Le presunzioni sui prelievi dal conto corrente sono retroattive

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 7 novembre 2012

in caso di indagini finanziarie, le presunzioni relative ai prelevamenti dal conto si applicano retroattivamente anche agli esercizi d'imposta anteriori alla normativa del 2004

Con la sentenza n. 14026 del 3 agosto 2012 (ud. 4 aprile 2012) la Corte di Cassazione è tornata ad affrontare l’argomento indagini finanziarie, soffermandosi, fra l’altro, sulle modifiche introdotte dalla legge n.311 del 2004, confermandone la retroattività, sia sul versante delle operazioni fuori conto che dei compensi.

 

La doglianza del contribuente

Il contribuente denuncia l'illegittima applicazione retroattiva del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, c. 1, n. 2, come modificato dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, c. 402, lett. a n. 1 (in vigore dallo 01.01.2005), con conseguente violazione delle norme di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, c. 1, n. 2, alla L. n. 212 del 2000, art. 3, c. 1 e art. 10, cc. 1 e 2, ed agli artt. 3, 24 e 53 Cost., non avendo considerato i Giudici di appello che la norma innovativa che consentiva di recuperare a "reddito" imponibile i prelevamenti risultanti dalle "operazioni e rapporti" intrattenuti dal cliente (nella specie con la banca), doveva ritenersi norma avente carattere meramente procedimentale e come tale doveva ritenersi immediatamente applicabile agli accertamenti eseguiti successivamente alla entrata in vigore della legge finanziaria 2005, anche se aventi ad oggetto periodi di imposta anteriori a tale data.

 

La sentenza

Per la Corte il motivo è infondato atteso che alle modifiche normative apportate dalla Legge Finanziaria del 2005 deve riconoscersi, “da un lato, funzione esplicativa del maggiore imponibile che è oggetto della presunzione speciale prevista dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 2 dall'altro funzione ampliativi dei poteri di indagine della Amministrazione finanziaria”.

L'originaria previsione normativa secondo cui sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti i singoli dati ed elementi risultanti anche dalle "operazioni annotate nei conti" - ove non sia dimostrato che gli stessi siano stati considerati nel reddito imponibile ovvero non debbano essere ritenuti soggetti a tassazione - nonchè "sono posti come ricavi" i prelevamenti annotati negli stessi conti e non risultati dalle scritture contabili ove il contribuente non ne indichi i beneficiari, sostituita dalla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, c. 402, lett. a, n. 1 (Legge Finanziaria 2005) secondo cui, “in difetto di prova contraria fornita dal contribuente, sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti non solo i dati risultanti dai conti bancari ma anche quelli relativi agli altri 'rapporti ed operazioni' bancarie, nonchè vengono recuperati ad imponibile come 'ricavi o compensi' i prelevamenti e gli importi riscossi 'nell'ambito dei predetti rapporti od operazioni' (relativamente ai quali non sia stato indicato il soggetto beneficiario e non vi sia riscontro nelle scritture contabili), è stata infatti costantemente i