’amministrazione finanziaria in caso di effettuazione del ravvedimento operoso, sin dal primo giorno successivo alla scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione, sono dovute le sanzioni proporzionali del 10 e/o del 5 per cento degli importi non indicati nel quadro RW fatta salva la riduzione prevista dall'art. 13 del D.lgs. n. 472/1997.

 

Critica alla tesi ministeriale

L’Associazione italiana di dottori commercialisti solleva parecchi dubbi sulla linearità e coerenza sistematica del regime sanzionatorio riferito all’omessa compilazione del quadro RW.

Trattandosi di un inadempimento di un obbligo che, di fatto, non ha (se non in specifici casi) alcun effetto reddituale il suddetto regime sanzionatorio lede, in primo luogo, i principi generali del sistema sanzionatorio amministrativo improntati alla proporzionalità che deve esistere tra violazione commessa e sanzione di fatto applicabile. Ai fini del monitoraggio fiscale, quindi, eventuali inadempimenti non potrebbero essere sanati secondo l'Amministrazione finanziaria mediante procedure previste ordinariamente in tema di dichiarazioni omesse (1).;

D’altra parte, prosegue l’Associazione, il sistema sanzionatorio previsto appare contraddittorio rispetto a specifiche istruzioni di prassi in tema di omissione relativa alla presentazione della dichiarazione a fronte dell'avvenuto versamento delle imposte dovute, per le quali l'Amministrazione finanziaria ha affermato la debenza, unicamente, della sanzione fissa di 258 euro.

I dottori commercialisti individuano poi una similitudine tra le violazioni in materia di monitoraggio fiscale correlate alla mancata compilazione del quadro RW, e quelle riferite alle violazioni circa la mancata evidenziazione nella dichiarazione medesima dei cosiddetti costi black list di cui all'art. 110, comma 11, del T.U.I.R. (2).

Ciò determinerebbe la possibilità di applicare il principio della emendabilità della dichiarazione prima dell'avvio di accessi, ispezioni o verifiche, si rende possibile evidenziare in una dichiarazione integrativa i costi ed i componenti negativi non originariamente evidenziati rendendosi applicabile, in tal caso, unicamente la sanzione fissa pari a 258 euro di cui all'ultimo periodo del comma 1 dell'art. 8 del D.Lgs. n. 471/1997.

 

Le soluzioni ipotizzate dalla dottrina

La Norma di comportamento n. 185 del settembre scorso avanza quindi tre soluzioni finalizzate a sanare l’omessa o incompleta redazione del quadro RW riferito al monitoraggio fiscale delle attività ed investimenti esteri, a seconda del momento in cui avviene la regolarizzazione.

La prima prevede che, in caso di integrazione della dichiarazione dei redditi entro il termine di accertamento del relativo periodo di imposta e prima dell'avvio di controlli da parte dell'Amministrazione finanziaria, la sanzione dovuta sia pari a 258 euro in ottemperanza al generale principio di emendabilità della dichiarazione.

La seconda affronta il caso in cui l'integrazione della dichiarazione avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva; in tale circostanza la predetta sanzione potrà essere versata nell'ammontare ridotto di un ottavo del relativo ammontare in virtù di quanto previsto dall'art. 13, c. 1, lett. b, del D.Lgs. n. 472/1997 in materia di ravvedimento operoso;

La terza disciplina l’ipotesi in cui laddove il contribuente abbia - in sede contenziosa - abbia spontaneamente sanato la violazione integrando la dichiarazione dei redditi prima della contestazione formulata dall'Agenzia delle Entrate; in tal caso si renderà comunque applicabile la sanzione fissa di 258 euro.

In definitiva, pur in assenza di una specifica disposizione in materia, l’Associazione ritiene del tutto sostenibile che ragioni di ordine logico - sistematico consentano di affermare la possibilità di sanare la mancata presentazione o la incompleta compilazione del quadro RW con il pagamento della sanzione di 258 euro laddove l'integrazione della dichiarazione avvenga entro i termini di cui all'art. 2, comma 8, del D.P.R. n. 322/1998, cioè entro i termini di decadenza per l'accertamento del periodo di imposta e prima dell'avvio di controlli da parte dell'Amministrazione finanziaria. La sanzione in questione, peraltro, potrebbe essere riducibile ai sensi di quanto disposto in materia di ravvedimento operoso ove, naturalmente, la violazione venga sanata entro i termini indicati nell'art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.

 

Trasferimenti dall’Italia verso estero e viceversa (estranei ad investimenti e/o attività esteri/e)

La mancata compilazione della sezione III del quadro RW, nei casi in cui i trasferimenti in questione siano effettuati dall'Italia all'estero ovvero dall'estero all'Italia con l'intervento di intermediari residenti in Italia, non dovrebbe essere in alcun modo sanzionata.

Ciò in quanto, osserva l’Associazione,:

a) esiste una previsione di carattere generale - contenuta nell'art. 6, comma 4, della legge n. 212/2000 - in base alla quale al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell'Amministrazione finanziaria;

b) tale principio è stato ulteriormente rafforzato mediante la previsione di cui all'art. 7, comma 1, lett. f), del D.L. n. 70/2011 (3 in base alla quale "i contribuenti non devono fornire informazioni che siano già in possesso del Fisco e degli enti previdenziali ovvero che da questi possono essere direttamente acquisite da altre Amministrazioni";

c) indirettamente, il D.L. n. 70/2011, seppure in tema di comunicazioni IVA, esonera i contribuenti dal fornire informazioni all'Amministrazione finanziaria laddove determinate operazioni vengano registrate direttamente da parte degli intermediari finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione di cui all'art. 7, comma 6, del D.P.R. n. 605/1973;

Di conseguenza, laddove la mancata compilazione della sezione III del quadro RW non sia stata sanata - in quanto correlata alla mancata compilazione della sezione II del medesimo quadro - con il pagamento della sanzione di euro 258, riguardo alla specifica violazione di mancata compilazione della sezione III non sembrerebbero essere applicabili sanzioni in ragione della piena e potenziale disponibilità dei dati relativi ai trasferimenti Italia - estero, ovvero estero - Italia, nei quali siano intervenuti intermediari finanziari residenti. I dati da indicare nella sezione III del quadro RW risultano essere conosciuti dall'Amministrazione finanziaria indipendentemente dall'obbligo dichiarativo.

 

19 novembre 2012

Attilio Romano ed Antonino Romano

1Sulla questione della proporzionalità tra sanzione applicabile e comportamento sanzionabile, si segnala come le autorità comunitarie abbiano richiesto all'Italia informazioni e delucidazioni in merito al sistema sanzionatorio applicabile in relazione al monitoraggio fiscale nella possibile prospettiva di apertura di una procedura di infrazione da parte delle stesse autorità.

2 Il comma 3- bis dell'art. 8 del D.Lgs. n. 471/1997 prevede espressamente che laddove l'omissione o incompletezza della dichiarazione riguardi i componenti negativi in questione, si applichi una sanzione amministrativa pari al 10 per cento dell'importo complessivo delle spese e dei componenti negativi non indicati, con un minimo di 500 ed un massimo di 50 mila euro.

3L’ 11 del D.L. n. 201/2011, a far data dal 1° gennaio 2012, prevede che tutti gli operatori finanziari siano tenuti alla comunicazione periodica dei dati di natura finanziaria relativi ai rapporti di cui all'art. 7, comma 6, del D.P.R. n. 605/1973. In tale accezione appaiono rientrare sicuramente quelle movimentazioni dall'Italia all'estero e dall'estero all'Italia nelle quali sono intervenuti intermediari residenti.