Agevolazioni post terremoto: ampliata la platea dei beneficiari

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 24 novembre 2012



un riassunto di tutte le novità che riguardano le facilitazioni per l'accesso ai finanziamenti per il pagamento di tributi e contributi sospesi in occasione del sisma 2012 nel Centro-Nord Italia (a cura Dott. Nicola Monfreda & Dott. Fabrizio Stella)
  1. Premessa.

Il 16 novembre, come noto1, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto legge n. 194, andando a modificare la disciplina già adottata dal Governo con il Decreto legge 10 ottobre 2012, n. 1742, afferente alle condizioni e procedure per accedere a finanziamenti agevolati per la ripresa dei versamenti tributari contributivi sospesi in occasione degli eventi sismici che hanno colpito le regioni del Centro-Nord3 nel maggio 2012.

L’intervento si è reso necessario in considerazione che i tempi di definitiva conversione in legge (scadenza il 9 dicembre 2012) potrebbero – di fatto – inficiare agli aventi diritto, così come ampliati dagli emendamenti integrativi sinora approvati dal Parlamento durante la dialettica di conversione, la possibilità di accedere tempestivamente alle procedure bancarie di finanziamento4.

Si è, quindi, reso necessario, spiega il Governo del comunicato di fine seduta del 16 u.s., anticipare l’effettività delle disposizioni emerse dal dibattito parlamentare.

In buona sostanza, il provvedimento chiarisce che possono accedere ai finanziamenti, oltre le imprese industriali, le imprese commerciali, agricole, i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti, sempreché abbiano titolo ad accedere ai contributi avendo subito danni.

 

  1. I nuovi beneficiari.

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta, proceduralmente, con la Circolare n. 166087 del 19 novembre 2012 che integra e modifica il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 22 ottobre 20125, modificato a sua volta dal provvedimento 31 ottobre 2012, fornendo indicazioni per consentire ai nuovi soggetti beneficiari previsti dalla normativa di accedere al finanziamento di cui all’articolo 116 del decreto legge 174/2012.

Il decreto legge n. 194 amplia la platea dei beneficiari, inizialmente riservata ai soli imprenditori in relazione ai danni subiti, precisando che il finanziamento può essere altresì chiesto:

  • dai titolari di reddito autonomo;

  • dagli esercenti attività agricole,

limitatamente ai danni subiti in relazione alle attività svolte per il pagamento dei tributi, contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria;

  • dai titolari di reddito di lavoro dipendente, proprietari di una unità immobiliare adibita ad abitazione principale classificata nelle categorie B, C, D, E ed F della classificazione AeDES, per il pagamento dei tributi dovuti dal 16 dicembre 2012 al 30 giugno 2013.

L’Agenzia fornisce, poi, le istruzioni aggiornate per la compilazione dei modelli di comunicazione dei dati per l’accesso al finanziamento agevolato.

I soggetti che, avendone i requisiti, accedono al finanziamento devono:

  • inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente per via telematica, direttamente o per il tramite degli intermediari autorizzati dal 21 al 30 novembre 2012, utilizzando l’apposito software disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia;

  • presentare al soggetto autorizzato all’esercizio del credito, con il quale è stato stipulato il contratto di finanziamento, i modelli di pagamento esclusivamente in formato cartaceo.

  1. Conclusioni.

Con questo provvedimento si completa, quindi, il complessivo quadro agevolativo, in caso di calamità naturali, ammissibile in base alle norme comunitarie.

In tal senso, giova rammentare l’attività ispettiva intrapresa dalla Commissione europea7 con l’avvio di un’indagine per capire se le agevolazioni fiscali e previdenziali introdotte dall’Italia, nel tempo, a favore delle imprese delle zone colpite da calamità naturali rispettano o meno la normativa dell’Unione sugli aiuti di Stato, con riguardo alle norme che consentono agli Stati membri di intervenire per compensare i danni causati dalle calamità naturali 8.

l provvedimento adottato dal Governo, stante i requisiti della straordinarietà e dell’urgenza, dopo le previste intese tra i Dicasteri concertanti, è al momento al vaglio del Parlamento che dovrà convertirlo, a pena di decadenza 9, in Legge.

