I reati tributari - parte XII

Premessa
Proseguiamo anche questo mese con l’illustrazione delle sentenze che hanno per oggetto i reati tributari. Concludiamo con le sentenze del 2011, iniziando con quelle del 2012.
 
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La rilevanza dell’omesso versamento di contributi nella fattispecie di  indebita compensazione
Anche l’omesso versamento di contributi può rilevare  ai fini della fattispecie di indebita compensazione di cui all’art. 10-quater del D.Lgs. n. 74/2000. Si tratta di un’interpretazione estensiva già sostenuta da una parte della dottrina e fondata sia sulla ratio della norma (che mira alla protezione di un istituto che ha registrato frequenti condotte illecite), sia sul riferimento normativo alle “somme dovute” in base all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, termine generico ascrivibile a tutto ciò che è possibile versare con il modello F24. L’interpretazione restrittiva, di contro, risulta fondata, oltre che sulla necessità del rispetto dei principi di riserva di legge e tassatività, sul fatto che la norma è inserita nel D.Lgs. n. 74/2000, avente ad oggetto unicamente i reati in materia di imposte sui redditi e di Iva. Rilevante, inoltre, è reputato il richiamo, attraverso il rinvio all’art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000, al periodo d’imposta, quale ambito temporale da considerare ai fini del computo della soglia di punibilità.
(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 13996/12)
 
 
Frode fiscale e principio di specialità
Si rileva che la pubblica accusa ricorrente ha evidenziato, con riferimento alla condotta posta in essere dagli indagati, l’assenza di elementi necessari per poter configurare la fattispecie di cui al ritenuto delitto di frode fiscale D.Lgs. n. 74 del 2000, ex art. 3, (in particolare, assenza di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie). D’altra parte l’ordinanza impugnata ha affermato che “la fattispecie rubricate ricade esattamente nell’ipotesi prevista dal D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 3”, senza indicare alcuno degli elementi costitutivi della diversa fattispecie criminosa ravvisata nella imputazione provvisoria atti a configurare l’ipotesi del reato di frode fiscale sopra citata, che per il principio di specialità avrebbe assorbito quello di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’ordinanza impugnata, pertanto, deve essere annullata con rinvio per un nuovo esame, che, tenendo presente la necessità di applicare il principio di specialità tra reati di frode fiscale e quello di truffe aggravata ai danni dello Stato, indichi concretamente gli elementi costitutivi della fattispecie di frode fiscale, eventualmente anche diversa da quella ipotizzata D.Lgs. n. 74 del 2000, ex art. 3, che nel caso in esame assorbe il reato di truffe aggravata ai danni dello Stato.
(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 41450/11)
 
 
Oggettiva l’inesistenza delle operazioni ai fini della fattispecie di reato
Il reato di utilizzazione fraudolenta in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti (D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2) è integrato, con riguardo alle imposte dirette, dalla sola inesistenza oggettiva, ovvero quella relativa alla diversità, totale o parziale, tra costi indicati e costi sostenuti, mentre, con riguardo al l’IVA, esso comprende anche la inesistenza soggettiva, ovvero quella relativa alla diversità tra soggetto che ha effettuato la prestazione e quello indicato in fattura.
(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 41444/11)
 
 
Qualificazione dell’impugnazione del PM
Deve convertirsi in appello l’impugnazione del PM, con trasmissione degli atti al tribunale competente, laddove essa sia diretta avverso il decreto del Giudice delle indagini preliminari che respinge la …

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