I reati tributari – parte XII

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 novembre 2012



l'omesso versamento delle ritenute, le fatture inesistenti... prosegue la rassegna di giurisprudenza dedicata questo mese alle pronunce in tema di reati tributari

Premessa

Proseguiamo anche questo mese con l’illustrazione delle sentenze che hanno per oggetto i reati tributari. Concludiamo con le sentenze del 2011, iniziando con quelle del 2012.

 

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La rilevanza dell’omesso versamento di contributi nella fattispecie di  indebita compensazione

Anche l’omesso versamento di contributi può rilevare  ai fini della fattispecie di indebita compensazione di cui all’art. 10-quater del D.Lgs. n. 74/2000. Si tratta di un’interpretazione estensiva già sostenuta da una parte della dottrina e fondata sia sulla ratio della norma (che mira alla protezione di un istituto che ha registrato frequenti condotte illecite), sia sul riferimento normativo alle “somme dovute” in base all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, termine generico ascrivibile a tutto ciò che è possibile versare con il modello F24. L’interpretazione restrittiva, di contro, risulta fondata, oltre che sulla necessità del rispetto dei principi di riserva di legge e tassatività, sul fatto che la norma è inserita nel D.Lgs. n. 74/2000, avente ad oggetto unicamente i reati in materia di imposte sui redditi e di Iva. Rilevante, inoltre, è reputato il richiamo, attraverso il rinvio all’art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000, al periodo d’imposta, quale ambito temporale da considerare ai fini del computo della soglia di punibilità.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 13996/12)

 

 

Frode fiscale e principio di specialità

Si rileva che la pubblica accusa ricorrente ha evidenziato, con riferimento alla condotta posta in essere dagli indagati, l’assenza di elementi necessari per poter configurare la fattispecie di cui al ritenuto delitto di frode fiscale D.Lgs. n. 74 del 2000, ex art. 3, (in particolare, assenza di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie). D’altra parte l’ordinanza impugnata ha affermato che "la fattispecie rubricate ricade esattamente nell’ipotesi prevista dal D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 3", senza indicare alcuno degli elementi costitutivi della diversa fattispecie criminosa ravvisata nella imputazione provvisoria atti a configurare l’ipotesi del reato di frode fiscale sopra citata, che per il principio di specialità avrebbe assorbito quello di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’ordinanza impugnata, pertanto, deve essere annullata con rinvio per un nuovo esame, che, tenendo presente la necessità di applicare il principio di specialità tra reati di frode fiscale e quello di truffe aggravata ai danni dello Stato, indichi concretamente gli elementi costitutivi della fattispecie di frode fiscale, eventualmente anche diversa da quella ipotizzata D.Lgs. n. 74 del 2000, ex art. 3, che nel caso in esame assorbe il reato di truffe aggravata ai danni dello Stato.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 41450/11)

 

 

Oggettiva l’inesistenza delle operazioni ai fini della fattispecie di reato

Il reato di utilizzazione fraudolenta in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti (D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2) è integrato, con riguardo alle imposte dirette, dalla sola inesistenza oggettiva, ovvero quella relativa alla diversità, totale o parziale, tra costi indicati e costi sostenuti, mentre, con riguardo al l’IVA, esso comprende anche la inesistenza soggettiva, ovvero quella relativa alla diversità tra soggetto che ha effettuato la prestazione e quello indicato in fattura.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 41444/11)

 

 

Qualificazione dell’impugnazione del PM

Deve convertirsi in appello l’impugnazione del PM, con trasmissione degli atti al tribunale competente, laddove essa sia diretta avverso il decreto del Giudice delle indagini preliminari che respinge la richiesta di emissione di sequestro preventivo.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 37519/11)

 

 

Le conseguenze della prescrizione del reato

Deve essere cassata senza rinvio la sentenza di condanna pronunciata in sede di merito allorquando sia maturata la prescrizione in fase di legittimità.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 37512/11)

 

 

La rilevanza del giudicato esterno

Il giudicato esterno può assumere rilevanza per la risoluzione di controversie tributarie allorquando abbia ad oggetto elementi che abbiano valore condizionante rispetto alla fattispecie dell’obbligazione tributaria, suscettibili di manifestare un contenuto di accertamento inerente qualificazioni giuridiche e l’idoneità a fare stato in periodi d’imposta differenti. Non sussiste il diritto alla detrazione dell’imposta laddove l’operazione imponibile sia stata oggetto di fatturazione e documentazione da parte di soggetto differente dal cedente il bene o prestatore del servizio.

(Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 21080/11)

 

 

L’elemento obiettivo del reato di fatture per operazioni inesistenti

Il D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 1, comma 1, lett. a fornisce una nozione normativa del concetto di fatture per operazioni inesistenti che sono considerate tali quelle emesse a fronte di operazioni non realmente effettuate anche in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale ovvero riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi. Da tale definizione, risulta chiaro che concretizza l’elemento obiettivo del reato previsto dal citato art. 2, l’utilizzo, al fine della indicazione di elementi passivi fittizi, di fatture per operazioni inesistenti senza alcuna distinzione tra documenti falsi nella loro materialità o falsi in riferimento alle operazioni ivi indicate (In questo senso, la sentenza 9673/2011 della III sezione della Corte di Cassazione).

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 36844/11)

 

 

Rilevante il dolo specifico

Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti è punito a titolo di dolo specifico ed il fine di evasione delle imposte costituisce l’obiettivo cui deve tendere l’agente. Il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti è altresì punito a titolo di dolo specifico e tale condotta è finalizzata a consentire ad altri il perseguimento di intenti di evasione dei tributi.

(Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 36394/11)

 

15 novembre 2012

Danilo Sciuto