In tal senso, sicuramente apprezzabile appare l’iniziativa del Governo di anticipare le indicazioni fornite dal Parlamento, con un intervento d’urgenza sicuramente motivato dalla giusta volontà di consentire a tutti gli aventi diritto l’effettività del beneficio fiscale concesso.

 

24 novembre 2012

Fabrizio Stella e Nicola Monfreda

1 Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 16 novembre 2012.

2 Pubblicato nella G.U. 10 ottobre 2012, n. 237.

3 Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

4 Il provvedimento è stato approvato dalla Camera dei Deputati il 13 novembre 2012 (Atto n. 5520) ed ora all’esame del Senato (Atto n. 3570).

5 Si veda anche la breve nota di commento: Nuovi ammessi al finanziamento per i terremotati del Centro-Nord, in Fisco Oggi, www.nuovofiscooggi.it.

6Art. 11 - Ulteriori disposizioni per il favorire il superamento delle conseguenze del sisma del maggio 2012:In vigore dal 11 ottobre 2012 … Per ragioni attinenti agli eventi sismici che hanno interessato le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto nel maggio 2012, alle richieste di anticipazione della posizione individuale maturata di cui all'articolo 11, comma 7, lettere b) e c), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, avanzate da parte degli aderenti alle forme pensionistiche complementari residenti nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, si applica in via transitoria quanto previsto dall'articolo 11, comma 7, lettera a), del citato decreto legislativo n. 252 del 2005, a prescindere dal requisito degli otto anni di iscrizione ad una forma pensionistica complementare, secondo le modalità stabilite dagli statuti e dai regolamenti di ciascuna specifica forma pensionistica complementare. Il periodo transitorio ha durata triennale a decorrere dal 22 maggio 2012. 5. In considerazione della mancata sospensione degli obblighi dei sostituti di imposta, conseguente al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1° giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 6 giugno 2012, n. 130, i sostituti di cui al predetto decreto che, a partire dal 20 maggio 2012, non hanno adempiuto agli obblighi di riversamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché sui redditi di lavoro autonomo, e relative addizionali già operate ovvero che non hanno adempiuto alla effettuazione e al riversamento delle stesse successivamente a tale data, regolarizzano gli adempimenti e i versamenti omessi entro il 16 dicembre 2012, senza applicazione di sanzioni e interessi. Effettuato il versamento, i sostituti operano le ritenute IRPEF sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e relative addizionali nei limiti di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180. 6. I pagamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi dei decreti del Ministro dell'economia e delle finanze 1° giugno 2012 e 24 agosto 2012, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, rispettivamente, del 6 giugno 2012, n. 130, e del 30 agosto 2012, n. 202, nonché dell'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, sono effettuati entro il 16 dicembre 2012, senza applicazione di sanzioni e interessi. 7. Fermo restando l'obbligo di versamento nei termini previsti, per il pagamento dei tributi, contributi e premi di cui al comma 6, nonché per gli altri importi dovuti dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013, i titolari di reddito di impresa che, limitatamente ai danni subiti in relazione alla attività di impresa, hanno i requisiti per accedere ai contributi di cui all'articolo 3 del decreto-legge 6 giugno 2012 n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, ovvero all'articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in aggiunta ai predetti contributi, possono chiedere ai soggetti autorizzati all'esercizio del credito operanti nei territori di cui all'articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 74 del 2012, un finanziamento, assistito dalla garanzia dello Stato, della durata massima di due anni. A tale fine, i predetti soggetti finanziatori possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione tra la Cassa depositi e prestiti e l'Associazione bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, fino ad un massimo di 6.000 milioni di euro, ai sensi dell'articolo 5, comma 7, lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono concesse le garanzie dello Stato di cui al presente comma e sono definiti i criteri e le modalità di operatività delle stesse. Le garanzie dello Stato di cui al presente comma sono elencate nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. 