Acconti imposte dirette in scadenza al 30 novembre

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 24 novembre 2012



il prossimo 30 novembre 2012 scade il termine per il secondo versamento dell'acconto delle imposte per il 2012: un riepilogo delle novità e delle regole da seguire per versare il secondo acconto delle Imposte dirette.

Entro il 30 novembre 2012 si dovrà versare il secondo (o l’unico) acconto delle imposte dovuto per l’anno in corso per i soggetti Irpef/Ires ed Ires con esercizio coincidente con l’anno solare.

A differenza della prima rata, la seconda rata andrà versata entro fine mese in unica soluzione, non essendo consentito né il versamento rateale, né il differimento di 30 giorni con la maggiorazione.

I contribuenti, nel corso dell’anno 2012, sono tenuti al versamento di acconti in relazione al debito d’imposta che risulta dalla dichiarazione presentata nel 2012.

Per i redditi 2012 l’acconto può essere calcolato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, oppure sull’imposta stimata per l’anno in corso. L’acconto Irpef per l’anno 2012 è dovuto nella misura del 99% (40% del 99% per il primo acconto) e del 96% per il 2° o unico acconto (per effetto del differimento del versamento di 3 punti percentuali previsto dal D.P.C.M. 21.11.2011), mentre l’acconto Ires è fissato nella misura del 100%.

Infatti, l’acconto per le persone fisiche è stato ridotto dal 99% al 96% per l’Irpef ed al 92% per l’acconto sulla cedolare secca sulle locazioni.

Invariate invece le percentuali del 99% per l’Irap delle società di persone e del 100% per le società di capitali.

 

 

Metodi di determinazione dell’acconto

Gli acconti relativi alle imposte possono essere determinati seguendo due metodi:

- metodo storico;

- metodo previsionale.

Il metodo storico prevede la determinazione dell’acconto sulla base del risultato dichiarato per il periodo di imposta 2011, nelle seguenti misure:

 

 

Modello

Imposta

Acconto totale

Secondo acconto: Entro il mese di novembre (o 11° mese)

Unico

Società

capitali

Ires

100%

Nella misura del 60%

Irap

100%

Unico

Società

persone

Irap

99%

Nella misura del 59,40

Unico

Persone fisiche

Irpef

96%

Nella misura del 56,40%

Irap

99%

 

 

Nella misura del 59,40%

Cedolare secca

92%

Nella misura del 54,00%

 

 

 

Per determinare l’importo dell’acconto si fa riferimento all’imposta dichiarata l’anno precedente.

L’acconto Irpef dovuto per il 2012, pertanto, si calcola tenendo presente Unico 2012.

Non è tenuto al versamento dell’acconto chi ha evidenziato in dichiarazione un’imposta di importo inferiore a 51,65 euro.

A tal fine occorre fare riferimento al rigo RN33 di Unico 2012 PF, denominato “differenza”, relativo al quadro di determinazione dell’Irpef.

Se l’importo è inferiore a 257,52 euro, l’acconto Irpef deve essere eseguito in unica soluzione a novembre, altrimenti in due rate, la prima nella misura del 40% e la seconda del 60%.

 

 

Metodo previsionale

Il metodo previsionale prevede la determinazione dell’acconto sulla base delle (minori) imposte che si presume di dover versare con riferimento al periodo d’imposta in corso (2012).

Tale metodo consente al contribuente di determinare l’acconto sull’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso, al netto delle detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto.

Quindi, per ricalcolare l’acconto d’imposta, si deve considerare la situazione reddituale dell’intero anno, avuto riguardo anche dei maggiori oneri deducibili o detraibili, detrazioni e crediti d’imposta.

Il contribuente che ritiene di conseguire un reddito inferiore a quello dell’anno precedente, può evitare di versare a titolo d’acconto un’imposta in eccedenza e di trovarsi, pertanto, in una posizione creditoria.

Il calcolo del minore acconto deve, però, essere effettuato con molta cura, per evitare di incorrere nella sanzione del 30% (più gli interessi) applicata nel caso di versamento insufficiente.

 

 

Ricalcalo obbligatorio

Il Legislatore ha introdotto alcune disposizioni sul periodo d’imposta 2012, disponendo che esse si debbano applicare già in sede di calcolo degli acconti:

- Immobili storici locati (art. 4, comma 5-quater, D.L. n. 16/2012), in relazione ai quali i possessori dovranno sottoporre a tassazione, anziché la rendita figurativa, il canone effettivamente percepito decurtato del 35% (quindi un importo molto più elevato). La C.M. n. 19/E del 1° giugno 2012 ha precisato che il ricalcolo può essere fatto in sede di secondo acconto, con applicazione degli interessi al 4% per il maggior acconto non versato a luglio (maggior acconto tra vecchie e nuove regole). Se l’immobile storico non è locato (utilizzati direttamente ovvero a disposizione), il reddito imponibile è determinato dalla rendita catastale “effettiva” rivalutata (risultante dalla tariffa d’estimo propria dell’immobile) ridotta del 50%, senza applicazione della maggiorazione di 1/3 prevista per gli immobili a disposizione.

- Le società non operative in perdita sistemica (art. 2 comma 36-quinquies, D.L. n. 138/2011) per le quali in sede di determinazione degli acconti si deve assumere, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando la maggiorazione del 10,50% dell’aliquota (quindi 38% anziché 27,50%, solo per i soggetti Ires) e per tutte le società in perdita sistemica l’acconto sarà determinato prendendo a riferimento il reddito minimo. Come precisato dalla C.M. n. 23/E/2012, occorre tener conto di eventuali risposte positive/negative ad istanza di interpello presentate.

