Derivati esotici e margine di intermediazione: riflessi di convenienza e congruità (terza parte)


 

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di Roberto Marcelli

 

5. L’up-front, componente commutativa sottratta all’alea del derivato.

Non vi è alcun elemento che connatura l’up-front allo Swap, risultando la funzione del primo distinta da quella del secondo1. Anzi, la funzione di copertura del rischio che sovente accompagna lo Swap, impiegata alla stregua di un prodotto assicurativo, è più consona al pagamento di un premio che all’incasso di un up-front. Risulta per altro stridere con la natura del contratto l’accostamento di un introito certo a pagamenti aleatori.

1 “… a prescindere dal tipo di strumento finanziario sottostante, Swap, opzione, ecc., l’up-front, in sé, non ha nulla a che vedere con il perfezionamento di un contratto derivato. Ove fosse presente – all’interno di un contratto derivato – dovrà avere una autonoma ragione economico giuridica, ben esplicitata, per non rischiare la dichiarazione di nullità in un eventuale giudizio per assenza di causa.” (Lembo, La rinegoziazione dei contratti derivati. Problematiche giuridiche, Il nuovo diritto, 2007).


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