8. I soggetti finanziatori di cui al comma 7 comunicano all'Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che omettono i pagamenti previsti nel piano di ammortamento, nonché i relativi importi, per la loro successiva iscrizione, con gli interessi di mora, a ruolo di riscossione. 9. Per accedere al finanziamento di cui al comma 7, i contribuenti ivi indicati presentano ai soggetti finanziatori di cui al medesimo comma: a) una autodichiarazione, ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni, che attesta: 1) il possesso dei requisiti per accedere ai contributi di cui all'articolo 3 del predetto decreto-legge n. 74 del 2012, ovvero dell'articolo 3-bis del predetto decreto-legge n. 95 del 2012; nonché 2) la circostanza che i danni subiti in occasione degli eventi sismici, come comprovati dalle perizie occorrenti per accedere ai contributi di cui al numero 1), sono stati di entità effettivamente tale da condizionare ancora una ripresa piena della attività di impresa; b) copia del modello di cui al comma 11, presentato telematicamente all'Agenzia delle entrate, nel quale sono indicati i versamenti di cui al comma 6 sospesi fino al 30 novembre 2012, l'importo da pagare dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013, nonché della ricevuta che ne attesta la corretta trasmissione; c) alle rispettive scadenze, per gli altri importi di cui al comma 7, copia dei modelli di pagamento relativi ai versamenti riferiti al periodo dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013. 10. Gli interessi relativi ai finanziamenti erogati, nonché le spese strettamente necessarie alla loro gestione, sono corrisposti ai soggetti finanziatori di cui al comma 7 mediante un credito di imposta di importo pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all'importo relativo agli interessi e alle spese dovuti. Il credito di imposta è utilizzabile ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza applicazione del limite di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ovvero può essere ceduto secondo quanto previsto dall'articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. La quota capitale è restituita dai soggetti di cui al comma 7 a partire dal 1° luglio 2013 secondo il piano di ammortamento definito nel contratto di finanziamento. 11. Con provvedimento del Direttore della Agenzia delle entrate da adottare entro il 31 ottobre 2012, è approvato il modello indicato al comma 9, lettera b), idoneo altresì ad esporre distintamente i diversi importi dei versamenti da effettuare, nonché sono stabiliti i tempi e le modalità della relativa presentazione. Con analogo provvedimento possono essere disciplinati modalità e tempi di trasmissione all'Agenzia delle entrate, da parte dei soggetti finanziatori, dei dati relativi ai finanziamenti erogati e al loro utilizzo, nonché quelli di attuazione del comma 8. 12. Ai fini del monitoraggio dei limiti di spesa, l'Agenzia delle entrate comunica al Ministero dell'economia e delle finanze i dati risultanti dal modello di cui al comma 9, lettera b), i dati delle compensazioni effettuate dai soggetti finanziatori per la fruizione del credito d'imposta e i dati trasmessi dai soggetti finanziatori. 13. Agli oneri derivanti dal comma 10, stimati in 145 milioni di euro per l'anno 2013 e in 70 milioni di euro per l'anno 2014, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 7, comma 21, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, derivanti dalle riduzioni di spesa previste dallo stesso decreto. Agli eventuali scostamenti rispetto ai predetti importi, dovuti a variazioni dei tassi di interesse monitorati dal Ministero dell'economia e delle finanze-Dipartimento del tesoro, si provvede a valere sulle medesime risorse di cui al periodo precedente”.

7 Comunicato stampa del 17 ottobre 2012 della Commissione: Aiuti di Stato: la Commissione indaga su agevolazioni fiscali e previdenziali alle imprese italiane nelle zone colpite da calamità naturali.

8L’avvio di un’indagine formale permette alla Commissione di esaminare più attentamente le misure e alle parti interessate di presentare osservazioni, senza pregiudicare l’esito del procedimento.

9 Come noto, il decreto legge (d.l.), ex art.77 della Costituzione, è un atto con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione. Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti perde efficacia sin dall'inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge, in www.governo.it.