- Nel caso di beni concessi dalla società o dall’imprenditore in godimento ai soci o ai familiari (art. 2 comma 36-terdecies, D.L. n. 138/11), occorre determinare un reddito in capo al socio pari alla differenza tra il valore di mercato del diritto di godimento dei beni ed il corrispettivo annuo (eventualmente) pagato per la concessione in godimento. Se il corrispettivo annuo è inferiore al valore normale, i costi del bene divengono indeducibili. Tale disposizione si applica dal 2012 e se ne deve tenere conto nel calcolo degli acconti; la C.M. n. 24/E del 15 giugno 2012 ha precisato che la differenza tra l’acconto calcolato senza tenere conto delle nuove disposizioni e l’acconto determinato in base alle nuove norme potrà essere versata entro il 30 novembre 2012, senza applicazione di sanzioni, ma comunque con applicazione degli interessi nella misura del 4% annuo prevista per i pagamenti rateali.

- Con riferimento alle società cooperative (art. 2 comma 36-quater, D.L. n. 138/2011) è stata incrementata la quota degli utili tassabili, con effetto dal 2012 ma con riflesso già in sede di acconti.

- La fruizione, nel 2011, delle agevolazioni fiscali per le reti di imprese e della deduzione forfetaria dal reddito d’impresa per gli esercenti impianti di distribuzione di carburante.

 

 

Regime dei minimi 2012

I soggetti che, nel 2012, hanno aderito al nuovo regime dei minimi, sono tenuti al versamento degli acconti 2011 utilizzando le modalità ordinarie, senza considerare le agevolazioni spettanti a seguito dell’adesione al regime.

È consentita la possibilità di utilizzare il metodo previsionale di determinazione dell’acconto per i soggetti che passano dal regime ordinario di tassazione a quello previsto per i nuovi contribuenti minimi (art. 27, comm 7 del D.L. n. 98/2011).

Modalità di versamento

Il versamento della seconda o unica rata di acconto deve essere effettuato nel periodo compreso tra il 1° e il 30 novembre.

In particolare, i contribuenti non titolari di partita Iva possono eseguire il versamento utilizzando il Modello F24, presso qualsiasi banca o qualsiasi agenzia postale, mentre i contribuenti titolari di partita Iva devono obbligatoriamente effettuare il pagamento a mezzo del sistema telematico (tramite Entratel, Fisco on-line o remote banking).

I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

- 4034 - IRPEF acconto (seconda rata o acconto in unica soluzione);

- 1841 - IRPEF cedolare secca (seconda rata o acconto in unica soluzione);

- 2002 - IRES acconto (seconda rata o acconto in unica soluzione);

- 3813 - IRAP acconto (seconda rata o acconto in unica soluzione);

- 1794 - Acconto Imposta Sostitutiva Minimi.

Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile e deve essere effettuato in unico versamento.

 

 

Acconto per la cedolare secca sugli affitti

La cedolare secca sui canoni di locazione, introdotta con il D.Lgs. 23/2011 (aliquota pari al 21% per i canoni liberi e al 19% per i canoni concordati), è fruibile in relazione a locazioni di immobili ad uso abitativo e relative pertinenze poste in essere tra persone fisiche.

La verifica per determinare se sia dovuto o meno l’acconto relativo alla cedolare secca per l’anno 2012 è esperibile dal contribuente verificando l’importo indicato nel rigo RB11, colonna 3, Modello Unico 2012 PF.

Se il rigo RB11 è:

- Pari o inferiore ad euro 51,65 (euro 52 in ragione degli arrotondamenti) non è dovuto acconto;

- superiore ad euro 51,65 (euro 52 in ragione degli arrotondamenti) è dovuto un acconto pari al 92% del suo ammontare.

In tale secondo caso valgono le medesime regole vigenti per l’Irpef ovvero:

- acconto dovuto in unica soluzione entro il 30.11.2012 se l’importo dovuto è inferiore ad euro 257,52;

- acconto dovuto in due rate se l’importo dovuto è pari o superiore ad euro 257,52:

- il 38% del rigo RB11, colonna 3, entro il 18.6.2012 o con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo entro il 18.7.2012;

- il 54% del rigo RB11, colonna 3, entro il 30.11.2012.

Il secondo acconto ovvero l’unica rata relativo alla cedolare secca dovrà essere versato con codice tributo 1841.

 

 

Sanzioni e ravvedimento operoso

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento di acconto si applica una sanzione amministrativa del 30% della somma non versata più gli interessi di mora.

Il contribuente può avvalersi del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.

Per sanare gli omessi versamenti delle imposte sui redditi ed Irap, è possibile applicare le sanzioni ridotte nelle seguenti nuove misure:

- ravvedimento sprint con il 0,20% per ogni giorno di ritardo, se la regolarizzazione viene eseguita entro i 14 gg. dalla scadenza, oltre gli interessi legali su base annua del 2,5% dal 01.01.2012;

- ravvedimento breve con il 3% se la regolarizzazione viene eseguita entro i 30 gg. dalla scadenza, oltre gli interessi legali su base annua del 2,5% dal 01.01.2012;

- ravvedimento lungo con il 3,75% se la regolarizzazione viene eseguito oltre i 30 gg. dalla scadenza, ma entro la dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa, oltre gli interessi legali su base annua del 2,5% dal 01.01.2012.

 

Vincenzo D’Andò

 

23 novembre 2012